Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2018/11/09

Il cimitero degli orrori a Bagheria, salme gettate nelle fosse Bagheria, tangenti al cimitero: carabinieri notificano dieci misure cautelari

Il cimitero degli orrori a Bagheria, salme gettate nelle fosse



Nel Palermitano i carabineri hanno scoperto un giro di tangenti per spostare le salme e fare spazio a nuove sepolture. Le altre venivano gettate in una fossa comune. Dieci arresti a Bagheria


Intascavano tangenti per spostare le salme e creare spazio per nuove tumulazioni. Al cimitero di Bagheria, alle porte di Palermo, i carabinieri hanno scoperto il racket legato alle tumulazioni.


Un anno di indagini per svelare una fitta rete di interessi e un'associazione a delinquere finalizzata alla frode. L'operazione denominata "Caronte", e portata avanti dal Comando provinciale dei carabinieri di Palermo, ha permesso di scoprire ripetuti episodi di corruzione commessi da imprenditori nel settore funerario senza alcun tipo di scrupolo. Arrestate dieci persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.
Il gip del tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura, ha permesso di svelare l’esistenza di un’associazione per delinquere all’interno del cimitero comunale, il cui funzionamento è stato "condizionato e deviato - spiegano i Carabinieri - per controllare l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni, in modo da favorire l’ottenimento di profitti non dovuti attraverso la sistematica reiterazione di condotte di corruzione in violazione dei criteri di efficienza, trasparenza e buona organizzazione del servizio pubblico affidato al cimitero, oltre che in violazione del rispetto dei defunti".





Secondo la ricostruzione dei militari pagare era l'unico modo per ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero. A pagarne le conseguenze erano le stesse famiglie dei defunti costrette, loro malgrado, a piegarsi alle richeste estortive. Chi operava all'interno del cimitero non aveva nessuna pietà per i defunti pur di liberare loculi all’interno del cimitero e cos', le salme in più venivano gettate in una fossa comune

Nell'indagine sono finite indigate altre 34 persone, tra cui due funzionari del servizio cimiteriale del comune di Bagheria, nonché impresari funebri, privati cittadini, responsabili, a vario titolo, di "corruzione, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico".

A reggere tutta l'organizzazione è stato Pietro Mineo, che all’interno del cimitero comunale, aveva un ruolo di primo piano ed era l'unico a trattare con le imprese funebri. "Riusciva a superare l'ordine cronologico di arrivo delle bare per trarne un diretto profitto - spiega il colonello dei carabinieri Antonino Caterino -. Il giro di affari è ancora in fase di valutazione ma visto il numero di persone coinvolte sospettiamo sia molto alto, tale da considerare il rischio di essere scoperti".
Non è il primo episodio di cronaca legato alla gestione dei cimiteri. Lo scorso maggio i carabinieri avevano scoperto il cimitero degli orrori a Monreale. Stesso procedimento per rivendere gli spazi. ormai saturi del cimitero, rivendevano loculi già occupati. Un sistema che è stato smantellato da carabinieri.

Tangenti al cimitero di Bagheria. Le salme gettate nelle fosse



Le indagini, condotte dal mese di maggio 2017 al mese di aprile 2018 hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza. I militari hanno documentato l’esistenza, di un’associazione per delinquere, diretta da Pietro Mineo e operante all’interno del cimitero comunale, il cui funzionamento è stato condizionato e deviato per controllare l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni senza alcun rispetto per i defunti. I militari hanno anche documentato ripetuti episodi di corruzione, commessi da imprenditori locali operanti nel settore delle onoranze funebri e privati cittadini, in favore dei dipendenti cimiteriali, finalizzati ad ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero. L'obiettivo di chi gestiva il cimitero era quello di liberare loculi all’interno del cimitero da destinare a salme segnalate Nell'indagine sono finite indigate altre 34 persone, tra cui due funzionari del servizio cimiteriale del comune di Bagheria, nonché impresari funebri, privati cittadini, responsabili, a vario titolo, di "corruzione, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico".

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cimitero-degli-orrori-bagheria-salme-gettate-nelle-fosse-1599565.html



Bagheria, tangenti al cimitero: carabinieri notificano dieci misure cautelari





Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere



Tangenti per essere seppelliti al cimitero di Bagheria, in provincia di Palermo. Sono quelle scoperte dai carabinieri che hanno eseguito ad un’ordinanza di custodia di applicazione di misure cautelari coercitive, emessa dal gip di Termini Imerese, nei confronti di dieci persone. Sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere,corruzione per esercizio della funzionecorruzione per atto contrario ai doveri d’ufficiocorruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.
Le indagini, per l’accusa hanno consentito di ricostruire “l’esistenza, in Bagheria, di un’associazione per delinquere, diretta da Pietro Mineo e operante all’interno del cimitero comunale, il cui funzionamento è stato condizionato e deviato per controllare l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni, in modo da favorire l’ottenimento di profitti non dovuti attraverso la sistematica reiterazione di condotte di corruzione in violazione dei criteri di efficienza, trasparenza e buona organizzazione del servizio pubblico affidato al cimitero, oltre che in violazione del rispetto dei defunti”.

Ma non solo. I carabinieri hanno scoperto anche “ripetuti episodi di corruzione, commessi da imprenditori locali operanti nel settore delle onoranze funebri e privati cittadini, in favore dei dipendenti cimiteriali (appartenenti all’associazione per delinquere di cui sopra), finalizzati ad ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero, riducendo, così, notevolmente i tempi di attesa in camera mortuaria vista l’indisponibilità generale di loculi”. Oltre che “molteplici delitti contro la pietà dei defunti, propedeutici a liberare loculi all’interno del cimitero da destinare a salme “segnalate” dai corruttori”.
Sono state inoltre verificate “reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, commesse da due soggetti riconducibili alla famiglia mafiosa di Bagheria, i quali erano soliti effettuare i loro incontri con altri esponenti mafiosi anche all’interno di una delle principali agenzia funebre di Bagheria”.


ALONGI, BAGHERIA, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CIMITERO, CRISCI, ESTUMULAZIONE, FAVALORO, MANNINO, PACI ROCCO, Peloso, RAPPA ING ROCCO, REQUISIZIONE LOCULI, VENTIMIGLIA LUCIA, VILIPENDIO DI SALMA, 
San Martino le Scale, distruggevano bare per fare spazio (a pagamento) a delle nuove sepolture VD FT

Tutti gli orrori della banda del cimitero di San Martino delle Scale (FOTO) (VIDEO) 





 Il cimitero di San Martino le Scale era diventato il luogo dell’illegalità dominato da una organizzazione che, di fatto, si era sostituita abusivamente ai benedettini nella gestione delle sepolture, dei loculi e delle cappelle.
Una banda criminale che è stata però sgominata nella notte dai carabinieri che hanno eseguito provvedimenti cautelari (quattro arresti ed un divieto di dimora a Monreale). L’ordinanza è stata firmata dal gip Tribunale di Palermo su richiesta della Procura del capoluogo siciliano. Tutti sono accusati a vario titolo di avere fatto parte di associazione per delinquere, truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere.
In manette sono finiti Giovanni Messina, 70 anni di Palermo, Salvatore Messina, 38 anni di Palermo, Salvatore Messine, 24 anni di Palermo, Antonino Campanella, 33 anni di Palermo e Erminio Morbini, 74 anni di Monreale. Nell’inchiesta ci sono altre persone indagate. (QUI LE FOTO DEGLI ARRESTATI)
L’inchiesta dei Carabinieri di Monreale ha permesso di ricostruire come il cimitero di San Martino delle Scale, di proprietà della locale Abbazia Benedettina, fosse gestito in modo illegale allo scopo di incassare ingenti profitti dalla compravendita di sepolture.
L’indagine è partita dopo alcune denunce e ha portato alla luce una organizzazione criminale che, nel corso degli ultimi anni, si era di fatto sostituita abusivamente ai benedettini nella gestione del cimitero, dando vita ad un vero e proprio mercimonio di loculi e tombe facendo sì che il cimitero ormai saturo da anni, aveva invece perenne disponibilità di tombe grazie alla creazione illegale di spazi. Venivano infatti predisposti contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, all’occorrenza falsificati, e comunque del tutto illegali grazie alla falsificazione di atti pubblici e certificati amministrativi; venivano individuate di tombe e loculi occupati da salme da potere spostare senza correre il rischio che parenti e prossimi congiunti ne rivendicassero la titolarità; veniva disattivato il servizio di Video-sorveglianza installato dal parroco prima di effettuare qualsiasi intervento, in modo da eludere qualsiasi forma di eventuale registrazione o semplice monitoraggio di attività criminose; c’era anche la materiale violazione delle tombe, dei sepolcri e dei loculi già occupati per liberarli svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza con nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme; c’era la sistematica attività illecita di estumulazione occultamento e soppressione e distruzione di cadavere e di bare con salme ancora al loro interno, in totale violazione della normativa, in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative e senza la partecipazione del coordinatore sanitario; c’erano spostamenti non autorizzati in altri loculi, attraverso l’occultamento di bare rimosse dalle loro legittime sedi per trasportarle sempre all’interno del cimitero in altri loculi o in luoghi non visibili ai visitatori del cimitero; c’era lo smaltimento illecito dei rifiuti cimiteriali e di resti umani (parti di scheletro) che invece di essere posti all’interno di uno specifico ossario venivano letteralmente gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive per poi essere coperte da materiale cementizio al fine di non lasciarne traccia; c’era la percezione indebita delle somme di danaro versate per l’acquisto e il rinnovo dei diritti sui loculi e sulle tombe, sotto forma di donazioni volontarie trattenute senza titolo giuridico regolativo dei rapporti con l’abbazia; c’era la truffa ai danni dei congiunti dei “cari estinti” sepolti inducendoli in errore sul corretto funzionamento del sistema di “Luci Votive”, fraudolentemente modificato con un temporizzatore per lucrare sulla differenza della somma incassata dai ratei annuali per il predetto servizio e la minor somma effettivamente versata all’Enel; ci sono stare minacce esplicite nei confronti di chi si recasse al cimitero chiedendo informazioni e rassicurazioni circa i luoghi di sepoltura dei propri cari e minacce di fare perdere la disponibilità di alcuni loculi trasferendo le salme altrove in mancanza del pagamento del denaro per il rinnovo delle concessioni.
Durate le indagini è emerso che sono state moltissime le persone che, non trovando una sistemazione per i propri cari estinti - soprattutto nei cimiteri palermitani che vivono uno stato di emergenza continua - si siano rivolti a loro per un posto all’interno del camposanto di San Martino delle Scale (che è saturo da più di 20 anni). A fronte di un pagamento di 5 mila euro e potendo far leva sullo stato di necessità di quelle famiglie, disposte a pagare cifre consistenti pur di garantire una degna sepoltura ai propri defunti, veniva sempre assicurata un’immissione nelle varie sepolture, dopo aver ricavato nuovi spazi attraverso numerose e sistematiche violazioni di sepolcro, con estumulazioni del tutto illegittime. Alcune aree del cimitero di San Martino delle Scale sono state poste sotto sequestro.

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Nel cimitero dei Benedettini di san Martino delle Scale una banda si era impossessata della gestione subentrando abusivamente ai monaci. Dalle attività investigative svolte dai Carabinieri è stato possibile accertare, secondo l’accusa,  l’esistenza di un sistema criminale di gestione dei servizi cimiteriali ad esclusivo fine di lucro con un modus procedendi, stabile e radicato che si sviluppava attraverso una serie di pratiche illecite e , in alcuni casi, veramente orrorifiche. Alla banda vengono  
contestate ben dodici condotte illecite:

1) Predisposizione della pratica di sepoltura attraverso la creazione di contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, all’occorrenza falsificati, ed in ogni caso conclusi senza titolo da un falso procuratore, privo di qualsiasi potere di rappresentanza dell’ente ecclesiastico proprietario;
2) La falsificazione di atti pubblici e certificati amministrativi;
3) L’individuazione di tombe e loculi occupati da salme da potere spostare senza correre il rischio che parenti e prossimi congiunti ne rivendicassero la titolarità;
4) Disattivazione del servizio di Video-sorveglianza installato dal parroco pro tempore prima di effettuare qualsiasi intervento, in modo da eludere qualsiasi forma di eventuale registrazione o semplice monitoraggio di attività criminose;
5) Materiale violazione delle tombe, sepolcri e loculi già occupati al fine di liberarli svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza mediante nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme;
6) Sistematica attività illecita di estumulazione occultamento e soppressione e distruzione di cadavere e di bare con salme ancora al loro interno, in totale violazione della normativa vigente, in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative e senza la partecipazione del coordinatore sanitario;
7) Spostamenti non autorizzati in altri loculi, attraverso l’occultamento di bare rimosse dalle loro legittime sedi per trasportarle sempre all’interno del cimitero in altri loculi o in luoghi non visibili ai visitatori del cimitero;
8) Smaltimento illecito dei rifiuti cimiteriali e di resti umani decomposti ( parti di scheletro) che invece di essere posti all’interno di uno specifico ossario ( assente per altro nel cimitero di San Martino delle Scale) vengono letteralmente gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive per poi essere coperte da materiale cementizio al fine di non lasciarne traccia;
9) Richiesta e percezione indebita delle somme di danaro versate per l’acquisto e il rinnovo di dei diritti sui loculi e sulle tombe, sotto forma di donazioni volontarie trattenute in assenza di qualsiasi titolo giuridico regolativo dei rapporti con l’abbazia;
10) Truffa ai danni dei prossimi congiunti dei “cari estinti” ivi sepolti inducendoli in errore sul corretto funzionamento del sistema di “Luci Votive”, fraudolentemente modificato con un temporizzatore per lucrare sulla differenza della somma incassata dai ratei annuali per il predetto servizio e la minor somma effettivamente versata all’ENEL quale costo per il predetto servizio di fornitura di energia elettrica;
11) Minacce esplicite nei confronti di chi si recasse presso il cimitero chiedendo informazioni e rassicurazioni circa gli effettivi luoghi di sepoltura dei propri cari estinti;
12) Minacce di fare perdere la disponibilità di alcuni loculi trasferendo le salme altrove in mancanza del pagamento del denaro per il rinnovo delle concessioni che stabiliva lo stesso M. sine titulo e senza alcun parametro, di natura contrattuale o regolamentare di riferimento;
In particolare, durante le indagini, è emerso che sono state moltissime le persone che, non trovando una sistemazione per i propri cari estinti -soprattutto nei cimiteri palermitani che vivono uno stato di emergenza continua – si sono rivolti a loro per un posto all’interno del camposanto di San Martino delle Scale (che è saturo da più di 20 anni).
A fronte di un pagamento di 5.000,00 circa e potendo far leva sullo stato di necessità di quelle famiglie, disposte a pagare cifre consistenti pur di garantire una degna sepoltura ai propri defunti, veniva sempre assicurata un’immissione nelle varie sepolture, dopo aver ricavato nuovi spazi attraverso numerose e sistematiche violazioni di sepolcro, prodromiche a estumulazioni del tutto illegittime.

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CIMITERO DEGLI ORRORI A SAN MARTINO, UNA RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE CHIAREZZA ALLA MAGISTRATURA 

di Silvia Iacono e Marcella Chirchio






Sdegno, amarezza ma anche tanta voglia di sapere che fine hanno fatto le salme di propri cari seppellite nel cimitero di San Martino della Scale. Dopo l’operazione dei carabinieri “Cimitero degli orrori” che ha portato alla luce una grande truffa da parte delle famiglia Messina che avrebbe violato le tombe, i sepolcri e i loculi nel cimitero di San Martino delle Scale.
Gli indagati avrebbero liberato posti  già occupati svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza mediante nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme. Le salme o i loro resti sarebbero stati gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive, che poi sarebbero state coperte da materiale cementizio per non lasciarne traccia. Intanto associazioni di attivisti e cittadini stanno organizzando una raccolta di firme per formare un fronte compatto per le future azioni legali.
“La situazione è gravissima, come si può vedere dai filmati e dalle fotografie. C’è rabbia tra le persone che vengono al cimitero da Palermo e da San Martino delle Scale. La gente cerca le fotografie dei loro cari e le vede  le foto spostate. Noi ci stiamo organizzando per dare voce ai tanti cittadini e per dare solidarietà alle vittime di questa mega truffa- il consigliere della IV circoscrizione di Palermo e attivista a San Martino delle Scale, Antonio Abbonato - Siamo a disposizione come attivisti del territorio per dire che San Martino non è solo il cimitero degli orrori ma San Martino è una zona bella e speriamo che presto possa ritornare nelle cronache per le bellezze ambientali del territorio”.
“Noi attivisti ci stiamo attivando per dire alle persone che la vicenda della truffa attuata nel cimitero di San Martino delle Scale è nelle mani della magistratura e ai carabinieri, che stanno svolgendo delle indagini- spiega Gianni Abruzzo ai microfoni del gds.it  - Noi temiamo che i tempi tecnici saranno lunghi perciò chiediamo alla magistratura di dire realmente di quanti posti sono realmente le due fosse comuni e quante persone sono in queste fosse. Noi chiediamo che vengano riesaminate le bare dei nostri cari per capire se realmente ci sono i nostri parenti”.
Tante le persone sono accorse al cimitero di San Martino delle Scale per capire se i loro cari sono ancora sepolti dove li avevano lasciati. Tanto lo sdegno e l’amarezza: “Noi veniamo a piangere i nostri cari e non sappiamo se veramente siano ancora qui in questo cimitero e speriamo di trovarli qui – spiega una signora intervistata da Gds.it –  È veramente atroce pensare che degli esseri umani abbiamo fatto con raziocinio possa arrivare a tanto. Queste persone hanno fatto quello che hanno voluto pur di guadagnare denaro. Noi veniamo in questo cimitero e troviamo un subbuglio, pur avendo speso cifre paurose”, precisa un’altra cittadina rammaricata e sdegnata.
ALONGI, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CIMITERO, DAVI ROSARIA, GIAMBRUNO, LI MUTI, LOCULI, MANNINO, MINAFRA, ORDINANZE, PACI ROCCO, Peloso, RANDAZZO, RAPPA ING ROCCO, REQUISIZIONE LOCULI, RISO GIOVANNA, VENTIMIGLIA LUCIA, San Martino le Scale, distruggevano bare per fare spazio (a pagamento) a delle nuove sepolture VD FT Tutti gli orrori della banda del cimitero di San Martino delle Scale (FOTO) (VIDEO) CIMITERO DEGLI ORRORI A SAN MARTINO, UNA RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE CHIAREZZA ALLA MAGISTRATURA di Silvia Iacono e Marcella Chirchio Il cimitero degli orrori a Bagheria, salme gettate nelle fosse Bagheria, tangenti al cimitero: carabinieri notificano dieci misure cautelari ALONGI, BAGHERIA, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CIMITERO, CRISCI, ESTUMULAZIONE, FAVALORO, MANNINO, PACI ROCCO, Peloso, RAPPA ING ROCCO, REQUISIZIONE LOCULI, SAN MARTINO LE SCALE VENTIMIGLIA LUCIA, VILIPENDIO DI SALMA,

2018/10/21

2017 13 GENNAIO DETERMINA SINDACO 2 INCARICO MAGGIO CROCE SOSTITUZIONE PUCCIO DEBORAH DISSESSTO E PREDISSESTO DATE A CONVENIENZA

2017 13 GENNAIO DETERMINA SINDACO 2 INCARICO MAGGIO CROCE SOSTITUZIONE PUCCIO DEBORAH DISSESSTO E PREDISSESTO DATE A CONVENIENZA 




17 GENNAIO 2017 ORE 11.57:18 PROTOCOLLAZIONE 

CONSUNTIVO 2016 FIRMATO DA MAGGIORE CROCE ANTONIO C.C. 43 29 DICEMBRE 2017

DI SEGUITO PARTE DELLA NOTA 16923 DEL 09 12 16 A FIRMA DEL RAG DEBORAH PUCCIO CHE EVIDENZIA A TUTTI GLI ORGANI ISTITUZIONALI, UNA SITUAZIONE DI DISAVANZO STRUTTURALE LE CUI MISURE ORDINARIE NON ERANO BASTEVOLI A SUPERARE CERTE CRITICITÀ' E CHE OGGI, SONO PRESENTI ANCHE NEL BILANCIO 2017. lA STESSA PONEVA L'ACCENTO SULLA CAUSA LO JACONO CHE NONOSTANTE FOSSE STATA NOTIFICATA A MAGGIO DEL 2016 ALL'ENTE, VENIVA COMUNICATA ALL'UFFICIO FINANZIARIO AD OTTOBRE 2016, PER CUI CI SI CHIEDEVA  IN FASE DI ELABORAZIONE AL BILANCIO, COME ARGINARE QUESTO DEBITO. IL RESPONSABILE DOTTOR PUCCIO RILEVAVA CHE L'UNICO MODO DI INTERVENIRE ERA ESTRAPOLARE DETTO DEBITO DAL BILANCIO 2016 ED INSERIRLO IN UN PROCESSO DI RIEQUILIBRIO FINANZIARIO PLURIENNALE ATTIVANDO LA PROCEDURA DI CUI ALL'ART 243 BIS DA SOTTOPORRE AL CONSIGLIO COMUNALE, TALE DECISIONE ERA CONFERMATA DA ALTRI PARAMETRI DEFICITARI E PROPONEVA ALTRI DRASTICI INTERVENTI CHE DOVEVANO ESSERE AGGANCIATI AL PREDISSESTO, QUALI L'INNALZAMENTO DELLE ALIQUOTE, UNA FORTE RIDUZIONE  DELLE SPESE E COSI VIA. LA NOTA CONCLUDEVA DICENDO CHE QUEL BILANCIO, MANCANTE DI UNA PARTE DEBITORIA CHE NOI SAPEVAMO, ERA UNICAMENTE FUNZIONALE RISPETTO ALL'ESIGENZA DI ASSICURARE LA FORMAZIONE DELLO STRUMENTO 2016 QUALE PRESUPPOSTO IMPRESCINDIBILE AL FINE DI ACCEDERE ALLA PROCEDURA DI RIEQUILIBRIO AI SENSI DELL'ART 243 BIS. QUESTA RELAZIONE, VENIVA ADOTTATA ANCHE DALLA G.M. CON DELIBERA 165/2016  VENENDO POSTA COME PRIMO PUNTO.

IL PERCOSSO DELINEATO AVEVA ANCHE IL BENESTARE DEL COLLEGIO DEI REVISORI CHE ESPRIMEVANO IL PARERE FAVOREVOLE AL BILANCIO 2016 NELL'ESCLUSIVA IPOTESI CHE L'ENTE FACESSE RICORSO ALLA PROCEDURA PREVISTA DALL'ART 243 BIS 

18 GENNAIO 2017 LA DOTTORESSA PUCCIO PRESENTAVA LA PROPOSTA PER L'ATTIVAZIONE DEL PREDISSESTO, MA VENIVA STOPPATA DAL SINDACO CHE CAMBIAVA IL RESPONSABILE DELL'UFFICIO FINANZIARIO, DANDO 30 GIORNI DI TEMPO AL NUOVO RESPONSABILE  PER RELAZIONARE SUULLA SITUAZIONE CONTABILE E VERIFICARE I PASSAGGI DA FARE. COSA STRANA IL 17 GENNAIO 2017 IL SEGRETARIO, SU RICHIESTA NOSTRA, INVIA UNA NOTA  FIRMA DEL RESPONSABILE DOTTORESSA PUCCIO. 

IL SEGRETARIO RISPONDE CHE LA RICHIESTA ERA STATA FATTA A DICEMBRE QUANDO ANCORA LA RESPONSABILE ERA LA DOTTORESSA PUCCIO CHE STANTE TUTTE LE INCOMBENZE DETTATE DAL BILANCIO, RISPONDEVA SUCCESSIVAMENTE ALLA RICHIESTA FATTA AL NUOVO RESPONSABILE DELL'UFFICIO FINANZIARIO PERCHÉ' NON SI E' ANCORA ATTIVATA LA PROCEDURA 243 BIS VENIVA DETTO CHE VI ERANO STATI DEI PROBLEMI CON IL CAMBIO DEL SISTEMA INFORMATICO CONTABILE E CHE STAVA LAVORANDO ALLE MISURE CORRETTIVE RICHIESTA DALLA CORTE DEI CONTI.  TUTTO CAMBIA CON LA DELIBERAZIONE C.C.  N 14 DEL 18 MAGGIO 2017 IL NOSTRO E' UN COMUNE DISSESTATO, IL 19 MAGGIO IL NOSTRO COMUNE IN AVANZO DI AMMINISTRAZIONE.

 UNA COSA GRAVISSIMA PERCHÉ' SU UNA DELLE PROCEDURE, DEFINITE DALL'ASSESSORE CALTANISETTA ROUTINARIE, DI RICHIESTE, DI CHIARIMENTI DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI, NOI ANDIAMO A FARE UN CAMBIO DI UN RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE E DI UN BILANCIO CONSOLIDATO DEL 2014. ERA POSSIBILE CAMBIARE UN RISULTATO CONSOLIDATO DEL 2014  SENZA UNA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI E SE QUESTA DELIBERA C.C. 14  19 MAGGIO 2017 POTEVA ARRIVARE AL CONSIGLIO COMUNALE SENZA IL PARERE DEI REVISORI DEI CONTI SEGNALAZIONE ALLE AUTORITÀ' DI IRREGOLARITÀ' SULA DATA INERENTE L'INCARICO AL NUOVO RESPONSABILE DELL'UFFICIO FINANZIARIO E CHE VI SONO DELLE INDAGINI IN CORSO.


LA DOTTORESSA PUCCIO AVEVA CHIESTA DI NON ESSERE PIÙ' NOMINATA RESPONSABILE DELL'UFFICIO FINANZIARIO, MA IL REGOLAMENTO DELL'ENTE PREVEDE CHE IN ATTESA DELLA NUOVA NOMINA, LO STESSO SOGGETTO RIMANE  RESPONSABILE PRO-TEMPORE IL FILE DELLA LETTERA DEL SINDACO RIPORTA NON IL 13 MA IL 17. LA NOTA NON E' DEL 13 MA DEL 17 GENNAIO

SE IL SINDACO HA REDATTO LA SUA NOTA IL 17 GENNAIO, IN REALTÀ' LA PROPOSTA DI DELIBERA TRASMESSA IL 16 GENNAIO ERA VALIDA ED EFFICACE. INFORMATO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA IL PREFETTO L'ASSESSORATO ENTI LOCALI UFFICIO ISPETTIVO, CHE SI SONO ATTIVATO CIASCUNO PER LA PROPRIA COMPETENZA. LA PROCURA HA APERTO PRIMA UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI, MENTRE ADESSO VI SONO DEGLI INDAGATI










2017 21 AGOSTO BOLOGNA SINDACO MAGGIORE ANTONINO CROCE 16 MILA EURO CONCORSO AD HOC INIZIATOSI CONDELIBERA GIUNTA 32 DEL 16




2017 13 GENNAIO DETERMINA SINDACO 2 INCARICO MAGGIO CROCE SOSTITUZIONE PUCCIO DEBORAH DISSESSTO E PREDISSESTO DATE A CONVENIENZA




 2017, BILANCI CONSUNTIVO 2017, BOLOGNA STEFANO, corte dei conti, CROCE ANTONIO, DEFFAULT.FORELLO, DELIA, FORINO, ISOLA DELLE FEMMINE, MONREALE, Orlando, PALERMO, PARTINICO, PUCCIO DEBORAH, REVISORI DEI CONTI,

2018/10/20

CAMERA MORTUARIA LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA, SPESI € 63.092,13 NON RISPECCHIA LE DIRETTIVE DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA ART.65 E 66.

CAMERA MORTUARIA LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA, SPESI € 63.092,13 NON RISPECCHIA LE DIRETTIVE DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA ART.65 E 66.















CAMERA MORTUARIA LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA, SPESI € 63.092,13 NON RISPECCHIA LE DIRETTIVE DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA ART.65 E 66.



Con determina dirigenziale n° 272 del 07/06/2017 il Responsabile del V Settore lavori pubblici ha conferito l’incarico di progettista e direttore dei lavori dell’intervento di manutenzione straordinaria all’Arch. Sandro D’Arpa; 
con determina del responsabile del settore V n. 230 del 20/03/2018 è stato individuato il RUP nell’arch. Sandro D’Arpa; 
considerato che l’arch. Sandro D’Arpa ha predisposto il progetto esecutivo “di manutenzione straordinaria della camera mortuaria e locali annessi, all’interno del cimitero comunale di Isola delle Femmine” costituito dai seguenti elaborati: 
- elaborati grafici (stato di fatto e progetto); 
- relazione tecnica e fotografica; 
- Elenco prezzi; 
- Computo metrico estimativo; 
- Capitolato Speciale d’Appalto; 
- Schema di contratto; 
- Quadro economico.


Per tutto il periodo dei lavori di manutenzione straordinaria della camera mortuaria e dei locali annessi il direttore dei lavori incaricato dal V settore non si è preoccupato di osservare l’art. 65 e 66 del REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 SETTEMBRE 1990, n. 285.
La conseguenza di tale svista se così si può definire e che la camera mortuaria non può essere utilizzata né come CAMERA MORTUARIA, né come SALA PER LE AUTOPSIE, obbligatorie per i Comuni con più di 5000 abitanti.
Almeno nella vecchia camera mortuaria le pareti avevano le lastre di marmo come da regolamento.
In conclusione, ho il direttore dei lavori non era presente durante l’esecuzione dei lavori, ho sconosce completamente il Regolamento di Polizia Mortuaria e per tale errore ha percepito pure l’incentivo ex art. 18 della Legge 109/94 pari ad € 591,87 oltre oneri riflessi spettante per la nomina di direzione lavoro e RUP all’arch. Sandro D’Arpa.
Il pavimento non è liscio ma di mattoni ruvidi, non è disposto in modo da assicurare il facile scolo delle acque di lavaggio di cui deve anche essere assicurato il facile ed innocuo smaltimento, forse bisognerà ripavimentarlo?
Per quanto riguarda il tavolo ANATOMICO in Gres, Marmo o Metallo che deve essere provvisto di adatta canalizzazione per lo allontanamento dei liquidi cadaverici e delle acque di lavaggio, nonché di sistema di aspirazione dei gas di scarico e loro innocuizzazione, per il nostro attentissimo direttore dei lavori forse erano oggetti ornamentali da installare in caso di bisogno? 
Costo totale della manutenzione a carico della collettività € 63.092,13.
OLTRE IL DANNO LA BEFFA

Stefano TribotoStefano gestisce l'iscrizione, i moderatori, le impostazioni e i post per Isola delle Femmine, reclami, segnalazioni e suggerimenti dei cittadini. ART. 65.
” 1. LA CAMERA MORTUARIA DEVE ESSERE ILLUMINATA E VENTILATA PER MEZZO DI AMPIE FINESTRE APERTE DIRETTAMENTE VERSO LA SUPERFICIE SCOPERTA DEL CIMITERO E DOTATA DI ACQUA CORRENTE.
2. LE PARETI DI ESSA, FINO ALL'ALTEZZA DI M 2, DEVONO ESSERE RIVESTITE DI LASTRE DI MARMO O DI ALTRA PIETRA NATURALE O ARTIFICIALE BEN LEVIGATA, OVVERO ESSERE INTONACATE A CEMENTO RICOPERTO DA VERNICE A SMALTO O DA ALTRO MATERIALE FACILMENTE LAVABILE; IL PAVIMENTO, COSTITUITO ANCH'ESSO DA MATERIALE LISCIO, IMPERMEABILE, BEN UNITO, LAVABILE, DEVE ESSERE, INOLTRE, DISPOSTO IN MODO DA ASSICURARE IL FACILE SCOLO DELLE ACQUE DI LAVAGGIO, DI CUI DEVE ANCHE ESSERE ASSICURATO IL FACILE ED INNOCUO SMALTIMENTO
ART. 66.
1. LA SALA PER AUTOPSIE DEVE RISPONDERE AI MEDESIMI REQUISITI PRESCRITTI PER LA CAMERA MORTUARIA DI CUI ALL'ART. 65.
2. NELLA SALA MUNITO DI IDONEA ILLUMINAZIONE VI DEVE ESSERE UN TAVOLO ANATOMICO, IN GRES, IN CERAMICA, IN MARMO, IN ARDESIA, IN PIETRA ARTIFICIALE BEN LEVIGATA O IN METALLO, CHE DEVE ESSERE PROVVISTO DI ADATTA CANALIZZAZIONE PER LO ALLONTANAMENTO DEI LIQUIDI CADAVERICI E DELLE ACQUE DI LAVAGGIO E DI MEZZI PER IL LORO RAPIDO ED INNOCUO SMALTIMENTO, NONCHÉ DI SISTEMA DI ASPIRAZIONE DEI GAS E LORO INNOCUIZZAZIONE”.

Giuseppe Bruno Le solite cose raffazzonate indice di discutibile professionalità e interesse della nostra classe dirigente


Nuccio La Mantia Scienziato Il tecnico del comune che ha approvato il progetto, non lo sapeva ?

















Progetto esecutivo di manutenzione
straordinaria della camera mortuaria e locali annessi, all’interno del
cimitero comunale di Isola delle Femmine    CUP E64E17001290005 -CIG 7551800680 rup d’arpa
arch sandro



2017 18 MAGGIO BOLOGNA SINDACO SOPRALLUOGO U.T.C. ASP TUTTI
LOCALI COMUNALI  CIMITERO VIETATO ACCESSO
CAMERA MORTUARIA WC IMPIANTI LUMINAZIONE

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG  7105515877 relazione
tecnica e fotografica

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877  schema di
contratto

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 Atto unilaterale d'obbligo_mortuaria

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 Bando di gara lavori camera mortuaria

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 capitolato camera mortuaria

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 computo metrico

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 Disciplinare di gara

2017 GIUGNO CAMERA MORTUARIA LOCALI ANNESSI MINAFRA D'ARPA
EURO 98.901,44 CIG 7105515877 elaborati grafici

2018 28 FEBBRAIO CIMITERO GARA DITTE AMMESSE ED ASCLUSE
MALLIA D'ARPA LA SALA

2018 20 marzo determina 5 settore mallia sostituzione rup da
minafra a d'arpa sandro cimitero camera mortuaria deliberato 07 06 2017 n 272

2018 19 MARZO MINAFRA AGGIUDICAZIONE LAVORI CIMITERO CAMERA
MORTUARIA E LOCALI ANNESSI CIG 710551877 SALA LUIGI   48.666,67

2018 12 OTTOBRE DETER MALLIA 672 RUP D'ARPA CIG 7551800680
CIMITERO VERBALE REGOLARE ESECUZIONE PROGETTO ESECUTIVO LA SALA LUIGI

2018 12 OTTOBRE DETER MALLIA 673 RUP D'ARPA CIG 7551800680
CIMITERO VERBALE REGOLARE ESECUZIONE PROGETTO ESECUTIVO LA SALA LUIGI

2018 12 OTTOBRE DETER MALLIA 674 RUP D'ARPA CIG 7551800680
CIMITERO VERBALE REGOLARE ESECUZIONE PROGETTO ESECUTIVO

2018 12 OTTOBRE DETER MALLIA 675 RUP D'ARPA CIG 75518006
CIMITERO VERBALE REGOLARE ESECUZIONE PROGETTO ESECUTIVO LIQUIDAZIONE LA SALA
LUIGI





CAMERA MORTUARIA LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA, SPESI € 63.092,13 NON RISPECCHIA LE DIRETTIVE DEL REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA ART.65 E 66.



BOLOGNA STEFANO, BRUNO FRANCO, CAMERA MORTUARIA, CIMITERO, D'ARPA SANDRO, DOSSIER, L'ORCHIDEA, LA SALA LUIGI, MALLIA, MANNINO, ORDINANZE, REQUISIZIONE LOCULI, TRIBOTO, VENTIMIGLIA LUCIA,