Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/16

Abusi edilizi sentenza T.A.R. Ingiunzione a demolire


SENTENZE AMMINISTRATIVE TOSCANE________________
a cura di Francesco Massimo Pozzi

5) TAR TOSCANA - III Sezione - sentenza n. 7 – 17 gennaio 2000 – Pres. Borea, Est. Migliozzi – Soc. M. P. E. S.p.A. (avv.ti Narese e Chiti) c. Comune di Empoli (avv. Farnetani) – ric. n. 1379/98.
1. – Edilizia – Sanzioni – Ingiunzione a demolire – Competenza – Ante D.Lgs. n. 80 del 1998 – Sindaco – Dopo art. 45 D.Lgs. n. 80 cit. – Dirigente.
1. – Il principio sancito dal comma 2 dell’art. 51 della legge 142/90 in merito alla distinzione di competenze tra organi di Governo e Dirigenti è stato reso concretamente operativo solo dall’art. 45 comma primo del D.Lgs. 80/98. Deve pertanto considerarsi legittima l’ordinanza sindacale di ingiunzione a demolire adottata prima della sua entrata in vigore.
DIRITTO - Omissis... (pagg. 33 e 34). Non sussiste, infine, il vizio di incompetenza dedotto sul presupposto che l’ordinanza n. 120/98 (ingiunzione a demolire) avrebbe dovuto essere adottata dal Dirigente della competente struttura comunale anziché (come avvenuto) dal Sindaco.
La legge n. 142/90 e il d.lgs. n. 29/93 hanno indubitalmente sancito il principio della separazione tra i poteri di indirizzo e quelli di gestione di guisa che i primi sono riservati agli organi politici dell’Ente locale, mentre i secondi ai dirigenti e comunque responsabili delle competenti strutture burocratiche.
La legge n. 127/97 (c.d. Bassanini) si è data quindi carico di dare concreta attuazione al suindicato principio ma l’erosione delle competenze dell’organo politico è stata graduale e progressiva concludendosi, in particolare, solo con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 80 del 31 marzo 1998, lì dove con tale normativa si è stabilito (art. 45 comma 1) che le disposizioni previgenti che fanno riferimento a organi di governo per l’adozione di atti aventi contenuto gestionale-amministrativo sono da intendersi nel senso che la competenza spetta ai dirigenti.
Con tale ultima norma si è voluto dare concretezza operativa alla distinzione contenuta nell’art. 3 del medesimo decreto e già enucleata nel principio sancito dal comma 2 dell’art. 51 della legge 142/90, in base alla quale gli organi di governo definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare in relazione alle funzioni di indirizzo politico-amministrativo e verificano la rispondenza dei risultati della gestione alle direttive impartite, mentre ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi, ivi inclusi quelli che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo.
Deve dedursi quindi, per effetto di tale disposizione che tutti gli atti di carattere gestionale adottati dagli organi dei Comuni e delle Provincie (Consiglio, Giunta, Sindaco / Presidente) sono viziati da incompetenza.
A tale regola però sfugge, l’ordinanza n. 120/98 qui impugnata che risulta adottata il 26 marzo 1998 e cioè prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 80/98, provvedimento in relazione al quale non può, perciò affermarsi l’avvenuta devoluzione della competenza in capo al funzionario dirigente la competente struttura comunale.
Omissis.
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