Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/14

Asso di cuori Cattolicesimo e Cristianità

Cattolicesimo e Cristianità

L’essere cattolico non costituisce la condizione necessaria e sufficiente dell’essere cristiano. È una proposizione che presenta notevoli difficoltà sintattiche, anche perché “condizione necessaria e sufficiente” è un’espressione presa in prestito dalle scienze matematiche. Ritengo però che non ci sia modo migliore per esprimere questo concetto, la cui logica ferrea ha numerosissimi riscontri nella vita pubblica. Il cattolicesimo infatti riguarda più da vicino la liturgia e la gamma degli elementi rituali riferiti alla religione della Chiesa di Roma, il cristianesimo è la parte dottrinale, la dispensa dei principi, la storia della predicazione di Gesù Cristo. Basta dunque essere cattolici (frequentare la Messa domenicale, accedere ai Sacramenti, pregare) per potersi definire dei buoni cristiani? No, No e ancora no. Il cristiano deve interpretare la sua stessa vita alla luce dei dettami di Cristo, dei suoi insegnamenti, dei suoi esempi (la giustizia, la libertà, il valore della famiglia, il senso dello stato, il rispetto del prossimo, l’uguaglianza fra tutti gli uomini, l’onestà, la sincerità, il rispetto della vita). Il cristiano cattolico non è cristiano solo quando varca la soglia della Chiesa o quando parla con padre Nicola (per usare un linguaggio spicciolo) è cristiano quando è sul posto di lavoro, quando assolve ai doveri del cittadino (paga le tasse, vota, si reca negli uffici pubblici), quando ricopre delle cariche pubbliche, quando opera in un contesto familiare e sociale, in genere. Ecco che, considerate queste variabili, sovvengono molti dubbi sulla bontà dei cristiani cattolici, non solo del nostro contesto locale ma del cristianesimo inteso nella sua globalità. L’essenza del Cristianesimo cattolico non è il rito, la liturgia, i luoghi di culto, le statue, i simboli ma è la nostra etica fuori dalle mura della Chiesa, l’essere cristiani nella vita pubblica. Le azioni, il pragmatismo, il nostro agire modellano la nostra personalità e ci conferiscono l’accezione di buoni cristiani, non di certo le intenzioni o il culto, che comunque rivestono la loro importanza: la Chiesa di Roma non sarebbe sopravvissuta duemila anni senza chiese, papi, leggi, regole, contatto giornaliero con la gente e quant’altro. Non si può pensare che il carattere spirituale basti a rinsaldare la Fede, di giorno in giorno; occorrono preghiere, sacramenti, riti, occorre in poche parole un contatto reale con Dio (Eucaristia). La parte rituale e liturgica però, a mio avviso, come detto, un ruolo di secondo piano se si perseguono comportamenti scristianizzanti nella vita di tutti giorni. Faccio qualche esempio: evadere le tasse è un atteggiamento scristianizzante, avere legami con la mafia è un atteggiamento scristianizzante, costruire abusivamente è un atteggiamento scristianizzante, spettegolare e calunniare sono atteggiamenti scristianizzanti, amministrare la cosa pubblica favorendo amici e parenti è un atteggiamento scristianizzante, non rispettare il codice della strada è un atteggiamento scristianizzante….. potrei elecarne a centinaia, ma credo che il messaggio sia chiarissimo. E vorrei avvertire coloro i quali perseguono questi comportamenti e si ritengono cristiani (farisei) che la Messa domenicale e la Confessione non sono ancore di salvezza o situazioni avulse dalla realtà: se si hanno atteggiamenti scristianizzanti reiterati è superfluo confessarsi e frequentare le Messe Domenicali e tutti i riti ad esse connessi.

La libertà di opinione è uno dei cardini fondamentali della democrazia. E' però un aspetto scomodo che spesso viene travisato e calpestato. Sono felice che il vostro notiziario abbia rispettato questa forma alta di libertà e abbia mostrato interesse e serietà verso la mia causa. Non è a di tutti gli uomini il coraggio, l'essere controcorrente, il poter uscire allo scoperto. Mi dispiace di non potervi incontrare ma sarò lieto di intrattere con voi, qualche "discussione elettronica".Ho un consiglio da darvi: perchè non creare un blog, un forum di discussione su internet? ps: vi allego qualcosa di interessante.....
ASSO DI CUORI

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