Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/18

Asso di picche La Burocrazia Avvilisce aprile 2006

La burocrazia avvilisce

Cittadini e gestori di servizi. Troppi
burocrati e poco dialogo
Prego, rimanga in linea per non perdere la priorità acquisita” continua a ripetere da oltre cinque minuti con voce asettica, petulante e fastidiosa la segreteria telefonica di uno dei tanti enti e istituzioni che ho cercato di contattare, dopo una scorpacciata di numeri e di tasti premuti. Tento di distrarmi leggendo il giornale per mantenere la preziosa priorità. Alla fine sento una voce umana che risponde in modo flebile e sbrigativo che, tra l’altro, mi invita a leggere bene la fattura ricevuta. Gli faccio capire, dopo un cortese e inutile invito all’uso della logica, che è un villano e uno sciocco e interrompo la conversazione. Tempo perso e conseguente irritazione, con tutti i problemi che condivido con gli altri mortali. Mi rattrista anche, aver maltrattato, forse, un’altra vittima del sistema, ma un po’ di garbo e di disponibilità non guasterebbero, anche perché pago lui e gli altri per svolgere quel ruolo. Sono episodi ricorrenti nella nostra frenetica e stancante vita quotidiana che contribuiscono ad avvelenare le nostre esistenze già di per sé colme di altri veleni. Le nuove tecnologie hanno reso sempre più anonimo, impersonale, freddo e distaccato il rapporto tra cittadini d istituzioni, tra utenti e gestori di servizi, che devono la loro presenza e i loro ragguardevoli profitti ai cittadini-utenti. Enti e istituzioni si sono blindati prima con la stesura di contratti che non tutelano i diritti del cittadino, poi con l’utilizzazione di messaggi registrati. Si comunica con segreterie programmate a dare risposte impacchettate, che, ovviamente, non possono prevedere la complessità e la varietà delle questioni da affrontare, risposte che vanno cercate attraverso percorsi numerici tortuosi e complicati, utili a scoraggiare i temerari fruitori. Nessun dialogo, nessun controllo(chi ha controllato i contratti? Chi controlla la gestione? Chi controlla il personale?) nessun responsabile identificabile, tranne qualche signor K di kafkiana memoria. Da sempre burocrati, impiegati, personale addetto ai servizi, hanno rappresentato e continuano a rappresentare, una costante minaccia per la tenuta e la credibilità del sistema democratico e per il bene-essere psicofisico del cittadino. Una democrazia si indebolisce, si illanguidisce, si incrina anche per queste nocive e diffuse presenze che diffondono sfiducia, scontentezza e rabbia. Quanto resta di civile, di democratico, di colto di gentile in questa nostra società. E’ opinione ormai diffusa, che la burocrazia pùo uccidere una democrazia, perché rigida, stupida, corrotta e servile. Nella burocrazia va compresa tutta la struttura della piramide, dal vertice alla base. Incompetenza, arroganza e insensibilità occupano e corrodono istituzioni ed enti con i risultati disastrosi che abbiamo sotto gli occhi. Sembra che nulla funzioni, che tutto vada a rotoli. I conti dei disservizi sono pagati, non solo collettivamente, ma anche individualmente. Per il singolo cittadino queste situazioni di caos, di strafottenza, di incompetenza, di arbitrio, di precarietà permanente, vengono vissute come eventi fortemente e stressanti, che contribuiscono a creare stati di ansietà diffusa e depressioni. L’assenza di un minimo di garanzie, di certezze, di fiducia, costringe a vivere in un’attesa vigile e inquieta alla ricerca di protezioni varie con relative chiusure individualistiche e privatistiche. Una classe dirigente, nel suo complesso, mediocre, imbroglione, e talvolta, buffonesca, contribuisce a rendere l’orizzonte sempre più nebuloso. Sono tanti i segnali che indicano l’agonia della politica e il declino di una società che continua a trovare motivi di orgoglio, e non di vergogna, nelle vittorie e nelle furberie di chi ci governa ci spinge ogni giorno nella spazzatura culturale e morale. Lo stupore e l’indignazione corrono il rischio di affondare nella dolorosa e amara impotenza, anche se restano energie da poter spendere per un disperato tentativo di cambiamento di rotta per un itinerario, non troppo lontano, più civile e più umano, soprattutto per chi ha vissuto e continua a vivere ai margini di questa spietata e ingiusta società.

Asso di Picche

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