DICIAMO con grande forza NO alla candidatura di persone che hanno tratto vantaggio per la propria famiglia e per i propri amici nella funzione di Amministratori. NO alla candidatura di Condannati o indagati. PRONUNCIAMO con gran forza NO alla candidatura di persone che nel loro passato di Amministratori hanno usato il loro POTERE come mezzo di coercizione e di ricatto.
Comitato Cittadino ETICO MORALE di Isola delle Femmine
Isola delle Femmine Occhio per non vedere, Lingua per non parlare, Orecchio per non sentire
Disposto il divieto di dimora per il comandante e il suo vice
Repubblica — 15 maggio 2002 pagina 4 sezione: PALERMO
A Isola delle Femmine, un complesso turistico fin troppo illegale con la complicità del comandante e il vicecomandante della polizia municipale. Su richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Vanorio, il gip Antonio Caputo ha ordinato il divieto di dimora nella cittadina per i due ufficiali, Giuseppe Giucastro e Antonino Noto. Divieto di dimora esteso anche a Palermo per il gestore del complesso, Vincenzo Aiello, che negli anni scorsi è stato assessore alla Sanità del Comune di Isola. L' indagine è scattata quando la squadra mobile ha fatto alcuni controlli nei 22 bungalow di via GaribCataldo Orazio,ldi 56. I poliziotti hanno scoperto che Aiello non aveva assolto ai consueti obblighi di comunicazione per la cessione dei fabbricati all' autorità di pubblica sicurezza, ovvero al comando della polizia municipale. Qualche giorno dopo, la sorpresa. Le comunicazioni dei 20 affitti si materializzavano d' un tratto nella sede dei vigili. Ma i documenti, secondo la ricostruzione dell' accusa, erano palesemente contraffatti. E sarebbero stati realizzati grazie alle complicità all' interno della polizia municipale. Le accuse che vengono contestate al comandante e ad Aiello sono quelle di abuso d' ufficio e falso materiale. Giucastro e Noto devono rispondere anche di falso ideologico. Il caso resta aperto, le indagini continuano. Il pm Vanorio ha accertato che il complesso turistico è stato realizzato in una zona di inedificabilità assoluta. Eppure mai nessuno degli organi preposti ha rilevato nulla. Anzi, Aiello ha esibito un certificato di agibilità firmato dall' ex sindaco Lo Bianco. Ma secondo la Procura si tratta di un palese falso: al Comune non ce n' è copia. Secondo il gip, le esigenze cautelari sono attuali: «I due ufficiali potrebbero commettere altri reati della stessa specie». Divieto di dimora a Palermo per Aiello: c' è il rischio di «indebite pressioni sugli uffici che devono occuparsi della situazione amministrativa della sua struttura». - s.p
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La strategia di Berlusconi in questi ultimi giorni obbedisce ad un’inflessibile legge dello spettacolo: far rumore, far parlare di sé, a qualunque costo, poco importa se in termini lusinghieri o meno. Il Cavaliere ha bisogno di tener banco, inventandone una al giorno: i “coglioni”, il tentato blitz a Terra!, i giudici indegni, le telefonate alle chat-line. La tecnica è quella dell'inafferrabile fantasista dal dribbling ubriacante, dello spericolato funambolo che tiene tutti con il naso all'insù in attesa dello strabiliante numero successivo. Ma il pubblico va in assuefazione e per scuoterlo la trovata di oggi deve essere più mirabolante di quella di ieri. Somministrare uno shock quotidiano al paese per occupare le aperture dei telegiornali fa sembrare Berlusconi un cavaliere medievale che, privo di una precisa tattica di combattimento, sciabola un po’ dove gli capita. Ma sul breve lo schiaffeggiare l’opinione pubblica paga, perché il Cavaliere è riuscito a colonizzare l'informazione assecondandone la logica. Le dichiarazioni irrituali, talvolta offensive, sempre sorprendenti, oscurano i suoi alleati e hanno effetti esiziali sull’opposizione, che incongruamente contrappone le parole della politica alle parole dell’intrattenimento. Berlusconi si dimostra insuperabile nel dettare l’agenda del dibattito politico, trascinando gli avversari in polemiche che non hanno scelto e in cui si muovono a fatica. L’effetto è la dilatazione ipertrofica e caleidoscopica della sua immagine. Potrebbe sembrare la strategia della disperazione. È solo la normale tattica di chi conosce bene i media, perché in un certo senso li ha inventati.
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