Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/20

Calliope L'ipnotizzatrice dell'Amministrazione

Calliope L’ipnotizzatrice dell’amministrazione
Calliope dalla mitologia greca, una delle nove muse madre di Orfeo e delle Si-rene. Orfeo, suo-natore insuperabi-le della lira, quando suonava e cantava, piegava gli alberi e muoveva le rocce, domava le bestie feroci e faceva deviare il corso dei fiumi, inducendo tutti a seguirlo. Le Sirene ninfe marine metà pesce e metà donna, possedevano una voce così suadente che i marinai, udendole, ne erano incantati al punto da condurre le loro navi a sfracellarsi sulle coste rocciose. Come il nome della mitologia greca la Ditta Calliope Srl, insieme alla Sa.Ba. Srl, sono state capaci di ammaliare con i loro strumenti e la loro voce questa Amministrazione ricevendo una autorizzazione alla realizzazione del Programma Costruttivo di n. 50 alloggi nel nostro territorio, precisamente in un’area destinata a “verde agricolo” con una superficie estesa di mq 13.627. Questa storia, o meglio questa speculazione edilizia inizia nel ben lontano 2000 quando ad amministrare, nel segno della continuità, era “Isola per Tutti”. Nell’anno 2003, all’interno dello stesso gruppo, venuto a conoscenza della scelta di fare diventare il nostro paese un dormitorio di Palermo si è fomentato un grande scontro. Sicuramente l’argomento è difficile da sintetizzare, di conseguenza,cercheremo di essere il più chiaro possibile chiedendo ai nostri lettori un’attenta lettura nei passaggi che seguiranno. Il 15 febbraio ’00 le ditte Calliope e Sa.Ba. presentano un progetto che prevede la realizzazione di un programma costruttivo per n. 77 alloggi da realizzare ai sensi dell’art. 25 della L.R. 22/96. In data 14 giugno dello stesso anno l’ing. F. Usticano, Responsabile del III Settore, redigeva la relazione istruttoria per la Commissione Edilizia Comunale (CEC) nella quale evidenziava che nella fascia compresa fra i 500 ed i 1000 m. della battigia l’indice di densità edilizia territoriale massima è determinata di 1,50 mc/mq, pertanto il progetto doveva essere rielaborato ed integrato nella documentazione. Il 01 febbraio ‘01 con delibera del Consi-glio Comunale n. 09 veniva negata la richiesta d’Autorizzazione attinente, la localizzazione del programma co-struttivo in quanto la stessa non può avvenire se non dopo l’adozione dello schema di massima del P.R.G., così come previsto della L.R. N. 15/91. Passano gli anni nel frattempo suonava Orfeo e cantavano le Sirene. Il 10 febbraio con D.A. n. 142 veniva no-minato, dalla Regione Siciliana - Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, il Commissario ad acta dott. Mario Megna. L’11 marzo ‘03 l’ufficio UTC redigeva la relazione istruttoria per il Commissario ad acta, dove si chiedeva la rielaborazione del progetto al fine di ottenere una densità territoriale massima pari a 1,50 mc/mq. Il 18 aprile ‘03 sono stati pre-sentati i nuovi elaborati di progetto e la densità territoriale massima veniva rispettata. Il 30 maggio ‘03 l’arch. Monica Giambruno trasmette al dott. Megna, copia dell’estratto del verbale n. 30 del CEC dove si evinceva il “PARERE NEGATIVO” all’approva-zione del programma costruttivo, con la sola astensione del suo Presidente Stefano Bologna. Perché? Come mai? Il 21 luglio ‘03 l’arch. Giambruno comunicava alle ditte Calliope e Sa.Ba. il parere favorevole della CEC a condizione che il progetto esecutivo si adeguava alle prescrizioni stabilite nella seduta. Cosa è successo in questo lasso di tempo? L’08 agosto ‘03 il dott. Megna con nota al Presidente del Consiglio Comunale Sig. Cataldo Era-smo, al Sindaco Bologna e al Segre-tario dott. Scafidi Manlio trasmetteva copia della delibera preparata dalla Giambruno con oggetto “Approva-zione del programma costruttivo per la realizzazione di n.50 alloggi”, per l’approvazione del Consiglio Comuna-le entro 45 giorni dalla data dell’08 agosto 2003”, allo scadere del quale il Commissario ad acta si sostituirebbe al Consiglio Comunale. Il 12 agosto ‘03 il Consiglio Comunale approva lo schema di massima del P.R.G. e il 19 settembre Stefano Bologna fa richiesta al Presidente del Consiglio di convo-care il Consiglio Comunale con 5 punti all’ordine del giorno, non “ricordando” di inserire il Programma Co struttivo. Nella stessa data il Sig. Cataldo recatosi al Comune, chiamato dalla Segreteria, convocava il Consi-glio Comunale per il giorno 29 set-tembre, con ordine del giorno i punti richiesti dal Sindaco stesso e in più ”l’Approvazione programma costrut-tivo”. Sono passati appena 46 giorni e il Commissario ad acta con solerzia in data 24.09.2003 con deliberazione n. 48, sostituendosi al Consiglio Comu-nale e non considerando che tale or-gano era stato convocato per giorno 29.09.2003, delibera “l’Adozione del Programma Costruttivo”. Perchè tanta fretta? Forse ipnotizzato dal suono di Orfeo? Il 30 settembre si svolge la seduta del Consiglio Comunale, e riportando quanto scritto dalla delibera n. 56 si evidenzia la volontà, tra l’al-tro all’umanità, dei consiglieri comu-nali di impugnare l’atto antidemocra-tico e forse illegittimo effettuato dal Dott. Megna dando l’incarico al Sindaco Bologna per impugnare tale atto. Questo atto non è stato mai impugnato dal Sin-daco, perché? A voi le consi-derazioni… Però la domanda nasce spontanea, chiunque si chiede “Come mai si fanno passare tutti questi giorni prima di convocare il con-siglio? A questa domanda l’unica persona che può rispondere è il Sig. Orazio Cataldo, il quale interpellato ci comunica che in data 06 ottobre 2003 con lettera informava i Consiglieri Co-munali, l’Assessore Regio-nale, il dott. Mario Megna e il Sindaco stesso che avrebbe preso visione della lettera del Commissario ad acta del 08 agosto scorso in data 19 settembre ‘03, nono-stante fosse indirizzata a Lui non era stata inserita nella carpetta presso l’Ufficio Protocollo del Comune. Il 20 ottobre il Presidente con nota scritta chiedeva al Segretario Comunale di avviare indagine ispettiva ai fini di accertare i motivi per i quali non era stato messo in grado di reperire, nel fascicolo di corrispondenza a Lui intestato, la nota del Commissario. Il 21 ottobre ‘03 il Presidente con nota invitava il Sindaco a volere, con la massima sollecitudine conferire l’inca-rico ad un legale per valutare la legittimità del comportamento del Commissario, che sostituendosi al competente Organo, ha ritenuto di dovere privare di autorità lo stesso della propria competenza. Il 27 ottobre ‘03 il Segretario Comunale comuni-cava al Presidente delle indagini svolte scrivendo “sembra che considerando il lungo periodo intercorso nessuno dei dipendenti interpellati poteva affermare con assoluta certezza l’esi-stenza di particolari situazioni inerenti specificatamente alla nota questio-ne”. Affermava, inoltre “che nessun smarrimento o occultamento del fa-scicolo si è verificato, in quanto è stato regolarmente a disposizione presso l’Ufficio di Segreteria, che ha correttamente informato il Presidente al momento in cui per la prima volta ha preso visione di tutti i documenti depositati in attesa di inserimento all’ordine del giorno della riunione consiliare”. Però caro Segretario dimentica che quella delibera aveva una scadenza, quindi non poteva esse-re trattata come gli altri documenti, tenendo conto del periodo estivo, Ago-sto Settembre, avrebbe potuto avere l’accortezza di avvisare il Presidente almeno telefonicamente, come tra l’al-tro di consueto per altre pratiche, qual-che giorno prima. Inoltre, l’impiegata della segreteria che collaborava con il Presidente lo informava che quel fa-scicolo gli era stato consegnato nella mattina del 19 settembre. Perché? Come mai? Il 19 marzo ‘04 durante una seduta consiliare con punto all’or-dine del giorno una Interrogazione formulata del gruppo Nuova Torre con domande relative alle delibere del Commissario n.48/03 e di Consiglio n. 56/03, il Sindaco Bologna, insieme alla giunta comunale e ai consiglieri di Isola per Tutti, hanno abbandonato l’aula, su invito dello stesso Sindaco. Forse era troppo imbarazzante dovere spiegare un comportamento che non è trasparente ma sicuramente molto compromettente? In data 23 marzo ‘04 l’Assessorato del Territorio ed Am-biente emette il Decreto “Approvazio-ne programma Costruttivo” da rea-lizzare nel comune di Isola delle Fem-mine, vista l’istanza con la quale il Co-mune ha trasmesso l’atto deliberativo del Commissario. In conclusione il 02 dicembre scorso la CEC con verbale n. 14 esprime all’unanimità Parere FA-VOREVOLE. Questa volta rispetto alla precedente il neo Sindaco Porto-bello, Presidente dell’attuale com-missione, esprime il suo parere favo-revole a condizione che la tipologia dei tubi e dei pozzetti fognari siano di qualità e tipo in uso all’Ammini-strazione. Precisiamo che le notizie sin qui riportate sono come da documen-tazione. Ma da quello sin qui scritto emerge che Stefano Bologna ha se-guito la pratica con attenzione ed oculatezza. Proprio per questo nascono delle domande: Perché non ha avvi-sato per tempo il suo amico Presidente Orazio Cataldo? Perché non ha por-tato in discussione l’argomento in giunta? Perché non ha voluto con-frontarsi con il gruppo e prendere atto della sua volontà? Per quale motivo non ha impugnato l’atto? Perché ha abbandonato l’aula? Troppi perché per non avere dubbi.
La Redazione

Nessun commento: