Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/16

Finanziaria 2006 ed Enti locali

Guai agli enti locali dalle mani bucate. Chi dovesse spendere troppo e facesse lievitare la spesa oltre i termini stabiliti dal patto di stabilità interno, avrà sanzioni certe e mirate. Non solo: per evitare che qualcuno «ci marci» e presenti il conto a fine anno e a spese ormai effettuate, bisognerà provvedere ad un monitoraggio delle uscite ogni tre mesi. Chi - infine - dovesse rilevare di aver superato i tetti in un determinato trimestre, dovrà provvedere a rientrare nei ranghi nei tre mesi successivi. E’ di una severità draconiana la circolare che la Ragioneria generale dello Stato ha inviato alle Provincie, ai comuni con popolazione superiore ai 5 mila abitanti (che sono circa 3.500 su 8.500) e alle Comunità Montane di popolazione complessiva superiore alle 50 mila unità. La circolare n.8 del 2006 è un faldone di ben 31 cartelle e sette moduli allegati, è minuziosa, fornisce esempi, stabilisce modalità di monitoraggio. Insomma, parla chiaro, e ricorda come nella Finanziaria di quest’anno, siano stati stabiliti quattro obiettivi, tutti relativi al contenimento della spesa sia corrente (cioè quella ordinaria) che in conto capitale (relativa cioè agli investimenti). La regola è - ricorda la circolare firmata dal Regioniere generale Mario Canzio - che per il 2006 gli enti locali potranno far crescere le proprie spese in misura non superiore all'8,1% rispetto all'ammontare registrato nel 2004. Gli unici soggetti ad essere sollevati dal rispetto del Patto interno sono i Comuni sotto i 5.000 abitanti (ma solo per l’anno in corso, mentre dal prossimo dovranno rientrare nei parametri). Come ogni buona norma, la circolare prevede sanzioni per chi esula, ma anche premi per chi bene si porta. Si applicherà, infatti, uno sconto a tutti gli enti “virtuosi”, quelli cioè in cui «la spesa corrente media pro-capite del triennio 2002-2004 sia risultata inferiore a quella media pro capite» degli altri comuni di analoghe dimensioni. Quanto alla sanzione, basterà che uno solo dei quattro obiettivi di contenimento della spesa non sia rispettato - spiega la circolare - per far scattare la pena, con un automatismo inclemente. E che cosa rischiano gli enti locali di manica larga? Una stretta notevole sugli acquisti di beni e servizi e sulle assunzioni del personale, e perfino un interdizione della possibilità di indebitarsi per finanziare investimenti. Naturalmente, ricorda la Ragioneria, non rientrano nel divieto le operazioni che non configurano un nuovo debito. È il caso, per esempio, di mutui e emissioni obbligazionarie, il cui ricavato è destinato all'estinzione anticipata di debiti pregressi. «Il mancato rispetto degli obiettivi trimestrali- sottolinea la Ragioneria generale - determina automaticamente per l'ente, nel trimestre successivo, l'obbligo di riassorbire lo scostamento registrato intervenendo sul complesso dei pagamenti, nella misura necessaria a garantire il rientro delle spese nei limiti stabiliti». A meno che non si siano registrati «eventi finanziari significativi non dipendenti alla propria gestione». In questo caso, l'ente avrà più tempo per rimettere a posto i conti, ma comunque non oltre «il secondo trimestre successivo». La trasmissione dei rapporti trimestrali da parte delle amministrazioni locali dovrà avvenire esclusivamente via Internet inviando la documentazione alla Ragioneria generale.

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