Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/20

Piano Piano Piano Regolatore

Piano Piano Piano Regolatore


Tutti sentono parlare molto e spesso di Piano Regolatore Generalizzato o P.R.G., a tal proposito vogliamo definirlo “è quello strumento fonda-mentale nella pianificazione urbani-stica, che deve dettare le norme per lo sviluppo dell’intero territorio comu-nale”. In questo Comune la storia del P.R.G. ha avuto in passato e nel presente una miriade di vicissitudini sino ad arrivare all’ultimo progetto di massima datato 1999, dopo che l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, come previsto per legge, notificava al Sindaco Stefano Bologna con voto n°187 del 23 settembre ‘99 la restituzione dello stesso per la totale rielaborazione spiegandone tutte le carenze presentate dallo stesso. In previsione di quanto stava accadendo, con delibera di Giunta Municipale del 10 febbraio ‘99 era stato assegnato l’incarico all’Arch. Angelo Aliquo’. Però, è giusto sottolineare che la competenza di eseguire il P.R.G. è devoluta all’U.T.C. il quale ha le persone competenti per assolvere tali studi, però come succede spesso si preferisce dare la competenza a terzi motivandola per l’assenza di mezzi tecnici. Competenza dal carico oneroso di circa 135 milioni di lire per l’Amministrazione. Ma con tale cifra quanti mezzi tecnici necessari all’espletamento dello studio si sarebbero potuto comprare? E, quanto volte potevano essere riutilizzate? Durante la seduta della Giunta di deliberazione di assegnato incarico all’Architetto gli viene consegnato anche il “discipli-nare di incarico”, che per i non esperti è quel documento che disciplina il rapporto di lavoro della Pubblica Amministrazione con privati a seguito normativa vigente. In tale documento suddiviso in articoli vengono dettati tutti i tempi di consegna della docu-mentazione, fissata a 180 giorni dall’incarico, e l’eventuale penale amministrativa per ogni giorno di ritardo della consegna del P.R.G. . Precisamente l’art. 15 prevede una penale dell’1 per mille, sull’importo complessivo delle competenze, per ogni giorno di ritardo della consegna elaborati. Considerato il notevole ritardo di circa 4 anni, il Professionista ci sa tanto che dovrà pagare il Comune di tasca propria e dire addio alla sua parcella. Ma non crediamo proprio che questo avverrà mai!!
Sintetizziamo ai nostri lettori cosa è avvenuto dopo l’assegnazione dell’in-carico. Il P.R.G. viene portato la prima volta in aula Consiliare nella seduta di Consiglio Comunale in data 12 feb-braio ‘03. Ma tali elaborati il Comune li aveva ricevuti dall’arch. Angelo Aliquò in data 02 aprile ‘02. Sicu-ramente già in ritardo, ma perché questo ulteriore ritardo? Questa domanda viene rafforzata ancora di più dai verbali della delibera consiliare n. 21 del 04 aprile 2003 dove apprendiamo che sono stati chiesti al Presidente del Consiglio Comunale l’esibizione in aula di tutti gli atti di compravendita dei terreni stipulati nel periodo fra l’anno 2000 e 2003, che i Notai depositano per legge al Comune, nonché i certificati di destinazione urbanistica rilasciati dall’U.T.C. nello stesso periodo. Non avendo avuto mai risposta durante la seduta consiliare del 16 giugno 2003, delibera C.C. n. 39, le richieste sono state modificate in una mozione sottoposta all’approvazione del Consiglio, i consiglieri di maggio-ranza “Isola per tutti” hanno votato contrario bocciando la mozione. Perché? A tal proposito interessante sarebbe capire se durante questo ritardo, dal 2000 al 2004, qualcuno abbia acquistato degli appezzamenti di terreno agricolo, convinto di dedicarsi all’agricoltura, e poi magari vedersi costretto a costruire ville, villette, case piccole e grande, perché magari l’Amministrazione, in nome della espansione urbanistica, ha deciso di modificare quei terreni in zona residenziale. Cosa vogliamo dire: “Cari lettori a volte il destino è proprio crudele per un ristretto numero di persone”. Dalla relazione del progettista, che accompagna lo schema di P.R.G., si evince “che il patrimonio edilizio esistente è in grado di assicurare il soddisfacimento del fabbisogno futuro”. Ma come, si ci affida ad un professionista esterno per le sue doti, e poi si procede tutto il contrario delle sue linee guide? La realtà è quella che sta succedendo nel nostro territorio, vediamo il Program-ma Costruttivo dell’Impresa “Immobiliare Calliope srl e SA.BA srl” con 50 alloggi in costruzione in terreno ieri agricolo e verde attrezzato, e non solo ma sembrerebbe che un altro grosso complesso di alloggi, sempre per edilizia popolare, è in attesa delle autorizzazioni di legge per iniziare i lavori. Altri terreni sono stati cambiati di destinazione, e proprio quando questi ultimi spezzoni di terreno saranno cementificati, dove si potrai-no recuperare gli spazi per le opere pubbliche? Per i giardini? Per le aree a verde attrezzato? Per lo sviluppo turistico e le aree dedicate allo sport? Si dovrà fare i conti con il futuro, in quanto esaurite le costruzioni edilizie e non pianificando oggi le aree di sviluppo economico per le piccole e medie imprese, costringeremo i nostri giovani all’emigrazione. L’Ammini-strazione dovrebbe riflettere su questo P.R.G., essendo lo strumento di piani-ficazione urbanistica per i prossimi venti anni avrebbe l’opportunità di migliorare il futuro nostro e dei nostri figli. Il 12 agosto 2003 è stato approvato lo schema di massima del PRG da sottoporre a prescrizione esecutiva, si evidenzia dal verbale che sono stati presentati n.11 emendamenti dal gruppo consiliare “Isola per Tutti” e n.21 suggerimenti dal gruppo “Nuova Torre”. La riflessione che veniva spontanea: “Come si può approvare lo Schema di Massima del PRG, quando ci sono da valutare gli Emendamenti e i Suggerimenti che stravolgono completamente lo Schema stesso?” Di norma bisogna prima dare al progettista la possibilità di elaborare le indicazioni del Consiglio appor-tando le dovute modifiche e poi fare ritorno in aula consiliare per valutare e decidere se approvare il nuovo Schema di Massima. Le modifiche agli elaborati erano già state apportate? Tra l’Agosto del 2003 e il mese di Aprile 2004 s’intensificano i comuni-cati ai cittadini, le interrogazioni al Presidente del Consiglio, che a sua volta con note scritte sollecitava il Sindaco e l’U.T.C. a predisporre gli atti per portare la proposta di deli-berazione “Adozione PRG” all’esame del Consiglio Comunale, ma eviden-temente l’urgenza era terminata. Du-rante la seduta consiliare del 27 aprile 2004 il progettista dichiara di avere presentato gli elaborati al Comune in data 17 febbraio scorso, e che il ritardo è motivato dal continuo inserimento, nelle tavole planimetriche, delle con-cessione edilizie già rilasciate a specifica richiesta del Responsabile dell’U.T.C. in tutto il territorio del Comune. Questi inserimenti sono durati per circa 3 anni dalla data di assunzione dell’incarico del proget-tista. Perché? La seduta termina per l’abbandono dell’aula da parte del Sindaco e dei consiglieri di mag-gioranza. Elezioni nuova Opposizione.
Il gruppo consiliare “INSIEME” Isola delle Femmine nell’ottobre scorso ha chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di convocare il Consiglio con Ordine del Giorno “Adozione P.R.G.”, che per quanto prevede lo Statuto e il Regolamento comunale, quando sei consiglieri sottoscrivono la richiesta di convocazione del Consi-glio con un argomento da inserire nell’ordine del giorno il Presidente dovrebbe convocarlo con l’inseri-mento dell’argomento, questo non è stato mai fatto. Non solo ma la cosa assurda che a soli tre giorni della richiesta effettuata dal gruppo INSIE-ME il Responsabile dell’U.T.C. invia la documentazione relativa al P.R.G. all’Ufficio del Genio Civile di Palermo ai fini del prescritto parere ex art. 13 L. 64/74. Come mai, se tale inoltro della documentazione era necessario, non è stato fatto negli otto mesi di giacenza al Comune?. Per una forma di correttezza amministrativa procedurale ma anche per una forma di lealtà squisitamente politica al fine di permettere a tutte le forze politiche presenti di fornire ogni utile apporto per ottenere uno strumento i cui bene-fici possono essere tangibili all’intera collettività è doveroso da parte della Amministrazione portare il P.R.G. in aula consiliare e chiarire, al nuovo Consiglio, l’iter procedurale-ammini-strativo, presentare il progettista incaricato e fare una relazione in merito agli Emendamenti e Sugge-rimenti fatti dal precedente Consiglio. Invece, ad un anno di distanza i nuovi Consiglieri non possono prendere vi-sione del P.R.G. e siamo di fronte ad uno strumento vitale per il nostro paese. Questa è democrazia, questa è trasparenza, questa è Isola per Tutti. In considerazione che consiglieri del gruppo “INSIEME” in data 14 dicem-bre 2004 richiedono, ancora una volta, al Presidente la convocazione del Con-siglio Comunale con Ordine del Gior-no i seguenti punti: Adozione del PRG, e Discussione su PRG nelle more che vengono resi i pareri di cui alle normativa vigente. Il compor-tamento è sempre lo stesso il Consiglio non viene convocato, però questa volta il Presidente comunica per iscritto al gruppo consiliare “INSIEME” di non convocare il Consiglio Comunale e allega una motivazione, data dallo U.T.C., futile e poco chiara. Ancora una volta, il 07 febbraio 2005 il gruppo “INSIEME” chiede la convo-cazione del Consiglio Comunale con i punti all’ordine del giorno già men-zionati, il 24 febbraio si è svolto il consiglio si è parlato di tutto tranne che di questo argomento. Forse troppo spigoloso. Chiudiamo per ora il discorso, tenendovi informati nei prossimi numeri, ricordando che il P.R.G. è lo strumento urbanistico che definisce il futuro del nostro piccolo paese e non è possibile che si possa barattare sul futuro di tutta una collettività.


NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria

1 commento:

Pino Ciampolillo ha detto...

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