Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2006/04/16

Sicilia in festa Arrestato Provenzano 12.04.2005

CORLEONE Preso il capo di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano
La cerchia di professionisti che avrebbe favorito la latitanza di Bernardo Provenzano e' stata ricostruita da investigatori e inquirenti dopo la lettura dei ''pizzini'' trovati nel covo del boss. Nelle lettere emerge la collusione di ''colletti bianchi'' che sarebbero stati a disposizione di Provenzano attraverso alcuni uomini d'onore. Nei ''pizzini'' scoperti nel casolare di contrada Montagna dei cavalli non comparirebbero, invece, nomi di politici. I gregari del capomafia, coperti da numeri, alcuni di loro gia' identificati, mettono ''in chiaro'' i nomi dei professionisti a cui fare affidamento e per alcuni di loro sarebbero stati organizzati anche appuntamenti con il vecchio padrino corleonese.
Accompagnato in elicottero allo scalo militare di Palermo, poi in questura
Arrestato Provenzano, era ricercato dal 1963
Il superboss catturato in una masseria del Corleonese Al passaggio della sua vettura la folla urla: «Bastardo»
PALERMO - Si nascondeva a «casa sua», in un casolare del Corleonese: dopo oltre quarant'anni di latitanza è stato preso il boss dei boss Bernardo Provenzano. Ricercato dal 1963, era considerato la primula rossa numero uno in Italia. Subito dopo il blitz ha ammesso la propria identità agli agenti dello Sco e della Mobile di Palermo. Il re della mafia è stato portato, scortatissimo, in questura a Palermo. Ad attenderlo decine di giornalisti e cameraman e molta gente. Tante le persone che hanno applaudito al passaggio delle auto.
Si sono sentiti anche insulti nei confronti del boss: «Bastardo» ha gridato la folla. Il capomafia è rimasto in silenzio a lungo e ha risposto solo alle domande che gli investigatori gli hanno posto per accertare le sue generalità.
L'ARRESTO - Provenzano è stato trovato a pochi chilometri da Corleone nascosto in una masseria, in jeans e maglietta: in tasca aveva alcuni «pizzini», i bigliettini di carta scritti a macchina mandati ai destinatari da uomini fidati per dirigere i suoi affari miliardari visto che non utilizzava mai il telefono o il cellulare per evitare di essere intercettato.
Accompagnato in elicottero allo scalo militare di Palermo, poi in questura
Arrestato Provenzano, era ricercato dal 1963
Il superboss catturato in una masseria del Corleonese Al passaggio della sua vettura la folla urla: «Bastardo»
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