Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2007/12/31

TORINO GIUSEPPE DEMASI E' MORTO IL SETTIMO OPERAIO

Thyssenkrupp: morto il settimo operaio


Lunedì, 31 Dicembre 2007

Dopo 24 giorni di agonia, se n’è andato anche Giuseppe Demasi, 26 anni. Aveva riportato ustioni sul 95% del corpo in seguito all’incendio sviluppatosi nella linea 5 della ThyssenKrupp, il 6 dicembre scorso. Ricoverato all’ospedale CTO dove era stato sottoposto a 3 interventi chirurgici le possibilità di sopravvivere erano esigue. E sono 7 le vittime, oltre a Giuseppe Demasi, Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò. La città si prepara a celebrare i funerali.






http://www.isolapulita.it

2007/12/19

BUONE FESTE AI NOSTRI AMMINISTRATORI DI ISOLA DELLE FEMMINE

NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria

BUONE FESTE AI NOSTRI AMMINISTRATORI DI ISOLA DELLE FEMMINE

NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria

2007/12/10

ISOLA DELLE FEMMINE ITALCEMENTI E LA DIFFICILE CONVIVENZA CON LA CITTADINANZA

Vai al Sondaggio sulla Italcementi http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/



ISOLA DELLE FEMMINE L'ITALCEMENTI SULLA 7 NEL PROGRAMMA REALITY
Video La 7 Isola delle Femmine Italcementi una difficile convivenza il video, inserito
nel programma Reality andato in onda oggi 9 dicembre 2007 si tenta di delineare un quadro, breve ma significativo, del problema ambientale di Isola delle Femmine e dei risvolti sociali ed occupazionali legati alla tutela dell’ambiente in Sicilia.
La nota problematica è legata all’uso, mai autorizzato, di un combustibile particolarmente tossico, il
pet-coke, che può essere consentito non con un semplice confronto dell’eventuale rispetto dei limiti di legge, ma con una valutazione completa, che tenga conto della localizzazione, delle tecnologie
applicate, delle vocazioni del luogo, dello sviluppo dello stesso.
Le immagini del filmato mostrano il cumulo a cielo aperto del PET-COKE in località Raffo Rosso, ciò nonostante le diverse diffide operate dall’Assessorato territorio Ambiente che imtimano alla Italcementi di STOCCARE MOVIMENTARE TRASPORTARE BRUCIARE il PET-COKE.
C’è da aggiungere che il deposito è limitrofa ad una vasta area considerata dalla Comunità Europea ad alta protezione ambientale.
Oltre al fatto che l’area ove sorge il deposito di PET-COKE per il Piano Regolatore Generale adottato dal Comune di isola delle Femmine è classificata come area destinata a “VERDE AGRICOLO2. quindi la licenza concessa nel 2001 risulta essere ILLEGITTIMA.
In sostanza il pet-coke e’ l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell’oro nero tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio".
Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene), ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili.
Il vanadio in polvere è infiammabile e tutti i suoi composti sono considerati altamente tossici, causa di cancro alle vie respiratorie quando vengono inalati. Il più pericoloso è il pentossido di vanadio.
Per questi motivi per esempio l’utilizzo del pet-coke è stato vietato in Giordania e l’Eni, che brucia il pet-coke nella raffineria di Gela ha riconosciuto che malformazioni e tumori numerosissimi nella popolazione locale sono causate dal pet-coke».
Per questi motivi per esempio l’utilizzo del pet-coke è stato vietato in Giordania e l’Eni, che brucia il pet-coke nella raffineria di Gela ha riconosciuto che malformazioni e tumori numerosissimi nella popolazione locale sono causate dal pet-coke».
A fronte di questa situazione viene da chiedersi : “Cosa fanno le nostre istituzioni?”
Dalle immagini che vediamo nel filmato i dirigenti dell’Assessorato Territorio Ambiente che dovranno elaborare il loro parere all’interno dell’istruttoria A.I.A. della Italcementi, sono gli stessi dirigenti impegnati ad elaborare grandiosi piani per la qualità dell’aria, che secondo informazioni di stampa e televisioni sembrano copiati totalmente da piani elaborati in precedenza dall’Assessorato Regione Veneto.
Di fronte a siffata situazione il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime forti preoccupazione circa la regolare e corretta prosecuzione dell’istruttoria dell’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE richiesta dalla Italcementi.
Ci attendiamo che dopo la visione di queste immagini, dopo le diverse interrogazioni parlamentari e dopo l’interessamento diretto del Ministro dell’Ambiente che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri del NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO, il NOSTRO SINDACO Professore Gaspare Portobello immediatamente come primo atto verifichi la legittimità della licenza edilizia concessa nell’anno 2001 alla Italcementi per la costruzione di un deposito di PET-COKE.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it




Seimila tonnellate custodite in un deposito di Caramia. Sotto sequestro 6mila tonnellate per la violazione delle norme che tutelano l'ambiente.
Veleni nella cava, è giallo internazionale
Stoccato a Statte un carico di pet-coke proveniente dal Sud America. Il pet-coke è un prodotto pericoloso che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi
7 dicembre 2007
Fonte: Corriere del Mezzogiorno
Commercializzato come prodotto combustibile era, in realtà, un rifiuto della raffinazione del petrolio. Seimila tonnellate di «pet-coke», del valore di 600 mila euro, sono state sequestrate nell'area dell'Italcave, a pochi chilometri da Taranto, nella zona di Statte, dai funzionari della Dogana e dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce su ordine del sostituto procuratore Matteo Di Giorgio.
Il materiale proveniva da un paese del Sud America ricco di raffinerie ed era stato stoccato nella cava tarantina nove mesi fa. Il titolare dell'Italcave non ha responsabilità alcuna in questa specifica vicenda ma gli è stato contestata la mancanza di autorizzazione allo stoccaggio. Sono invece indagate a piede libero altre persone, tra rappresentanti di aziende e trader internazionali. L'ipotesi di reato su cui la magistratura lavora, sino ad oggi, è gestione illecita di rifiuti, ma la traccia dei danni ambientali e dell'elusione del pagamento delle accise viene seguita per accertare il danno ecologico e l'evasione fiscale. Dal primo giugno di quest'anno, difatti, il pet-coke è considerato prodotto energetico fiscale. E l'indagine che ha portato al sequestro del materiale ha preso il via proprio seguendo la filiera delle accise finalizzate all'accertamento tributario.
Il quantitativo bloccato a Statte, su un totale di centomila tonnellate stoccate in Italcave e risultate buone come prodotto energetico, è di fatto un rifiuto tossico. Come tale ha alti costi di stoccaggio e smaltimento e uno degli aspetti del business è proprio evitare questi costi presentandolo come combustibile, mentre un altro margine di guadagno illecito deriva dal suo utilizzo energetico al posto di combustibili più costosi e di pari potere calorifico.
Destinato alle grandi industrie di tutta Italia come prodotto da bruciare per far marciare i macchinari, era stato respinto dal cementificio tarantino e dagli altri impianti di questo tipo di Puglia proprio perché ne avevano accertato la natura di «scarto» e non di prodotto energetico mentre era stato accettato in altre aziende italiane. Il coke di petrolio, ultimo derivato del processo di raffinazione, è piuttosto tossico a causa della presenza di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e di metalli pesanti (cromo, vanadio, nichel) oltre che di zolfo e di componenti volatili.
Per questa ragione il suo trasporto e la sua movimentazione vanno effettuati secondo precise prescrizioni. Commercializzarlo come fonte energetica è uno degli ultimi business messi in atto da trader senza scrupoli e che Carabinieri e Dogana hanno sventato. I fatti sono stati illustrati durante un incontro con la stampa al quale hanno partecipato Tommaso Musio e Miguel Mastura (Dogana), Antonio Turco e Giovanni Solombrino per il Noe.
Il pet-coke è un prodotto pericoloso che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta. E' l'ultimo prodotto delle attività' di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell'oro nero tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili.
Il trattamento consistente in carico, scarico e deposito del pet-coke deve seguire le regole dettate dal decreto del Ministero della Sanità del 28 aprile 1997 concernente il trasporto di sostanze pericolose. Dove c'è ad esempio una forte movimentazione di petcoke dovrebbe esserci l'uso di innaffiatori per evitare la sollevazione in aria del pulviscolo. C'è il divieto di scarico in condizioni ventose e l'uso di contenitori o teli isolanti per evitare la fuoriuscita di materiale sulla banchina o nel bacino.
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/24359.html


LOTTIZZAZIONE ABUSIVA CON LA COMPLICITA’ DELL’U.T.C COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
COPIA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
NUMERO 03 DEL 28 GENNAIO 2003
APPROVAZIONE DEL PIANO DI LOTTIZZAZIONE LO BIANCO AGOSTINO ALOSI FRANCESCO TOIA FRANCESCO LO BALLO GIOVANNI PISCITELLI GIUSEPPINA PISCITELLI LUCA

ANNO 2003 DEL GIORNO 28 DEL MESE DI GENNAIO ALLE ORE 20 NELLA SALA ADUNANZA padre bagliesi A INVITO DIRAMATO DAL VICE PRESIDENTE IN DATA 23.1.03 PROT 1097SI è RIUNITO IL CONSIGLIO COMUNALE IN SEDUTA ORDINARIA
PRESIEDE LA SEDUTA CATALDO ERASMO
MICALI MARIA LETIZIA
BILLECI ORAZIO assente
SANSONINI ORAZIO
CUTINO MARIA GRAZIA
VIRGA MARIA
NEVOLOSO SALVATORE assente
FAVALORO GIUSEPPE
PALAZZOLO ANTONINO
LO PICCOLO GIUSEPPE
FERRANTE GIUSEPPE assente
AIELLO GIUSEPPE assente
DIONISI VINCENZO
SPANO’ GIUSEPPE assente
GRADINO SALVATORE
PRESENTI IN SALA STEFANO BOLOGNA sindaco
SALVATORE LUCIDO assessore
GASPARE PORTOBELLO Vicesindaco
PAOLO AIELLO assessore
ANTONINO RUBINO assessore

Segretario Manlio Scafidi
Il responsabile del 3à settore UTC avanza la seguente proposta di deliberazione APPROVAZIONE DEL PIANO DI LOTTIZZAZIONE LO BIANCO AGOSTINO & ALTRI
Vista l’istanza prot 5754 del 24.5.2002 con la quale i signori Lo Bianco Agostino nato a Palermo il 3.8.34 ed ivi residente in viale Strasburgo 135 c,f, LBNGTN34M03G273P nel nome e per conto come da procura speciale 22772 del repertorio raccolta 5487 del 2.8.2000 notaio Santo dii Gati di Palermo dei Signori 1) Lo Jacono Pietro nato a Palermo il 19.8.27 ed ivi residente in via Paolo Emiliani Giudici 4 LCJPTR27M19G273L 2) Zappavigna Provvidenza nata a Palermo il 18.1.28 ed ivi residente in via Franco Lucchini 10 ZPPPVV28A58G273U 3) Torregrossa Giovanna nata a Palermo 20.5.39 ed ivi residente in via Perez 60/G TRRGNN39E60G273F 4) Lo Jacono Andrea nato a Palermo il 31.10.77 ed ivi residente in Via Perez 60/G LJCNDR77R31G273L 5) Lo Jacono pietro nato a Palermo 17.3.79 ed ivi residente in via Perez 60/G LJNPTR70C13G273Y e dei Signori Alosi Francesco nato a Mazzarrà S Andrea Messina 14.1.33 e residente a Palermo in via A. Siciliana LSAFNC33A14F066U Toia Francesco nato a Partitico 29.8.46 e residente a Capaci in Via risorgimento 20 TOIFNC46M29G348K Lo Bello Giovanni nato a capaci 26.10.32 residente Isola delle Femmine via Montanaro LBLGNN32R26B645L Piscitelli Giuseppina nata a Palermo 22.7.72PSCGPP72L62G273F Piscitelli Luca nato a Palermo 28.11.75 PSCLCU75528G273M nella qualità di proprietari hanno richiesto l’aprovazione di un piano di lottizzazione per lo sfruttamento edilizio di un’area copmplessivamente estesa mq 24310,98 individuata al NCT di Isola delle Femmine al foglio 3 particelle 1907 1911 1912 1913 1914 1919 1923 1924 1928 1944 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2035 2036 2037 2038 2039 2044 2045 2046 2047 2048 2050 2052 ricadente secondo il PRG approvato con D.A. 121/83 i cui vincoli preordinati all’espropriazione risultano scaduti al’interno della perimetrazione delle z.t.o. C2 già oggetto di Piano Particolareggiato ad oggi scaduto e sottoposta al vincolo paesaggistico di cui alla L 1497/39 e successive modifiche ed integrazioni nonché al vincolo sismico di cui alla L 64/74,
- Preso atto che il piano di lottizzazione redatto dall’ing Pietro Riso iscritto all’ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo al n 4562 e dal geom Antonino Lucido iscritto al collegio dei geometri della Provincia di Palermo al n 3029 risulta composto dai seguenti elaborati:

1) elaborato n 1 relazione tecnico descrittiva e norme di attuazione
2) elaborato n 2 corografia stralcio aerofotogrammetrico stralcio di PP zone C comparto 4-5-6- stralcio planimetria di espropriazione comparto 4-5-6- di PP zone C
3) elaborato 3 planimetria stato din fatto
4) elaborato 4 planimetria di progetto
5) elaborato 5 sezioni
6) elaborato 6 schema di convenzione con allegati da A ad H
- Preso atto che gli elaborati costituenti il piano di lottizzazione posseggono i requisiti di cui all’art 9 LR 71/78 in quanto contengono le indicazioni di cui alle lettere a9 b) c) e) h) del medesimo art 9 LR 71/78
- Preso atto che lo schema di convenzione di lottizzazione proposto prevista dal comma 5° dell’art 28 della L 1150/42 è stato redatto in conformità ai contenuti minimi obbligatori previsti dall’art 14 della LR 71/78 ed in particolare:
a) la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria indicate dall’art 4 della L 847/64 e dall’art 44 della L 865/71 rimanendo esclusa la possibilità di monetizzare con i criteri di cui all’art 14 della L 10/77 l’aliquota di aree da cedere al Comune per opere di urbanizzazione secondaria in considerazione della intervenuta decadenza dei vincoli di PRG preordinati all’espropriazione,
b) l’assunzione a carico del proprietario degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’art 4 della L 847/64 da eseguire in conformità alle prescrizioni comunali da cedere al Comune
c) la corresponsione della quota di contributo di cui all’art 5 della L 10/77 riguardante le opere di urbanizzazione secondaria stabilita dal Comune in base alle tabelle parametriche di cui al D Ass Sviluppo Economico 31.5.77 all’atto del rilascio delle singole concessioni relative ai fabbricati ricadenti nel piano di lottizzazione
d) termini non superiore ai dieci anni per la cessione delle aree e delle relative opere
e) congrue garanzie finanziarie per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione

- Rilevato che il piano di lottizzazione risulta conforme al PRG approvato con DA 121/83 in quanto ricade all’interno della perimetrazione delle zone C2 di cui al citato PRG (come da tavola stralcio di PRG che forma parte integrante della presente) interessa un’area complessivamente estesa più di 2 ettari è stato elaborato in base ai seguenti dati: densità territoriale pari a 0,75 mc/mq in conformità al disposto di cui all’art 15 lettera b) della LR 78/76 100 mc/abitante da insediare quantità minima di spazi pubblici riservati alle attività collettive a verde pubblico e a parcheggio pari a 19,50 mq/abitante in conformità ai parametri già utilizzati dal Piano Particolareggiato delle zone C scaduto in data 14.5.2002 poiché decorsi dieci anni dal riscontro di legittimità della deliberazione di CC n 87/91 da parte della CPC con decisione 18806/26105 del 14.5.1992;
- Visto il parere dell’ANCI circa l’assenza di motivi ostativi al rilascio della Concessione Edilizia in favore di soggetti nei cuoi confronti sia intervenuta una imputazione o sentenza definitiva di condanna per uno dei delitti di cui agli art 416/bis 648/bis 648/ter del codice penale
- Rilevato che in tale area in cui insiste il piano di lottizzazione l’UTC ha già rilasciato CE n 33/99 per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria previste nel progetto di Piano Volumetrico approvato dalla CEC nella seduta del 10.12.98 e sul quale la Soprintendenza ai BBCCAA di Palermo ha rilasciato il proprio NO in data 23.3.2001 con prot 3667
- Rilevato altresì che il piano di lottizzazione e le relative norme di attuazione risultano redatti in conformità alle prescrizioni contenute nel sopra citato NO della Soprintendenza prot 3667 del 23.3.2001
- Preso atto che ogni porzione di area ricadente nel piano di lottizzazione e corrispondente ad una precisa destinazione (lotto edificabile, lotto destinato a verde privato collettivo, viabilità privata, viabilità pubblica, aree per attrezzature pubbliche) risulta esattamente individuata con un identificativo catastale derivante dal frazionamento già depositato presso il Comune in data 26.9.2001 ed approvato dall’UTE di Palermo in data 28.9.2001 prot 389112
- Rilevato pertanto che le are interessate dal piano di lottizzazione sono individuate e quantificate come risulta dal seguente prospetto:
DESCRIZIONE:
N 15 LOTTI EDIFICABILI
FIGURA 3:
PARTICELLE DEFINITIVE:
2052,2050 2048 2047 2045 2046 2044 2032 2030 2033 1928 2031 2035 2036 2037 2038 1913 1914 1911 1912 2028 2029
SUP. CATASTALE TOTALE:
16.265,00
SUP EFFETTIVA:
16.267,27
VOLUME TOTALE:
18.017,23
DESCRIZIONE:
N 1 LOTTO DESTINATO A VERDE COLLETTIVO:
FIGURA 3:
PARTICELLE DEFINITIVE:
2039
SUP. CATASTALE TOTALE:
1.000,00
SUP EFFETTIVA:
1.000,00
VOLUME TOTALE:
0
DESCRIZIONE:
VIABILITA’ PRIVATA
FIGURA 3:
PARTICELLE DEFINITIVE:
1929 1936 1910
SUP. CATASTALE TOTALE:
1.900,00
SUP EFFETTIVA:
1.900,00
VOLUME TOTALE:
0
DESCRIZIONE:
VIABILITA’ PUBBLICA DA CEDERE AL COMUNE:
FIGURA 3:
PARTICELLE DEFINITIVE:
1934 1907
SUP. CATASTALE TOTALE:
1.599,00
SUP EFFETTIVA:
1.599,00
VOLUME TOTALE:
0
DESCRIZIONE:
AREE PER ATTREZZATURE DA CEDERE AL COMUNE:
FIGURA 3:
PARTICELLE DEFINITIVE:
1924 1923 1919
SUP. CATASTALE TOTALE:
3.544,71
SUP EFFETTIVA:
3.544,71
VOLUME TOTALE:
0
TOTALE SUPERFICE CATASTALE 24.308,71
TOTALE SUPERFICIE EFFETTIVA 24.310,98
TOTALE VOLUME 18.017,23
- Accertato che ai sensi dell’art 14 della LR 71/78 l’approvazione del piano di lottizzazione di che trattasi rimane di competenza del consiglio comunale in quanto redatto in conformità alle previsioni del PRG approvato con DA 121/83 e considerato che non ricorre per lo stesso alcuna delle ipotesi di cui alla lettera a) b) e d) dell’art 12 della LR 71/78
- Considerato che in merito al piano di lottizzazione in oggetto la CEC ha espresso parere favorevole nella seduta del 18.6.2002 verbale 12
- Accertato che il piano di lottizzazione di che trattasi è stato inviato alla Soprintendenza BBCCAA con nota prot 6101 del 31.5.2002 assunta in pari data al protocollo della Soprintendenza BBCCAA al n 10866
- Considerato che sono trascorsi oltre sessanta giorni dalla data d’invio del piano di lottizzazione alla Soprintendenza BBCCAA senza che la stessa si sia pronunziata in ordine alla richiesta di nulla osta preventivo necessario ai fini dell’approvazione del piano di lottizzazione da parte del Consiglio Comunale e che pertanto ai sensi del comma 4 dell’art 14 LR 71/78 il parere della Soprintendenza BBCCAA deve intendersi reso favorevolmente
- Visto il parere favorevole prot 18330/2002 del 21.10.2002 espresso dall’Ufficio Genio Civile di Palermo ai sensi dell’art 13 L 64/74
- Visto il parere favorevole espresso dall’Ufficiale sanitario in data 21.1.02 prot 5098
- Preso ato della relazione prot 3352/cc del 19.4.2002 predisposta dall’UTC e propedeutica alla predisposizione del Piano di Lottizzazione dopo la scadenza dei piani particolareggiati avvenuta in data 14.5.2002
- Preso atto altresì e verificato quanto emerso in seguito alle sedute di CC di cui alle delibere 53 del 22.11.02 e 59 del 9.12.02
- Vista la LR 71/78 e successive modifiche ed integrazioni
- Vita la L 1150/42 e successive modificazioni
DELIBERA
Ai sensi e per gli effetti dell’art 14 della LR 71/78 di approvare il piano di lottizzazione denominato “Lo Bianco Agostino & Altri” relativo ad un’area complessivamente estesa mq 24.310,98 individuata al NCT di Isola delle Femmine al foglio 3 particelle 1097 1911 1912 1913 1914 1919 1923 1924 1928 1944 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2035 2036 2037 2038 2039 2044 2045 2046 2047 2048 2050 2052 il tutto in conformità agli elaborati tecnici in premessa elencati che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione
- Approvare lo schema di convenzione allegato al Piano di lottizzazione
- Autorizzare il responsabile dell’UTC a stipulare con i lottizzanti la convenzione urbanistica in conformità allo schema aprovato
- Disporre tutti gli adempimenti successivi all’approvazione del piano di lottizzazione previsti dalla vigente normativa in materia
- SI ESPRIME PARER FAVOREVOLE SOTTO IL PROFILO DELLA REGOLARITA’ TECNICA
- Il responsabile del III Settore UTC Ach Monica Giambruno
IL CONSIGLIO COMUNALE
Si dà atto che si allontana dall’aula il Cons Dionisi
Il Presidente dopo aver richiesto al Cons Dionisi le motivazioni dell’allontanamento dall’aula ed avendo ottenuto risposte generiche sottolinea come detto allontanamento sia conseguenza del fatto che il Cons è il progettista di alcuni lotti interessati ala lottizzazione in esame
Il Cons Gradino non ritiene di dover contestare detta affermazione stante la generale conoscenza
Si dà atto che si allontana dall’aula il SINDACO
Il responsabile del settore tecnico illustra la proposta evidenziando come tutte le osservazioni fatte nelle precedenti sedute dai consiglieri comunali Ferrante e Spanò sull’argomento in questione siano state verificate e laddove ritenute condivisibili abbiano comportato la modifica e l’integrazione della proposta e degli atti facenti parte degli stessi
Il Consigliere Cutino prende atto del lavoro svolto dal responsabile tecnico evidenzia come lo stesso abbia comportato un miglioramento complessivo dell’atto in esame
Il Consigliere Gradino invitato ad esprimere la valutazione del gruppo di appartenenza afferma di non ritenere di esprimere in merito e annuncia il proprio allontanamento dall’aula
Presenti 8
Il Presidente propone una breve sospensione che viene accolta con voti unanimi espressi per alzata di mano
I lavori vengono sospesi alle ore 22,10 per essere ripresi alle 22,20 Presenti 8
Alla ripresa il Presidente afferma che in una delibera così importante è necessario che il Consiglio sia meso nella condizione di operare con coraggio, srenità ed onestà scevra da pregiudizi, in tale ottica, sarebbe stato importante la collaborazione dell’intero consesso. In presenza di un rifiuto della minoranza, evidenzia, con orgoglio, il senso di responsabilità dimostrato dalla maggioranza e come solo grazie a ciò oggi ci si possa oggi esprimere sull’argomento
Ringrazia comunque l’Arch Giambruno per la professionalità e la serenità con la quale ha svolto la propria opera
Il Consigliere Favaloro, dopo aver ringraziato anch’egli l’arch Giambruno per la competenza e la professionalità dimostrata, sulla cui base oggi la maggioranza è in grado di esprimersi ribadisce come su fatti di tale importanza sia necessario che tutti i Consiglieri si assumano le proprie responsabilità, così come nel caso in specie viene fatto dalla maggioranza della quale preannuncia voto favorevole
A questo punto il Presidente invita il Consiglio Comunale a deliberare sull’argomento in esame
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la superiore proposta di deliberazione
Uditi gli interventi come sopra riportati
Con voti unanimi favorevoli, espressi per alzata di mano, accerati e proclamati dal Presidente
DELIBERA
Approvare la superiore proposta di deliberazione

Caricato da isolapulita


NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
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Comitato Cittadino Isola Pulita
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2007/12/08

LA CALLIOPE E IL TERRENO AGRICOLO DI ISOLA DELLE FEMMINE

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18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.
3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI
Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale……

Caricato da
isolapulita



L’AFFAIR GALLIOPE S.p.a. SA.BA. S.p.a.
LOTTO DI TERRENO di cui IN PARTE ricadente entro la fascia dei 500 mt. Dalla battigia del mare
POPRIETARIO DEL TERRENO VERDE AGRICOLO SIG. BANDIERA SALVATORE
-DESTINAZIONE D’USO INIZIALE VERDE AGRICOLO superficie estesa mq. 13.627 volume pari a 28.414,14 densità territoriale mc/mq 2,08.
-RAPPRESENTANTI LEGALE RAPPRESENTANTE CALLIOPE spa. SIG.RA LO CICERO MARIA ANTONIETTA LEGALE RAPP.TE SA.BA.spa. BANDIERA ROSANNA
-PROGETTO per la realizzazione di 50 alloggi di edilizia convenzionata-agevolata legge 457/78
29.12.2000 avanzata un’ istanza per la costruzione di 72 alloggi.
1.2.2001 viene respinta da parte del Consiglio Comunale l’approvazione del Programma costruttivo.
16.9.2002 la SA.BA. s.r.l. e la Calliope s.r.l. ripresentano la richiesta di costruzione di per realizzare 72 alloggi
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.

L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare.
Si avvia la costruzione di 48 villette a Isola delle Femmine.
Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro.
Gli alloggi vengono venduti a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero.
Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%.

Un grosso affare, tenuto conto del costo irrisorio del terreno la cui destinazione era verde agricolo.


Un mese prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno.






Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale.

Ma ora facciamo un sunto di ciò che si è vissuto!

Come il nome della mitologia greca la Ditta Calliope Srl, insieme alla Sa.Ba. Srl, sono state capaci di ammaliare con i loro strumenti e la loro voce questa Amministrazione ricevendo una autorizzazione alla realizzazione del Programma Costruttivo di n. 50 alloggi nel nostro territorio di Isola delle Femmine, precisamente in un’area destinata a “verde agricolo” con una superficie estesa di mq 13.627.
Questa storia, o meglio questa speculazione edilizia inizia nel ben lontano 2000 quando ad amministrare, nel segno della continuità, era “Isola per Tutti”, il cui Sindaco Era Stefano Bologna.

Nell’anno 2003, all’interno dello stesso gruppo, venuto a conoscenza della scelta di fare diventare il nostro paese un dormitorio di Palermo si è fomentato un grande scontro.

Il 15 febbraio ’00 le ditte Calliope e Sa.Ba. presentano un progetto che prevede la realizzazione di un programma costruttivo per n. 77 alloggi da realizzare ai sensi dell’art. 25 della L.R. 22/96.

In data 14 giugno dello stesso anno l’ing. F. Usticano, Responsabile del III Settore, redigeva la relazione istruttoria per la Commissione Edilizia Comunale (CEC) nella quale evidenziava che nella fascia compresa fra i 500 ed i 1000 m. della battigia l’indice di densità edilizia territoriale massima è determinata di 1,50 mc/mq, pertanto il progetto doveva essere rielaborato ed integrato nella documentazione.

Il 01 febbraio ‘01 con delibera del Consiglio Comunale n. 09 veniva negata la richiesta d’Autorizzazione attinente, la localizzazione del programma costruttivo in quanto la stessa non può avvenire se non dopo l’adozione dello schema di massima del P.R.G., così come previsto della L.R. N. 15/91.

Passano gli anni nel frattempo suonava Orfeo e cantavano le Sirene.

Il 10 febbraio con D.A. n. 142 veniva nominato, dalla Regione Siciliana - Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, il Commissario ad acta dott. Mario Megna.

L’11 marzo ‘03 l’ufficio UTC ( che nel frattempo aveva cambiato Responsabile dall’Ing usticano la Responsabilità viene affidata all’arch Giambruno) redigeva la relazione istruttoria per il Commissario ad acta, dove si chiedeva la rielaborazione del progetto al fine di ottenere una densità territoriale massima pari a 1,50 mc/mq. Il 18 aprile ‘03 sono stati presentati i nuovi elaborati di progetto e la densità territoriale massima veniva rispettata.

Il 30 maggio ‘03 l’arch. Monica Giambruno trasmette al dott. Megna, copia dell’estratto del verbale n. 30 del CEC dove si evinceva il “PARERE NEGATIVO” all’approvazione del programma costruttivo, con la sola astensione del suo Presidente Stefano Bologna.

Il 21 luglio ‘03 l’arch. Giambruno comunicava alle ditte Calliope e Sa.Ba. il parere favorevole della CEC a condizione che il progetto esecutivo si adeguava alle prescrizioni stabilite nella seduta.

Cosa è successo in questo lasso di tempo?

L’08 agosto ‘03 il dott. Megna con nota al Presidente del Consiglio Comunale Sig. Cataldo Erasmo, al Sindaco Bologna e al Segretario dott. Scafidi Manlio trasmetteva copia della delibera preparata dalla Giambruno con oggetto “Approva-zione del programma costruttivo per la realizzazione di n.50 alloggi”, per l’approvazione del Consiglio Comunale entro 45 giorni dalla data dell’08 agosto 2003”, allo scadere del quale il Commissario ad acta si sostituirebbe al Consiglio Comunale.

Il 12 agosto ‘03 il Consiglio Comunale con delibera 47 approva lo schema di massima del P.R.G.ed individuazione degli ambiti da sottoporre a prescrizioni esecutive il
19 settembre 2003 Stefano Bologna fa richiesta al Presidente del Consiglio di convocare il Consiglio Comunale con 5 punti all’ordine del giorno, non “ricordando” di inserire il Programma Costruttivo.
Nella stessa data il Sig. Cataldo recatosi al Comune, chiamato dalla Segreteria, convocava il Consiglio Comunale per il giorno
29 settembre, con ordine del giorno i punti richiesti dal Sindaco stesso e in più ”l’Approvazione programma costruttivo”.
Sono passati appena 46 giorni e il Commissario ad acta con solerzia in data 24.09.2003 con deliberazione n. 48, sostituendosi al Consiglio Comunale e non considerando che tale organo era stato convocato per giorno 29.09.2003, delibera “l’Adozione del Programma Costruttivo”.



Il 30 settembre si svolge la seduta del Consiglio Comunale, e riportando quanto scritto dalla delibera n. 56 si evidenzia la volontà, tra l’altro all’umanità, dei consiglieri comunali di impugnare l’atto antidemocratico e forse illegittimo effettuato dal Dott. Megna dando l’incarico al Sindaco Bologna per impugnare tale atto.

Questo atto non è stato mai impugnato dal Sindaco, perché?

Però la domanda nasce spontanea, chiunque si chiede:
“Come mai si fanno passare tutti questi giorni prima di convocare il consiglio?
A questa domanda l’unica persona che può rispondere è il Sig. Orazio Cataldo, il quale interpellato ci comunica che in data 06 ottobre 2003 con lettera informava i Consiglieri Comunali, l’Assessore Regionale, il dott. Mario Megna e il Sindaco stesso che avrebbe preso visione della lettera del Commissario ad acta del 08 agosto scorso in data 19 settembre ‘03, nonostante fosse indirizzata a Lui non era stata inserita nella carpetta presso l’Ufficio Protocollo del Comune.

Il 20 ottobre il Presidente con nota scritta chiedeva al Segretario Comunale di avviare indagine ispettiva ai fini di accertare i motivi per i quali non era stato messo in grado di reperire, nel fascicolo di corrispondenza a Lui intestato, la nota del Commissario.

Il 21 ottobre ‘03 il Presidente con nota invitava il Sindaco a volere, con la massima sollecitudine conferire l’incarico ad un legale per valutare la legittimità del comportamento del Commissario, che sostituendosi al competente Organo, ha ritenuto di dovere privare di autorità lo stesso della propria competenza.

Il 27 ottobre ‘03 il Segretario Comunale comunicava al Presidente delle indagini svolte scrivendo “sembra che considerando il lungo periodo intercorso nessuno dei dipendenti interpellati poteva affermare con assoluta certezza l’esistenza di particolari situazioni inerenti specificatamente alla nota questione”.

Affermava, inoltre “che nessun smarrimento o occultamento del fascicolo si è verificato, in quanto è stato regolarmente a disposizione presso l’Ufficio di Segreteria, che ha correttamente informato il Presidente al momento in cui per la prima volta ha preso visione di tutti i documenti depositati in attesa di inserimento all’ordine del giorno della riunione consiliare”.

Però caro Segretario dimentica che quella delibera aveva una scadenza, quindi non poteva essere trattata come gli altri documenti, tenendo conto del periodo estivo, Agosto Settembre, avrebbe potuto avere l’accortezza di avvisare il Presidente almeno telefonicamente, come tra l’altro di consueto per altre pratiche, qualche giorno prima.

Inoltre, l’impiegata della segreteria che collaborava con il Presidente lo informava che quel fascicolo gli era stato consegnato nella mattina del 19 settembre.


Il 19 marzo ‘04 durante una seduta consiliare con punto all’ordine del giorno una Interrogazione formulata del gruppo Nuova Torre con domande relative alle delibere del Commissario n.48/03 e di Consiglio n. 56/03, il Sindaco Bologna, insieme alla giunta comunale e ai consiglieri di Isola per Tutti, hanno abbandonato l’aula, su invito dello stesso Sindaco. Forse era troppo imbarazzante dovere spiegare un comportamento che non è trasparente ma sicuramente molto compromettente?

In data 23 marzo ‘04 l’Assessorato del Territorio ed Ambiente emette il Decreto “Approvazione programma Costruttivo” da realizzare nel comune di Isola delle Femmine, vista l’istanza con la quale il Comune ha trasmesso l’atto deliberativo del Commissario.
In conclusione il 02 dicembre scorso la CEC con verbale n. 14 esprime all’unanimità Parere FAVOREVOLE.
Questa volta rispetto alla precedente il neo Sindaco Portobello, Presidente dell’attuale commissione, esprime il suo parere favorevole a condizione che la tipologia dei tubi e dei pozzetti fognari siano di qualità e tipo in uso all’Ammini-strazione. Precisiamo che le notizie sin qui riportate sono come da documentazione. Ma da quello sin qui scritto emerge che Stefano Bologna ha seguito la pratica con attenzione ed oculatezza.

L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare.
2003 Si avvia la costruzione di 48 villete a Isola delle Femmine.
Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro.
Gli alloggi vengono venduti a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero. Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%.
Un mese prima della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di
Salvatore Bandiera proprietario del terreno.

Comitato Cittadino Isola Pulita

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NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
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2007/12/02

FATTI E MISFATTI DELLA POLITICA A ISOLA DELLE FEMMINE

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"In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi trovano una logica, una giustificazione, per il solo fatto di esistere.
Dopo un pò tutto fa parte del paesaggio.
Nessuno si ricorda come eri prima.
Non ci vuole niente a distruggere la bellezza. Invece bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza.
Aiutarla a riconoscerla, a difenderla. La bellezza contro la cupidigia, la bellezza contro l'omertà, la bellezza contro la rassegnazione, la bellezza contro la paura."
Iniziare a ripercorrere attraverso alcune immagini i fatti e misfatti della politica a Isola delle Femmine aiuta a tenere in allenamento la memoria sulleche nostre rsponsabilità e i compiti che ci siamo assunti con la nostra scelta politica.
Controllo del territorio, controllo sui soprusi, il controllo dell'abusivismo edilizio e in tutti i settori della vita pubblica.
A questa classe dirigente autoreferenziale, mancante di responsabilità politica morale civile ed etica ricordiamo che forse è ora che si renda conto dell'enorme danno che stanno arrecando all'intera Comunità di Isola delle Femmine, con i loro comportamenti "pilateschi"
Troppi sono i Ponzi Pilati di cui i Cittadini di Isola delle Femmine si devono liberare.
Fa un certo effetto, per limitarci ai nostri giorni, constatare come a distanza di oltre tre anni si deve passivamente subire l’onta di una TOTALE INCAPACITA’ di dare risposte alle attese dei CITTADINI ISOLANI. Non bastano i drammi causati e determinati da certe ingerenze speculative che aggrediscono il nostro territorio o quelli derivanti dal qualunquismo imperante; non sono sufficienti neppure i tristi segnali d’allarme sociale che sono quotidianamente posti sotto gli occhi dei politicanti locali; il perdurare dell’alto tasso di disoccupazione che si aggrava quotidianamente nelle fasce giovanili, tutto ciò non scuote minimamente il degrado istituzionale dentro e fuori il palazzo del potere.
Siamo ben consci che l’istituzione COMUNE è in crisi, ma nessuno (maggioranza, minoranza, destra, sinistra centro, sindaco assessore consigliere….) si guarda bene dal fare la prima mossa sulle responsabilità di detta crisi, anzi vi è l’aggravante che nessuno dei politicanti locali, accenni alla più misera analisi o sia in grado di dare uno straccio di prospettiva di futuro.
C’è veramente da restare indignati (che sarebbe poca cosa). Da semplici cittadini ci sentiamo di esprimere a gran voce il dissenso per quest’atto di menefreghismo politico, che si sostanzia nelle beghe d’infimo profilo, determinate dal riemergere di tutte le contraddizioni mai sopite. Con tutta la nostra ingenuità, alla luce dell'esperienza sin qui vissuta, i comportamenti messi in atto dagli attori protagonisti "voltagabbana" e perchè no "tornacontisti"OGGI NOI possiamo AFFERMARE a gran voce che probabilmente la “scissione” (farsa) a fini elettorali del 2004, determinatasi nell’allora maggioranza imperante per tornaconto di potere e che ha determinato la formazione di due aggregazioni (forse figli di una stessa medaglia, della cui partenità i cittadini di Isola non hanno alcun dubbio), sono risultate essere due “aggregazioni” che prima hanno governato Isola e oggi continuano a non governare.



Comitato Cittadino Isola Pulita
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2007/11/27

Isola delle Femmine Libera

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FATTI E MISFATTI CON ANNESSI E CONNESSI DEI TANTI PONZI PILATI DI ISOLA DELLE FEMMINE

NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
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2007/11/17

ISOLA DELLE FEMMINE RAFFO ROSSO DEPOSITO DI PET-COKE A CIELO APERTO DELLA ITALCEMENTI








Il presidente della 13° Commissione Ambiente del Senato e il Ministro Pecoraro Scanio sollecitano l'intervento del Nucleo Operativo Ecologico ad intervenire a Raffo Rosso (Isola delle Femmine) per un deposito a cielo aperto di PET-COKE sostanza altamente nociva alla salute umana e all'ambiente. La licenza Edilizia concessa il 2001 risulta essere illegittima in quanto l'area era destinata a "VERDE AGRICOLO" zona "E" come recita il Piano Regolatore Generale. L' amministrazione era allora guidata dal Signor Stefano Bologna.

INTERROGAZIONE E COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE DELLA 13° COMMISSIONE AMBIENTE SENATO


Servizio a 15,25minuti
AMBIENTE. SODANO: GOVERNO INTERVENGA SU ITALCEMENTI PER CAVA RAFFO ROSSO

SENATO DELLA REPUBBLICA
GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA



COMUNICATO STAMPA - 16 novembre 2007

Dichiarazione del presidente della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali
Tommaso Sodano


AMBIENTE. SODANO: POSITIVA RISPOSTA MINISTERO SU PET-COKE


Il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano plaude all'iniziativa del Ministro dell'Ambiente Afono Pecoraro Scanio di attivare il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente per assumere tutte le informazioni disponibili relativamente alla ex cava Raffo Rosso, ad Isola delle Femmine (Palermo).
"La risposta sollecita del Ministero è molto positiva - sottolinea Sodano - da tempo ci giungono dal territorio segnalazioni allarmate sull'utilizzo di quella cava come sversatoio del pet-coke, e più in generale di emissioni nocive riguardanti questo agente molto dannoso per la salute e l'ambiente, nonostante la stessa Regione Sicilia avesse diffidato la Italcementi. Ora tocca ai carabinieri accertare se quelle denunce sono fondate e in caso di riscontri agire di conseguenza".
Sodano poi ritiene "molto importante la convocazione presso il ministero dell'Ambiente un tavolo di confronto con l'Eni con l'obiettivo di superare l'emergenza relativa al pet-coke in Italia".


"Il Ministro dell'Ambiente assuma provvedimenti urgenti nei confronti della ex cava Raffo Rosso, usata dalla Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo) per lo stoccaggio ed il deposito di pet-coke e indichi quali interventi di bonifica sono necessari per mettere in sicurezza l'area". A chiedere l'intervento del Ministero dell'Ambiente, è il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano in un'interrogazione parlamentare, in cui sottolinea la pericolosità del pet-coke, collegata "non solo alle emissioni, ma anche alle operazioni di manipolazione,trasporto, carico e scarico di questo materiale pulvurulento contenente sostanze, che mettono a rischio l'ambiente, oltre che la salute dei cittadini e dei lavoratori impiegati nelle attività. Operazioni che la Italcementi compie abitualmente nell'ex cava, in modo illegale".
Sodano nel documento cita in particolare il fatto che nel febbraio scorso "l'Assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente ha diffidato la Italcementi dall'utilizzare l'impianto di stoccaggio, in assenza delle necessarie autorizzazioni, autorizzazioni che la Italcementi tuttora non ha. Inoltre la concessione edilizia prodotta dal Comune di Isola delle Femmine nel 2001 appare illegittima perché la ex cava insiste su un sito di importanza comunitaria (Sic) e non aveva la necessaria autorizzazione del Commissariato di Governo per la gestione dei rifiuti"
"Da allora però la Italcementi non ha adeguato l'impianto e l'atto di diffida della Regione, inviato a Dap, Provincia, autorità giudiziaria e Noe non è stato rispettato. A questo punto - conclude Sodano - intervenga il Governo, per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori oltre che i livelli occupazionali dell'azienda".


AMBIENTE. COMITATO ISOLA PULITA PRESENTA ESPOSTO SU ITALCEMENTI

Il Comitato "Isola Pulita" ha presentato un esposto alla Regione Sicilia, per denunciare le "irregolarità che sono avvenute in seno al servizio 3 del Dipartimento Territorio Ambiente preposto alla Tutela dall’inquinamento atmosferico, circa le autorizzazioni da rilasciare allo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo)". Lo rende noto lo stesso Comitato che nell'esposto fa riferimento "a tre conferenze di servizi convocate in data 04/07/07, 25/09/07 e 17/10/07 allo scopo di emettere un provvedimento, in contrasto con quanto disposto dal precedente funzionario del 3° servizio, per autorizzare la Italcementi di isola delle Femmine all’uso del pet-coke. Sostanza che è altamente nociva per la salute umana e per l'ambiente e contro cui si era espresso in precedenza anche il Tar Sicilia".
"Tale provvedimento - sottolinea la nota del Comitato - sostanzialmente sarebbe stato il risultato di un procedimento amministrativo del tutto arbitrario ed illegittimo;ciò in quanto l’autorizzazione all’uso del pet-coke è oggetto specifico, unitamente a tutte le altre autorizzazioni, del procedimento A.I.A. (Autorizzazione integrata ambientale) che si sta svolgendo presso un servizio diverso del Dipartimento, ossia il servizio 2".
"L’uso del pet-coke - ricorda il Comitato - rientra infatti nell’ambito di un ben più ampio progetto di ammodernamento con modifiche sostanziali agli impianti, presentato dalla Italcementi, per cui vi era la inderogabile necessità di uno studio di impatto ambientale da sottoporre all’analisi della procedura A.I.A., così come disposto dalla legge vigente oltre che dalla Comunità Europea, in conformità al Protocollo di Kyoto".
La richiesta formale del Comitato avanzata alla Regione Sicilia è di poter partecipare "al procedimento A.I.A. in tutte le sue fasi, in particolare alla conferenza di servizi, di natura istruttoria, in programma per il 21 novembre".

Agenzie di Stampa:
(ANSA) - PALERMO, 16 NOV - 'Il Ministro dell'Ambiente assuma provvedimenti urgenti nei confronti della ex cava Raffo Rosso, usata dalla Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo) per lo stoccaggio ed il deposito di pet-coke e indichi quali interventi di bonifica sono necessari per mettere in sicurezza l'area'. La sollecitazione e' del presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano, in un'interrogazione parlamentare in cui sottolinea la pericolosita' del pet-coke'.
Un rischio, scrive, collegato 'non solo alle emissioni, ma anche alle operazioni di manipolazione, trasporto, carico e scarico di questo materiale pulvurulento contenente sostanze, che mettono a rischio l'ambiente, oltre che la salute dei cittadini e dei lavoratori impiegati nelle attivita'. Operazioni che la Italcementi compie abitualmente nell'ex cava, in modo illegale'. Sodano nel documento cita in particolare il fatto che nel febbraio scorso 'l'Assessorato regionale all'Ambiente ha diffidato la Italcementi dall'utilizzare l'impianto di stoccaggio, in assenza delle necessarie autorizzazioni, che la Italcementi tuttora non ha. Inoltre la concessione edilizia prodotta dal Comune di Isola delle Femmine nel 2001 appare illegittima perche' la ex cava insiste su un sito di importanza comunitaria (Sic) e non aveva la necessaria autorizzazione del Commissariato di Governo per la gestione dei rifiuti'.
Sulla vicenda anche il comitato Isola pulita ha presentato un esposto alla Regione nel quale si denunciano numerose 'irregolarita''.(ANSA).

Roma, 16 nov. (Apcom) - Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha attivato il comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente (Noe) per assumere tutte le informazioni disponibili relativamente alla ex cava Raffo Rosso, usata dall'Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo) per lo stoccaggio e il deposito di pet-coke.
Lo ha annunciato l'ufficio stampa del ministero in risposta alla denuncia del presidente della commissione ambiente del Senato senatore Tommaso Sodano.
Nei giorni scorsi - precisa la nota - il ministro aveva anche deciso di convocare presso il suo dicastero un tavolo di confronto con l'Eni con l'obiettivo di superare l'emergenza relativa al pet-coke.
Il presidente della 13° Commissione Ambiente del Senato e il Ministro Pecoraro Scanio sollecitano l'intervento del Nucleo Operativo Ecologico ad intervenire a Raffo Rosso (Isola delle Femmine) per un deposito a cielo aperto di PET-COKE sostanza altamente nociva alla salute umana e all'ambiente.

http://www.isolapulita.it

La licenza Edilizia concessa il 2001 risulta essere ilegittima in quanto l'area era destinata a "VERDE AGRICOLO" zona "E" come recita il Piano Regolatore Generale. L' amministrazione era allora guidata dal Signor Stefano Bologna.

http://www.reportonline.it/article-5246--0-0.html
http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=False&pg=6&IDmessaggio=99868&IDforum=344
http://www.isolapulita.it
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/

2007/11/14

L'ARRESTO DI LO PICCOLO E IL SUO CLAN A GIARDINELLO A POCHI KILOMETRI DA ISOLA DELLE FEMMINE







Un grande GRAZIE a tutte le forze di polizia di carabinieri di investigatori, che mettono a repentagli la propria vita, per garantire la giustizia e la legalità.
Ora le istituzioni, le amministrazioni devono muoversi per attivare tutti quei provvedimenti necessari a liberarci dalle collusioni coperture e complicita’ che hanno favorito la latitanza, la penetrazione nelle pubbliche amministrazioni e il fiorire di una rete che controlla e determina l’intero apparato economico.

Giardinello. Erano le 9,50 si stava discutendo di bilancio da approvare, quando hanno fatto irruzione i carabinieri arrestando Salvatore e Sandro vertice dell'organizzazione dopo Provenzano. Il procuratore antimafia Piero Grasso: "Grande soddisfazione". L'irruzione della squadra mobile è avvenuta in una villa a Giardinello, tra Cinisi e Terrasini.
Durante le fasi concitate della cattura Alessandro Lo Piccolo, figlio del boss Salvatore, è uscito dalla casa in lacrime urlando più volte "Ti amo papà". Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono rimasti barricati per qualche minuto nella villetta. Padre e figlio si sono arresi dopo che gli agenti hanno sparato alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio. Le indagini che hanno portato all'operazione che ha consentito l'arresto dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, è stata condotta dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo.
Da San Lorenzo passando per Tommaso Natale Isola delle Femmine Capaci la zona industriale di Carini, Torretta (luogo di nascita del Lo Piccolo) Giardinello luogo della cattura.
Dal piccolo traffico di droga al Racket alle Estorsioni: i negozi che pagano da 500 a 10.000 euro al mese,
i cantieri che comprano la protezione in lavori e forniture in guardiani e in quote: il 3% per ogni appalto pubblico, 5.000 euro al mese ad appartamento.
Per esempio a Torretta per una lottizzazione da 10 milioni di euro in villini: TANGENTI
A Carini per un affarre da 70 case un regalo di 250 mila euro. Per tutti gli altri da 5 a 7 mila euro ad appartamento costruito.
Lo sviluppo degli affari, dalle indagini in corso sembra che un ruolo determinante sia stato dato al rapporto con la politica . ad Agosto nella retata vennero arrestati l’ex sindaco di Baucina impiegato presso l’ufficio tecnico del comune di Torretta l’arch Bordonaro oltre allo stesso responsabile dell’ufficio Dragotta.
Giri di tangenti che coinvolgeva l’ufficio tecnico del paese che, secondo gli investigatori era in mano ai boss.
http://www.isolapulita.it

DA QUALCHE GIORNO IN PAESE C’E’ UN GRAN FERMENTO ATTORNO ALL’ANNOSO PROBLEMA DELLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO IN ENTRATA E IN USCITA DA ISOLA E PER ISOLA DELLE FEMMINE. NATURALMENTE LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI ED AGLI OPERATORI TURISTICI CHE NE AVRANNO UN DANNO ECONOMICO DI PROPORZIONI INCALCOLABILI, NOTIAMO CON GRAN SODDISFAZIONE CHE ANCHE POLITICANTI CHE IN PASSATO SI SONO ESTRANIATI DALLA VITA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE HANNO TROVATO LA FORZA PER RIENTRARE D'ALTRONDE LE ELEZIONI SONO VICINE.
RISULTA ALQUANTO STRANA LA SITUAZIONE CHE NESSUNA FORZA POLITICA RAPPRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE CON A CAPO IL NOSTRO AMATO PONZIO PILATO ABBIA SENTITO LA NECESSITA’ DI CONVOCARE UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO ALLA CITTADINANZA.
COME AL SOLITO LA COSA INTERESSA POCO I CITTADINI NON CAPISCONO MEGLIO TELEOCCIDENTE O IL GIORNALE DI SICILIA. UNA BELLA FOTO O UNA BELLA RIPRESA RENDE MEGLIO CHE UN DIBATTITO CON I CITTADINI.
COSA CI SI PUO’ ASPETTARE DA QUESTI SIGNORI CHE NON HANNO AVUTO LA CAPACITA’ DI RINGRAZIARE LE FORZE DELL’ORDINE CHE CON UNA BRILLANTE OPERAZIONE HANNO ARRESTATO IL BOSS LO PICCOLO CON IL FIGLIO E GREGARI.
UNA FESTA DI LIBERAZIONE CHE LIBERA L’ECONOMIA DAI CONDIZIONAMENTI E DALLE IMPOSIZIONI DAI RICATTI DELLA MAFIA.
UNA FESTA DI LIBERAZIONE DAI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI DELLA MACCHINA BUROCRATICA AMMINISTRATIVA.


CHIESTA LA REVOCA DEL PRESIDENTE E DEL VICE P. DEL C.C Il Consiglio Comunale del 10 di marzo c.a. è stato all’insegna delle rissa delle ingiurie delle minacce anche pesanti tipo “SE MI DENUNCI TI FACCIO SALTARE IN ARIA”, ma non è di questo che vogliamo parlare anche perché le forze dell’ordine presenti senz’altro avranno stilato un verbale dell’accaduto.
Sulla base delle dichiarazioni fatte nella seduta vogliamo soffermarci su due punti in particolare:
1) sulla vicenda della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente e Vice Presidente del Consiglio: Siamo costretti a ripubblicare integralmente la sentenza del T.A.R. SICILIA ove una ATTENTA LETTURA DA PARTE DEI DUE SIGNORI PROTAGONISTI DELLA VICENDA, non potrà che confermare quanto detto dai consiglieri Micali e Rubino: “il dispositivo non entra nel merito delle irregolarità operate dalle due figure istituzionali “. Sarebbe opportuna la lettura anche da parte del Sindaco vista la sua dichiarazione di solidarietà (in merito alla sentenza TAR e CGA);
2) il Presidente del Consiglio Comunale dichiara :” …riconfermo ancora una volta di non essere attaccato alla poltrona , all’indennità di carica,…….” abbiamo capito bene? IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE NON E’ ATTACCATO ALLA INDENNITA’ DI CARICA? CITTADINI QUESTA AFFERMAZIONE DEL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE E’ DATATA 10 MARZO 2008.
SAPETE COSA SUCCEDE IL 31 MARZO 2008?
L’ufficio di Segreteria emette la DETERMINA N 127 firmata dal Responsabile Amministrativo avente ad oggetto: “Presa atto sottoscrizione e liquidazione somme per indennità al Presidente ed al Vicepresidente del Consiglio Comunale periodi arretrati”.
Il periodo Febbraio/2006 Aprile/2006 I signori Presidente e Vicepresidente non hanno svolto nessuna attività istituzionali ed hanno percepito 8.071,72 EURO.
Non sforziamoci a cercare alcuna COERENZA tra quanto si dice e quanto si fa.
Cittadini di Isola delle Femmine è ormai di pubblico dominio la dichiarazione di qualche candidato eletto al sol scopo di percepire lo “STIPENDIO” per pagarsi la rata dell’auto appena comprata. E’ SQUALLIDO!

TAR Sicilia, sez. I, 15/11/2006 n. 3025
Sull'illegittimità di una disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale.

E' illegittima la disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale. Le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia "politica" da parte dell'assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo "istituzionale" della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge. Lo statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente. Solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo sul Presidente del Consiglio comunale ulteriori rispetto a quelli normativamente già previste. Lo statuto, tuttavia, non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima,
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
sul ricorso n. 664/2006 Sezione Prima, proposto da RISO Napoleone rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli Avv.ti Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto, ed elettivamente domiciliato in Palermo presso il loro studio sito in via Nunzio Morello n.40;

CONTRO
- il Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;
- il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, in persona del rappresentante legale p.t., non costituito in giudizio;

E NEI CONFRONTI
- dell’Assessorato Regionale degli Enti Locali, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, presso i cui uffici di via Alcide de Gasperi n.81 è domiciliato ex lege;
- il Sig. Rubino Antonino, consigliere comunale, non costituito in giudizio;
- la Sig.ra Micali Letizia, consigliere comunale e attuale Presidente del Consiglio Comunale, rappresentata e difesa dall’Avv.to Fiorella Giliderti, presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Palermo, via Mariano Stabile n.43;
- i Signori CRISCI Francesco, BRUNO Rosario, PAGANO Giuseppe, AIELLO Giuseppe, GRADINO Salvatore, STEFANINI Vito, LUCIDO Salvatore, n.q. di consiglieri comunali, tutti ugualmente non costituiti in giudizio,

PER L’ANNULLAMENTO (previa sospensiva)
- della deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine n. 3 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare cessato dalla carica di Presidente del Consiglio il consigliere Napoleone Riso; di proclamare eletto Presidente del Consiglio il consigliere Micali Maria Letizia ";
- ove occorra e per quanto di ragione della nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme Isola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica di Presidente del consiglio del signor Riso Napoleone, indicando ai sensi dell'ari. 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig.ra Maria Letizia Micali ";
- ove occorra e per quanto di ragione della delibera consiliare n. 6 del 13/2/1993 con la quale l’allora Consiglio Comunale ha approvato lo Statuto Comunale di Isola delle femmine, nella parte in cui ha previsto quale causa di cessazione della carica di presidente l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, nonché della successiva delibera n. 45 del 1 ottobre 2005 con la quale il Consiglio Comunale, in sede di revisione dello Statuto comunale, ha mantenuto ferma detta previsione;
- ove occorra e per quanto di ragione dell'ari. 33 dello statuto comunale vigente del Comune di Isola delle Femmine, nella parie in cui prevede che il presidente del Consiglio comunale cessa dalla carica in caso di approvazione, da parie della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune, di una mozione di sfiducia costruttiva;
- ove occorra e possa della deliberazione n. 4 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare il consigliere Lucido Salvatore cessato dalla carica di Vice- Presidente del Consiglio; di proclamare eletto Vice- Presidente del Consiglio il consigliere Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12607 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme I-sola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica dì Vice Presidente del Consiglio del signor Lucido salvatore, indicando ai sensi dell'ari 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig. Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12998 del 21 novembre 2005, con la quale i firmatari Consiglieri Comunali del gruppo "Isola Democratica" e del gruppo " Insieme Isola delle femmine" hanno ribadito il contenuto delle note prot. mi. 12605 e 12607 del 11 novembre 2005 aventi ad oggetto "richiesta convocazione consiglio comunale all'o.d.g. del seguente argomento: "cessazione dalla carica di presidente del consiglio comunale " come da nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 depositata presso la segreteria del Comune di Isola delle Femmine ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 6164 del gennaio 2006, protocollata dall'Ufficio del comune di Isola delle Femmine al n. 22 del 3 gennaio 2006, a firma del Dirigente del Servizio 8 "Vigilanza e Controllo EE.LL." dell'Assessorato Regionale agli Enti Locali;
- ove occorra e possa di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.
Visto il ricorso, notificato in data 10/03/2006 e depositato in data 23/03/06, con i relativi allegati;
Vista la costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione intimata;
Vista la costituzione in giudizio della controinteressata MICALI Letizia, e le relative memorie;
Vista l’ordinanza n.424 del 04/04/2006 sulla domanda cautelare;
Vista l’ordinanza del C.G.A. n.534/06;
Visti gli atti tutti di causa e le memorie conclusive di parte;
Designato relatore pubblica udienza del 26 settembre 2006 il Referendario dr. Roberto Valenti ,
Uditi l’Avv.to S. Poliziotto per parte ricorrente e l’Avv.to dello Stato L. La Rocca per l’Amministrazione resistente;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO
Parte ricorrente premette di aver svolto le funzioni di Presidente del Consiglio comunale di Isola delle Femmine.
Con ricorso introduttivo, notificato e depositato come in epigrafe, ha quindi impugnato la deliberazione n.3 del 30/01/2006 con la quale il Consiglio Comunale del Comune intimato ne ha deliberato la decadenza dalla carica di che trattasi, ai sensi dell’art.33 dello statuto, provvedendo al contempo a proclamare quale nuovo Presidente il consigliere Micali Maria Letizia. Col medesimo ricorso sono stati contestualmente impugnati gli altri provvedimenti connessi, di cui in epigrafe, tra cui espressamente la delibera di adozione dello statuto comunale del 13/02/1993 nella parte in cui ha previsto, quale causa di cessazione dalla carica in parola, l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva di cui all’art.33 dello Statuto (siccome non modificato in sede di revisione della fonte regolamentare dalla successiva delibera n.45 del 01/10/2005); nonché la delibera n.4 del 30/01/2006 con la quale è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale il consigliere Lucido Salvatore.
Nel ricorso sono articolate le seguenti censure:
1. Violazione dei limiti imposti alla potestà statutaria – Violazione di legge sotto diversi profili – Eccesso di potere – Contraddittorietà ed illegittimità derivata.
La posizione istituzionale rivestita dal Presidente del Consiglio comunale, quale organo di garanzia politicamente neutrale, non può essere messa alla mercè delle valutazioni “politiche” dell’organo assembleare. L’istituto della sfiducia costruttiva, disciplinato dall’impugnato art.33 dello statuto, è quindi illegittimo: tale illegittimità si riverbera conseguentemente sulle delibere di decadenza adottate dal Consiglio Comunale del Comune intimato di cui in narrativa.
2. In via gradata: Violazione di legge, eccesso di potere per erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti.
Nell’ipotesi in cui non si dovesse ritenere illegittima la disposizione statutaria impugnata, le delibere risultano comunque illegittime perché fondate su fatti e valutazioni errate.
Ha chiesto parte ricorrente, previa sospensiva, l’annullamento degli atti impugnati, con vittoria di spese.
Si costituiva l’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione regionale intimata senza spiegare difese scritte.
Si costituiva altresì la controinteressata Micali Letizia, n.q. anche di attuale Presidente del Consiglio comunale proclamata in luogo del ricorrente con la delibera oggetto di gravame: la stessa chiedeva il rigetto del ricorso, siccome infondato, eccependone contestualmente l’improcedibilità e/o inammissibilità, sotto diversi profili. Con vittoria di spese.
Alla Camera di Consiglio del 04/04/2006 la domanda cautelare era rigettata, giusta ordinanza n.424 di pari data.
Su appello del ricorrente, il C.G.A. riformava l’ordinanza in parola concedendo la misura cautelare (ord. C.G.A.534/06 del 08/06/2006)
In prossimità della pubblica udienza le parti hanno presentato memorie conclusive.
Alla pubblica udienza del 26 settembre 2006, presenti le parti come da verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione dal Collegio

DIRITTO
Occorre preliminarmente esaminare le questioni pregiudiziali sollevate dalla controinteressata resistente.
Invero, ritiene il Collegio che solo la questione sub c) articolata nella memoria difensiva della controinteressata possa avere valenza di eccezione pregiudiziale: in detta sede si sostiene l’improcedibilità del ricorso per decorrenza dei termini.
L’eccezione non ha pregio.
Invero, in tema di atti regolamentari o generali, quale la disposizione statutaria qui in esame, il termine decorre non dalla adozione della disposizione generale, ma dalla sua concreta applicazione che sostanzia l’effettiva lesività delle posizioni giuridiche soggettive che si voglia tutelare in sede giurisdizionale.
Nei confronti di tutti gli atti a contenuto generale, infatti, il termine per impugnare decorre dal momento in cui si verifica la lesione dell'interesse sostanziale, secondo i principi generali in tema di impugnazione dei provvedimenti amministrativi: nel caso di specie, detta lesione non può che verificarsi a seguito dell'emanazione del provvedimento applicativo di quello generale (cfr. T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 08 febbraio 2006 , n. 884), così che il termine per impugnare, contestando le prescrizioni generali in concreto applicate, decorre dalla conoscenza del provvedimento che ne fa applicazione (id est: adozione della delibera di decadenza impugnata)
Ciò posto, nel merito il ricorso è fondato, per cui va accolto, per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui appresso.
Occorre prendere le mosse dalla disposizione statutaria in considerazione.
Ai sensi dell’art. 33 dello Statuto del Comune di Isola delle Femmine (rubricato “Cessazione dalla carica di Presidente” del consiglio comunale) si disciplinano le seguenti ipotesi:
1. cessazione dalla carica per la presentazione di una motivata “mozione di sfiducia costruttiva” (con contestuale nomina del nuovo presidente), sottoscritta da 1/3 dei consiglieri ed approvata dalla maggioranza assoluta ed avente effetto immediato (cfr. art.33 commi 1, 2, 3, 4 e 5);
2. dimissioni del Presidente, o perdita della qualità di consigliere comunale (cfr.commi 1 e 6 art.cit.);
3. revoca dalla carica, su proposta della Giunta o di 1/3 dei consiglieri assegnati (con votazione a scrutinio palese e con maggioranza assoluta) in caso di ripetuti e persistenti violazioni di legge o di posizioni statutarie (comma 7 art.33 cit.).
Ciò posto, con la delibera n.3 del 30/01/206 – giusta presentazione della relativa mozione n.12605 del 11/11/2005 – il ricorrente è stato dichiarato cessato dalla carica in questione.
Sostiene parte ricorrente, con il primo motivo di gravame, l’illegittimità della disposizione statutaria in esame, limitatamente all’introduzione dell’istituto della mozione di sfiducia costruttiva, in specie applicato. Lamenta infatti che le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia “politica” da parte dell’assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo “istituzionale” della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge.
La censura è fondata ed assorbente rispetto all’ulteriore motivo dedotto.
Ed invero, ai fini di economia processuale, appare opportuno rinviare alle motivazioni espresse dal C.G.A. in sede di accoglimento dell’appello sulla domanda cautelare.
Con ordinanza n.534/06 il C.G.A. ha precisato che:
- in relazione alle funzioni istituzionali demandate al Presidente del Consiglio comunale dall’art.32 dello statuto del Comune di Isola delle Femmine, appare di dubbia legittimità la disciplina della cessazione dalla carica a seguito di mozione di sfiducia costruttiva ex art.33 commi 1-5;
- d’altra parte l’art. 33 dello statuto, al comma 7, in coerenza con la natura delle funzioni svolte dal Presidente del Consiglio comunale, prevede la “revoca” in caso di ripetute e persistenti violazioni di legge o di disposizioni statutarie.
In altri termini, sostiene l’organo di appello che la disposizione statutaria con cui è stato introdotto l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva mal si attaglia alle prerogative e alle funzioni tutorie e di garanzia demandate a tale organo. Ben potrebbe, al limite, il Consiglio procedere – sussistendone i presupposti – in virtù dell’art.33 co.7 (cui espressamente fa riferimento lo stesso organo di appello).
Né a diverse conclusioni possono condurre le argomentazioni di parte resistente (di cui alla lett.b della relativa memoria – impropriamente rubricata quale causa di improcedibilità) circa la legittima potestà del Consiglio di poter liberamente regolamentare il funzionamento dei propri organi. Invero nell’ambito della rinnovata potestà regolamentare attribuita agli Enti Locali, lo statuto non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica di che trattasi, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
Invero già questa Sezione ha affermato che Lo Statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente; pertanto, considerata la natura e le funzioni del Presidente del consiglio comunale, solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo ulteriori su di esso sanzionabili con la revoca rispetto a quelli normativamente già previsti, dovendo la previsione statutaria essere espressa e contenere le ipotesi tassative in cui può operarsi la sanzione della revoca (T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I, 21 aprile 2006 , n. 895 relativa al caso di adozione della revoca della carica in questione in mancanza di espressa previsione statutaria).
L’illegittimità della disposizione statutaria in parte qua, per le considerazioni svolte, si riverbera sulle deliberazioni assunte in sua funzione. In specie, quindi, risultano illegittime, in via derivata, le delibere n.3 del 30/01/2006, e quelle connesse di cui in premessa, di cessazione del ricorrente dalla carica di che trattasi.
Non può trovare accoglimento invece, per carenza di interesse, l’impugnazione della delibera n.4 del 30/01/2006 con cui è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio il consigliere Lucido Salvatore. Nei confronti di tale delibera il ricorrente è privo di legittimazione all’impugnazione, non potendo vantare alcun interesse autonomo e differenziato rispetto al diretto interessato (che per altro ha autonomamente gravato la delibera in questione con ricorso pendente innanzi questa Sezione ed identificato con R.G.665/06 in relazione al quale è stata in prima sede già accordata tutela cautelare).
Alla stregua delle considerazioni svolte, i provvedimenti gravati, nei limiti precisati, non resistono alla prima ed assorbente censura. Gli stessi vanno quindi annullati in quanto illegittimi.
Sussistono tuttavia, in ragione della natura della controversia, giusti motivi per disporre la compensazione delle spese del giudizio.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, accoglie il ricorso in epigrafe per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui in motivazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.-Così deciso in Palermo il 26 settembre 2006, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei signori magistrati:
- Filippo Giamportone, Presidente f.f.;
- Agnese A. Barone, Referendario
- Roberto Valenti, Referendario estensore,
Angelo Pirrone, Segretario.
Depositata in Segreteria
il 15/11/2006



COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007




Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine


Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia

I sottoscritti Consiglieri Comunali dato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig. Napoleone Riso.

che il sig. Presidente con persistenza e ripetizione ha violato disposizioni statutarie e norma di legge.

Quali :
• Violazioni dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 27 Statuto Comunale, dell’art. 31 co. 3 lett. F del Regolamento dei lavori consiliari, in quanto nella seduta di C.C. del 24/2/2005 per la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, dopo la votazione e prima dello spoglio delle schede di voto, il Presidente del Consiglio Comunale, dopo una breve sospensione dei lavori, dava incarico al Segretario comunale di estrarre e distruggere le schede votate, annullando l’espressione dei consiglieri comunali.
• Violazione dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 30 co. 9 del Regolamento dei lavori consiliari “Il Presidente è venuto meno dall’essere tutore della legalità per avere permesso al sig. Sindaco l’intervento in Consiglio Comunale dichiarandosi quest’ultimo componente di diritto”, dopo la votazione del punto all’ordine del giorno.
• Violazione dell’art.31 della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91 come integrato dall’art. 6 L.R. 30/2000 e art. 20 L.R. 7/92 e dagli artt. 39 e 43 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 25 dello Statuto comunale, dell’art. 14 del Regolamento dei lavori consiliari per mancata convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni della richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica, la richiesta Prot. N° 5799 del 02/05/2006 con oggetto: Richiesta convocazione C.C. con ordine del giorno “MODIFICA STATUTO COMUNALE”.
• Violazione dell’art. 31 L. 142/90 come integrato dall’art. 6 della L.R. 30/2000 e dell’art. 20 L.R. 7/92, e dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 33 co. 3 dello Statuto Comunale, in quanto la mozione deve essere messa in discussione non prima di cinque e non oltre i dieci giorni della sua presentazione presso la segreteria comunale. In quanto la mozione di sfiducia presentata il giorno 11/11/2005 prot. 12607 è stata inserita all’ordine del giorno nella seduta del 30/01/2006. Solo in seguito alla nota prot. n. 6186 del 30.12.2005 dell’Assessorato alla famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, con cui si invitava il Presidente del C.C. a convocare il Consiglio Comunale ed in caso di inadempimento sarebbe stato posto in essere un intervento sostitutivo da parte di tale Assessorato.
• Violazione dell’’art. 32 comma 2 lettera D della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91, degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000, degli art. 32 e 34 dello Statuto Comunale, in quanto nella seduta del 27.03.2007 i gruppi consiliari eccepivano al Presidente del Consiglio che la proposta di delibera con allegato lo statuto comunale dell’Unione dei Comuni, all’ordine del giorno, non era stato messo a disposizione per detta seduta. Il Presidente riferiva che la documentazione di cui trattasi si trovava presso la Sua abitazione.
• Violazione dell’art. 174 del D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta con ordine del giorno “Approvazione Bilancio di Previsione 2007”, senza il rispetto del termine di giorni 15 concesso ai consiglieri per la visione degli atti.
• Violazione dell’art. 174 D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta, conordine del giorno “Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2006”, in data 17.10.2007 per il 23.10.2007 senza il rispetto di 15 giorni concesso ai consiglieri per la visione degli atti. Ed ancora, sebbene non fosse rispettato il termine di giorni 15, di fatto, solo alcuni consiglieri comunali hanno potuto visionare la documentazione, solo lunedì 22 e martedì 23 ottobre, in quanto nei giorni precedenti la documentazione non era disponibile. Violazione dell’art. 32 L. 142/90 e degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000. ed artt. 32 e 34 dello Statuto comunale.

Ed ancora:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b.
- Il Presidente del Consiglio Comunale con determina n. 3 del 23 aprile 2007 diffidava il Collegio dei Revisori dei Conti ad ottemperare a quanto di loro competenza, nel rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, indicando come detto comportamento dilatorio non poteva essere ritenuto ulteriormente accettabile ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione 2007. Al riguardo corre evidenziare che detta determina di diffida, oltre la relativa convocazione della seduta di Consiglio Comunale del maggio 2007, non sono state mai portate a conoscenza del Collegio dei Revisori e che il Presidente non si è mai curato di accertarsene. Tanto che, nella seduta di Consiglio Comunale del 10 maggio 2007 (approvazione bilancio previsione 2007) il consigliere Rubino chiedeva al Presidente se avesse accertato che agli atti risultassero le relative ricevute di trasmissioni. Il Presidente del Consiglio solo seduta stante provvedeva a verificare con esito negativo e si riservava di rispondere successivamente. Il che ha comportato l’assenza dell’unico organo di supporto e di garanzia del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2007

Per le persistenti e ripetute violazioni di leggi e norme statutarie, commesse dal sig. Napoleone Riso, durante l’esercizio della carica di Presidente del Consiglio Comunale i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Presidente del Consiglio Comunale del sig. Napoleone Riso.

I Consiglieri

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO
Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO





COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007



Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Vice-Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine

Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia



I sottoscritti Consiglieri Comunali considerato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig Salvatore Lucido;

che nel corso della seduta del C.C. del giorno 17 ottobre 2006, il vice Presidente del Consiglio, sig. Salvatore Lucido, si alzava ed avvicinandosi all’Agente di polizia municipale Graziano Ferrante, comandato di servizio di ordine pubblico, lo invitava a seguirlo fuori dall’aula consiliare; che il vice Presidente del Consiglio inveiva ed offendeva, e contestualmente si scagliava verso l’agente di polizia municipale con le braccia protese in avanti cercando di colpire quest’ultimo senza riuscirvi, in quanto bloccato tempestivamente dall’agente stesso;
che nei confronti del Vice Presidente, sig. Salvatore Lucido, è pendente il procedimento n. 720/07 mod. 21b.

Per la grave condotta, configurabile in una violazione di legge penale, commessa dal sig. Lucido durante l’espletamento della sua carica, in contrasto con le funzioni di Vice Presidente, i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Vice-Presidente del Consiglio Comunale del sig. Salvatore LUCIDO.


I Consiglieri Comunali

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO



Salvatore GRADINO

Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO



Caricato da isolapulita




Isola delle Femmine 12 novembre 2007
A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potrere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.
http://www.isolapulita.it


COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007




Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.


A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine

Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia

I sottoscritti Consiglieri Comunali dato:

 che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig. Napoleone Riso.

 che il sig. Presidente con persistenza e ripetizione ha violato disposizioni statutarie e norma di legge.

 Quali :
• Violazioni dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 27 Statuto Comunale, dell’art. 31 co. 3 lett. F del Regolamento dei lavori consiliari, in quanto nella seduta di C.C. del 24/2/2005 per la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, dopo la votazione e prima dello spoglio delle schede di voto, il Presidente del Consiglio Comunale, dopo una breve sospensione dei lavori, dava incarico al Segretario comunale di estrarre e distruggere le schede votate, annullando l’espressione dei consiglieri comunali.
• Violazione dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 30 co. 9 del Regolamento dei lavori consiliari “Il Presidente è venuto meno dall’essere tutore della legalità per avere permesso al sig. Sindaco l’intervento in Consiglio Comunale dichiarandosi quest’ultimo componente di diritto”, dopo la votazione del punto all’ordine del giorno.
• Violazione dell’art.31 della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91 come integrato dall’art. 6 L.R. 30/2000 e art. 20 L.R. 7/92 e dagli artt. 39 e 43 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 25 dello Statuto comunale, dell’art. 14 del Regolamento dei lavori consiliari per mancata convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni della richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica, la richiesta Prot. N° 5799 del 02/05/2006 con oggetto: Richiesta convocazione C.C. con ordine del giorno “MODIFICA STATUTO COMUNALE”.
• Violazione dell’art. 31 L. 142/90 come integrato dall’art. 6 della L.R. 30/2000 e dell’art. 20 L.R. 7/92, e dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 33 co. 3 dello Statuto Comunale, in quanto la mozione deve essere messa in discussione non prima di cinque e non oltre i dieci giorni della sua presentazione presso la segreteria comunale. In quanto la mozione di sfiducia presentata il giorno 11/11/2005 prot. 12607 è stata inserita all’ordine del giorno nella seduta del 30/01/2006. Solo in seguito alla nota prot. n. 6186 del 30.12.2005 dell’Assessorato alla famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, con cui si invitava il Presidente del C.C. a convocare il Consiglio Comunale ed in caso di inadempimento sarebbe stato posto in essere un intervento sostitutivo da parte di tale Assessorato.
• Violazione dell’’art. 32 comma 2 lettera D della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91, degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000, degli art. 32 e 34 dello Statuto Comunale, in quanto nella seduta del 27.03.2007 i gruppi consiliari eccepivano al Presidente del Consiglio che la proposta di delibera con allegato lo statuto comunale dell’Unione dei Comuni, all’ordine del giorno, non era stato messo a disposizione per detta seduta. Il Presidente riferiva che la documentazione di cui trattasi si trovava presso la Sua abitazione.
• Violazione dell’art. 174 del D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta con ordine del giorno “Approvazione Bilancio di Previsione 2007”, senza il rispetto del termine di giorni 15 concesso ai consiglieri per la visione degli atti.
• Violazione dell’art. 174 D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta, conordine del giorno “Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2006”, in data 17.10.2007 per il 23.10.2007 senza il rispetto di 15 giorni concesso ai consiglieri per la visione degli atti. Ed ancora, sebbene non fosse rispettato il termine di giorni 15, di fatto, solo alcuni consiglieri comunali hanno potuto visionare la documentazione, solo lunedì 22 e martedì 23 ottobre, in quanto nei giorni precedenti la documentazione non era disponibile. Violazione dell’art. 32 L. 142/90 e degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000. ed artt. 32 e 34 dello Statuto comunale.

Ed ancora:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b.
- Il Presidente del Consiglio Comunale con determina n. 3 del 23 aprile 2007 diffidava il Collegio dei Revisori dei Conti ad ottemperare a quanto di loro competenza, nel rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, indicando come detto comportamento dilatorio non poteva essere ritenuto ulteriormente accettabile ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione 2007. Al riguardo corre evidenziare che detta determina di diffida, oltre la relativa convocazione della seduta di Consiglio Comunale del maggio 2007, non sono state mai portate a conoscenza del Collegio dei Revisori e che il Presidente non si è mai curato di accertarsene. Tanto che, nella seduta di Consiglio Comunale del 10 maggio 2007 (approvazione bilancio previsione 2007) il consigliere Rubino chiedeva al Presidente se avesse accertato che agli atti risultassero le relative ricevute di trasmissioni. Il Presidente del Consiglio solo seduta stante provvedeva a verificare con esito negativo e si riservava di rispondere successivamente. Il che ha comportato l’assenza dell’unico organo di supporto e di garanzia del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2007

Per le persistenti e ripetute violazioni di leggi e norme statutarie, commesse dal sig. Napoleone Riso, durante l’esercizio della carica di Presidente del Consiglio Comunale i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Presidente del Consiglio Comunale del sig. Napoleone Riso.

I Consiglieri

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO

Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO
Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO




COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007



Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Vice-Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.


A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine


Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia



I sottoscritti Consiglieri Comunali considerato:

 che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig Salvatore Lucido;

 che nel corso della seduta del C.C. del giorno 17 ottobre 2006, il vice Presidente del Consiglio, sig. Salvatore Lucido, si alzava ed avvicinandosi all’Agente di polizia municipale Graziano Ferrante, comandato di servizio di ordine pubblico, lo invitava a seguirlo fuori dall’aula consiliare; che il vice Presidente del Consiglio inveiva ed offendeva, e contestualmente si scagliava verso l’agente di polizia municipale con le braccia protese in avanti cercando di colpire quest’ultimo senza riuscirvi, in quanto bloccato tempestivamente dall’agente stesso;
 che nei confronti del Vice Presidente, sig. Salvatore Lucido, è pendente il procedimento n. 720/07 mod. 21b.

Per la grave condotta, configurabile in una violazione di legge penale, commessa dal sig. Lucido durante l’espletamento della sua carica, in contrasto con le funzioni di Vice Presidente, i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Vice-Presidente del Consiglio Comunale del sig. Salvatore LUCIDO.



I Consiglieri Comunali

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO

Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO


A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potrere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.
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