Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2007/03/18

POLVERI ULTRAFINI E NANOPARTICELLE





(riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo dei nostri amici)


ATTI DEL CONVEGNO POLVERI ULTRAFINI E NANOPARTICELLE
27/02/2007
Presentato un sistema di sorveglianza ambientale e di valutazione epidemiologica nelle aree circostanti gli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti in esercizio in regione Emilia-Romagna, che coinvolge gli Assessorati regionali all´Ambiente e alla Sanità e Arpa. Il convegno "Polveri ultrafini e nanoparticelle", organizzato da Regione Emilia-Romagna, dall´Agenzia regionale prevenzione e ambiente (Arpa) e dall´Università di Ferrara, tenutosi il 14 novembre presso l´Ateneo ferrarese, ha fornito un quadro di sintesi sullo stato attuale delle conoscenze e sulle prospettive di ricerca e sviluppo in merito ai diversi aspetti del tema: le fonti di generazione, le modalità di diffusione nell´ambiente, le migliori tecnologie disponibili per ridurne l´emissione, le tecniche disponibili per monitorarle, gli effetti che producono sulla salute. dal sito di ARPA Emilia Romagna.

Fonte: ARPA Emilia Romagna


http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Ketrupp.pdf


http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/poluzzi.pdf




http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Tositti.pdf



http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Mayer.pdf




http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/DiVirgilio.pdf




http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Colacci.pdf




http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Colacci.pdf




http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Forastiere.pdf





http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_eventi/2006/atti/Bratti.pdf







DELOCALIZZARE TUTTI I SITI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI SITUATI NELLE ZONE ABITATE E CHE A CAUSA DELLA LORO ATTIVITA' LAVORATIVA ARRECANO DANNO ALL'AMBIENTE E ALLA SALUTE UMANA
INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE: B) Prodotti e materiali: 33. Cementi – produzione;

(art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato D.M. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)
La disciplina delle industrie insalubri secondo un'ampia accezione, si riferisce, in ugual modo, a qualsiasi attività che possa dar luogo ad occasioni di pericolo. Una recente decisione del T.A.R. Toscana può, da sola, riassumere tutta la questione, andando dettagliatamente a specificare che:
«Il concetto di industria utilizzato dal Legislatore nell'art. 216 T.U. 27 luglio 1934 n. 1265, a norma del quale vengono effettuate le classificazioni delle industrie insalubri di prima e seconda classe, non attiene esclusivamente all'attività umana diretta alla produzione di beni mediante procedimenti di carattere artificiale, ma si riferisce sostanzialmente a tutte quelle attività che, modificando la situazione socio-ambientale del territorio, possono dar luogo ad occasioni di pericolo per l'igiene e la salute pubblica."
Sul punto della localizzazione delle industrie insalubri di 1^ classe, la giurisprudenza amministrativa ha affermato che il giudizio valutativo del Comune su dette industrie, che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni, presenta ampi margini di insindacabilità, censurabile solo quando le valutazioni di lontananza e vicinanza siano manifestamente illogiche (Cons. di Stato, V, n.240/90).
………..l’art. 216 del t.u. delle leggi sanitarie n. 1265/1934, al quinto comma, prevede una deroga per la “industria o manifattura” insalubre di prima classe, che può essere “permessa nell’abitato” se l’interessato dimostri che per l’introduzione di metodi o cautele il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato;
il Comune, proprio ai sensi dell’art. 216 ricordato, è tenuto a verificare la nocività dell’impianto in concreto, con la specifica valutazione dei metodi e delle cautele offerte dall’interessato. Art. 5
Disciplina comunale del procedimento……….
6. Nei casi in cui non si ravvisi la presenza di tutte le condizioni necessarie a garantire la tutela della salute pubblica, l'amministrazione comunale può vietare l'attivazione dell'industria o subordinarla all'adozione di particolari cautele e misure atte ad assicurare le condizioni richieste. In quest'ultimo caso, il titolare dell'impianto dovrà fornire, nei termini assegnatigli, opportuna prova dell'adozione delle misure richieste.
………………Le aziende insalubri sono definite nel Testo Unico delle Leggi Sanitarie (RD n 1265/34) come "le manifatture che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti". Le categorie di aziende che devono essere considerate insalubri sono incluse in un elenco diviso in due classi sulla base delle sostanze chimiche utilizzate, dei processi produttivi e dei materiali prodotti. La prima classe comprende quelle che devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni, la seconda comprende quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato. Un'industria che sia iscritta nella prima classe, può essere ammessa nell'abitato qualora l'industriale provi che il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato. I dati sono ricavati dalle richieste alle emissioni in atmosfera presentate presso le province - Assessorato Ecologia ed Ambiente, Servizio Ecologia e Ambiente ai sensi del D.P.R. 20/88. In base a tale decreto tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissioni in atmosfera sono tenuti a presentare all'autorità competente, domanda di autorizzazione corredata da una relazione tecnica contenente la descrizione del ciclo produttivo, le tecnologie adottate per prevenire l'inquinamento, la quantità e la qualità delle emissioni[9].
Rischi ambientali e rischi sanitari si legano in quanto la salvaguardia della salute, in primo luogo quella dei lavoratori. Le aziende produttrici di cemento sono classificate tra le aziende insalubri di prima classe ai sensi dell'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e del decreto del Ministro della sanità 5 settembre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20 settembre 1994.
Per tali aziende la norma prevede l'isolamento nelle campagne (oggi nelle zone industriali) o la lontananza dalle abitazioni, a meno che il titolare non provi che, per le speciali cautele messe in atto, l'esercizio dell'attività non crea nocumento alla salute del vicinato.
In tale ambito, i problemi da risolvere attengono pertanto alla DELOCALIZZAZIONE delle aziende stesse dai centri abitati, favorendo uno sviluppo delle attività dove può essere migliore il livello di protezione ambientale e l'adeguamento agli standard richiesti dalla normativa in vigore.

http://isolapulita.splinder.com/

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Segnalo questo recente lavoro da cui risulta per la prima volta -almeno per quanto di mia conoscenza - una associazione statisticamente significativa per effetti a breve termine degli inceneritori sulla salute infantile. Sono stati indagati 405.807 bambini giapponesi nella prefettura di Osaka e si è verificato il loro stato di salute in funzione della prossimità della scuola frequentata ad impianti di incenerimento per rifiuti. .
Una associazione statisticamente significativa fra vicinanza della scuola agli inceneritori è stata trovata per i seguenti sintomi è stata trovata per i seguenti sintomi:
difficoltà di respiro, mal di testa, disturbi di stomaco, stanchezza.
Si afferma inoltre che in Giappone la maggior fonte di emissione di diossine è rappresentata da inceneritori......
Cordiali Saluti
Patrizia Gentilini


European Journal of Epidemiology (2005) 20: 1023–1029 _ Springer 2005
DOI 10.1007/s10654-005-4116-7

ENVIRONMENTAL EPIDEMIOLOGY
Relationship between distance of schools from the nearest municipal waste
incineration plant and child health in Japan
Y. Miyake1, A. Yura1, H. Misaki2, Y. Ikeda1, T. Usui2, M. Iki1 & T. Shimizu1
1Department of Public Health, Kinki University School of Medicine, Osaka-Sayama, Japan; 2Department of Geography,

Faculty of Letters, Nara University, Nara, Japan
Accepted in revised form 17 October 2005
Rapporto fra la distanza delle scuole dalla pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani e la salute di bambino nel Giappone
Autori: Miyake, Y.1; Yura, A.; Misaki, H.; Ikeda, Y.; Usui, T.; Iki, M.; Shimizu, T.
Fonte: Giornale europeo di epidemiologia, volume 20, numero 12, il dicembre 2005, pp. 1023-1029 (7)
Editore: Springer

http://wpop10.libero.it/cgi-bin/webmail.cgi/Relationship_between_distance_of_schools_from_incinerators_and_child_health.pdf?ID=Iy5MJbNlAdhgmoVG_2ok_iJj0doW7sB28nlMrJ0onelEVzisJtVM&Act_View=1&R_Folder=aW5ib3g=&msgID=10859&Body=2&filename=Relationship_between_distance_of_schools_from_incinerators_and_child_health.pdf




Estratto. Nel Giappone, la fonte principale dei dioxins è inceneratori.
Questo studio ha esaminato il rapporto fra la distanza delle scuole da rifiuti urbani piante di incenerimento e la prevalenza di allergico disordini e sintomi generali in bambini giapponesi. Gli oggetti di studio erano 450.807 bambini della scuola elementare di 6-12 anni che hanno assistito a 996 elementari pubblici scuole nella prefettura de Osaka nel Giappone. I genitori degli scolari hanno compilato un questionario quello ha incluso gli articoli circa le malattie ed i sintomi dentro il bambino di studio. Distanza di ciascuno del pubblico elementare scuole da tutto il rifiuti urbani 37 le piante di incenerimento nella prefettura de Osaka sono state misurate usando i pacchetti geografici dei sistemi d'informazione. La registrazione è stata procedere a per il grado, condizione socioeconomica ed accesso a sanità per il comune. Diminuzioni nella distanza delle scuole dal più vicino la pianta di incenerimento del rifiuti urbani era indipendentemente connesso con una prevalenza aumentata di wheeze, emicrania, dolore di stomaco ed affaticamento (rapporti registrati di probabilità [intervalli di riservatezza di 95%] per il più corto contro le categorie =1.08 [1.01- di distanza più lunga 1.15], 1.05 [1.00-1.11], 1.06 [1.01-1.11] e 1.12 [1.08-1.17], rispettivamente). Un'associazione positiva con l'affaticamento è stato pronunciato in scuole all'interno di 4 chilometri del in secondo luogo il più vicino pianta di incenerimento del rifiuti urbani. Non ci era rapporto evidente fra la distanza delle scuole da una tal pianta e dalla prevalenza di dermatite atopica o di rhinitis allergico. I risultati suggerire quella prossimità delle scuole a rifiuti urbani le piante di incenerimento possono essere associate con prevalenza aumentata di wheeze, emicrania, stomaco dolore ed affaticamento in bambini giapponesi. Parole chiave: Affaticamento, emicrania, incenerimento, bambini giapponesi, dolore di stomaco, Wheeze Abbreviazioni: Ci = intervallo di riservatezza; O = rapporto di probabilità; PCDD = dibenzo-p-dioxin policlorato; PCDF = dibenzofuran policlorato Introduzione Nel Giappone, la fonte principale dei dioxins è inceneratori a causa delle misure inefficaci evitare la generazione di questi prodotti chimici. Circa 80% di rifiuti solidi è incenerito in inceneratori del rifiuti urbani nel Giappone mentre circa 2% e 10% di tale spreco sono inceneriti negli S.U.A. e nel Regno Unito, rispettivamente [1-4]. Per esempio, in 1997, le proporzioni delle emissioni del dioxin dagli inceneratori dello spreco comunale ed industriale a le emissioni totali del dioxin sono state valutate a 68% e 21%, rispettivamente, nel Giappone [5]. Un'indagine nazionale di concentrazioni dei dibenzo-p-dioxins policlorati (PCDDs) e dibenzofurans policlorati (PCDFs) in gas di scarico dagli inceneratori del rifiuti urbani indicato che 105 di 1641 pianta hanno emesso più di una tossicità equivalent/Nm3 [6] di 80 NG. L'altro inceneratore le emissioni che hanno guadagnato l'attenzione includono organico prodotti chimici, materia polverizzata, metalli pesanti ed acido gas [7, 8]. Uno studio dell'contenitore-incrocio in Australia e La Nuova Zelanda ha dimostrato che ci era statisticamente aumenti significativi nei ricoveri ospedalieri per termini respiratori in bambini in presenza di livelli aumentati della materia polverizzata più meno di 2.5 lm e più meno di 10 lm di diametro, coefficente di lightscattering da nefelometria, diossido dell'azoto e anidride solforosa, ma non ossido di carbonio o ozono [9]. Trasande e Thurston hanno rivisto epidemiologico recente studi fra i bambini e trovati statisticamente associazioni significative fra l'individuo multiplo sostanze inquinanti e una vasta gamma di avverso significativo e conseguenze preventable ai livelli attuali della sostanza inquinante negli Stati Uniti [10]. Questa situazione a volte esistito anche nelle zone con inquinamento livella di meno che campioni correnti di inquinamento atmosferico [10]. La prevalenza dei disordini allergici e di generalità i sintomi quali l'emicrania e l'affaticamento è stato aumentando di bambini giapponesi [11, 12]. Cambiamenti dentro lo stile di vita e le circostanze di vita si credono generalmente per essere responsabile dell'aumento in questi sintomi Giornale europeo di epidemiologia (2005) 20:1023 - 1029 Springer 2005 DOI 10.1007/s10654-005-4116-7 [13, 14]. Anche se ci non è moltissimo provare per quanto riguarda gli effetti degli inceneratori su salute in la popolazione in genere, alcuni studi ha richiamato questa edizione [3, 4, 15-17]. Prossimità a rifiuti urbani gli inceneratori sono stati collegati positivamente con gli entrambi infanzia e cancro dell'adulto in Gran Bretagna [4, 15, 16]. Tuttavia, la prevalenza di asma e di atopia determinate dalla puntura della pelle le prove non hanno differito da significativamente in mezzo Bambini australiani che vivono in una regione con temperatura elevata inceneratori fango-bruciantesi e quelli che vivono in una regione di controllo [17]. Lo scopo del nostro studio presente era esaminare il rapporto fra la distanza delle scuole dall'incenerimento più vicino del rifiuti urbani pianta e la prevalenza dei disordini allergici e sintomi generali fra 450.807 giapponesi bambini. Metodi Partecipanti Delle 1030 scuole elementari pubbliche a Osaka Prefettura, che è un metropolis nel Giappone con 44 i comuni, 1016 hanno partecipato alle indagini del General anamnesi e sintomi soggettivi a scuola bambini condotti dall'associazione medica de Osaka e bordo Prefectural de Osaka di formazione dentro 1997. Queste indagini erano state effettuate a di due anni intervalli dal 1971 [11, 12]. Genitori degli scolari ha compilato un questionario anonimo quello articoli inclusi circa le malattie e sintomi in bambino di studio. Le domande erano concise e non chiedere le informazioni specifiche sul numero e sui periodi di eventi per un determinato periodo in modo che i genitori possano facilmente compilare il questionario. Secondo il questionario, il wheeze è stato definito come presente se i genitori episodi spesso riconosciuti di wheezing senza freddo; la dermatite atopica è stata considerata presente se il bambino era stato diagnosticato da un medico come avendo atopico dermatite a un certo momento dalla nascita; rhinitis allergico è stato definito come frequente scarico o bloccaggio nasale dopo lo starnuto senza freddo; ed emicrania, stomaco il dolore e l'affaticamento sono stati definiti come presente se il bambino si era lamentato spesso dei sintomi rispettivi. I questionari sono stati raccolti a ciascuno elementare scuola dove il numero di partecipanti e di bambini con ciascuna dei disordini e di generalità allergici i sintomi sono stati compilati. Misure Distanza di ogni scuola da tutti i 37 comunali piante residue di incenerimento (6 piante con intermittentemente inceneratori burning e 31 pianta con continuamente gli inceneratori burning) nella prefettura de Osaka sono stati misurati usando i pacchetti geografici dei sistemi d'informazione (Versione 3.2 di ArcView e versione 8.1 di ArcInfo). Venti scuole sono state escluse perché il digitale il programma non ha incluso i loro indirizzi. Oggetti di studio erano 450.807 di 481.788 bambini della scuola elementare di 6-12 anni da 996 scuole (92.1%). La tassa dell'abitante locale medio per la famiglia, basata 1998 sul censimento [18], in ogni comune è stato usato come procura per condizione socioeconomica. Il numero totale delle cliniche e degli ospedali per 100.000 genti in ciascuno il comune 1997 dal censimento [19] ha servito da a procura per accesso a sanità. Uno studio precedente di gli scolari nella prefettura de Osaka hanno trovato un signifi- correlazione positiva cant fra la prevalenza di dermatite atopica e l'indice di reddito secondo comuni [12]. Abbiamo supposto quell'accesso a la sanità è stata associata inversamente con la prevalenza dei disordini allergici e dei sintomi generali in esame. Quindi, questi fattori sono stati selezionati come fattori potenziali di confusione. Genere degli oggetti non era disponibile nello studio corrente. Analisi statistica Distanze delle scuole dal comunale più vicino la pianta residua di incenerimento è stata categorizzata in cinque gruppi (0 a <1, 1 a <2, 2 a <3, 3 a <4 e 4+ chilometro). I fattori potenziali di confusione (media tassa dell'abitante locale per la famiglia ed il numero totale di le cliniche e gli ospedali per 100.000 genti) sono stati categorizzati nei tertiles. Tutti i calcoli sono stati fatti vicino la versione 8.2 (SAS Institute, Inc., Cary di PC-SAS, NC, GLI S.U.A.). L'analisi logistica di regressione è stata usata a confrontare la prevalenza dei sintomi allo studio dentro rapporto alla distanza delle scuole dal più vicino pianta di incenerimento del rifiuti urbani. Abbiamo preso in considerazione che ragruppa all'interno delle scuole via il PROC Procedura di GENMOD. In più, logistico multiplo l'analisi di regressione è stata usata per controllare per effetti di confusione di potenziale dei fattori selezionati. La tendenza dell'associazione è stata valutata da un logistico modello di regressione di che ha assegnato i segni ai livelli la variabile indipendente. P-valori di meno (fronte/retro) che 0.05 sono stati considerati statisticamente significativo. Risultati La tabella 1 mostra la distribuzione di 996 elementari pubblici scuole secondo la distanza dal più vicino pianta di incenerimento del rifiuti urbani nella prefettura de Osaka. La distribuzione è stata data a alla destra. proporzioni delle scuole elementari pubbliche nella gamma di 0 a <1, di 1 a <2, di 2 a <3, di 3 a <4 e di 4+ chilometro dalla pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani erano 5, 21, 28, 25 e 22%, rispettivamente. La mediana (gamma centrale di 90%) era 2.9 (1.0-5.3) chilometri. Il rapporto fra la distanza delle scuole dalla pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani e la prevalenza dei disordini allergici in termini di rapporto grezzo e registrato di probabilità (O) e confi- di 95% l'intervallo di dence (ci) è stato valutato (tabella 2). Grezzo 1024 la prevalenza di wheeze era 0.3% più su in scuole all'interno di 0-1 chilometri dell'incenerimento più vicino del rifiuti urbani la pianta che in quelle ha individuato 4 chilometri o più via (grezzo O =1.07, ci di 95%: 1.00-1.14). Dopo registrazione per il grado, la condizione socioeconomica e l'accesso a la sanità, il rapporto era un po'evidente ed a la tendenza lineare significativa è stata dimostrata attraverso i cinque categorie di distanza dal rifiuti urbani più vicino pianta di incenerimento (P per la tendenza lineare =0.03). Scuole all'interno di 1-2 chilometri ed all'interno di 2-3 chilometri del più vicino la pianta di incenerimento del rifiuti urbani era significativamente connesso con una prevalenza diminuita di dermatite atopica e rhinitis allergico. Tuttavia, questo inverso le associazioni completamente sono state attenuate registrando per i fattori potenziali di confusione allo studio. Per quanto riguarda i sintomi generali, poca differenza era trovato fra grezzo e ORs registrato per ciascuno sintomo (tabella 3). Dopo il controllo per il grado, condizione socioeconomica ed accesso a sanità, là era un'associazione positiva indipendente in mezzo scuole all'interno di 0-1 chilometri del rifiuti urbani più vicino pianta di incenerimento e la prevalenza dell'emicrania anche se la tendenza è caduto short giusto di importanza (registrata OR=1.05, CI DI 95%: 1.00-1.11, P per lineare tendenza =0.06). Distanze più corte delle scuole dal la pianta di incenerimento più vicina è stata associata indipendentemente con una prevalenza aumentata del dolore di stomaco ed affaticamento (ORs registrato per più corto contro il più lungamente categorie =1.06, ci di distanza di 95%: 1.01-1.11 e 1.12, CI di 95%: 1.08-1.17, rispettivamente), mostrando a rapporto esposizione-relativo altamente positivo (P per tendenza lineare =0.002 e <0.0001, rispettivamente). La distanza mediana delle scuole dal secondo pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani (90% la gamma centrale) era di 4.9 (2.3-7.4) chilometri. Scuole dentro 4 chilometri della pianta di incenerimento comunale più vicina erano categorizzato secondo la distanza dal secondo il più vicino tale pianta (<4 e 4+ chilometro). Aumentato prevalenza di wheeze, emicrania, dolore di stomaco e affaticare collegato con prossimità delle scuole al le piante di incenerimento più vicine del rifiuti urbani erano generalmente più evidente in scuole all'interno di 4 chilometri del in secondo luogo il più vicino pianta di incenerimento del rifiuti urbani Tabella 2. Rapporti di probabilità per i disordini allergici secondo la distanza dall'inceneratore più vicino del rifiuti urbani, prefettura de Osaka, Giappone Bambini con c'è ne dei disordini allergici Distance il numero (chilometro) di prevalenza di numero dei bambini (%) Probabilità grezze rapporto (ci di 95%) Probabilità registrate rapporto (ci) di 95% a Wheeze 0-<1 22.945 1118 4.9 1.07 (1.00-1.14) 1.08 (1.01-1.15) 1-<2 94.172 4491 4.8 1.05 (1.00-1.09) 1.05 (1.01-1.10) 2-<3 122.673 5673 4.6 1.01 (0.97-1.05) 1.01 (0.97-1.06) 3-<4 114.498 5435 4.7 1.04 (1.00-1.08) 1.04 (1.00-1.08) 4+ 96.519 4408 4.6 1.00 1.00 P per la tendenza lineare 0.05 0.03 Dermatite atopica 0-<1 22.945 5196 22.6 0.97 (0.94-1.01) 1.00 (0.97-1.03) 1-<2 94.172 21.375 22.7 0.98 (0.96-1.00) 1.01 (0.99-1.03) 2-<3 122.673 27.703 22.6 0.97 (0.95-0.99) 0.98 (0.96-1.00) 3-<4 114.498 26.671 23.3 1.01 (0.99-1.03) 1.02 (1.00-1.04) 4+ 96.519 22.319 23.1 1.00 1.00 P per la tendenza lineare 0.0004 0.51 Rhinitis allergico 0-<1 22.945 5573 24.3 1.00 (0.97-1.04) 1.03 (1.00-1.07) 1-<2 94.172 22.300 23.7 0.97 (0.95-0.99) 1.00 (0.98-1.02) 2-<3 122.673 28.890 23.6 0.96 (0.94-0.98) 0.98 (0.96-1.00) 3-<4 114.498 27.648 24.1 1.00 (0.98-1.02) 1.01 (0.99-1.03) 4+ 96.519 23.396 24.2 1.00 1.00 P per la tendenza lineare 0.005 0.80 aAdjusted per il grado, la condizione socioeconomica e l'accesso a sanità. Tabella 1. Distribuzione delle scuole elementari pubbliche secondo la distanza dal rifiuti urbani più vicino inceneratore, prefettura de Osaka, Giappone Distanza (chilometri) Numero di pubblico scuole elementari (%) 0-<1 50 (5.0) 1-<2 210 (21.0) 2-<3 276 (27.7) 3-<4 246 (24.6) 4-<5 139 (13.9) 5-<6 61 (6.1) 6-<7 10 (1.0) 7-<8 3 (0.3) 8-<9 0 (0.0) 9-<10 1 (0.1) 1025 che in quegli ulteriori assenti. Tuttavia, associazioni positive fra le scuole all'interno di 0-1 chilometri del più vicino pianta di incenerimento del rifiuti urbani e la prevalenza di wheeze, l'emicrania ed il dolore di stomaco erano di più pronunciato in scuole ha individuato 4 chilometri o più dalla seconda pianta più vicina che in quelli dentro 4 chilometri di una tal pianta (tabella 4). Discussione Nello studio presente, abbiamo mostrato quello fra le scuole hanno studiato, una distanza più corta dal più vicino la pianta di incenerimento del rifiuti urbani era indipendentemente connesso con una prevalenza aumentata di wheeze, emicrania, dolore di stomaco ed affaticamento. Là , tuttavia, non c'era nessun rapporto evidente con prevalenza di dermatite atopica o di rhinitis allergico. A nostra conoscenza, questo è il primo studio da studiare gli effetti potenziali degli inceneratori del rifiuti urbani su wheeze e sui sintomi generali sotto studio. Le informazioni sono state ottenute dai genitori di quasi tutte le pupille che assistono alle scuole elementari dentro Prefettura de Osaka. Inoltre, tutto il comunale le piante residue di incenerimento nella prefettura de Osaka erano preso in considerazione. Quindi, la polarizzazione di selezione era Tabella 3. Rapporti di probabilità per i sintomi generali secondo la distanza dall'inceneratore più vicino del rifiuti urbani, prefettura de Osaka, Giappone Bambini con c'è ne dei sintomi generali Distanza (chilometri) Numero di prevalenza di numero dei bambini (%) Probabilità grezze rapporto (ci di 95%) Probabilità registrate rapporto (ci) di 95% a Emicrania 0-<1 22.945 2246 9.8 1.07 (1.02-1.12) 1.05 (1.00-1.11) 1-<2 94.172 9032 9.6 1.04 (1.01-1.08) 1.03 (1.00-1.06) 2-<3 122.673 11.478 9.4 1.02 (0.99-1.05) 1.00 (0.98-1.03) 3-<4 114.498 10.825 9.5 1.03 (1.00-1.06) 1.02 (0.99-1.05) 4+ 96.519 8906 9.2 1.00 1.00 P per la tendenza lineare 0.004 0.06 Dolore di stomaco 0-<1 22.945 2958 12.9 1.07 (1.02-1.11) 1.06 (1.01-1.11) 1-<2 94.172 11.908 12.6 1.04 (1.01-1.07) 1.04 (1.01-1.06) 2-<3 122.673 15.353 12.5 1.03 (1.00-1.06) 1.03 (1.00-1.05) 3-<4 114.498 14.240 12.4 1.02 (1.00-1.05) 1.02 (0.99-1.05) 4+ 96.519 11.771 12.2 1.00 1.00 P per la tendenza lineare 0.0004 0.002 Affaticamento 0-<1 22.945 2992 13.0 1.14 (1.09-1.19) 1.12 (1.08-1.17) 1-<2 94.172 11.671 12.4 1.08 (1.05-1.11) 1.05 (1.03-1.08) 2-<3 122.673 14.869 12.1 1.05 (1.02-1.08) 1.04 (1.01-1.06) 3-<4 114.498 13.959 12.2 1.06 (1.03-1.09) 1.05 (1.02-1.08) 4+ 96.519 11.200 11.6 1.00 1.00 P per la tendenza lineare <0.0001 <0.0001 aAdjusted per il grado, la condizione socioeconomica e l'accesso a sanità. Tabella 4. Rapporti registrati di probabilità per wheeze e sintomi generali secondo l'inceneratore più vicino e secondo più vicino del rifiuti urbani, prefettura de Osaka, Giappone Rapporto registrato di probabilità (95%CI) a Distance (chilometro) l'affaticamento di dolore di stomaco di emicrania di Wheeze All'interno di 4 chilometri del secondo incenerimento comunale più vicino piantare (n=133,236) 0-<1 1.04 (0.95-1.13) 1.05 (0.99-1.12) 1.06 (1.00-1.12) 1.14 (1.09-1.21) 1-<2 1.06 (1.01-1.12) 1.05 (1.01-1.09) 1.06 (1.02-1.09) 1.09 (1.06-1.13) 2-<3 1.01 (0.96-1.07) 1.02 (0.98-1.06) 1.05 (1.02-1.09) 1.08 (1.05-1.12) 3-<4 1.03 (0.97-1.10) 1.03 (0.98-1.08) 1.06 (1.02-1.11) 1.09 (1.04-1.13) 4 chilometri o più dalla seconda pianta di incenerimento comunale più vicina (n=221,052) 0-<1 1.14 (1.03-1.26) 1.06 (0.98-1.14) 1.07 (1.00-1.14) 1.10 (1.03-1.17) 1-<2 1.04 (0.99-1.10) 1.01 (0.97-1.04) 1.02 (0.98-1.05) 1.02 (0.99-1.06) 2-<3 1.01 (0.97-1.06) 1.00 (0.96-1.03) 1.01 (0.98-1.04) 1.01 (0.98-1.04) 3-<4 1.04 (1.00-1.09) 1.02 (0.99-1.05) 1.01 (0.98-1.04) 1.04 (1.01-1.07) aAdjusted per il grado, la condizione socioeconomica e l'accesso a sanità. 1026 non probabilmente essere un problema importante. Può essere difficile per generalizzare i risultati attuali, tuttavia, perché gli oggetti di studio erano probabili avere urbano

Il procura di una di usato di Abbiamo per la pianta di incenerimento del rifiuti urbani di vicino del più di Al del prossimità di su di basato di residuo del inceneratore del comunale di da ONU del il gas di scarico e non ha tenuto conto dei fattori che interessano le emissioni da un inceneratore particolare quali gli stati meteorologici, la capienza di eliminazione della pianta e la posizione. Un'indagine sul terreno intorno all'inceneratore del rifiuti urbani in Toyono, che ha sparso una grande quantità di alte concentrazioni dei fumi e della polvere che contengono PCDDs e PCDFs, ha mostrato una pendenza evidente per i livelli di PCDD/PCDF secondo la distanza dall'inceneratore [20, 21]. Elliott ed i colleghe hanno dimostrato un eccesso statisticamente significativo di cancri all'interno di 3.0 chilometri ed all'interno di 7.5 chilometri di 72 comunali solido-sprecare gli inceneratori in Inghilterra [4]. Quindi, sembra probabile che la prossimità è una sostituto ragionevole per le concentrazioni esterne della maggior parte delle sostanze inquinanti da una pianta di incenerimento. Lo studio presente ha incluso la pianta nei funzionamenti di Toyono di cui sono stati sospesi nel giugno 1997. L'inclusione di questa pianta può avere effetto su sui risultati dello studio, ma tale influenza era probabile essere trascurabile perché soltanto tre scuole elementari sono state situate all'interno di 4 chilometri della pianta. Non abbiamo usato i test di verifica diagnostici convalidati per i disordini allergici, come quelli segnalati nello studio internazionale su asma e nelle allergie nell'infanzia. Le definizioni dei sintomi dell'emicrania, del dolore di stomaco e dell'affaticamento erano grezze, che possono provocare il overestimation del numero di bambini con questi sintomi a causa della natura non fidata dei reclami dei bambini. Quindi, l'errata classificazione può generare la polarizzazione delle informazioni. La grandezza di qualsiasi polarizzazione ipotetica era improbabile da differire da fra tutte e cinque le categorie di distanza dalla pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani. La conseguenza sarebbe stata sottovalutazione dei valori nei nostri risultati. Questo studio ha compreso le informazioni su condizione socioeconomica e l'accesso a sanità in ogni comune, usando l'analisi logistica multipla di regressione. Tuttavia, la capacità di controllare per gli effetti di questi fattori di confusione era limitata perché i dati su questi confounders provenivano da un livello del comune non un livello specifico della scuola. Inoltre, le informazioni sulle variazioni nella distribuzione degli altri fattori di confusione, quale la distanza degli istituti per l'infanzia dall'inceneratore più vicino, così come fumare parentale, gli animali domestici, il polline, lo sforzo della famiglia e le singole famiglie di genitore non erano disponibili. La zona di un distretto della scuola elementare era piccola nella prefettura de Osaka. Per esempio, nella città de Osaka, il più grande comune, la zona grezza, che è stata calcolata dividendosi l'area totale della città de Osaka dal numero di scuole elementari nella città de Osaka era di 0.73 km2 in 1997 mentre la zona della città di Tajiri, che è il più piccolo comune ed ha soltanto 1 scuola elementare, è di 3.86 km2. Probabilmente, gli scolari spendono più tempo nei pressi o in la sede che alla scuola. Tuttavia, a causa di tali piccoli distretti della scuola, non ha sembrato necessario che la nostra ricerca separi gli effetti della distanza della residenza e della scuola dalla pianta più vicina. L'effetto degli inceneratori dello spreco industriale non è stato considerato nello studio presente. Il volume di spreco incenerito in una pianta di incenerimento dello spreco industriale è molto più basso di quello in una pianta di incenerimento del rifiuti urbani. Inoltre, l'esposizione agli effluenti di combustione dagli inceneratori dello spreco industriale può essere ubiquista nella prefettura de Osaka, perché queste piante sono probabili essere sparse durante l'intera prefettura. Compreso queste piante non avrebbe interessato la valutazione di vero effetto di esposizione. Shimizu e Yura hanno segnalato il coeffi- di correlazione cient fra i livelli della sostanza inquinante dell'aria e la prevalenza dei sintomi allo studio negli scolari che erano inoltre gli argomenti di nostra ricerca e che hanno vissuto intorno 36 stazioni di misura [11]. La concentrazione nel diossido dell'azoto è stata correlata significativamente positivamente con l'emicrania e l'affaticamento mentre una correlazione inversa significativa fra la concentrazione polverizzata sospesa della materia e la dermatite atopica è stata trovata. Non ci era correlazione significativa fra concentrazione nell'anidride solforosa e disordini allergici o i sintomi generali in esame [11]. La densità di traffico è probabile essere più grande a Osaka e la città di Sakai in cui 11 pianta di incenerimento del rifiuti urbani e 372 scuole hanno esistito. Ci erano 20 piante e 584 scuole nelle altre città e 6 piante e 40 scuole nelle città. La distanza delle scuole dalla strada principale più vicina non era disponibile per questo studio. I risultati del nostro studio precedente hanno indicato che la residenza, ma non la scuola, all'interno di 100 m. di una strada principale può essere associata con una prevalenza aumentata dei disordini, dell'emicrania, del dolore di stomaco e dell'affaticamento allergici fra gli allievi della 'junior high school'a Osaka [22]. Tuttavia, in scolari elementari, la prossimità delle scuole elementari alle strade principali può essere collegata con una prevalenza aumentata dei disordini allergici e dei sintomi generali allo studio. Se la densità di traffico fosse un confounder negativo, il ORs segnalato sarebbe stato sottovalutato. I dati dal genere non erano disponibili nello studio presente. Se ci fossero differenze negli effetti sulla salute degli inceneratori dal genere, le differenze ormonali possono citarsi come causa. Tuttavia, poiché il nostro studio ha esaminato i bambini in giovane età, questo effetto non sarebbe stato relativo quanto l'esame degli allievi della High School minore e maggiore. Il nostro studio recente fra gli allievi della 'junior high school'a Osaka ha indicato che il genere maschio è stato associato indipendentemente con una prevalenza aumentata di wheeze e una prevalenza diminuita di dermatite atopica [23]. Inoltre, le informazioni 1027 sui fratelli germani non erano disponibili. In uno studio precedentemente citato, in un rapporto inverso significativo fra il numero di fratelli germani più anziani e la prevalenza del rhinoconjunctivitis, ma non nel wheeze o nella dermatite atopica, è stato osservato fra gli allievi della 'junior high school'a Osaka [23]. Non potevamo prendere l'espansione in considerazione. L'effetto di espansione è più grande per le malattie con i periodi latenti più lunghi. Lo svantaggio ha potuto condurre a polarizzazione verso la posizione di segnale minimo. I genitori di questi bambini di studio hanno compilato il questionario dopo che i mass-media caratterizzassero le notizie circa i livelli elevati del dioxin da una pianta di incenerimento del rifiuti urbani in Toyono. Quindi, alcuni genitori possono essere informati dei cattivi effetti possibili di prossimità alle piante di incenerimento del rifiuti urbani. Se i genitori che vivono dovunque vicino ad una di queste piante ricordassero più facilmente i sintomi o i problemi di salute nei loro bambini dei genitori che vivono più ulteriormente da queste piante, questo tipo di errata classificazione dei risultati potrebbe influenzare le valutazioni dell'associazione in un senso positivo. Non abbiamo spiegazione immediata quanto ai meccanismi di fondo per l'associazione positiva fra le distanze più corte delle scuole dalla pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani e la prevalenza di wheeze, dell'emicrania, del dolore di stomaco e dell'affaticamento. È difficile da spiegare i risultati correnti dai fattori tranne quelli rispetto alle piante di incenerimento del rifiuti urbani. La natura dello studio presente impedisce le conclusioni il disegno circa la causalità. Inoltre, un'associazione al livello aggregato può essere dovuto le polarizzazioni complesse e non può applicarsi al livello specifico, poiché la prossimità alle piante di incenerimento del rifiuti urbani può riflettere le differenze socioeconomiche o ambientali. Non abbiamo avuti dati sulle caratteristiche delle zone vicino agli inceneratori rispetto a quegli ulteriori assenti, tuttavia. In questo studio, le associazioni positive con l'emicrania, il dolore di stomaco e l'affaticamento di più sono stati pronunciati generalmente in scuole all'interno di 4 chilometri della seconda pianta di incenerimento più vicina del rifiuti urbani che in quegli ulteriori assenti. Ciò sarebbe probabile rinforzare la nostra ipotesi che una prevalenza aumentata dei sintomi generali allo studio può attribuirsi parzialmente agli effetti delle emissioni da queste piante di incenerimento. Alternativamente, i risultati possono semplicemente essere un fenomeno chance. Anche se le piante di incenerimento del rifiuti urbani sembrano avere un effetto relativamente piccolo su wheeze ed i sintomi generali allo studio, le nostre osservazioni possono essere di più importanza da un punto di vista di sanità pubblica come approssimazione del rischio generale alla popolazione di infanzia esposta agli inceneratori residui. Una comprensione più completa della tossicità potenziale delle emissioni da un inceneratore e dalla via possibile di esposizione è richiesta. Questo studio è un punto di partenza importante per ulteriore indagine sugli effetti sulla salute di esposizione ai fattori rispetto agli inceneratori. Ringraziamenti ringraziamo il Dott. Shinji Kumagai ed il Dott. Hajime Oda, istituto Prefectural de Osaka di sanità pubblica per le discussioni utili ed il corpo insegnante alle scuole di partecipazione per aiuto con la raccolta di dati. Questo studio è stato sostenuto finanziariamente dall'associazione medica de Osaka e dal governo Prefectural de Osaka. Riferimenti 1. Associazione di statistiche di assistenza sociale e di salute. Giornale delle statistiche di assistenza sociale e di salute. Tokyo, Giappone: Associazione di statistiche di assistenza sociale e di salute, 2002 (nel giapponese). 2. Dott de Anderson, fonti del pescatore R. dei dioxins nel Regno Unito: l'industria siderurgica ed altre fonti. Chemosphere 2002; 46:371 - 381. 3. Hazucha MJ, Rhodes V, BA di Boehlecke, ed altri. La descrizione della funzione spirometrica nei residenti di tre Comunità di confronto e di tre Comunità ha individuato vicino agli inceneratori residui in Carolina del nord. L'arco Environ la salute 2002; 57:103 - 112. 4. Elliott P, Shaddick G, Kleinschmidt I, ed altri. Incidenza del Cancer vicino agli inceneratori comunali dei rifiuti solidi in Gran Bretagna. Cancer 1996 del Br J; 73:702 - 710. 5. Agenzia ambientale. Secondo rapporto del comitato per inquinamento di diminuzione del dioxin nell'aria. Tokyo, Giappone: Agency ambientale, 1999 (nel giapponese). 6. Ministero della sanità e benessere. Lista delle concentrazioni di PCDD/PCDF in gas di scarico dagli inceneratori. Tokyo, Giappone: Ministero della sanità e Welfare, 1997 (nel giapponese). 7. Sedman RM, valutazione del Jr. di Esparza dei rischi di sanità pubblica connessi con le emissioni semivolatile del dioxin e del metallo dagli inceneratori del rifiuto pericoloso. Environ la salute Perspect 1991; 94:181 - 187. 8. Emissioni tossiche dell'inceneratore dello Sc di Rowat: un breve sommario degli effetti sulla salute umani con una nota su controllo regolatore. Ipotesi 1999 di Med; 52:389 - 396. 9. Barnett AG, Williams GM, Schwartz J, Neller AH, TL migliore, AL di Petroeschevsky, Simpson RW. Inquinamento atmosferico e funzione respiratoria del bambino: uno studio dell'contenitore-incrocio in Australia ed in Nuova Zelanda. Cura Med 2005 di J Respir Crit; 171:1272 - 1278. 10. Trasande L, Thurston GD. Il ruolo di inquinamento atmosferico nell'asma ed in altre morbosità pediatriche. Allergia Clin Immunol 2005 di J; 115:689 - 699. 11. Shimizu T, sintomi soggettivi di Yura A. degli scolari ed inquinamento atmosferico 1997. 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Anonimo ha detto...

Previsione Sperimentale della Qualità dell'Aria
Università degli Studi dell'Aquila - CETEMPS
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Criteri per determinare la Qualità dell'Aria
Nella seguente tabella riportiamo i valori limite per stabilire la qualità dell'aria secondo la legislazione italiana, statunitense e secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Unità: µg/m³ = microgrammi al metro cubo, mg/m³ = milligrammi al metro cubo e ppm = parti per milione. I tempi riportati tra parentesi indicano il periodo di media sul quale le rispettive soglie non vanno superate.
Specie Italia USA OMS Effetti sulla Salute
Particolato PM10 40 µg/m³ (1 a.) 50 µg/m³ (1 a.) - Peggiora difficoltà respiratorie.
50 µg/m³ (24 h) 150 µg/m³ (24 h) 150 µg/m³ (24 h)
Particolato PM2.5 - 15 µg/m³ (1 a.) - Danneggia l’apparato respiratorio e cardiovascolare; aumenta la frequenza di bronchiti croniche e asma.
Ozono (O3) 110 µg/m³ (8 h) 0.08 ppm (8 h) 0.06 ppm (8 h) Perdita delle funzioni polmonari e immunitarie; peggiora asma; irrita occhi; danneggia le piante.
180 µg/m³ (1 h) 0.12 ppm (1 h) 0.08 ppm (1 h)
Biossido di Azoto (NO2) 40 µg/m³ (1 a.) 0.053 ppm o 100 µg/m³ (1 a.) - Danneggia polmoni; riduce visibilità.
200 µg/m³ (1 h) 0.21 ppm (1 h) 0.21 ppm (1 h)
Monossido di Carbonio (CO) 10 mg/m³ (8 h) 9 ppm o 10 mg/m³ (8 h) 9 ppm (8 h) Danneggia funzioni cardiovascolari e nervose.
- 35 ppm o 40 mg/m³ (1 h) 26 ppm (1 h)
Biossido di Zolfo (SO2) 125 µg/m³ (1 a.) 0.03 ppm (1 a.) - Causa difficoltà respiratorie; danneggia il sistema immunitario.
- 0.14 ppm (24 h) 0.13 ppm (24 h)
350 µg/m³ (1 h) - -

Anonimo ha detto...

Trasmetto, per informazione dei fatti, la bozza di quanto sarà presentato alle autorità competenti di Palermo, fermo restando l'intenzione di procedere a querela per i reati di cui si sta valutando la precisa connotazione.
Faccio solo rilevare l'entità dello scontro in atto e la necessità di urgenti e concreti interventi.
Ino Genchi

"Il giorno 24/01/2007, intorno alle ore 17, venivo convocato nella stanza del Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo, dove mi recavo insieme al collega dott. Salvatore Cammarata, responsabile della U.O. “Qualità dell’aria” del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”.
Sul posto trovavamo il Dirigente Generale, il dott. Salvatore Anzà (ventilato sostituto dello scrivente alla direzione del Servizio 3), l’ing. Giacomo Talluto (collaboratore del Dirigente Generale) e l’ing. Pasquale Nania dell’ARPA Sicilia.
Premetto che già dal giorno precedente il dott. Anzà si era presentato ai colleghi del Servizio 3 quale nuovo responsabile del Servizio, in virtù di una presunta nomina effettuata dall’arch. Tolomeo, mentre in realtà non avrebbe (come in effetti non ha) ancora firmato alcun contratto relativo, non esisterebbe (come in effetti non esiste) alcun provvedimento approvativo dello stesso contratto ed il tutto non sarebbe stato (come in realtà non è stato) registrato dalla Ragioneria Centrale presso l’Assessorato Territorio e Ambiente. Già da subito i colleghi, in particolare il dott. Cammarata, facevano notare al dott. Anzà l’irritualità della presunta nomina, disconoscendone l’esistenza e, quindi, l’efficacia. Tale anomala situazione veniva rappresentata direttamente all’arch. Tolomeo dal dott. Salvatore Cammarata e dal dott. Alessandro Pellerito subito dopo essere stati convocati dallo stesso, presumibilmente su indicazione del dott. Anzà.
La mattina del 24/01 il dott. Anzà si presentava nuovamente al Servizio 3, intimando al dott. Pellerito, in quel momento impegnato in una conferenza dei servizi ex art. 269, D.Lgs. 152/06, di sospendere tutte le conferenze indette per tale giorno e di recarsi nella sua stanza. Il dott. Pellerito si rifiutava di interrompere il pubblico servizio con le motivazioni riferite in precedenza circa la validità della nomina del dott. Anzà a responsabile del servizio 3. Lo stesso facevano altri colleghi (dott.ssa Rosa Oliveri), nonostante la minaccia del dott. Anzà di attivare provvedimenti disciplinari. Nessuno dei colleghi, inoltre, raccoglieva la richiesta del dott. Anzà di avere consegnato atti del servizio ed in particolare il registro di protocollo delle pratiche. Ancora una volta si contestava al dott. Anzà la mancanza della nomina a responsabile del servizio, ricevendo dallo stesso la risposta che la questione non li doveva riguardare.
Tornando alla descrizione dei fatti, appena entrati nella stanza dell’arch. Tolomeo, questi, con tono perentorio e minaccioso, chiedeva il motivo per cui non fosse stato consegnato al dott. Anzà il registro di protocollo, essendomi stato revocato il contratto di responsabile del servizio. Riferivo all’arch. Tolomeo che avrei proceduto alle consegne non appena si fosse insediato il nuovo responsabile o lo avrei consegnato a lui stesso come dirigente generale qualora lo avesse formalmente richiesto. L’arch. Tolomeo ha subito alzato il tono della voce, ribadendo che la mancanza dei requisiti di nomina del dott. Anzà non era materia che mi riguardava e che lui, anche in mancanza di essi, aveva in ogni caso disposto la nomina. Sia io che il dott. Cammarata richiamavamo il rispetto delle norme di legge e del contratto collettivo regionale di lavoro della dirigenza, cui tutti eravamo tenuti a non derogare, pena atti di assoluta arbitrarietà e conseguenti abusi. L’arch. Tolomeo replicava che le leggi le applicava lui e se avessimo avuto qualcosa da ridire potevamo fargli anche causa, tanto lui “aveva i soldi per pagare”. A questo punto, tuttavia, perdendo improvvisamente il controllo di sé, dopo avere minacciato di chiamare i carabinieri ed avere ricevuto in risposta che la circostanza non solo non ci intimoriva ma avrebbe eventualmente dimostrato e confermato ai militari intervenuti il difetto dei requisiti di legge della nomina del dott. Anzà e l’arbitrarietà degli atti del Dirigente Generale, in preda ad un crisi di nervi ed urlando frasi sconnesse ed aggressive, l’arch. Tolomeo si lanciava sul dott. Cammarata tentando di aggredirlo. Non riusciva nell’intento soltanto per l’interposizione dell’ing. Nania e mio. A questo punto, tentava ripetutamente l’aggressione nei miei confronti, ancora una volta trattenuto a stento dall’ing. Nania. Ristabilitasi dopo un certo tempo la calma mi veniva consegnata a mano la richiesta, firmata al momento dal Tolomeo, di procedere alle consegne a lui direttamente.
A questo punto, intorno alle 17.30, dopo avere fatto presente di rimanere a disposizione in ufficio nel caso fossero intervenuti i carabinieri (circostanza non verificatasi perché probabilmente non chiamati), io ed il dott. Cammarata abbiamo lasciato la stanza del Tolomeo.
Dell’accaduto abbiamo provveduto ad informare immediatamente il Capo di Gabinetto, ing. Alfredo Scaffidi Abbate, stante l’assenza dell’Assessore, con il quale ci è stato fissato un incontro per l’indomani (25/01).
Tanto rappresento alla S.V., denunciando il clima di totale arbitrio dei comportamenti e dei provvedimenti che l’arch. Tolomeo ha instaurato nel Dipartimento, con i tentativi sconnessi e minacciosi di scontro fisico, quale quello odierno e quello avvenuto alcuni giorni addietro con la dott.ssa Silvia Coscienza, contro il personale che ne contesta l’operato e le dispotiche determinazioni, culminate con la revoca immotivata e mirata di alcuni contratti, tra cui il mio, di cui ho già riferito. La S.V. comprenderà come questo clima di tensione ed intimidazione renda oramai non solo precario il normale svolgimento del lavoro ordinario, ma faccia temere anche situazioni di incolumità fisica per il personale suddetto.
A conferma di quanto esposto ritengo possa essere utile l’acquisizione dei provvedimenti emanati dall’arch. Tolomeo in merito alla revoca dei contratti e l’accertamento circa l’esistenza di quelli predisposti in particolare per la nomina del dott. Salvatore Anzà, nonché per l’ing. Roberto Scalia e la dott.ssa Francesca Chinnici, già “insediatisi”, senza la stipula di alcun contratto e del relativo decreto di approvazione, alla direzione rispettivamente dell’Area 3 e dell’Area del demanio marittimo.

Palermo, 24/01/2007
Dott. Gioacchino Genchi
Con riferimento ed in aggiunta alle dichiarazioni rese dallo scrivente in data 18/01/2007, faccio presente quanto segue:

Il giorno 24/01/2007, intorno alle ore 17, venivo convocato nella stanza del Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo, dove mi recavo insieme al collega dott. Salvatore Cammarata, responsabile della U.O. “Qualità dell’aria” del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”.
Sul posto trovavamo il Dirigente Generale, il dott. Salvatore Anzà (ventilato sostituto dello scrivente alla direzione del Servizio 3), l’ing. Giacomo Talluto (collaboratore del Dirigente Generale) e l’ing. Pasquale Nania dell’ARPA Sicilia.
Premetto che già dal giorno precedente il dott. Anzà si era presentato ai colleghi del Servizio 3 quale nuovo responsabile del Servizio, in virtù di una presunta nomina effettuata dall’arch. Tolomeo, mentre in realtà non avrebbe (come in effetti non ha) ancora firmato alcun contratto relativo, non esisterebbe (come in effetti non esiste) alcun provvedimento approvativo dello stesso contratto ed il tutto non sarebbe stato (come in realtà non è stato) registrato dalla Ragioneria Centrale presso l’Assessorato Territorio e Ambiente. Già da subito i colleghi, in particolare il dott. Cammarata, facevano notare al dott. Anzà l’irritualità della presunta nomina, disconoscendone l’esistenza e, quindi, l’efficacia. Tale anomala situazione veniva rappresentata direttamente all’arch. Tolomeo dal dott. Salvatore Cammarata e dal dott. Alessandro Pellerito subito dopo essere stati convocati dallo stesso, presumibilmente su indicazione del dott. Anzà.
La mattina del 24/01 il dott. Anzà si presentava nuovamente al Servizio 3, intimando al dott. Pellerito, in quel momento impegnato in una conferenza dei servizi ex art. 269, D.Lgs. 152/06, di sospendere tutte le conferenze indette per tale giorno e di recarsi nella sua stanza. Il dott. Pellerito si rifiutava di interrompere il pubblico servizio con le motivazioni riferite in precedenza circa la validità della nomina del dott. Anzà a responsabile del servizio 3. Lo stesso facevano altri colleghi (dott.ssa Rosa Oliveri), nonostante la minaccia del dott. Anzà di attivare provvedimenti disciplinari. Nessuno dei colleghi, inoltre, raccoglieva la richiesta del dott. Anzà di avere consegnato atti del servizio ed in particolare il registro di protocollo delle pratiche. Ancora una volta si contestava al dott. Anzà la mancanza della nomina a responsabile del servizio, ricevendo dallo stesso la risposta che la questione non li doveva riguardare.
Tornando alla descrizione dei fatti, appena entrati nella stanza dell’arch. Tolomeo, questi, con tono perentorio e minaccioso, chiedeva il motivo per cui non fosse stato consegnato al dott. Anzà il registro di protocollo, essendomi stato revocato il contratto di responsabile del servizio. Riferivo all’arch. Tolomeo che avrei proceduto alle consegne non appena si fosse insediato il nuovo responsabile o lo avrei consegnato a lui stesso come dirigente generale qualora lo avesse formalmente richiesto. L’arch. Tolomeo ha subito alzato il tono della voce, ribadendo che la mancanza dei requisiti di nomina del dott. Anzà non era materia che mi riguardava e che lui, anche in mancanza di essi, aveva in ogni caso disposto la nomina. Sia io che il dott. Cammarata richiamavamo il rispetto delle norme di legge e del contratto collettivo regionale di lavoro della dirigenza, cui tutti eravamo tenuti a non derogare, pena atti di assoluta arbitrarietà e conseguenti abusi. L’arch. Tolomeo replicava che le leggi le applicava lui e se avessimo avuto qualcosa da ridire potevamo fargli anche causa, tanto lui “aveva i soldi per pagare”. A questo punto, tuttavia, perdendo improvvisamente il controllo di sé, dopo avere minacciato di chiamare i carabinieri ed avere ricevuto in risposta che la circostanza non solo non ci intimoriva ma avrebbe eventualmente dimostrato e confermato ai militari intervenuti il difetto dei requisiti di legge della nomina del dott. Anzà e l’arbitrarietà degli atti del Dirigente Generale, in preda ad un crisi di nervi ed urlando frasi sconnesse ed aggressive, l’arch. Tolomeo si lanciava sul dott. Cammarata tentando di aggredirlo. Non riusciva nell’intento soltanto per l’interposizione dell’ing. Nania e mio. A questo punto, tentava ripetutamente l’aggressione nei miei confronti, ancora una volta trattenuto a stento dall’ing. Nania. Ristabilitasi dopo un certo tempo la calma mi veniva consegnata a mano la richiesta, firmata al momento dal Tolomeo, di procedere alle consegne a lui direttamente.
A questo punto, intorno alle 17.30, dopo avere fatto presente di rimanere a disposizione in ufficio nel caso fossero intervenuti i carabinieri (circostanza non verificatasi perché probabilmente non chiamati), io ed il dott. Cammarata abbiamo lasciato la stanza del Tolomeo.
Dell’accaduto abbiamo provveduto ad informare immediatamente il Capo di Gabinetto, ing. Alfredo Scaffidi Abbate, stante l’assenza dell’Assessore, con il quale ci è stato fissato un incontro per l’indomani (25/01).
Tanto rappresento alla S.V., denunciando il clima di totale arbitrio dei comportamenti e dei provvedimenti che l’arch. Tolomeo ha instaurato nel Dipartimento, con i tentativi sconnessi e minacciosi di scontro fisico, quale quello odierno e quello avvenuto alcuni giorni addietro con la dott.ssa Silvia Coscienza, contro il personale che ne contesta l’operato e le dispotiche determinazioni, culminate con la revoca immotivata e mirata di alcuni contratti, tra cui il mio, di cui ho già riferito. La S.V. comprenderà come questo clima di tensione ed intimidazione renda oramai non solo precario il normale svolgimento del lavoro ordinario, ma faccia temere anche situazioni di incolumità fisica per il personale suddetto.
A conferma di quanto esposto ritengo possa essere utile l’acquisizione dei provvedimenti emanati dall’arch. Tolomeo in merito alla revoca dei contratti e l’accertamento circa l’esistenza di quelli predisposti in particolare per la nomina del dott. Salvatore Anzà, nonché per l’ing. Roberto Scalia e la dott.ssa Francesca Chinnici, già “insediatisi”, senza la stipula di alcun contratto e del relativo decreto di approvazione, alla direzione rispettivamente dell’Area 3 e dell’Area del demanio marittimo.

Anonimo ha detto...

In un anno 515 delibere
e 242 ore di lavori
Questi i numeri del 2004 a Sala delle Lapidi. Fra le delibere più importanti, quelle che riguardano la trasformazione dell’Amat in spa, il piano d’uso della Favorita e la variante al Pp e per realizzare alberghi in edifici storici parere favorevole al progetto per la costruzione di un elettrodotto aereo, destinato a collegare lo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine con l’esistente elettrodotto “Bellolampo-Tommaso Natale”.


Quattrocentosettantacinque atti deliberativi e quaranta mozioni in un anno. Complessivamente, 515 provvedimenti approvati in 81 sedute valide (sono 22, invece, quelle andate deserte). Queste le cifre che riassumono la mole di lavoro svolta dal Consiglio comunale nel 2004. Un anno nel quale l’Assemblea di Sala delle Lapidi, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali di pianificazione, indirizzo e controllo, ha messo il sigillo su parecchie decisioni importanti per lo sviluppo della città. I dati sono stati resi noti a gennaio dal presidente del Consiglio comunale, Toto Cordaro, e dal vicepresidente vicario Giuseppe Apprendi. In aggiunta ai 515 atti che hanno contenuto amministrativo e di indirizzo, nel computo ufficiale delle deliberazioni consiliari si inseriscono anche i verbali di seduta, con i quali il totale raggiunge quota 615. In virtù di questo dato, quindi, la media generale tenuta lo scorso anno dal Consiglio è di oltre 51 atti esaminati e adottati al mese. In totale, l’Assemblea ha svolto 242 ore di lavori, con una media, quindi, di circa 20 ore al mese dedicate al dibattito e al voto d’Aula. La punta massima si è registrata il 14 aprile del 2004, per il varo del bilancio di previsione, con una “seduta-fiume” durata quasi 16 ore. Fra le delibere più importanti, che hanno ottenuto il via libera del Consiglio comunale nel 2004, spicca quella con cui è stata disposta la trasformazione dell’Amat in società per azioni. È stato anche approvato il piano d’uso del Parco della Favorita; varato il regolamento del servizio taxi; autorizzate le varianti al Ppe per la realizzazione di strutture alberghiere in alcuni edifici storici; e dato il via libera a numerosi progetti inseriti nel Prusst di Palermo, oltre che alla costruzione di una nuova scuola media a Tommaso Natale. Ancora, l’Aula ha disposto il trasferimento dei mercatini rionali di piazza Unità d’Italia, di Brancaccio e del “Calatafimi”,rispettivamente, inviale Campania,via Pecori Giraldi e largo Paulsen. Ha approvato la delibera perla tutela del territorio dagli organismi geneticamente modificati (Ogm), il regolamento sul funzionamento degli impianti termici, il Programma triennale delle Opere pubbliche; e deciso di mantenere invariate le tariffe dei tributi nel2004. Nell’elenco dei provvedimenti approvati lo scorso anno, figurano anche il nuovo schema di convenzione per disciplinare la gestione della Tesoreria comunale e il programma edilizio per la realizzazione di 34 alloggi di edilizia residenziale agevolata. Sala delle Lapidi, infine, ha espresso parere favorevole al progetto per la costruzione di un elettrodotto aereo, destinato a collegare lo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine con l’esistente elettrodotto “Bellolampo-Tommaso Natale”.

http://www.comune.palermo.it/Informa_Palermo/2005/Numero_01/26.pdf.

www.isolapulita.it











In un anno 515 delibere
e 242 ore di lavori
Questi i numeri del 2004 a Sala delle Lapidi. Fra le delibere più importanti, quelle che riguardano la trasformazione dell’Amat in spa, il piano d’uso della Favorita e la variante al Pp e per realizzare alberghi in edifici storici parere favorevole al progetto per la costruzione di un elettrodotto aereo, destinato a collegare lo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine con l’esistente elettrodotto “Bellolampo-Tommaso Natale”.


Quattrocentosettantacinque atti deliberativi e quaranta mozioni in un anno. Complessivamente, 515 provvedimenti approvati in 81 sedute valide (sono 22, invece, quelle andate deserte). Queste le cifre che riassumono la mole di lavoro svolta dal Consiglio comunale nel 2004. Un anno nel quale l’Assemblea di Sala delle Lapidi, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali di pianificazione, indirizzo e controllo, ha messo il sigillo su parecchie decisioni importanti per lo sviluppo della città. I dati sono stati resi noti a gennaio dal presidente del Consiglio comunale, Toto Cordaro, e dal vicepresidente vicario Giuseppe Apprendi. In aggiunta ai 515 atti che hanno contenuto amministrativo e di indirizzo, nel computo ufficiale delle deliberazioni consiliari si inseriscono anche i verbali di seduta, con i quali il totale raggiunge quota 615. In virtù di questo dato, quindi, la media generale tenuta lo scorso anno dal Consiglio è di oltre 51 atti esaminati e adottati al mese. In totale, l’Assemblea ha svolto 242 ore di lavori, con una media, quindi, di circa 20 ore al mese dedicate al dibattito e al voto d’Aula. La punta massima si è registrata il 14 aprile del 2004, per il varo del bilancio di previsione, con una “seduta-fiume” durata quasi 16 ore. Fra le delibere più importanti, che hanno ottenuto il via libera del Consiglio comunale nel 2004, spicca quella con cui è stata disposta la trasformazione dell’Amat in società per azioni. È stato anche approvato il piano d’uso del Parco della Favorita; varato il regolamento del servizio taxi; autorizzate le varianti al Ppe per la realizzazione di strutture alberghiere in alcuni edifici storici; e dato il via libera a numerosi progetti inseriti nel Prusst di Palermo, oltre che alla costruzione di una nuova scuola media a Tommaso Natale. Ancora, l’Aula ha disposto il trasferimento dei mercatini rionali di piazza Unità d’Italia, di Brancaccio e del “Calatafimi”,rispettivamente, inviale Campania,via Pecori Giraldi e largo Paulsen. Ha approvato la delibera perla tutela del territorio dagli organismi geneticamente modificati (Ogm), il regolamento sul funzionamento degli impianti termici, il Programma triennale delle Opere pubbliche; e deciso di mantenere invariate le tariffe dei tributi nel2004. Nell’elenco dei provvedimenti approvati lo scorso anno, figurano anche il nuovo schema di convenzione per disciplinare la gestione della Tesoreria comunale e il programma edilizio per la realizzazione di 34 alloggi di edilizia residenziale agevolata. Sala delle Lapidi, infine, ha espresso parere favorevole al progetto per la costruzione di un elettrodotto aereo, destinato a collegare lo stabilimento della Italcementi di Isola delle Femmine con l’esistente elettrodotto “Bellolampo-Tommaso Natale”.

http://www.comune.palermo.it/Informa_Palermo/2005/Numero_01/26.pdf.

www.isolapulita.it

Anonimo ha detto...

Allegato A
Seduta n. 794 del 19/10/2000
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(Sezione 2 - Indagini per eventuali inquinamenti mafiosi in amministrazioni comunali in Sicilia)
B)
I sottoscritti deputati chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri della giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che:
notizie di stampa delle ultime settimane hanno rivelato l'esistenza di una indagine aperta dalla procura di Palermo fin dai primi anni novanta su presunte collusioni tra mafia, imprenditori, cooperative e uomini politici del Pci-Pds;
le indagini, in particolare, avrebbero accertato il coinvolgimento del deputato regionale del Pds Domenico Giannopolo che riveste anche la carica di sindaco del comune di Caltavuturo in provincia di Palermo;
sempre dalla stampa (Il Giornale del 26 settembre 2000, pagina 6) si è appreso che la procura di Palermo sta indagando sull'esistenza di una talpa che nella primavera del 1999 avrebbe avvisato il Giannopolo dell'esistenza delle indagini a suo carico, consentendogli di precostituirsi la prova della sua innocenza, attraverso la spedizione di un documento a sua firma che risale, appunto, alla primavera del 1999, al prefetto di Palermo ed alla commissione nazionale antimafia, nel quale denunziava anomalie, infiltrazioni e comportamenti sospetti di alcuni imprenditori che oggi risultano indagati per mafia ed in alcuni casi sono stati tratti in arresto;
sembrerebbe, pertanto, che fin dalla primavera del 1999 gli organi dello Stato (prefettura e questura) fossero a conoscenza del grave livello di penetrazione della mafia nel territorio madonita ed, in particolare, in quello «governato» dal sindaco diessino Domenico Giannopolo, per effetto sia della denuncia di quest'ultimo ma altresì - è certamente da ritenere - a causa delle indagini della magistratura che riguardavano direttamente il primo cittadino di Caltavuturo nell'esercizio delle sue funzioni;
non risulta, tuttavia, che il prefetto di Palermo abbia mai assunto alcuna iniziativa in merito alla denuncia dello stesso Giannopolo o ai fatti per i quali era indagato, come invece con meritevole solerzia aveva fatto, nello stesso periodo, per i comuni di Bagheria, Ficarazzi e Villabate, governati dal Polo delle libertà, dapprima sottoposti, sulla base di semplici sospetti - rimasti tali - ad un'accurata indagine ispettiva e quindi sciolti per infiltrazioni mafiose nell'aprile-maggio dello scorso anno;
allo stesso modo nessuna iniziativa è stata assunta dalla prefettura di Palermo in merito alla situazione del comune di Isola delle Femmine, a guida centrosinistra, i cui amministratori, sempre nello stesso periodo, venivano indicati con notizie riprese anche da atti ispettivi parlamentari (v. int. a risposta in Commissione n. 06839) come collegati direttamente o indirettamente con la mafia;
nell'ambito del clamore suscitato dalle indagini che riguardano il sindaco di Caltavuturo ed altri esponenti del Pds siciliano, si è inserita la dichiarazione dell'ex segretario del Pci di Palermo della fine degli anni cinquanta, Napoleone Colajanni, che ha rivelato come già a quell'epoca il
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partito comunista prendesse soldi dagli appaltatori «....ci davano i soldi per una forma di assicurazione a sinistra...» (v. Il Giornale 26 settembre 2000, pagina 6) dimostrando in tal modo come fin da allora il Pci svolgesse un'azione protettiva - come peraltro era ed è nello stile della mafia - degli imprenditori che per lavorare dovevano pagare tangenti e come, in un contesto storico nel quale la mafia era certamente più forte, meno nota agli inquirenti e con palesi collegamenti con la società dell'epoca, il partito comunista non disdegnasse contatti «impuri» per finanziare la propria attività politica -:
se, alla luce di quanto è emerso dalle indagini della magistratura e dai fatti sopra esposti, non si ravvisino ritardi e/o inadempienze da parte della prefettura di Palermo nel valutare la situazione amministrativa del comune di Caltavuturo in rapporto agli evidenti rischi di infiltrazione e/o collegamenti inquinanti con ambienti imprenditoriali vicini a Cosa Nostra da parte degli amministratori comunali e del sindaco in particolare;
le ragioni per le quali la prefettura di Palermo ed il ministero dell'interno abbiano usato due pesi e due misure nel valutare atti di identico allarme sociale che hanno indotto a procedere allo scioglimento dei comuni di Ficarazzi, Villabate e Bagheria ed a soprassedere, invece, nel caso del comune di Calatavuturo ed in quello del comune di Isola delle Femmine;
se le ragioni di tale discriminazione abbiano fondamento nel diverso colore politico degli amministratori dei predetti comuni e se non ritengano opportuno disporre un'indagine ispettiva volta ad acclarare la regolarità delle procedure seguite dalla prefettura di Palermo nell'esaminare i succitati casi e la congruità ed opportunità dei provvedimenti adottati a carico dei comuni di Bagheria, Ficarazzi e Villabate;
se siano in corso accessi ispettivi da parte del ministero dell'interno o della prefettura di Palermo nei comuni di Caltavuturuno e di Isola delle Femmine e quali iniziative intenda assumere il Ministro dell'interno per garantire la trasparenza e la legalità nelle amministrazioni citate;
se siano in corso indagini sulle eventuali responsabilità penali degli amministratori dei comuni sciolti per mafia, da collegarsi agli atti, ai comportamenti amministrativi da essi compiuti nell'esercizio delle loro funzioni, in rapporto ai presunti inquinamenti delle loro amministrazioni;
quanti avvisi di garanzia in relazione a tali indagini la magistratura abbia inviato agli amministratori dei comuni sciolti per mafia;
se siano in corso indagini volte ad accertare se l'antica trama dei collegamenti tra l'allora partito comunista e gli ambienti affaristico-mafiosi degli anni cinquanta e sessanta si sia perpetuata anche nei decenni successivi, senza soluzione di continuità con i fatti più recenti e se non sia ipotizzabile che lungo tale filo conduttore l'onorevole Pio La Torre, in veste di commissario del Pci in Sicilia nei primi anni ottanta, abbia tentato di fare luce sui perversi legami tra il proprio partito e gli ambienti di cui sopra, candidandosi, di fatto, all'isolamento politico ed a divenire facile bersaglio della mafia.
(2-02633)
«Lo Presti, Mantovano, Fragalà, Alboni, Aloi, Berselli, Butti, Cola, Colosimo, Colucci, Foti, Galeazzi, Alberto Giorgetti, Losurdo, Manzoni, Mazzocchi, Menia, Messa, Nania, Pagliuzzi, Pampo, Paolone, Antonio Pepe, Pezzoli, Porcu, Proietti, Rallo, Rasi, Riccio, Savarese, Simeone, Tatarella, Tringali, Zaccheo».
(6 ottobre 2000).


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 794 del 19/10/2000





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(Indagini su eventuali inquinamenti mafiosi in amministrazioni comunali in Sicilia)
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Lo Presti 2-02633 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
L'onorevole Lo Presti ha facoltà di illustrarla.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, interverrò brevemente.
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PRESIDENTE. Per carità, è un suo diritto!
ANTONINO LO PRESTI. Credo che il testo dell'interpellanza sia abbastanza chiaro. Esso ripropone un'annosa vicenda, che ha visto coinvolti i Ministeri dell'interno e della giustizia e che risale ormai a 18 mesi fa, quando cadde come una sventura su tre comuni della provincia di Palermo la scure del ministro dell'interno che ha, di fatto, interrotto un processo democratico che si era avviato con le elezioni del 1997 - e, prima ancora, del 1994 nel comune di Bagheria - che avevano visto il trionfo del Polo delle libertà soprattutto nei comune di Bagheria e di Villabate. Diciotto mesi fa calò questa scure impietosa che, sulla base di semplici sospetti (essa fu oggetto di un'altra interpellanza), sciolse per presunte infiltrazioni mafiose ben tre amministrazioni comunali. Da allora nulla si è mosso dal punto di vista giudiziario perché nulla poteva muoversi nella misura in cui, evidentemente, nessuno degli amministratori dei tre comuni in questione è stato oggetto di indagine da parte della magistratura; nessuno ha scoperto o ha evidenziato quali fossero i presunti legami di carattere mafioso che hanno condizionato l'amministrazione dell'interno fino a farla procedere allo scioglimento dei comuni interessati.
Si tratta, pertanto, di una vicenda annosa (è il caso di dirlo) che riproponiamo oggi in questa sede alla luce di alcuni fatti che hanno riguardato medio tempore altre comunità in provincia di Palermo. In particolare, in ordine di tempo (dalla più antica alla più recente), mi riferisco al comune di Isola delle Femmine e (da qualche mese) al comune di Caltavuturo, comuni a guida di centrosinistra.
Nel comune di Isola delle Femmine, esattamente un anno fa, notizie di stampa riportavano l'arresto di un noto boss mafioso, addirittura indicato come il capo mandamento della mafia di Isola delle Femmine (un circondario abbastanza ricco di imprese, di attività economiche, di interessi agricoli), che risultava essere parente di uno degli amministratori del comune indicato.
Sollevai il caso con un'interrogazione parlamentare alla quale ancora oggi non mi è stata data risposta. Comunque, nell'immediato, l'amministratore parente del noto boss della zona si dimise; scoppiò un piccolo scandalo ma, da allora, nulla è accaduto nonostante la richiesta più volte avanzata dal sottoscritto e da altri parlamentari della zona di chiarimenti, soprattutto alla prefettura di Palermo, per capire come mai, nonostante un fatto così clamoroso, nessuno fosse mai intervenuto per fare un'ispezione ad Isola delle Femmine e per verificare il grado di penetrazione della mafia in quell'amministrazione, visto che si era dimostrato che un amministratore, un assessore, era parente di un noto boss mafioso. Nessuna risposta è stata data, l'interrogazione è rimasta lettera morta.
Via via, giungiamo ad appena un mese fa, quando scoppia lo scandalo delle cosiddette cooperative rosse in provincia di Palermo e si apprende che uomini della sinistra, deputati dei Democratici di sinistra, sindaci (almeno uno) di enti locali a guida di centrosinistra erano coinvolti in fatti di mafia. In particolare, si apprende che nel comune di Caltavuturo la mafia aveva messo le radici da tempo, che il primo cittadino era accusato di collusione con la mafia e che nel comune e nel territorio di Caltavuturo si perpetravano scambi illeciti tra amministrazione ed imprenditori legati a doppio filo con la mafia. Si apprende tutto ciò, scoppia lo scandalo, vengono arrestati alcuni imprenditori, viene posta all'attenzione dell'opinione pubblica questa complessa indagine ed allora ci poniamo alcune domande che abbiamo condensato nella nostra interpellanza, soprattutto alla luce di alcune strane vicende che si sono sviluppate attorno a questo scandalo.
La prima (chiediamo risposte precise al riguardo): se l'indagine era partita già un anno fa (esattamente nello stesso periodo in cui il Ministero dell'interno «calava la scure» sui comuni a guida Polo, che
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venivano commissariati per mafia), come mai la prefettura di Palermo, il Ministero dell'interno, i carabinieri e la questura - insomma, gli organi dello Stato - non avevano svolto uno straccio d'indagine dal punto di vista del collegamento e delle successive sanzioni di carattere amministrativo che dovevano essere applicate - ho svolto alcune indagini - in quel comune?
La seconda: come mai nulla fu fatto nel momento in cui lo stesso sindaco di Caltavuturo, al fine di precostituirsi una prova di innocenza (badate che calliditas c'è voluta), già un anno fa prendeva le distanze da coloro i quali poi si sarebbe scoperto che erano suoi compari e complici nella gestione degli affari mafiosi in quella località e aveva presentato una denuncia (non pubblica, perché nessuno l'ha mai pubblicizzata; che aveva inviato al procuratore della Repubblica, al questore, al prefetto, al comandante dei carabinieri, al presidente della Commissione antimafia) con la quale denunziava infiltrazioni mafiose nel suo territorio, che alcune imprese erano sospette e che si perpetravano affari illeciti, di cui la propria amministrazione non era a conoscenza o comunque prendeva sicuramente le distanze? Se era vero tutto questo, come mai il prefetto di Palermo non si è attivato già allora per proporre, anche per Caltavuturo e per Isola delle Femmine (perché i fatti sono cadenzati in un brevissimo arco di tempo che va dal marzo al maggio dell'anno scorso), la stessa sanzione che ha proposto per i tre comuni a guida Polo, che poi è stata applicata e addirittura vergognosamente reiterata di recente, perché non sono bastati 18 mesi ma ne hanno aggiunti altri sei?
Con questa interpellanza vogliamo capire in primo luogo quale sia il modo di procedere dell'amministrazione dell'interno in questa vicenda, dello Stato e della prefettura nell'ambito dell'azione che deve evidentemente portare avanti giornalmente per contrastare il fenomeno criminale mafioso; in secondo luogo, perché si usino due pesi e due misure di fronte ad amministrazioni che sono guidate in un caso dal centrodestra (che quindi non vengono risparmiate; anzi, vengono colpite senza pietà: ribadisco poi che per tali amministrazioni non vi è ancora oggi una sola indagine della magistratura che abbia portato all'incriminazione di uno dei tanti amministratori di queste tre comunità) e, nell'altro caso, dal centrosinistra. Mi riferisco, ad esempio, all'amministrazione di Isola delle Femmine, dove c'è un sindaco che è notoriamente amico del presidente della Commissione antimafia, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, di importanti esponenti del centrosinistra: ebbene, in questo caso, quel personaggio viene lasciato tranquillamente in pace, non viene minimamente toccato: lo Stato sembra ritirarsi di fronte alla prepotenza ed alla arroganza di questi soggetti!
Ci chiediamo perché questo Stato, questa amministrazione, utilizzino due pesi e due misure di fronte a fatti di così eclatante evidenza, che lasciano proprio sconcertati perché «si tocca con mano» la cosiddetta disparità di trattamento (per usare un eufemismo, perché in realtà bisognerebbe usare altre parole più dure e più pesanti in questa circostanza).
Poniamo anche un'altra domanda, che è contenuta nell'ultima parte dell'interpellanza; concludo quindi l'illustrazione, attendendo con ansia la risposta del Governo per poi vedere in seguito che cosa ne verrà fuori. L'ultima parte dell'interpellanza riguarda un fatto sconcertante che le cronache hanno ripreso molto larvatamente e un po' sotto tono. L'ex segretario del partito comunista degli anni cinquanta, il famoso onorevole Napoleone Colaianni, ha dichiarato alla stampa il 26 settembre che anche il partito comunista italiano negli anni cinquanta e sessanta prendeva i soldi dagli imprenditori perché così gli imprenditori pagavano una specie di assicurazione. Signor Presidente, vorrei che lei mi ascoltasse un attimo.
Gli imprenditori pagavano una specie di assicurazione. Queste sono dichiarazioni che Colaianni ha riconfermato. Sono dichiarazioni gravissime che gettano una luce sinistra, a nostro avviso, su quello
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che è poi accaduto qualche decennio più tardi, allorquando il segretario regionale del partito comunista italiano, Pio La Torre, mandato in Sicilia per fare pulizia all'interno del suo partito, è stato barbaramente assassinato dalla mafia, da quella mafia che non sbaglia, da quella mafia che colpisce nel momento in cui qualcuno animato di buone intenzioni viene di fatto isolato dalla sua stessa parte politica.
Se Colaianni afferma quello che afferma in modo così duro, chiaro e netto e senza smentite, è legittimo il sospetto che dal 1950 al 1990 e ai giorni nostri, al 2000, mai si sia interrotto quel filo conduttore che lega in un intreccio perverso la mafia con ambienti della sinistra e del partito comunista.
È lecito il sospetto (allora se ne parlò e ancora oggi le cronache ne parlano in modo mal celato) che l'omicidio La Torre poteva essere collegato a determinati ambienti che mal sopportavano la presenza di un segretario regionale integerrimo che voleva fare chiarezza all'interno del suo partito o perlomeno chiarezza nell'ambito di quei rapporti perversi che Colaianni ha confermato esistere fin dal 1950. Di fronte a tutto questo c'è da rimanere sconcertati ...
PRESIDENTE. Vede, onorevole Lo Presti, dato che lei parla di gente sconcertata, lo è anche il Presidente di turno, perché lei ha detto che avrebbe illustrata brevemente ...
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, non credo che questo la possa far sconcertare, tutt'al più l'avrà potuta sorprendere.
PRESIDENTE. Sto scherzando.
ANTONINO LO PRESTI. I fatti che io riferisco sono veramente sconcertanti (non so però quanto lei li abbia potuti seguire).
PRESIDENTE. Li ho seguiti, ma vorrei solo dirle una cosa, onorevole Lo Presti, e non se ne abbia a male. Lei ha ampiamente oltrepassato il tempo a sua disposizione.
ANTONINO LO PRESTI. Bene, la ringrazio, lei mi ha richiamato ed io interrompo immediatamente. Questo è il contenuto dell'interpellanza e quindi attendo la risposta del Governo.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. I fatti esposti nell'interpellanza sono abbastanza complessi e investono nella risposta, così come era stato indicato, la Presidenza del Consiglio, il Ministero della giustizia e il Ministero dell'interno. Mi rendo conto che le domande specifiche sono di pertinenza più del Ministero dell'interno e che il ministro della giustizia risponde su ciò che riguarda i riferimenti ai procedimenti penali in corso oppure non in corso.
ANTONINO LO PRESTI. Signor sottosegretario, perché viene a rispondere se dà risposte parziali?
PRESIDENTE. Onorevole Lo Presti, lei ha tutto il tempo per replicare dopo. La prego, rispettiamo il regolamento. Adesso il sottosegretario riferisce il pensiero del Governo, dopo di che lei avrà dieci minuti di tempo per esprimere il suo. Cortesemente, non interrompa il Governo.
MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Mi riferisco alle notizie pervenute dal Ministero dell'interno e anche dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Palermo.
Nell'interpellanza, si richiama più volte lo stato dei procedimenti: per alcuni non sono stati assunti provvedimenti, per altri sì. Ecco perché il Ministero della giustizia è interessato, per il riferimento alla procura della Repubblica presso il tribunale di Palermo, dalla quale si sono acquisite le notizie che ora riferirò.
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In linea generale, deve osservarsi che lo scioglimento dei consigli degli enti locali a cui si fa riferimento, per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi, ha natura essenzialmente preventiva. Con tale misura, il legislatore ha inteso perseguire l'obiettivo di eliminare quelle anomalie amministrative e quelle interferenze che possono alterare la capacità dell'organo di governo locale di uniformare la propria azione ai canoni della legalità e della trasparenza. Nell'indicata prospettiva, i presupposti del provvedimento in questione possono essere costituiti anche da fatti che, pur non confortati da pienezza probatoria, possono comunque avvalorare ipotesi di collegamenti diretti o indiretti dell'amministrazione locale con la criminalità organizzata.
Da qui l'esigenza di una ponderazione comparativa tra valori di pari rilievo costituzionale, quali da un lato il rispetto della volontà popolare, cui lei ha fatto riferimento, e dall'altro lato la tutela del principio di libertà e di uguaglianza nella partecipazione alla vita civile, nonché di imparzialità, di buon andamento e regolare svolgimento dell'azione amministrativa. In ogni caso, nell'adozione del provvedimento sopra indicato, a carico dei consigli comunali e provinciali, non vi è spazio per valutazioni che siano estranee ai principi della corretta amministrazione. I decreti di scioglimento rappresentano, quindi, l'atto finale di una procedura complessa, rigorosamente ancorata al rispetto delle risultanze e degli accertamenti svolti sia dalla commissione d'accesso nominata dal prefetto, ai sensi della vigente normativa, sia dagli organi di polizia, sul pericolo di ramificazioni criminali all'interno delle comunità locali.
La garanzia della trasparenza per detti provvedimenti viene assicurata anche mediante la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con specifico riferimento alla situazione politica e amministrativa dei comuni indicati dagli onorevoli interpellanti, il ministro dell'interno ha fornito i seguenti elementi conoscitivi e valutativi, comunicati dal prefetto di Palermo competente, come già detto, a promuovere le iniziative indicate nell'atto ispettivo. Il provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Bagheria è stato disposto a seguito delle interferenze rilevate nella vita amministrativa dell'ente, ricollegabili ai legami intercorrenti tra alcuni amministratori, dipendenti comunali, imprenditori locali e personaggi a vario titolo vicini alla criminalità organizzata, che determinavano la presenza di un forte centro di potere capace di attuare pesanti condizionamenti nell'attività dell'ente: legami diretti, fra l'altro, alla spartizione di appalti, concessioni, licenze ed altre pubbliche utilità.
Il consiglio comunale di Villabate è stato sciolto, invece, in relazione ai riscontrati collegamenti diretti ed indiretti di componenti del consiglio con esponenti della criminalità organizzata, rilevati dagli organi investigativi. Da rapporti trasmessi dalle forze dell'ordine, emergevano infatti vincoli di parentela e di amicizia tra i vari amministratori, gli impiegati comunali e personaggi vicini a Cosa nostra. L'accesso ispettivo svolto presso il comune ha reso possibile il riscontro di una situazione di grave compromissione dei principi di legalità e buon andamento dell'attività amministrativa nell'ente. Anche lo scioglimento del consiglio comunale di Ficarazzi è stato determinato dalla presenza di collegamenti diretti ed indiretti tra alcuni componenti del detto consesso e la criminalità organizzata, rilevati dagli organi investigativi: collegamenti idonei a compromettere le libere determinazioni dell'organo elettivo e quindi il buon andamento dell'amministrazione.
Anche dagli accertamenti svolti e dagli esiti dell'accesso ispettivo presso il comune di Ficarazzi, è emersa la presenza di un forte centro di potere e di pressione volto a condizionare l'attività politica e amministrativa. Quanto, invece, al comune di Isola delle femmine (si tratta dei comuni per cui lei, onorevole Lo Presti, lamenta disparità), la situazione in relazione a presunte connivenze del sindaco e degli assessori comunali con ambienti mafiosi nonché ai rapporti di parentela e di amicizia e gli stessi amministratori con
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soggetti malavitosi del luogo è stata seguita con grande attenzione dal prefetto di Palermo, in vista dell'eventuale esercizio del potere di accesso. L'eventuale sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa nel detto comune, ovvero di condizionamenti nella gestione dell'ente, è stata esaminata con particolare cura e approfondimento nella riunione tecnico-operativa del 21 giugno 2000, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell'ordine. Nella circostanza, il comandante provinciale dei carabinieri ha precisato che, sebbene fossero comprovati, ad Isola delle Femmine, rapporti di parentela e di amicizia tra amministratori comunali ed esponenti della criminalità organizzata del luogo, non erano tuttavia emersi fatti concreti dai quali si potesse desumere la prova oggettiva dell'esistenza di infiltrazioni mafiose nell'apparato burocratico comunale. È risultato, inoltre, sulla base di uno specifico monitoraggio che il comune di Isola delle Femmine ha appaltato opere pubbliche di modesta entità.
Tale complessa valutazione è stata confermata anche dal competente questore, cosicché non sono state ravvisate, con riguardo al detto comune, le condizioni oggettive perché da parte del prefetto fosse disposto l'accesso previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992 e, quindi, eventualmente lo scioglimento dell'organo consigliare.
In merito alla situazione del comune di Caltavuturo e alla posizione del sindaco della città, cui fa riferimento l'onorevole interpellante, sembra utile segnalare, innanzitutto, quanto relazionato in termini generali dalla procura della Repubblica di Palermo. Tale ufficio ha comunicato che, nell'ambito del provvedimento penale, n. 5.961/98 il giudice per le indagini preliminari presso il locale tribunale ha emesso, in data 16 settembre 2000, provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari nei confronti di diverse persone indagate per i reati di partecipazione ad associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta, truffa, peculato, falso in atto pubblico, illecita concorrenza con minaccia. Si tratta di reati tutti aggravati dalla finalità di agevolare l'attività dell'organizzazione mafiosa denominata Cosa nostra. Le contestazioni mosse agli indagati hanno tratto origine dall'accertamento di rapporti illeciti tra diversi manager di strutture imprenditoriali riconducibili alle cosiddette cooperative rosse e taluni esponenti dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra o soggetti comunque a questa vicini, finalizzati al condizionamento mafioso dei procedimenti amministrativi relativi all'aggiudicazione degli appalti per la realizzazione delle opere pubbliche, talora anche con la connivenza di soggetti inseriti nella pubblica amministrazione. Nell'ambito del detto procedimento è risultato coinvolto anche l'onorevole Giannopolo, in relazione all'ipotizzato reato di turbativa delle gare d'appalto per la realizzazione della rete idrica del comune di Caltavuturo. Nei confronti del predetto Giannopolo, peraltro, non sono stati chiesti né adottati provvedimenti cautelari. La stessa procura della Repubblica ha anche comunicato di non potere fornire alcuna informazione né sulla asserita fuga di notizie circa la posizione processuale dell'onorevole Giannopolo né in merito alle indagini in corso e all'invio di informazioni di garanzia nei confronti di amministratori dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Trattandosi infatti di delicate e complesse investigazioni, ancora in pieno svolgimento, l'organo inquirente ha ritenuto doveroso mantenere su di esse il vincolo del segreto. Tanto premesso, e con specifico riguardo al comune di Caltavuturo, si fa presente comunque che il ministro dell'interno ha precisato che, dagli atti in possesso della prefettura di Palermo, non risulta pervenuto dal comune di Caltavuturo nella primavera del 1999 il documento richiamato nel quarto capoverso dell'interpellanza; lo stesso dicastero aggiunge che il prefetto di Palermo il 24 marzo scorso, subito dopo aver preso possesso dell'incarico, ha assunto un'iniziativa
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per verificare la regolarità e la trasparenza degli appalti dei lavori pubblici in tutta la provincia.
A tal fine è stato costituito presso la prefettura un osservatorio, di cui fanno parte rappresentanti degli organi del settore, per raccogliere i dati principali degli appalti, sulla base di una scheda di rilevazione. È stato così avviato un monitoraggio delle gare di appalto, delle relative procedure e dello stato di realizzazione delle opere pubbliche per individuare e prevenire ogni possibile interferenza di interessi illeciti nel delicato settore degli appalti pubblici.
Proprio con riferimento a tale iniziativa l'onorevole Giannopolo il 29 maggio 2000 ha inviato una lettera di apprezzamento al prefetto di Palermo, alla quale risultava allegato il testo di un'altra lettera inviata sempre allo stesso prefetto, nonché alla Commissione nazionale antimafia e alla commissione regionale antimafia. Tale lettera, peraltro, non risulterebbe pervenuta a tale ultimo organismo.
A seguito della suddetta nota il prefetto di Palermo ha convocato, quindi, il sindaco di Caltavuturo il 19 giugno invitandolo a denunciare ogni sospetto di ipotesi di reato o di fatti illeciti all'Arma dei carabinieri per le conseguenti iniziative di competenza dell'autorità giudiziaria. Di tale attività lo stesso prefetto ha dato poi notizia al presidente della Commissione parlamentare antimafia che aveva sollecitato elementi di conoscenza in merito.
Sulla base di quanto sopra, si può affermare che la situazione oggettiva riguardante il comune di Caltavuturo risultava particolarmente articolata e complessa e al riguardo il prefetto di Palermo, con nota del 30 settembre, ha richiesto al dicastero dell'interno la delega ad esercitare presso il suddetto comune i poteri di accesso e di accertamento.
Tale richiesta è stata motivata con la necessità, di recente concretatasi, di svolgere accertamenti mirati a verificare eventuali condizionamenti ed infiltrazioni della criminalità organizzata nell'ambito dell'attività del predetto ente civico, anche al fine di soddisfare esigenze di massima trasparenza.
Alla luce di quanto premesso, essendo intervenuta, con provvedimento del 14 ottobre scorso notificato il giorno successivo, la suddetta delega, il giorno 16 è stato disposto l'accesso presso il comune di Caltavuturo al fine di poter svolgere gli accertamenti in questione.
Quanto, infine, all'ultimo quesito posto nell'interpellanza, concernente l'omicidio dell'onorevole La Torre e le vicende ad esso connesse, la procura della Repubblica di Palermo ha comunicato che il relativo procedimento è stato definito con sentenza passata in giudicato, con la quale sono stati condannati quali mandanti del delitto gli appartenenti alla commissione provinciale dell'organizzazione mafiosa Cosa nostra.
Nel contesto del medesimo procedimento sono stati svolti accertamenti nei confronti di persone inserite in società cooperative operanti nel settore agrumicolo che si riteneva fossero in rapporto con ambienti criminali. Il giudice istruttore dell'epoca, tuttavia, non valutò gli elementi raccolti idonei a giustificare l'esercizio dell'azione penale a carico di tali soggetti sia con riferimento alla piena dimostrazione di detti rapporti malavitosi, sia in relazione alla loro possibile connessione con l'omicidio dell'onorevole La Torre.
PRESIDENTE. L'onorevole Lo Presti ha facoltà di replicare.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario, ma la risposta evidentemente non è soddisfacente. È la solita risposta in quel linguaggio freddo che la vostra burocrazia ministeriale tanto bene sa articolare, che non dice nulla e ripete la solite manfrina, come succede ormai da tempo a proposito di questi eventi.
Francamente non so se chiudere qui e andarmene senza proferire altro, perché tanto mi rendo conto che parlare con questo Governo è come discutere con un
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sordo o cozzare contro un muro di gomma. È perfettamente inutile, perché voi siete bravi a falsare la verità, siete bravi a manipolare i dati e siete bravissimi a costruire verità di comodo che purtroppo ingannano - ahimè - la maggior parte dei cittadini, ma che per fortuna non ingannano noi, che continueremo a vigilare.
La sua risposta, sottosegretario, a parte l'unica novità rappresentata dal fatto che dopo il 6 ottobre avete disposto l'accesso a Caltavuturo, non è altro che una sequela di inesattezze e di mistificazioni. Rimango sorpreso nell'apprendere che la situazione di Isola delle Femmine già all'epoca fu presa in considerazione e che fu valutata in modo preoccupante la presenza all'interno dell'amministrazione di un soggetto che ricopriva l'incarico di assessore e che era parente di un noto boss mafioso. Oggi tuttavia si afferma che non era un particolare importante, che non era un elemento preoccupante; che era, sì, un parente di un capo mafia ma che poi si è dimesso e che comunque i carabinieri non hanno verificato altro tipo di infiltrazioni nell'ambito dell'amministrazione o altri collegamenti che facessero supporre che la mafia avesse messo le mani sul comune di Isola delle Femmine.
Siamo di fronte ad un parente di un mafioso, che si dichiara tale e che, scoppiato lo scandalo, si dimette e ancora oggi continua a frequentare l'amministrazione (i carabinieri sanno bene che questo soggetto ogni giorno sale e scende le scale del comune di Isola delle Femmine), tuttavia si afferma che la situazione non destò preoccupazione. Ma quello che è accaduto negli altri tre paesi dove parentele non ne sono state accertate? In questa sede abbiamo dimostrato attraverso documenti che i presupposti in base ai quali furono costruiti legami di parentela tra quegli amministratori e i boss mafiosi erano falsi, mentre per il caso di Isola delle Femmine, rispetto al quale un rapporto di parentela è stato attestato da un certificato di stato di famiglia, si dice che non desta preoccupazioni al punto che l'amministrazione ha potuto continuare a svolgere il proprio lavoro tranquillamente.
Tutto questo è vergognoso! Contesto a questo Governo di proteggere e di tutelare, con questo tipo di atteggiamento, la mafia in quel comune; contesto e accuso questo Governo di essere complice di interessi che in quel comune albergano e trovano terreno fertile in un rapporto mai reciso con l'amministrazione comunale; contesto a questo Governo di calpestare la verità; contesto a questo Governo di agire in modo smisuratamente arrogante e vessatorio nei confronti di una parte politica piuttosto che di un'altra; contesto infine a questo Governo di non fare il proprio dovere.
Questa è la realtà che deve preoccupare enormemente i cittadini che mi auguro leggeranno i resoconti di questa seduta e si renderanno conto di come la libertà nel nostro paese sia gravemente minacciata da coloro i quali in questo momento hanno usurpato il potere della nazione e che speriamo vengano cacciati via presto dal popolo (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).






Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03570
presentata da ANGELA NAPOLI venerdì 19 luglio 2002 nella seduta n.180

ANGELA NAPOLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

fin dal 1999 parlamentari di Alleanza Nazionale hanno presentato atti ispettivi per richiedere interventi adeguati al ripristino della legalità, contro le infiltrazioni mafiose, presso amministrazione comunale di Isola delle Femmine;

nonostante fin dal giugno del 2000, dopo particolari indagini, siano stati comprovati rapporti di parentela e di amicizia tra amministratori del comune in questione ed esponenti della criminalità organizzata del luogo, il prefetto di Palermo non ha inteso disporre l'accesso previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992;

con lettera datata 13 settembre 2001 l'Associazione «Nuova Torre», rappresentata nel consiglio comunale di Isola delle Femmine, ha ribadito, al Ministro dell'interno pro-tempore le denunzie contenute nelle interrogazioni parlamentari presentate da altri deputati di Alleanza Nazionale, dando notizia di appoggi malavitosi profusi nei confronti dell'attuale sindaco durante le ultime elezioni amministrative del 24 giugno 2001;

va ricordato che nella giunta comunale di quel comune c'è stato, con delega ai lavori pubblici, il cognato di un noto personaggio arrestato con l'imputazione di associazione mafiosa nel contesto di una indagine volta a ricostruire la nuova mappa delle cosche palermitane;

sembrerebbe che parenti dell'assessore in questione, poi dimessosi, e del presunto boss Pietro Bruno, individuato dagli inquirenti come capo zona di fiducia del boss superlatitante Bernardo Provenzano, dirigano presso il comune di Isola delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale, leva e segreteria, il che agevolerebbe l'assessore dimissionario ed il presunto boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti nella trattazione d'affari politiche edilizie;

con lettera datata 8 gennaio 2002, il gruppo consiliare «Nuova Torre» di Isola delle Femmine ha segnalato al prefetto di Palermo l'omissione posta in essere dal sindaco del comune in ordine al rilascio dell'illegittima autorizzazione edilizia ex articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all'ex vice sindaco, oggi presidente del consiglio comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Palermo ed il cui carteggio è già in possesso della Prefettura;

sempre il gruppo consiliare «Nuova Torre» con lettera datata 6 giugno 2002 ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo, il prospetto di n. 10 concessioni edilizie rilasciate, in costante violazione delle norme vigenti in materia, in favore di assessori, componenti o parenti dell'attuale maggioranza consiliare;

al prospetto citato è possibile evincere il rilascio della concessione edilizia n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato procuratore Pomiero Giuseppe, e dalla concessione edilizia n. 13 del 2000 del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo Rosaria, ma i relativi provvedimenti della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali e del Genio Civile sono intestati a Pomiero Giuseppe;

i nomi di Pomiero Giuseppe, così come quello del citato boss Pietro Bruno, risultano tra i soggetti economici ai quali è stata effettuata la confisca di beni illeciti, il cui elenco generale è stato allegato alla relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura presentata alla Presidenza delle Camere il 16 aprile 1985 -:

se, verificate le gravi notizie esposte dall'interrogante, non ritengano necessario ed urgente avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (4-03570)





Atto n. 4-00351
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00351
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=15&id=215037

Pubblicato il 24 luglio 2006
Seduta n. 23

GIAMBRONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture. -
Premesso che:
la città di Palermo è attualmente interessata dalla progettazione di numerose opere pubbliche a diversi stadi di avanzamento ed in particolare da tre opere ferroviarie quali la metropolitana leggera a trasporto ruotato, la chiusura dell'anello ferroviario cittadino e il raddoppio del passante ferroviario;
tra esse, la più rilevante per impegno di spesa (623 milioni di euro che ne movimentano 1.000), mole e durata dei lavori è il collegamento metropolitano tra Palermo e il suo aeroporto Falcone-Borsellino, impropriamente definito dalle Ferrovie dello Stato s.p.a., proprietarie dell'opera, "raddoppio elettrificato della tratta Palermo Centrale-Brancaccio-Carini", e comunemente detto "passante ferroviario di Palermo" (che pertanto nasce con un gravissimo equivoco di fondo che potrebbe influire sulla stessa legittimità delle richieste di finanziamenti pubblici);
tenuto conto che:
il progetto andato in gara d'appalto, redatto da Italferr s.p.a., gruppo Ferrovie, sulla base di uno studio incredibilmente datato 1979, che prevede il raddoppio del binario di superficie, risulta obsoleto, estraneo e dannoso per l'attuale assetto urbanistico e sociale profondamente modificato in quasi trent'anni rispetto al progetto e potrebbe favorire interessi poco trasparenti e di mafia relativi al passante come già denunciato dai quotidiani “Giornale di Sicilia” e “la Repubblica”;
l'opera suddetta, lunga 25 chilometri che va dalla Guadagna a Punta Raisi di cui oltre 10 chilometri attraversano il centro della città, si avvale di finanziamenti statali, regionali ed europei e che l'appalto è stato aggiudicato ad un consorzio di imprese italo-spagnolo, la SIS s.p.a.;
l’inizio dei lavori, inizialmente previsto per il luglio 2005 è stato rinviato per la fortissima pressione sociale operata da comitati civici delle zone interessate, che contestano non l'interesse e la realizzazione del cosiddetto passante, ma le modalità attualmente previste per l'esecuzione dei lavori, che apporterebbero danni gravissimi alla città di Palermo;
i suddetti danni potrebbero essere evitati con l'intervento del passante ferroviario così come espresso dal Comitato per l'interramento e totalmente condivise e ritenute legittime da ordini del giorno approvati dall'Assemblea regionale siciliana, dal Consiglio comunale di Palermo e da note ufficiali della Provincia regionale di Palermo che hanno richiesto espressamente di modificare l'attuale progetto e totalmente ignorate dal Presidente della Regione siciliana e dal Sindaco di Palermo, che pure ha l’enorme responsabilità aggiuntiva che gli deriva dalla qualità di Commissario straordinario alla mobilità, con poteri praticamente decisivi rispetto alla vicenda del passante;
lo stesso Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il cui intervento è stato chiesto dai cittadini, ha dato loro ampia ragione chiedendo al ministro Lunardi la modifica del progetto;
il tavolo tecnico, costituitosi con molte difficoltà, con Ferrovie ed amministrazioni comunali il cui ultimo incontro risale al 4 luglio 2005 si è concluso con la totale insoddisfazione dei cittadini per l’insufficienza di modifiche offerte ai punti di maggiore criticità del progetto e da allora non ci sono stati ulteriori incontri, tranne le rassicurazioni verbali del Sindaco contraddette dalle opere di preparazione dei lavori da parte di Rete Ferroviaria italiana, con l'apposizione di segnali sulle strade e con notifiche di espropri che confermano integralmente quanto previsto dal vecchio itinerario sulla base dello studio del 1979;
come già ricordato, il progetto si basa sul raddoppio in superficie, anziché sull’eliminazione dell'attuale binario di superficie in piena città e anche dove attualmente esistono gallerie, realizzate nel passato con lavori solo sottoterra, i lavori sarebbero condotti in superficie adducendo come motivazioni per tale scelta delle Ferrovie dello Stato s.p.a. la necessità di risparmiare risorse economiche e "la urgenza” (dal 1979) dei lavori;
il Comitato per l'interramento contesta le analisi finanziarie che prevedono aggravi di costi per l’interramento del passante, sottolineando come i lavori in sotterranea portino al risparmio delle ingentissime spese previste per la messa in sicurezza dei lavori operati in superficie, a ridosso delle fondamenta di numerosi stabili, e delle spese di rimozione e del successivo ripristino della rete dei sottoservizi; oltre che al risparmio sugli immensi costi sociali causati da quest’opera che, a giudizio dell’interrogante, le Ferrovie non hanno deliberatamente mai considerato;
il Comitato denuncia altresì:
l'assenza di adeguate soluzioni alternative, durante il prolungato periodo di realizzazione dei lavori, per la viabilità e la mobilità, attesa la vetustà delle soluzioni progettuali che prevedono la chiusura, per un tempo sostanzialmente imprevedibile, degli attuali principali assi di traffico di superficie e di ingresso e di uscita dalla città - via Lazio e via Principe di Paternò –,con l’effetto di rendere impossibile effettuare interventi anti-incendio e di pronto soccorso e la gestione di eventuali interventi di protezione civile;
l'assenza di valutazione dell'attuale livello del rischio sismico, anche in considerazione dell'impressionante intensità e durata del terremoto del settembre 2002 e dei reiterati episodi sismici del febbraio 2006;
l'ingiustificato rischio per la stabilità degli edifici lungo tutto un primario asse viario, nel quale sono previsti i lavori che rasentano le fondamenta e per i quali non sembra siano stati effettuati controlli preventivi adeguati, pur essendo la loro costruzione antecedente all'emanazione delle norme antisismiche;
la metodologia seguita dalle Ferrovie nei rilievi delle vibrazioni e dell'inquinamento acustico;
l'assenza di seri studi su possibili esondazioni del canale Passo di Riganò e delle altre numerose vie d'acqua esistenti nella città, ma non censite, come quella sottostante via Dante;
la chiusura definitiva di vie di collegamento tra zone già divise dall'attuale binario, per le quali non sono previste serie alternative, come la soppressione definitiva di ben cinque passaggi a livello nella zona di San Lorenzo, Tommaso Natale e Cardillo. Per fare chiarezza, per soppressione si intende la realizzazione di trincee o muri lungo i passaggi a livello esistenti senza più passaggio alcuno di autoveicoli, penalizzando definitivamente la vivibilità e lo sviluppo delle esistenti sopra elencate zone San Lorenzo, Tommaso Natale e Cardillo, attualmente in espansione sia sotto il profilo urbanistico che commerciale, che resterebbero irrevocabilmente separate dal resto della città;
la demolizione certa, anche se evitabile e non necessaria, di interi stabili;
il crollo delle attività commerciali e quello dell’occupazione in tutta una vastissima zona della città;
l’impressionante assenza di considerazione e di rispetto dei cittadini e di qualsiasi costo sociale causato dall’opera;
la possibilità che, a causa delle incomprensibili e superficiali scelte tipologiche dei lavori, gli stabili da evacuare per motivi di sicurezza, una volta iniziati i lavori, siano numerosissimi, che causerebbe difficoltà nella collocazione degli abitanti, forti tensioni sociali e abitative e problematiche derivanti dal prolungato controllo anti-sciacallaggio per interi quartieri;
il mancato coinvolgimento in taluni punti del tracciato, di manufatti abusivi con l’inclusione invece di proprietà individuali legittime;
la mancata assunzione di responsabilità da parte delle Ferrovie e del General Contractor, nell'ipotesi di danni agli stabili successivi alla conclusione dei lavori derivanti dall'adozione di tecnologie obsolete;
le insufficienze ed illegittimità procedurali, le mancate risposte dovute per legge e reiterati silenzi rispetto a richieste di accesso ai sensi della legge 241/1990 sulla trasparenza degli atti amministrativi;
il fatto che le ripetute assicurazioni verbali del Sindaco di Palermo e delle Ferrovie che non si darà luogo ad evacuazioni di massa vengono smentite dai fatti;
atteso che:
l’impostazione dei cantieri così come concepita attualmente porterà inevitabilmente allo smantellamento e alla successiva ricostruzione dei sottostanti servizi a rete lungo tutto l'itinerario cittadino e centinaia di stabili avranno interruzione di luce, gas, acqua, telefono e fognature non quantificabili nel tempo e che porteranno a inevitabili esodi di migliaia di famiglie;
l'assenza di programmazione e calendarizzazione dei tempi di realizzazione delle altre opere pubbliche previste per la città di Palermo e per le due autostrade di accesso, nella loro contemporaneità, porterebbero alla totale paralisi della mobilità e dell'economia locale, oltre ad insopportabili rischi di protezione civile;
inoltre le conseguenze igieniche per la città causati dai cantieri aperti per scavi in superficie per quasi due terzi della lunghezza cittadina creerebbero ulteriori non infondate preoccupazioni nei cittadini;
risulta incredibilmente scandaloso e incomprensibile come le Ferrovie possano negare con insistenza alla quinta città d’Italia l’interramento dei binari cittadini del passante ferroviario, interramento preteso e ottenuto invece dall'amministrazione comunale del vicino Comune di Capaci per il proprio territorio;
rilevato che il "Giornale di Sicilia" del 18 marzo 2006 pubblicava la notizia di interessi criminali sul "Passante ferroviario" di Palermo, e che il quotidiano "la Repubblica" del 27 aprile 2006 riferiva di cosiddetti "pizzini" di mafia relativi ai lavori e che, secondo notizie riportate da "la Repubblica" del 28 aprile 2006, la Procura della Repubblica di Palermo ha aperto un'indagine sui suddetti fatti,
l'interrogante chiede di conoscere:
quali misure si intendano adottare per pervenire alla realizzazione dell'opera in questione nel pieno consenso sociale, evitando contestazioni che possano bloccarne la realizzazione e garantendone modernità progettuale con l’eliminazione di ogni danno e pericolo alla città di Palermo;
quali interventi di controllo tecnico si intendano adottare sulla qualità ed attendibilità della documentazione a supporto di tutte le autorizzazioni, inclusi i nulla osta per l'opera di protezione civile, rilasciate per l'opera dalle autorità locali, e se non si ritenga indispensabile il coinvolgimento del capo Dipartimento della protezione civile nazionale;
se non si ritenga opportuno ed indispensabile il blocco di qualsiasi attività di esproprio modulata sull'obsoleto progetto del 1979;
se non si ritenga inderogabile l’apertura immediata di un tavolo tecnico presso la Prefettura di Palermo, con la partecipazione della Presidenza del Consiglio, del Ministero delle infrastrutture, del Dipartimento della protezione civile nazionale, dei Comitati per l’interramento del passante e per la realizzazione dei lavori esclusivamente in sotterranea, del Sindaco di Palermo Commissario governativo per la mobilità, delle Ferrovie e del General Contractor, per addivenire alle indispensabili modifiche progettuali ed alla definizione più logica dei lavori, con l’interramento completo dei binari lungo tutto il tratto cittadino e fortemente urbanizzato, dalla Guadagna a Isola delle Femmine, con la realizzazione dei lavori esclusivamente in sotterranea alla profondità necessaria a garantire la piena stabilità nel tempo dei fabbricati, e con quegli aggiustamenti di itinerario che escludano la possibilità di affermazione di interessi privati di individui o di gruppi, di qualsiasi genere, al fine di garantire il pieno consenso sociale ad un opera che rischia altrimenti di bloccarsi. http://www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Informazioni/News/NewsDetail.htm?NewsID=3115
News
MAFIA: PALERMO, SEQUESTRATI BENI PER 4 MLN EURO (2)
ADNKRONOS

5/5/2005 2:40:00 PM
(Adnkronos) - In passato, Pietro Bruno aveva fatto parte insieme con altri personaggi della mafia di Capaci e Isola delle Femmine, della societa' 'Copacabana spa', costituita per trasformazione di una precedente societa' denominata SA.ZO.I. spa (tra i cui soci figuravano proprio Gaetano Badalamenti e il fratello di questi Vito), societa' appositamente realizzata per la lottizzazione di un vasto appezzamento di terreno in Capaci e successivamente confiscata dal Tribunale di Palermo poiche' utilizzata per il reimpiego di capitali provenienti da attivita' illecite. Nel mese di novembre 2004, invece, i Carabinieri di Carini hanno dato esecuzione al decreto con il quale era stato disposto il sequestro dei beni di proprieta' di Marcello Conigliaro di Carini, indiziato mafioso, pluripregiudicato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi e droga, vari reati contro la persona e il patrimonio, ricettazione e altro, nonche' piu' volte gia' sottoposto alle misure della diffida, della sorveglianza speciale di P.S. e della liberta' controllata. Sono stati colpiti dal sequestro un terreno agrumeto che si trova a Carini, in contrada Giaconia, due quote di altrettanti terreni agrumeti ubicati in Carini contrada Corridore, due fabbricati ancora in costruzione e un capannone aziendale, sorti sui terreni anzidetti e ad essi pertinenti nonche' un'autovettura Lancia Y, per un valore complessivo di circa 600.000 euro. (segue)
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Ottavino basso del Salvatore
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Attaccare il colpo dell'ottavino basso del Salvatore
L'ottavino basso del Salvatore (Palermo, il 20 luglio, 1942) è un siciliani mafioso e delle sporgenze più potenti di Palermo, Sicilia. È stato la sporgenza della famiglia della mafia di Cardillo-Tommaso Natale dagli anni 70 e del mandamento di San Lorenzo dall'inizio degli anni 90, sostituente Salvatore Biondino che è stato trasmesso alla prigione. L'ottavino basso è stato un fuggitivo dal 1983.
La sua influenza a Palermo estendere a Capaci, il delle Femmine, Carini, Villagrazia di Carini, Sferracavallo e Partanna-Mondello di Isola. Secondo il diametro italiano (Direzione Investigativa Antimafia), piccoli bassi del Salvatore ed il suo figlio, ottavino basso del Sandro, sono incaricati di la maggior parte del territorio urbano di Palermo. La loro zona di influenza comprende “il mandamenti„ del San Lorenzo, Passo di Rigano e Gangi, compreso la zona costiera fino a Cefalù e la parte del territorio di Messina, compreso le città di Mistretta e di Tortorici.
L'ottavino basso presunto ha fatto la sua fortuna con il traffico di droga e la scrematura fuori degli appalti pubblici. Ha forzato i residenti dei progetti di alloggiamento low-income nella regione di ZEN di Palermo pagarlo per mantenere i corridoi Lit. della costruzione. Presunto ha collegamenti forti con il Cosa americano Nostra.
In marzo di 2005, il clan piccolo basso era argomento di funzionamento della polizia conosciuto come “il Notte di San Lorenzo„. Le garanzie di arresto di Eighty-four si sono pubblicate. Ciò nonostante, Salvatore ed il suo ottavino basso del Sandro del figlio sono rimasto a grande.
[pubblicare] successore di Provenzano?
Dopo che l'arresto di Bernardo Provenzano l'11 aprile, 2006, l'ottavino del Salvatore e Matteo bassi Messina Denaro si pensi per essere i nuovi capi di Cosa Nostra. Tuttavia, il pizzini (piccoli slittamenti di carta usati per comunicare con l'altro mafiosi per evitare le conversazioni telefoniche) trovato a Provenzano si nasconde-fuori indicato che i delegati uniti del Provenzano a Palermo erano ottavino del Salvatore e Antonio bassi Rotolo, mandamento di Pagliarelli, un loyalist del capo di Corleonesi nei giorni di Totò Riina. In un messaggio che si riferisce ad una decisione importante per Cosa Nostra, Provenzano ha detto a Rotolo: “Spetta a voi, a me ed all'ottavino basso per decidere questa cosa.„
Il 20 giugno, 2006, due mesi dopo che l'arresto del Provenzano, autorità pubblichi 52 garanzie di arresto contro il grado superiore di Cosa Nostra nella città di Palermo (funzionamento Gotha). Fra i arrestees era Antonio Rotolo ed i suoi uomini destri Antonino Cinà (chi erano stati il medico personale di Salvatore Riina e Provenzano) ed il costruttore Francesco Bonura, così come Gerlando Alberti, i ora 79 anni di pioniere anziano delle raffinerie del heroin. Le indagini hanno indicato che Rotolo aveva sviluppato un genere di federazione in seno alla mafia, contenente 13 famiglie raggruppate in quattro clan. La città di Palermo è stata regolata da questo triumvirate che sostituisce la Commissione della mafia de Palermo di cui i membri sono tutti in prigione.
La ricerca inoltre ha indicato che la posizione di Salvatore che l'ottavino basso non era undisputed. Uno scontrare fra l'ottavino basso e Rotolo stava sviluppando sopra una richiesta dalla famiglia di Inzerillo di concedersi rinviare a Palermo. La famiglia di Inzerillo era stata uno dei clan di cui i capi - fra loro Salvatore Inzerillo - sono stati uccisi dal Corleonesi durante la seconda mafia fanno la guerra negli anni 80 e che erano stati nel exile negli Stati Uniti. Rotolo aveva fatto parte dei clan della mafia che avevano attacato il clan di Inzerillo. È stato opposto a permesso dell'ottavino basso per il ritorno del Inzerillo, temente la vendetta.
Con l'arresto di Rotolo e di altri, reclamo di autorità hanno evitato lo scoppio di guerra genuina all'interno di Cosa Nostra. Rotolo aveva passato una frase di morte su piccolo basso e sul suo figlio, Sandro, persino prima che morte del Provenzano - ed aveva ottenuto i barilotti di acido che sono usati per dissolvere i corpi dei rivale slain. L'ottavino basso del figlio e del padre è ancora a grande.
[pubblicare] collegamenti esterni
• Il bloccaggio di timore dei procuratori della sporgenza della mafia scintillerà guerra sanguinante della successione, da John Hooper, del guardiano, il 13 aprile, 2006
• Timori di lotta di alimentazione della mafia da Hilary Clarke, l'età, il 16 aprile, 2006
• Le note “di Pizzini„ rivelano le nuove sporgenze della mafia, da Felice Cavallaro, i sieri del delle di Corriere, il 21 giugno, 2006
• Il colpo della polizia a cuore della mafia evita la lotta sanguinante di alimentazione, da John Hooper, il guardiano, il 21 giugno, 2006
Richiamato “da http://en.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Lo_Piccolo„
Categorie: Gente vivente | mafiosi siciliano | 1943 nascite

Anonimo ha detto...

Caro Emilio Caro Padre Alex, Cari tutti.....

21.1.07
IERI SUI QUOTIDIANI DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO E' USCITO UN ARTICOLO
SEMPLICE SEMPLICE.... IL COMMISSARIO AD ACTA.....HA DECISO DI PRIVATIZZARE IL SERVIZIO IDRICO. I SINDACI LO HANNO APPRESO DAI GIORNALI. LA CITTADINZA E' SCONVOLTA. QUESTO POMERIGGIO CI INCONTREREMO CON IL COMITATO GLI INDIGNATI A LICATA, CHE NEL FRATTEMPO STANNO CHIAMANDO A RACCOLTA TUTTI GLI ALTRI COMITATI. E' STATA GIA' AVVERTITA SARA GIORLANDO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE. SCRIVEREMO UN COMUNICATO STAMPA CHE QUESTA VOLTA PENSIAMO DEBBA ESSERE FIRMATO DAL FORUM NAZIONALE, INFATTI L'ATTACCO E' DA CONSIDERARE RIVOLTO VERSO TUTTI I MOVIMENTI E SOGGETTI CHE SI SONO SPESI, CHE HANNO LAVORATO, CHE HANNO LOTTATO (e che lo continuano a fare) IN DIFESA DELL'ACQUA. RITENIAMO IL FATTO GRAVISSIMO, ANCHE IN CONSIDERAZIONE CHE QUESTI SOGGETTI CAPITANATI DA CHI "OFFRE IL PROPRIO SERVIZIO ALLA COMUNITA' (QUALE COMUNITA'?????) A 1.500 EURO AL GIORNO ...ERANO PERFETTAMENTE AL CORRENTE DELLA "FAMOSA MORATORIA". NON CI FAREMO INTIMIDIRE. STATECI VICINO DA NAIROBI. EMILIO
TI PREGO DI GIRARE QUESTA A PADRE ALEX.

UN ABBRACCIO BUON LAVORO A TUTTI.
A PIU' TARDI.
BARBARA GRIMAUDO - RAGUSA - cittadiniinvisibili@hotmail.it 3483702761
www. cittadiniinvisibili.org





Vi mando un mio articolo pubblicato su Il Manifesto.
Ora sono a Nairobi e ritorno il 5 febbraio.
Un caro saluto a tutti,
Emilio Molinari


Articolo per Il Manifesto. Pubblicato il 19 gennaio 2007

Se l'accordo che sembra profilarsi all'interno dell'Unione in merito ai servizi idrici è reale, un altro passo significativo è stato fatto dall'Unione nel rispettare l'impegno preso nel programma elettorale: la natura pubblica nazionale di questo servizio viene ribadita e mi sembra si accenni ad un percorso per il governo pubblico dell'acqua. Ciò che si prospetta è una moratoria di tutte le messe a gara, di tutte le operazioni finanziarie di fusione e di tutte le iniziative legislative regionali e deliberative degli ATO idrici, che stavano andando verso la privatizzazione. In una parola si tratta di un congelamento della situazione nei territori da sancire con un apposito decreto nella delega ambientale in attesa di varare una legge specifica e complessiva. Il movimento dell'acqua ha conseguito un altro innegabile successo, l'impegno di Rifondazione in particolare e dei Verdi e Comunisti Italiani e la grande carica con il quale è iniziata la raccolta delle firme sulla
legge di iniziativa popolare hanno sicuramente pesato sulla trattativa.
Tutto questo dimostra ancora una volta che il diffuso lavoro che abbiamo fatto in questi anni sull'acqua e la sua eccezionalità: culturale, di informazione, di mobilitazione, di partecipazione e il rapporto dialettico e non strumentale con la politica, alla fine paga e mi sembra che cominci ad aprire alcuni spiragli, su tutta la cultura delle privatizzazioni, devastante per la vita di ogni comunità. Il movimento dell'acqua fa da modello e in queste ore si esprimerà con
comunicati unitari su ciò che riguarda i servizi idrici e il movimento più generale si esprimerà su l'insieme delle liberalizzazioni trattate, cosa che invece solleva perplessità. A questi giudizi mi rimetto, voglio invece utilizzare questo spazio per chiedere alla politica in particolare a quella già impegnata, un ulteriore impegno e una ulteriore chiarezza.
La prima questione riguarda il coinvolgimento del movimento nel percorso di definizione dei provvedimenti da attuare. E' chiaro che le istituzioni i partiti e i governi hanno sedi e procedure proprie, ma io credo che il movimento dell'acqua abbia avviato una vertenza nazionale e abbia al contempo conquistato un ruolo di soggetto politico, indipendente, capace di produrre leggi e di rappresentarsi. Sono convinto che è giunto il momento che può e deve trovare luoghi e
forme in cui esprimere autonomamente le propri posizioni e può e debba in piena autonomia stabilire con la sinistra impegnata le forme del coinvolgimento nelle decisioni istituzionali finali, per essere chiaro come può essere coinvolto il movimento nel definire i termini del decreto
di moratoria? Un'altra questione è quella dei tempi. Quali sono i tempi di definizione del decreto sulla moratoria non sono secondari. Il movimento è radicato nei territori e sa bene quali e quante le manovre sono in atto e quante debolezze ci sono nella politica a livello locale. Se la concretizzazione di un provvedimento si protrae per mesi le forze locali privatizzatici, molto forti in certe regioni, molto determinate e mosse da forti interessi trasversali, sia al centro destra che al centro sinistra, non resteranno ferme. E pensateci ancora, ma alla luce di tutto ciò, diventa determinante un rilancio dell'Associazione degli eletti dell'acqua. Determinante il lavoro di reciproco coinvolgimento nelle scelte istituzionali, nella gestione del percorso della moratoria e della legge di governo dell'acqua, determinante nello scambio di informazioni e nella
definizione della strategia da attuare nella vertenza nazionale ma anche
internazionale che ne può scaturire. Determinante una loro articolazione nelle regioni in stretta relazione con i movimenti e i comitati locali nella raccolta delle firme, nel muovere i
sindaci, nel relazionarsi alle imprese pubbliche, nel definire la fuoriuscita dalle SPA. Determinante ai fini di una battaglia contingente che apre anche alle altri settori investiti dalle privatizzazioni, ma determinante anche come processo politico di rinnovamento della politica, per affermare nuovi paradigmi, sostanziare di contenuti nuovi soggetti politici e nuove aggregazioni. Siamo in procinto di partire per Nairobi. E sembra che questa volta l'Italia si potrà presentare tra le nazioni che stanno nel campo del diritto all'acqua, nel campo di coloro che si battono contro la
mercificazione di questo bene. Allargherà questo campo, gli darà maggior
forza Non sarà cosa da poco. E' il campo di chi chiederà in quella sede che l'acqua esca dai negoziati del WTO, venga riconosciuto universalmente il diritto umano e 50 litri al
giorno per tutti, che venga tolta ogni legittimità al Consiglio Mondiale dell'Acqua che ogni tre anni, pur essendo un organismo delle multinazionali indice i Forum Mondiali, per consegnare tale compito alle Nazioni Unite o ad una conferenza intergovernativa. Per preparare assieme anche con la forza di parlamentari e di esponenti governativi italiani l'assise di Marzo a Bruxelles, la prima assemblea mondiale degli Eletti e dei movimenti sull'acqua. Il primo grande incontro tra politica movimenti, imprese pubbliche sindacati sull'acqua i beni comuni. Se ciò che si profila come decisione del governo in materia di servizi idrici va nella direzione auspicata dal movimento, questi scenari sono altrettanto reali e possibili.
Emilio Molinari

Anonimo ha detto...

Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe;
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine.

Anonimo ha detto...

Una vergognosa rappresaglia

L’Azienda Ospedaliera di Careggi non si è smentita: Massimo Geri, delegato RSU del Cobas Sanità, deve pagare per aver denunciato la malasanità di questo Ospedale. Una punizione dura con ben 6 mesi di sospensione dal lavoro senza retribuzione a chi si è macchiato del grave di delitto di aver leso l’immagine dell’Azienda. Quella stessa Azienda che ormai da un pezzo continua da avere l’onore delle cronache perché gli episodi di malasanità dentro l’Ospedale di Careggi purtroppo non si fermano certo a quello denunciato da Massimo e dai Cobas.
Una punizione che negli intenti dell’Azienda dovrebbe servire da monito non solo nei confronti dei COBAS, ma più in generale nei confronti di tutti i dipendenti chiamati ad un silenzio complice difronte ad episodi che dimostrano dove può arrivare la mercificazione della salute e la dequalificazione dell’assistenza.
Noi pensiamo che la vicenda di Massimo ed il tentativo di fucilarlo con un provvedimento disciplinare, che suona apertamente come rappresaglia per chi non si piega alla logica aziendalistica dei nuovi gestori del supermarket della salute, debba far riflettere tutti.
In gioco è la democrazia, il diritto a poter esprimere concretamente la tutela dei diritti dei lavoratori e quella dei cittadini assistiti e finanche il concetto stesso di diritti sindacali e di rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Non è mistero per nessuno che la cultura delle Aziende sanitarie spinga i rappresentanti dei lavoratori ad occuparsi solo delle briciole del contratto, sottraendoli sempre più a quel ruolo centrale di difesa attiva del diritto alla salute, che si sostanzia nella lotta per condizioni dignitose di lavoro per gli operatori e per garantire una reale qualità dell’assistenza.
Massimo con il COBAS di Careggi lo ha fatto, non si è tirato indietro: ha denunciato l’ignobiltà di lasciare morire le persone in condizioni inaccettabili per una società che si considera evoluta e rispettosa dei diritti delle persone.
Ha denunciato e ha cercato di amplificare la sua denuncia chiamando la stampa perché quello che stava accadendo nel suo reparto non era solo un suo un suo problema.
ERA UN PROBLEMA DI TUTTI E PERTANTO DOVEVA ESSERE A CONSOCENZA DI TUTTI I CITTADINI.
Non si può parlare di diritto all’accesso alle strutture sanitarie e poi morire su una barella perché non esiste una collocazione migliore.
Siamo solidali con Massimo: ha fatto bene a non piegarsi alla cultura dell’omertà. L’azienda oggi non vuole neanche riconoscergli il diritto di averlo fatto come delegato sindacale perché questo vorrebbe dire che finalmente prende atto che esiste chi non si piega ai suoi diktat. Lo vuole punire come semplice dipendente che non si è conformato ai regolamenti interni.
Noi lo avremo difeso anche se fosse stato così, perché sarebbe stato comunque un suo diritto quello di non essere complice della malasanità.
Vogliamo però denunciare quello che si nasconde dietro questo attacco volgare alla libertà di espressione e di critica del nostro delegato.
Nel modello toscano, ed in particolare in quello della gestione delle strutture sanitarie, non c’è spazio per criticare, bisogna imparare a stare zitti e a subire, ad accettare che le disfunzioni assistenziali vengano spacciate come effetti collaterali dei mercati più che come effetti di scelte economiche e politiche che hanno trasformato la salute in una merce, ispirandosi sempre più a logiche privatistiche.
Massimo non va lasciato solo. LA SUA NON E’ SOLO UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’: E’ IL DIRITTO A RESISTERE CONTRO L’ARROGANZA DI CHI CONOSCE SOLO LA REPRESSIONE PER CONFRONTARSI CON I LAVORATORI E CON I SUOI RAPPRESENTANTI.
Chiediamo a tutte le forze politiche, sindacali e sociali di sostenere le mobilitazioni del COBAS di Careggi per ottenere il ritiro di questo vergognoso provvedimento.
MASSIMO DEVE RITORNARE AL LAVORO! Siete voi che ve ne dovete andare perché avete dimostrato di non sapere garantire il diritto alla salute dei cittadini.
COBAS Sanità Careggi
Per inviare messaggi di solidarietà inviare messaggi a sanita@cobas.it

http://isolapulita.splinder.com/post/12190082
http://isolapulita.blogspot.com/2007/05/esposto-denuncia-per-inquinamento.html#links
http://isolapulita.iobloggo.com/archive.php?eid=8
http://www.reportonline.it/article3097.html
http://www.girodivite.it/Una-denuncia-da-Isola-delle.html
http://www.ilmiotg.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4640&Itemid=131
http://www.ifatti.com/comunicati_leggi.asp?com_id=2385
http://www.webbino.it/
http://blog.libero.it/lavoroesalute/2713703.html
http://www.peppinoimpastato.com/visualizza.asp?val=414
http://blog.libero.it/lavoroesalute/2571601.html
http://isolapulita.blogspot.com/2007/05/esposto-denuncia-per-inquinamento.html#links
http://www.feedlist.it/feed.php?channel=89&y=2007&m=04&d=17&iid=31432
http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/detail.jsp?IDForum=0000006905&IDForumParent=0

Anonimo ha detto...

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02650
presentata da ANTONINO LO PRESTI mercoledì 10 aprile 2002 nella seduta n.128

LO PRESTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

nella scorsa legislatura è stata presentata l'interrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dell'interno intendesse adottare per garantire la legalità e la trasparenza dell'attività amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nell'ambito della municipalità;

nessuna risposta è mai pervenuta;

le questioni denunciate con quell'atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte d'Appello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002);

l'assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si è dimesso dopo l'arresto del cognato, ma risulta all'interrogante che continui ancora a frequentare il municipio;

di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, è stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato d'abuso d'ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) -:

se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l'amministrazione dell'interno abbia svolto attività ispettive sul comune di Isola delle Femmine;

quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalità e trasparenza dell'attività amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilità dell'istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell'ambito della municipalità.(4-02650)

Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe;
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine.

Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002

ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno,
al Ministro della giustizia. — Per
sapere – premesso che:
fin dal 1999 parlamentari di Alleanza
Nazionale hanno presentato atti ispettivi
per richiedere interventi adeguati al ripristino
della legalita` , contro le infiltrazioni
mafiose, presso amministrazione comunale
di Isola delle Femmine;
nonostante fin dal giugno del 2000,
dopo particolari indagini, siano stati comprovati
rapporti di parentela e di amicizia
tra amministratori del comune in questione
ed esponenti della criminalita` organizzata
del luogo, il prefetto di Palermo
non ha inteso disporre l’accesso previsto
dal decreto ministeriale del 23 dicembre
1992;
con lettera datata 13 settembre 2001
l’Associazione « Nuova Torre », rappresentata
nel consiglio comunale di Isola delle
Femmine, ha ribadito, al Ministro dell’interno
pro-tempore le denunzie contenute
nelle interrogazioni parlamentari presentate
da altri deputati di Alleanza Nazionale,
dando notizia di appoggi malavitosi
profusi nei confronti dell’attuale sindaco
durante le ultime elezioni amministrative
del 24 giugno 2001;
va ricordato che nella giunta comunale
di quel comune c’e` stato, con delega
ai lavori pubblici, il cognato di un noto
personaggio arrestato con l’imputazione di
associazione mafiosa nel contesto di una
indagine volta a ricostruire la nuova
mappa delle cosche palermitane;
sembrerebbe che parenti dell’assessore
in questione, poi dimessosi, e del
presunto boss Pietro Bruno, individuato
dagli inquirenti come capo zona di fiducia
del boss superlatitante Bernardo Provenzano,
dirigano presso il comune di Isola
delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale,
leva e segreteria, il che agevolerebbe
l’assessore dimissionario ed il presunto
boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti
nella trattazione d’affari politiche
edilizie;
con lettera datata 8 gennaio 2002, il
gruppo consiliare « Nuova Torre » di Isola
delle Femmine ha segnalato al prefetto di
Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe; i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine. (4-03570)




XIV LEGISLATURA Ñ ALLEGATO B AI RESOCONTI Ñ SEDUTA DEL 10 APRILE 2002

LO PRESTI. Ñ Al Ministro dellÕinterno.
Per sapere Ð premesso che:
nella scorsa legislatura e` stata presentata
lÕinterrogazione 5-06839 del 13
ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali
iniziative il Ministero dellÕinterno intendesse
adottare per garantire la legalita` e la
trasparenza dellÕattivita` amministrativa del
comune di Isola delle Femmine in provincia
di Palermo, con specifico riferimento
al pericolo di infiltrazioni nellÕambito della
municipalita`;
nessuna risposta e` mai pervenuta;
le questioni denunciate con quellÕatto
riguardavano la presenza della giunta comunale
di Isola delle Femmine di un assessore,
cognato di un presunto boss mafioso,
tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di
recente la Corte dÕAppello di Palermo ha
confermato la condanna penale (Giornale
di Sicilia, del 16 marzo 2002);
lÕassessore in questione, ingegnere
Rocco Raffa, si e` dimesso dopo lÕarresto del
cognato, ma risulta allÕinterrogante che
continui ancora a frequentare il municipio;
di recente il sindaco di Isola delle
Femmine, Stefano Bologna, e` stato condannato
a dieci mesi di reclusione per il
reato dÕabuso dÕufficio (Giornale di Sicilia
del 15 marzo 2002) Ð:
se, a seguito di fatti accaduti nel
luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel
marzo del 2002 lÕamministrazione dellÕinterno
abbia svolto attivita` ispettive sul
comune di Isola delle Femmine;
quali iniziative intenda adottare il
Ministro interrogato in merito alla condanna
di primo grado, subita dal sindaco
di Isola delle Femmine per garantire la
legalita` e trasparenza dellÕattivita` amministrativa
del comune ed ovviare al pericolo
di un aggravamento della crisi di
credibilita` dellÕistituzione locale e di infiltrazioni
illecite nellÕambito della municipalita`
. (4-02650)