Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2008/10/31

Lite sullo smaltimento delle vinacce la lobby del biogas punta all' affare


Lite sullo smaltimento delle vinacce la lobby del biogas punta all' affare



Come ogni anno, a ridosso della vendemmia è scoppiato l' allarme vinacce, gli scarti di lavorazione dell' uva. Quintali su quintali di prodotto che rischiavano di ammassarsi senza potere essere smaltiti dalle distillerie. «Allarme falso», hanno ribattuto i titolari di quattro dei sei impianti siciliani: «Possiamo tranquillamente farcela, non c' è alcun allarme», ha precisato Giancarlo Conte, patron della distilleria Trapas Conte Alambicco di Sicilia con sede a Petrosino e vice presidente dell' Istituto regionale della Vite e del vino. Il caso è arrivato all' attenzione della commissione Attività produttive dell' Ars da un lato e alla Digos dall' altro. Venivano paventati disordini con i produttori in piazza e i camion carichi di scarti di lavorazione. Al termine delle audizioni in commissione il vicepresidente Giuseppe Apprendi ha concluso che l' allarme era una bolla di sapone. Ma cosa si muove intorno a quell' allarme? Dal suo punto di vista, con l' impianto di Partinico chiuso e una battaglia che avanti da anni per riaprire, Antonina Bertolino è stata tra quelli che hanno sostenuto il collasso del sistema di smaltimento delle vinacce. «Se il mio impianto è chiuso, che è uno dei più grandi - è stata la sua tesi - per il ciclo delle vinacce non c' è molto da fare». In passato, proprio per superare lo stallo, la Bertolino aveva goduto di un assist eccezionale. Lo stesso ex governatore Cuffaro era intervenuto direttamente perché si modificasse la norma sulle vinacce, qualificandole come scarto di lavorazione e non rifiuto, in modo da superare i rilievi dell' assessorato all' Ambiente sull' impianto di Partinico che avevano innescato l' intervento della magistratura. Ma a parlare di «cantine al collasso» è stato anche Fabio Foraci, presidente del distretto vitivinicolo della Sicilia Occidentale. E così neppure questa volta la politica è rimasta sorda. Antonino D' Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato si è anche speso perché sulle vinacce fosse scritta una parola definitiva dal Governo. La commissione di Palazzo Madama ha così adottato una risoluzione che attribuisce alle vinacce la qualifica di combustibile e non più di rifiuto. «Miriamo a risolvere il problema alla radice - ha spiegato - con la riclassificazione delle vinacce e quindi anche con un possibile ritorno economico nei confronti dei produttori attraverso la loro utilizzazione come biocombustibile, biogas ed energie alternative». Se le vinacce diventano combustibile si spalanca un mercato fatto di gassificatori capaci di produrre energia. A questo lavora già una società, la Alternative Bio Energy, amministrata dall' ex parlamentare di An Giuseppe Bongiorno. Propone che le cantine si dotino di impianti di trasformazione delle vinacce in energia, abbattendo i costi del trasferimento in distilleria e beneficiando di agevolazioni che già la Finanziaria 2008 ha previsto. Per un impianto di poco al di sotto dei 1.000 kw i costi si aggirano intorno ai 4 milioni. Al netto, secondo l' azienda, l' utile netto si aggirerebbe intorno ai 700 mila euro. E di impianti così potrebbero sorgerne almeno un centinaio, tante sono le cantine medio grandi della Sicilia. Nella stessa direzione va uno studio messo a punto dall' Università di Palermo che ha la firma di uno dei tecnici dell' Istituto della Vite e del vino. Per le distillerie, che in Sicilia hanno un giro d' affari da 10 milioni di euro per un migliaio di posti di lavoro tra diretto e indotto, una prospettiva del genere però è fumo negli occhi. «Le aziende scomparirebbero e negli impianti di biomassa ci sarebbe occupazione solo per qualche giorno l' anno», spiegano. Attualmente lavorano quattro impianti: la Trapas e la Gedis, nel Trapanese, la Giovi a Messina e la Russo nel Catanese. Con la Bertolino è invece ferma anche la Sum di Sciacca. Così, da un lato, vi è la lobby delle distillerie, intenzionate a spegnere le voci di un allarme vinacce, dall' altro prende corpo e forma la lobby dei gassificatori per le cantine. In nome dell' ambiente.
ENRICO BELLAVIA

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/02/lite-sullo-smaltimento-delle-vinacce-la-lobby.html



Informazione.it - 2009

http://www.comunicati-stampa.net/rss/cs_rss_user.xml?u=9292

http://www.comunicati-stampa.net/rss/cs_rss_cl.xml?u=9292

2008/10/30

PETCOKE NO AL PETCOKE ORDINANZA SINDACO CAMMARATA












Giornale di Sicilia pag 24 giovedì 30 ottobre 2008



Ambiente Ordinanza del sindaco contro i mezzi della ltalcementi


“Provoca il cancro” stop ai camion carichi di pet-coke



Stop al trasporto di pet-coke Per le strade della città. A meno che non venga caricato su speciali mezzi a tenuta ermetica, evitando così il rischio di versarlo più o meno accidentalmente per strada.


L'ordinanza è firmata dal sindaco Diego Cammarata e ha di fatto un destinatario ben preciso: I'azienda ltalcementi di Isola delle Femmine, che è tornata recentemente


a utilizzare il Pet-coke come combustibile dei propri impianti.


Cosa che peraltro nelle scorse settimane ha anche suscitato non poche polemiche, con tanto di blocchi stradali degli operai, intervento del prefetto e nulla


osta osta prima negato o poi concesso dall'assessorato regionale al Territorio.


Alla base del problema c'è proprio I'alto tasso di pericolosità di questo tipo di materiale.


Un prodotto di scarto che si ottiene dal processo di condensazione di residui


petroliferi pesanti e oleosi e che è costituito - si legge nella relazione che accompagna il provvedimento del sindaco -da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare ed elevata tossicità'”


Questo tipo di combustibile comprende inoltre anche sostanze che, se inalate - scrive il dirigente del servizio ambiente del Comune, Attilio Carioti - Possono causare il cancro alle vie respiratorie.


A sollecitare il blocco dei camion col pet-coke era stata I'Ottava circoscrizione,con un apposito documento inviato al Comune, con cui si chiedeva il blocco dei camion della Italcementi.


E nello stesso provvedimento di blocco del trasporto si legge in effetti che “tali carichi venivano trasportati attraverso I' agglomerato urbano a mezzo di camion muniti di semplici teloni e che tali carichi rappresentano un grave rischio per la salute dei cittadini, in quanto tale modalità di trasporto non impedisce il rilascio di materiale in ambiente, sia sotto forma di deposito che sotto forma di Polveri sottili in atmosfera, on grave pregiudizio della salute dei cittadini.


D'ora in poi dunque stop ai normali camion carichi di Pet-coke.


E la ltalcementi? “stiamo esaminando Il contenuto del provvedimento -dicono dalla cementeria di Isola della Femmine - e solo successivamente valuteremo se pronunciarci , e, se del l caso, prendere gli adeguati provvedimenti.


Ci domandiamo tuttavia perché la questione pet-coke,combustibile il cui utilizzo è consentito e regolato dalla legger, rappresenti un problema solo per Isola delle Fernmine, visto che viene utilizzato in altri impianti - non soltanto cementifici - presenti in Sicilia e nel resto d'Italia


M. R.


http://www.isolapulita.it





















2008/10/19

La "politica" a Isola delle Femmine


















La proposta di legge regionale, sui costi della politica, ha chiaramente messo in crisi TUTTI i “politicanti” locali affaccendati nella preparazione delle candidature per le prossime elezioni amministrative.
Tutti sappiamo a Isola delle Femmine, che la disponibilità a cariche da ricoprire e stipendi da percepire, condiziona la candidatura in una Qualsiasi lista elettorale.

Se per un attimo ci soffermiamo sulla proposta di legge approvata dalla giunta Lombardo scorgiamo che:
-La riduzione del numero degli assessori da 7 a 4;
-Il taglio alle indennità aggiuntive per sindaco e presidente del Consiglio;
-Il Gettone presenza così come i consiglieri comunali, per il VICE PRESIDENTE del Consiglio;
-L’addio all'aspettativa retribuita per gli eletti nei consigli;
-Lo stop ai permessi per i consiglieri-dipendenti che non potranno più andare in aspettativa con contributi a carico dell'ente.


Sicuramente creerà una situazione di SCOMPIGLIO in un ravvicinato futuro della vita politica amministrativa di Isola delle Femmine.

La politica è la vita della comunità sociale ed economica, e chi la gestisce e la usa esclusivamente per un proprio interesse personale e di potere dovrebbe essere buttato fuori da chi lo ha eletto.
Difficile pensarlo sapendo che chi lo ha eletto aspetta o il "favore personale" o.......
Bisognerebbe soltanto che ci accorgessimo quanto fondamentale in questo momento è il sacrificio di tutti perchè del finto benessere che alcuni si arrogano di dovere vivere, se ne può fare a meno.


http://siciliaannouno.blogspot.com
http://isolapulita.vox.com/

La "politica" a Isola delle Femmine











La proposta di legge regionale, sui costi della politica, ha chiaramente messo in crisi TUTTI i “politicanti” locali affaccendati nella preparazione delle candidature per le prossime elezioni amministrative.
Tutti sappiamo a Isola delle Femmine, che la disponibilità a cariche da ricoprire e stipendi da percepire, condiziona la candidatura in una Qualsiasi lista elettorale.

Se per un attimo ci soffermiamo sulla proposta di legge approvata dalla giunta Lombardo scorgiamo che:
-La riduzione del numero degli assessori da 7 a 4;
-Il taglio alle indennità aggiuntive per sindaco e presidente del Consiglio;
-Il Gettone presenza così come i consiglieri comunali, per il VICE PRESIDENTE del Consiglio;
-L’addio all'aspettativa retribuita per gli eletti nei consigli;
-Lo stop ai permessi per i consiglieri-dipendenti che non potranno più andare in aspettativa con contributi a carico dell'ente.


Sicuramente creerà una situazione di SCOMPIGLIO in un ravvicinato futuro della vita politica amministrativa di Isola delle Femmine.

La politica è la vita della comunità sociale ed economica, e chi la gestisce e la usa esclusivamente per un proprio interesse personale e di potere dovrebbe essere buttato fuori da chi lo ha eletto.
Difficile pensarlo sapendo che chi lo ha eletto aspetta o il "favore personale" o.......
Bisognerebbe soltanto che ci accorgessimo quanto fondamentale in questo momento è il sacrificio di tutti perchè del finto benessere che alcuni si arrogano di dovere vivere, se ne può fare a meno.


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