Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2009/06/09

PORTOBELLO LA NUOVA GIUNTA COMUNALE

COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

Quattro operai della ISSEN minacciano di lanciarsi nel vuoto
TRASPARENZA COMUNICAZIONE CONOSCENZA
ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html


Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETRE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html



Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html

Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html


La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009


ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


Commissione Edilizia Comunali Sentenze
http://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html


LA NUOVA GIUNTA COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE
SINDACO PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO
VICE SINDACO SIGNOR PAlazzotto SALVATORE

Voti riportati 237


PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE RAGIONIERE GIUCASTRO ALESSANDRO


VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DIONISI VINCENZO

voti riportati 100



ASSESSORE DOTTOR RISO NAPOLEONE
voti riporati 170


ASSESSORE PAOLO AIELLO

voti riportati 214
in politica dal 1995:
  • 1995 – 1999 Assessore con delega al Commercio, alla Pesca, ai Servizi a rete (acquedotto, rete fognaria, illuminazione pubblica);
  • 1999 – 2004 Assessore con delega ai Servizi a rete, Lavori Pubblici;
  • Dal 1999 al 2002 ha ricoperto anche la carica di Vice-Sindaco;
  • 2004 – 2009 Assessore con delega ai Servizi a rete, Arredo Urbano;
  • Dal 2005 ha ricoperto anche la carica di Vice-Sindaco e di Assessore con delega ai Lavori Pubblici.


14 anni piu' cinque di questa legislatura complessivamente 19 anni alla fine della legislatura mancherà pochi anni per maturare il diritto alla pensione di anzianità.



ASSESSORE DOTTOR MARCELLO CUTINO GEOLOGO

voti riportati 155




DA PARTE NOSTRA GLI AUGURI DI UNA EFFICACE E PROFICUA AZIONE DI GOVERNO















http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/gnino-rubino-il-nuovo-sindaco-di-isol.html





2009/06/01

Nel nome di mia madre, Renata Fonte 31 Marzo 1984 Nardò (LE). Uccisa Renata Fonte, la cui unica colpa era di aver creduto nei propri ideali.

Nel nome di mia madre, Renata Fonte


Pubblichiamo questa conversazione (a cura di Zenab Ataalla, tratta dalla rivista online Women in the city) con Viviana Matrangola, figlia dell’assessora di Nardò Renata Fonte, assassinata dalla mafia nel 1984, per essersi opposta ad un’operazione di lottizzazione e speculazione edilizia selvaggia. Un modo per rendere omaggio alle vittime della mafia e della malavita che si sono battute per la legalità in questo paese. 


Venticinque ani fa, il 31 marzo 1984, Renata Fonte, assessora del comune di Nardò, in provincia di Lecce, cadeva assassinata per mano mafiosa. Si era battuta contro la lottizzazione e la speculazione edilizia del Parco naturale di Porto Selvaggio. Attraverso i microfoni della piccola emittente locale, Radio Nardò1, veicolava la sua lotta per la legalità, la democrazia, la giustizia. Quando è caduta sotto i colpi di pistola dei sicari, aveva 33 anni e due figlie bambine piccole, che l’aspettavano a casa.
Tra le prime donne in politica nella provincia di Lecce, nipote di Pantaleo Ingusci, storica figura del Partito repubblicano leccese, perseguitato e arrestato durante gli anni del fascismo, Renata stata un personaggio scomodo fin dai primi incarichi istituzionali, assessore alle Finanze nel 1982 e nel 1983 assessore alla Cultura e alla Pubblica Amministrazione.
Presto dimenticata dai grandi media, ma non dalla sua gente e degli amici del Comitato per la Salvaguardia del Parco che Renata aveva fondato. Sono loro, che ad ogni anniversario organizzano un evento commemorativo per tenere viva la testimonianza dell’ impegno civile e politico di questa donna vitale e coraggiosa, e attraverso il suo ricordo l’impegno al dovere della denuncia e della ribellione contro tutte le mafie.
Quest’anno, al Parco di Porto Selvaggio è stata inaugurata una stele in memoria di Renata Fonte, e posta al cimitero la prima pietra del monumento funebre intestato ai valori della legalità, della democrazia e dell’antimafia.
Tra chi l’ha pensato, c’è Viviana Matrangola. Un nome che dice molto. Viviana, infatti, è una delle due figliole di Renata, la più piccola, all’epoca dei fatti aveva 10 anni. La storia, l’esempio di sua madre li porta impressi nell’impegno quotidiano a difesa dei valori che furono territorio della sua battaglia per la legalità, oltre che nel cuore.
È a lei che abbiamo chiesto di ricordare per le lettrici di women i momenti più importanti della sua relazione simbolica con la madre, nel solco di quella genealogia tra madre e figlia che, nella vicenda tragica di Renata Fonte e del suo impegno civico, ha significato per le figlie una difficile rielaborazione di memoria contro il vuoto dell’assenza del corpo e delle parole della madre.

Viviana Matrangola. “Mia mamma era nata a Nardò nel 1951. Per un po’ di tempo era vissuta lontano da questo paese, ma una volta rientrata con la sua famiglia si era dedicata subito alla vita civile della città. Ricordo la sua grande dedizione, ispirata agli ideali marxiani dello zio Pantaleo Ingusci, di cui traduceva anche i libri. Dopo gli incarichi di Assessore alle Finanze e alla Cultura ed Istruzione, era diventata segretario del Partito repubblicano di Nardò e, a sorpresa, nel 1982 aveva vinto le elezioni, portando in giunta comunale, dopo tantissimi anni, i repubblicani.
Dico “eletta a sorpresa” perché “nei piani” al posto suo avrebbe dovuto esserci un’altra persona, e solo dopo si capirà il perché.
Come membro del Consiglio Comunale, mia mamma lavorava senza sosta per la tutela e per la difesa del territorio di Nardò, in particolare per la salvaguardia di Porto Selvaggio che oggi, grazie al suo sacrificio, è un’oasi incontaminata di bellezza mediterranea, ma che all’epoca era oggetto di obiettivi completamente diversi.
In Consiglio comunale era agli atti una modifica del Piano Regolatore che avrebbe infatti permesso una speculazione edilizia del parco. A questo mia mamma si è opposta, e questo le è costato la vita.
Viene assassinata la sera del 31 marzo 1984, all’uscita di una seduta del Consiglio comunale di Nardò, con 3 colpi di pistola. Le indagini iniziano immediatamente, e in un tempo relativamente breve, nel giro di pochi mesi, vengono assicurati alla giustizia gli esecutori materiali e il presunto mandante: il primo dei non eletti, proprio quella persona attraverso cui gli speculatori di Porto Selvaggio avrebbero avuto la possibilità di fare il loro sporco gioco all’interno del Comune.
25 anni fa, non erano molte le donne in politica da queste parti, mia mamma è stata una delle primissime, era iscritta anche all’Udi, Unione Donne Italiane, e operava attivamente anche nel sociale, a favore dei diritti delle donne. Tutto questosuo malgrado l’ha fatta diventare molto probabilmente leader di un movimento politico e socio-culturale che aveva compreso che, anche in quel Salento considerato fino ad allora un’isola felice, in realtà stavano attecchendo i sistemi e i metodi mafiosi di cui oggi siamo a conoscenza.
Minacce. Mi chiedi se aveva ricevuto minacce. Si, ma noi, in famiglia, lo abbiamo saputo solo dopo la sua morte quando, nel corso delle indagini, ci è stato detto che aveva confidato ad una sua cara amica le intimidazioni e le pressioni cui era soggetta per desistere dalla difesa di quell’area che oggi, grazie al suo sacrificio, è il Parco Naturale di Porto Selvaggio. Da quest’anno, dal 31 marzo, anniversario del suo assassinio, all’interno del Parco c’è una stele dedicata a lei; un tributo doveroso da parte dell’amministrazione comunale nei confronti di una donna che ha speso la sua vita per la tutela di quel posto.
Per noi, per me e per mia sorella, mia mamma è stata e continua ad essere un modello. La sua morte ha aperto un vuoto enorme, la sua assenza è stata fortissima. Ma altrettanto lo era stata la sua presenza. Avevo 10 anni e mia sorella quasi 15 anni, ma l’imprinting che ci ha lasciato la personalità di nostra madre lo ritroviamo in qualunque cosa facciamo.
Crescendo, abbiamo ereditato l’immagine di una donna “femminile” a 360°, e nello stesso tempo combattiva e forte, che ha vissuto con una grandissima onestà intellettuale e ha svolto il suo lavoro con totale abnegazione.
Mia mamma è un modello non solo per noi, ma per tutte e tutti. In realtà lei, come tutte le altre vittime di mafia, non pensava di diventare un’eroina, perché faceva solo il suo dovere. Questo però fa capire l’ordinarietà di alcune vite che diventano poi vite straordinarie e modelli da seguire.
È in questa luce che, noi figlie, leggiamo la reazione del paese al suo assassinio. Sicuramente nostra madre ha vissuto e ancora vive nel cuore delle persone che l’hanno incontrata, e le hanno voluto bene. Ma c’è stata una volontà politica di dimenticarla. Per anni non si è fatto nulla per onorare il suo ricordo, forse perché ricordare una morte così tragica avrebbe significato automaticamente porsi delle domande.
Crescendo, io e mia sorella, con la caparbietà, la determinazione e l’ostinazione che abbiamo ereditate da lei, siamo riuscite a rimettere in piedi il suo ricordo, la sua testimonianza. Io, per esempio ho parlato di lei addirittura alle Nazioni Unite, a New York quando ancora a Nardò si taceva.
La voglia di ricordarla, i diversi riconoscimenti avuti da parte dell’amministrazione comunale, la stessa dedica all’interno del Parco di Porto Selvaggio, continuano a suscitare polemiche ancora oggi. Nonostante tutto, c’è chi ancora cerca di sostenere che Nardò non è una città mafiosa, che la presenza e l’attività dei gruppi antimafiosi, di Libera, di Don Ciotti, non sono necessari. A queste persone, dico che dovrebbero leggersi non solo le sentenze del processo, ma le motivazioni che hanno portato a riconoscere Renata Fonte vittima di mafia.
So bene che per loro, un passo del genere significherebbe ammettere che nei fatti hanno taciuto un sistema scorretto, non hanno fatto niente per opporsi ad opporsi all’illegalità a cui mia madre ha detto chiaramente di no. Ricordare, facendo rumore, significa anche porsi domande e interrogativi rimasti muti per troppo tempo.
Il senso della sua morte sta in quello che ci ha lasciato. Mia madre è stata una donna che ha combattuto per la giustizia, per la legalità, per la democrazia e per la libertà del suo territorio. È stata uccisa per questo, come hanno che persone che come lei hanno perso la vita per sostenere la battaglia di legalità.
Una vita umana persa è un’ingiustizia e deve essere intesa comunque come una sconfitta. Ma il fatto che noi tutti possiamo godere del Parco naturale di Porto Selvaggio ci dà in qualche modo il senso della sua morte, ci restituisce tutta la sua vitalità e la sua appassionata esistenza, ma sicuramente non colma e non colmerà mai il vuoto che lasciato in ognuno di noi.
C’è stato chi ha raccolto il testimone della mamma, ma c’è voluto del tempo perché tutto questo si verificasse. Prima del 1998, non su era fatto niente, e noi eravamo impegnate a metabolizzare ancora il dolore della sua assenza.
L’impegno affinché la sua memoria non cadesse nell’obliò è iniziato nel 1998, e ha messo in moto una macchina incredibile ed inarrestabile. Un gruppo di donne si sono aggregate nell’associazione “Donne Insieme”, nata nel 1998 con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità e della non violenza sul territorio.L’associazione ha creato una rete di collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, dando vita alla “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, cioè al primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Provvisto di numero verde gratuito, il centro si occupa delle donne vittime di violenze domestiche e di stalking, fornendo loro un sostegno a 360 gradi. Nel nome di mia madre si sono quindi costituiti movimenti di pensiero e corsi di formazione politica.
Questa nostra Italia è un Paese che dimentica troppo in fretta. Sono oggi responsabile dei progetti della Memoria sulle Vittime di mafia dell’associazione Libera e so per certo gli sforzi ed il lavoro enorme che è necessario per tenere vivo il ricordo delle vittime di tutte le mafie, per far si le oro storie diventino un simbolo, e siano ricordate.
Ci vuole uno sforzo enorme, giorno dopo giorno, anche quando si tratta solo di ricostruire la banca dati di tutte le persone assassinate dalle organizzazioni criminali mafiose, uccise per aver promosso la legalità e la democrazia di questo Paese senza memoria. Che ci appunta sul petto la medaglia d’oro in ricordo dei nostri famigliari uccisi, e dopo ci confina nel silenzio.
Le storie delle vittime di mafia e delle loro famiglie spesso sono storie di solitudine perché accanto alla fine non si ritrovano nessuno.
Per questo, per ogni storia riportata alla memoria bisogna sapere che dietro c’è un duro lavoro, frutto anche della fatica di metabolizzare il dolore e a trasformarlo in impegno per gli altri.

(www.womeninthecity.articolo21.com, 09/04/09)




uccisa dalla mafia del cemento. Don Ciotti: "Renata Fonte, giusta"

31 Marzo 1984 Nardò (LE). Uccisa Renata Fonte, la cui unica colpa era di aver creduto nei propri ideali.


Nacque a Nardò (Le), il 10 marzo 1951. A diciassette anni incontrò Attilio Matrangola, sottufficiale dell’Aeronautica Militare di stanza ad Otranto, che diventerà suo marito nell’agosto 1968. Per diversi anni seguì il marito in giro per l’Italia, fino a quando, nel 1980, Attilio venne trasferito all’Aeroporto di Brindisi. Insegnò alle Scuole Elementari di Nardò, studiò Lingue e Letterature straniere all’Ateneo leccese. Forte degli insegnamenti di Pantaleo Ingusci cominciò a impegnarsi attivamente nella vita politica militando nel Partito Repubblicano Italiano, fino a diventarne Segretario cittadino. Partecipò alle battaglie civili e sociali di quegli anni anche iscrivendosi all’U.D.I. e dirigendo il Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio, contro le paventate lottizzazioni cementizie. Decise di candidarsi alle elezioni amministrative nelle quali risultò eletta, divenendo la prima donna Assessore che il P.R.I. vanti a Nardò. Dall’Assessorato alle Finanze, in seguito passò a quello alla Pubblica Istruzione, Cultura, Sport e Spettacolo; contemporaneamente entrò nel direttivo provinciale del partito e divenne anche responsabile per la provincia del settore Cultura dei repubblicani. Sono anni di intensissime e sofferte battaglie in una Nardò travolta dalla violenza della lotta politica. In questo periodo Renata Fonte iniziò a scoprire illeciti ambientali e si oppose con tutte le sue forze alla speculazione edilizia di Porto Selvaggio. Renata Fonte combattè spesso sola e contro tutti. Venne assassinata a pochi passi dal portone di casa la notte fra il 31 marzo ed il primo aprile 1984, mentre rientrava da un Consiglio comunale. E’ il primo omicidio di mafia nel Salento e, per giunta, perpetrato contro una donna.

In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l’associazione “Donne insieme” con l’intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) sono state dedicate a Renata Fonte una piazza e la sala consiliare.

Nel 2009, in occasione del 25° anniversario della morte, è stata inaugurata al Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell’impegno civile e politico di Renata Fonte.


Il ricordo di Renata Fonte

Intervista a Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, oggi al fianco di don Luigi Ciotti, come responsabile internazionale di Libera Mermoria Ass. contro le mafie.

Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è stata una politica italiana. Renata Fonte fu Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del comune di Nardò (Lecce) eletta nel 1982 nelle file del PRI-Partito Repubblicano Italiano. Il 31 marzo 1984 a Nardò (Lecce) due sicari uccidono con tre colpi di pistola Renata Fonte mentre raggiunge la sua abitazione. Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My, gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e il mandante di primo livello, Antonio Spagnolo. Quest'ultimo, collega di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative, avrebbe dato ordine di uccidere per risentimento nei confronti di Renata Fonte. Accanto ad una avversione personale di Spagnolo, la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiara la presenza di ulteriori personaggi, non identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata Fonte. La vicenda di Renata Fonte è stata narrata da Carlo Bonino, nel libro La posta in gioco, edito da Carmine De Benedittis e da Antonella Mascali nel libro "Lotta civile", nel quale è narrata la vita di Renata Fonte raccontata dai suoi familiari. Dal libro di Bonino è stato tratto l'omonimo film, La posta in gioco, per la regia di Sergio Nasca e interpretato da Lina Sastri, Turi Ferro e Vittorio Caprioli. In memoria di Renata Fonte nasce nel 1998 l'associazione Donne insieme con l’intento di promuovere la legalità e non violenza sul territorio. Da una intensa collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia, la Questura e il Pool Antiviolenza del Tribunale, nasce la “Rete Antiviolenza Renata Fonte”, primo centro antiviolenza, riconosciuto dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Nel comune di Nardò (Lecce) sono state dedicate a Renata Fonte una piazza e la sala consiliare. Nel 2009, in occasione del 25º anniversario della morte, è stata inaugurata al Parco di Porto Selvaggio una stele in memoria dell’impegno civile e politico di Renata Fonte. Renata Fonte è ricordata ogni anno nella lunga lista di vittime di mafia e fenomeni mafiosi di Libera, la rete di associazioni contro le mafie.

Gli affari ed i segreti di Nardò

di Mauro Montali
NARDO' (Lecce) — Un'altra vicenda-simbolo della «nuova» questione meridionale degli anni Ottanta: ecco  questa cittadina salentlna a pochissimi chilometri da uno dei più bei litorali italiani, ora mangiato dalla speculazione, col suo mistero di morte, di killer prezzolati, di mandanti e di moventi. Con un ravvicinatissimo binomio politica-affari a far da cornice a quest'altra sporca storia. Che merita d'essere raccontata dall'inizio.
C'è una giovane donna, Renata Fonte, assassinata sull'uscio di casa un anno fa, ci sono i suoi assassini, Marcello My e Giuseppe Durante, assicurati da tempo alla giustizia, c'è in carcere il «mediatore» dell'omicidio, costato quaranta milioni, Mario Cesari. E da tre giorni è finito in galera anche il presunto mandante: Antonio Spagnolo, assessore repubblicano.
Sembrerebbe un caso chiuso con una spiegazione plausibile sia pure del tutto grottesca: Spagnolo «voleva» assolutamente prendere il posto ricoperto dalla sua collega di partito Renata Fonte in Consiglio comunale e nella Giunta di centro-sinistra di Nardò.
Certo, le cose sono andate proprio cosi. «Ma c'è dell'altro, c'è dell'altro» mormora a denti stretti il giudice istruttore di Lecce Francesco Positano. Ma cosa? Il magistrato domani pomeriggio interrogherà Antonio Spagnolo e forse, il «puzzle» comincerà a ricomporsi. Finora quel che è emerso è solamente una mezza verità.
Che i rapporti tra Renata  Fonte e Antonio Spagnolo non fossero dei migliori è cosa arcinota. Due storie umane diversissime, le loro, finché un giorno non si incrociano tragicamente. Lei scopre la politica sull'onda ideale dello zio, Pantaleo Inguisci, bella figura di meridionalista e di antifascista, repubblicano storico e avvocato che negli anni Cinquanta — ricorda l'ingegner Pagliula, consigliere comunale di Nardò — non disdegnava di difendere i comunisti perseguitati. Scopre il fascino della vita pubblica e vuol fare qualcosa per porre fine alla speculazione edilizia della costa. Naturalmente, per tradizione e vocazione, non può che essere repubblicana.
E battagliera. Renata. Fa i comizi in piazza, entra nel comitato di difesa di Porto Selvaggio promosso dal comunisti, è molto sensibile al tema della pace. «Lasciatela fare», confida durante la campagna elettorale precedente Spagnolo ad un gruppo di amici. «Vedrete che si brucerà da sola». E invece contro tutte le previsioni viene eletta. Il suo diretto rivale ci rimane molto male. Ha speso fior di milioni per entrare in Consiglio.
Viene da Veglie, Antonio Spagnolo. È ricchissimo. Ha guadagnato i soldi trafficando in affari di ogni tipo. È amico di Mario Cesari, il mediatore dell'omicidio, il pescivendolo che d'inverno si trasforma in «consigliere» della speculazione. Questi quaranta chilometri di mare, adesso, sono deturpati da migliaia e migliaia di case e di ville abusive. Il meccanismo era molto semplice per costruirci sopra. Bastava andare da Cesari (ma come lui qui ce ne sono molti in giro) e farsi dire «dove» cominciare a gettare le fondamenta.
D'estate, poi, la Giunta comunale sanava tutto. È ovvio che in questo quadro i milioni giravano come coriandoli. Spagnolo si sente stretto a Veglie dove ha regalato al Pri la sezione. Vuole sbarcare a Nardò, il cui comune comprende tutta la costa, ed emergere. Ed allora anche qui compra a sue spese la sezione repubblicana. Ma è un tipo molto semplice: non fa i comizi, non parla, e quando lo fa dice: «Ho venuto a Nardò per portare la pace». E perde la sua battaglia elettorale.
Renata Fonte, forse anche con un po' di presunzione, comincia una grande battaglia moralizzatrice. È assessore ai Lavori Pubblici e di
speculazione per un po' a Nardò non si sente più parlare. Ma dura poco. La Giunta si ribella e quasi d'imperio la spostano alla Pubblica Istruzione. Probabilmente anche qui da fastidio. E una sera, giusto un anno fa, due balordi, Marcello My e Giuseppe Durante, l'aspettano sotto casa e aprono il fuoco. È stato Cesari — diranno ai giudici — a commissionarci il delitto». E Cesari, arrestato, evidentemente comincia a parlare e fa il nome di Spagnolo come mandante.
Tutto chiaro quindi? «C'è dell'altro», ripete il giudice Positano. Che vuol dire il magistrato di Lecce? Che forse il cerchio si allargherà ulteriormente? È probabile.
Sono anni che andiamo denunciando — dice il segretario della Federazione comunista di Lecce, Sandro Frisullo — che qui nel Salentino opera un gruppo di pressione che punta all'edilizia come mezzo di facile arricchimento». E la lobbie, in questa parte di Mezzogiorno, milita tutta o quasi nel partito delle «mani pulite», ossia pel partito repubblicano. «È così — afferma l'ingegner Panteleo Pagliula — a Nardò ma anche a Gallipoli e a Copertino dove c'è una Giunta di sinistra e dove la notte i compagni devono fare la guardia ai lampioni e agli altri monumenti comunali altrimenti qualcuno li rompe».
Questo è, per così dire, lo scenario del delitto Fonte. Adesso si aspetta che Spagnolo vuoti il sacco. Intanto la gente a Nardò è  sgomenta e piange forse più di un anno fa la povera Renata. Al bar Tre Palme, ieri mattina, qualcuno ricordava che mentre Antonio Spagnolo veniva portato via arrestato dal commissariato di Nardò,  si è alzato un vento gelido, quello stesso che soffiò furiosamente durante i funerali della Fonte. E qualcuno ha commentato: «Pure la terra ha un'anima».


FONTE RENATA,NARDO',PORTO SELVAGGIO,PANTALEO INGUSCI,PARABITA,LOTTIZZAZIONE,SPECULAZIONE EDILIZIA,SACRA CORONA UNITA,MAFIA,OMICIDIO,MATRANGOLA VIVIANA,PRG,BOLOGNA STEFANO,UDI,1984 31 MAGGIO,MY MARCELLO,DURANTE GIUSEPPE



Nel nome di mia madre, Renata Fonte  31 Marzo 1984 Nardò (LE). Uccisa Renata Fonte, la cui unica colpa era di aver creduto nei propri ideali.

BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA VESPRO GIUGNO 2009


Indagini di Mafia e Mazzette di isolapulita

STEFANO BOLOGNA DA VITTIMA A CARNEFICE
Stefano Bologna candidato a Sindaco nelle elezioni amministrative di Isola delle Femmine il 6 e 7 giugno li definisce sciacalli, quei squallidi personaggi che si definiscono politicanti ieri all'arrivo delle prime notizie che lo vedevano protagonista a difesa di un imprenditore nostro concittadino vittima di un tentativo di estorsione da parte di due funzionari del Genio Civile di Trapani, sulla realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettivita' di circa 1400 posti letto a Fegotto, localita' del comune di Calatafimi-Segesta, per conto della ditta ACQUAE CALIDADE DEL GOLFO S.rl. avente sede legale in Isola delle Femmine e regolarmente registrata il 14.11.2007 e repertoriata al n. 269033. L'impreditore nostro concittadino è attualmente impegnato per il tramite della ditta Solemar in un altro progetto per la costruzione di una moderna struttura ricettiva quattro stelle, 200 camere e sala convegni da 800 posti. Progetto di Giuseppe Campagna, Mario Lupo, Francesco Miceli e pubblicato da Francesco Miceli il 13-01-2006. Una nuova struttura mastodontica che certamente darà lustro alla nostra cittadina marinara e potrà fungere da volano ad altre attività imprenditoriali.
I politicanti locali hanno strumentalizzato la notizia per proprio tornaconto elettorale per tentare di screditare la lista Rinascita Isolana e sconfiggere in tal modo il suo candidato a Sindaco Stefano Bologna. Hanno buttato fango sulla mia persona. Solo il mio intervento ha sventato un atto di illegalità.........NON SONO INDAGATO NON HO RICEVUTO NESSUNO AVVISO DI GARANZIA IO SONO PER LA LEGALITA'

Trapani: Tangenti a Funzionari Genio Civile, Due Arresti

Palermo, 22 mag.- (Adnkronos) - Due funzionari del Genio civile di Trapani, un geologo e un dirigente amministrativo, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Trapani con l'accusa di avere intascato tangenti. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Trapani, che ha accolrto le richieste della Procura. I due, Giuseppe Caccetta di 52 anni e Antonino Pizzo di 55 anni, devono rispondere di concussione plurima aggravata in concorso per avere "costretto - spiegano gli investigatori - o indotto liberi profesisonisti e imprenditori a consegnare somme di denaro in cambio di rilascio dei pareri per progetti e piani di lottizzazione".

In particolare, avrebbero chieseto tangenti per la realizzazione di un insediamento turistico termale che doveva essere realizzato a Mazara del Vallo. I due funzionari sono stati inchiodati anche dalle intercettaizoni telefoniche e ambientali. C'e' un video in cui i due si vedono mentre intascano i soldi della tangente.


Tangenti : in manette funzionario e dirigente del genio civile di Palermo
Trapani La Polizia di Stato di Trapani ha arrestato un funzionario amministrativo ed un dirigente tecnico geologo che lavoravano presso il Genio civile di Palermo e Trapani responsabili dei reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri previsti dall'art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale.
Le complesse indagini della Squadra Mobile, confortate da intercettazioni audio e video negli uffici del Genio Civile, hanno permesso di mettere in luce almeno 2 passaggi di denaro per due distinte concussioni: una riguardante un piano di lottizzazione nel comune di Mazara del Vallo e l'altra un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto a Fegotto, località del comune di Calatafimi-Segesta.
Altri professionisti sentiti successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, hanno ammesso in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in 1.000 euro, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l'espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.Tali dichiarazioni delineavano quindi un'ipotesi classica di concussione dal momento che appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l'esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell'imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all'evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.

Fonte: Polizia di Stato



Indagini di Mafia e Mazzette
Caricato da isolapulita - I nuovi video di oggi.


(ASCA) - Palermo, 22 mag -

I Carabinieri del Ros hanno individuato e sgominato un clan transnazionale guidato da Leonardo Badalamenti, figlio di Tano storico boss di Cinisi, impegnato nella gestione truffaldina di titoli di credito venduti per centinaia di milioni di dollari ai danni di istituti di credito esteri, arrestando 20 persone in Italia, Spagna, Venezuela e Brasile nell'operazione antimafia denominata 'Centopassi'. Tutti i fermati sono accusati di associazione mafiosa, corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e trasferimento fraudolento di valori.

Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro tra aziende e quote societarie. Al centro delle indagini del Ros alcuni imprenditori ritenuti espressione di famiglie mafiose attivi sia in Toscana sia nella realizzazione di opere residenziali e turistiche in provincia di Palermo.

dod/cam/rob

http://www.asca.it/regioni-MAFIA__SGOMINATO_CLAN_BADALAMENTI_JR__20_ARRESTI_IN_ITALIA_E_ALL_ESTERO-399528-sicilia-16.html
(ASCA-TRAPANIOK) - Trapani, 22 mag - Giuseppe Caccetta, dirigente tecnico-geologo presso il Genio civile di Palermo e Trapani, ed Antonino Pizzo, funzionario amministrativo dello stesso ente, sono stati tratti in arresto, dagli agenti della squadra mobile di Trapani con l'accusa di concussione plurima aggravata. Gli ordini di custodia cautelare sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari Massimo Corleo su richiesta della Procura della Repubblica. Caccetta e Pizzo sono accusati di avere costretto o indotto liberi professionisti ed imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei pareri per alcuni progetti e piani di lottizzazione e per la realizzazione di un insediamento turistico da realizzarsi rispettivamente a Mazara del Vallo e Calatafimi-Segesta, nel trapanese. Nel corso dell'operazione e' stato anche notificato un avviso di garanzia a Daniela Guastella, quarantuno anni, di Marsala, accusata di riciclaggio, per avere, secondo l'accusa, compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l'individuazione della provenienza di una tangente ottenuta da Pizzo.
http://www.asca.it/regioni-TRAPANI__ARRESTATI_2_FUNZIONARI_DEL_GENIO_CIVILE_PER_TANGENTI-399541-sicilia-16.html

TANGENTI AL GENIO CIVILE DI TRAPANI.

Agenti di Polizia appartenenti a questa Squadra Mobile, hanno eseguito 2 OCC emesse dal G.I.P. di Trapani (Dr Corleo) su richiesta della Procura della Repubblica (PM dr. Tarondo - dr.ssa Biondolillo), nei confronti di:
  1. CACCETTA Giuseppe, nato a Sant’ Angelo di Brolo (ME) il 11.07.1957 e residente a Palermo, dirigente tecnico - geologo presso il Genio civile OOPP di Palermo e Trapani;
  1. PIZZO Antonino, nato a Trapani il 18.01.1954 ivi residente, funzionario amministrativo presso il Genio civile OOPP di Trapani.
 
I due funzionari sono stati arrestati perché sottoposti ad indagini per i reati di concussione plurima aggravata in concorso avendo costretto o indotto liberi professionisti e imprenditori a farsi consegnare somme di denaro, quali tangenti, in cambio del rilascio dei previsti pareri ex art. 13 della legge 64/74, per progetti e piani di lottizzazione, nonchè per la realizzazione di un insediamento turistico termale da realizzarsi rispettivamente in Mazara del Vallo e Calatafini-Segesta.


Contestualmente è stato notificato un avviso di garanzia e decreto di perquisizione personale a GUASTELLA Daniela Domenica Maria, nata a Marsala il 02.03.1968, per il reato di riciclaggio avendo compiuto operazioni bancarie in modo da ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa di una tangente ottenuta da PIZZO, con la creazione di un CC.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal GIP grazie alle rilevanti emergenze istruttorie, già compendiate in apposita informativa di reato dalla Squadra Mobile di Trapani ai Pubblici Ministeri in cui si comunicava l’esito di accertamenti disposti con riferimento al Genio Civile di Trapani, segnalando l’acquisizione, a seguito dell’escussione di liberi professionisti impegnati nella realizzazione di un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto come da progetto predisposto per conto della società denominata Aquae calidae del Golfo s.r.l. con sede in Isola delle Femmine (PA), concernente reiterate condotte di natura concussoria poste in essere da parte del geologo CACCETTA Giuseppe, sopra generalizzato, dirigente tecnico presso il genio Civile Regionale di Palermo, distaccato anche presso al sede del Genio Civile di Trapani, e del ragioniere PIZZO Antonino, funzionario direttivo presso la stessa sede del Genio Civile di Trapani.


Altri professionisti escussi successivamente, sia pure a seguito della contestazione del contenuto delle dichiarazioni rese in precedenza dai colleghi, ammettevano in modo dettagliato di avere subito la richiesta di una tangente, quantificata in euro 1.000, da parte del PIZZO e del CACCETTA, con la minaccia che, in caso di rifiuto, gli stessi non solo avrebbero rinviato con ogni scusa l’espletamento di una pratica di interesse del geologo sottoposta al parere del Genio Civile, ma, in sintesi, non avrebbero più consentito di lavorare, frapponendogli ogni genere di ostacolo burocratico.

Siffatte dichiarazioni delineavano quindi, in ogni elemento costitutivo, una ipotesi classica del reato di tentata concussione giacche appariva evidente come le esplicite minacce di ritardare gravemente l’esito delle pratiche di interesse, come pure quella di impedirgli di lavorare in futuro con il genio civile di Trapani in caso di mancata accettazione dell’imposizione di una dazione di denaro, costituiscano all’evidenza abuso delle proprie qualità e dei propri poteri finalizzato a costringere a soggiacere alla predetta richiesta economica.
A fronte di tali elementi, per acquisire più analitiche prove dell’attività criminosa in atto, come pure per ottenere i necessari riscontri idonei a confortare le dichiarazioni rese dalla persona offesa, si procedeva ad una efficace attività di intercettazione, telefonica e ambientale, negli uffici del Genio Civile di Trapani dove prestano la propria attività lavorativa i due pubblici ufficiali e che hanno consentito di acquisire preziosissime conferme all’iniziale quadro probatorio, consentendo di evidenziare, con riprese video, la dazione di somme di denaro, per due distinte condotte di concussione consumate, riferite a due diversi progetti sottoposti al parere del Genio civile di Trapani, entrambe concluse :
  1. la prima riguardante un piano di lottizzazione da realizzarsi nel comune di Mazara del Vallo;
  2. la seconda prevedeva un piano di lottizzazione molto più consistente, un insediamento turistico termale con ricettività di circa 1400 posti letto, in località FEGOTTO del Comune di Calatafimi-Segesta da realizzarsi per conto della società ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO S.r.l.
Le intercettazioni confermavano una serie di comportamenti anomali da parte del PIZZO e del CACCETTA. Il primo infatti si interessava attivamente delle pratiche presentate in esame, nonostante lo stesso fosse addetto a mansioni di capo del settore ragioneria e non rivestisse la qualifica di geologo. In particolare il PIZZO si attivava con le vittime del reato perchè le pratiche, avrebbero dovuto essere indirizzate per la trattazione al geologo CACCETTA, tramite una serie di colloqui tutti del seguente tenore :

sono deluso dal tuo comportamento… mi sarei aspettato da te che mi lasciassi almeno 100 o 200 euro da corrispondere ai ragazzi dell’ufficio impegnati a compilare registri e mettere i timbri” .

Lo stesso CACCETTA, responsabile delle trattazione delle pratiche, aveva poi assunto un atteggiamento vessatorio, lamentando un sovraccarico di lavoro a causa delle pratiche presentate, arrivando sino ad adirarsi ingiustificatamente con frasi emblematiche del tipo:


tu mi devi chiedere scusa in ginocchio… tu devi sbattere il muso qua… sei tu che hai bisogno di me, non io che ho bisogno di te…”, “se io voglio sono capace di trovare la scusa per bloccare le tue pratiche non solo 60 giorni… ma sei mesi, anche sei anni…” e subito dopo: “sono bravissimo in queste cose e rompo il culo a tutti, me la possono sucare tutti in questo genere di cose e non smetterò di chiederti integrazioni fino a far morire i tuoi progetti qui dentro…”.


Ed ancora: “…a me, me la sucano tutti… tu, poliziotti, carabinieri, giudici perché ci sono passato da queste cose e so come affrontarle e non sono mai riusciti a fottermi…”.

Le attività di intercettazione, unitamente ai concomitanti servizi di osservazione e pedinamento predisposti dalla P.G., hanno consentito di acquisire i seguenti elementi indiziari:
  • il PIZZO invitava i professionisti a gonfiare i propri emolumenti in qualità di geologo per potere ricavare le somme da corrispondere quale tangente;

  • il CACCETTA e il PIZZO vessavano i professionisti con la richiesta di ulteriori documenti da trasmettere al genio civile, come un mero espediente per ritardare l’approvazione e costringere gli interlocutori a scendere a patti;

  • il CACCETTA ed il PIZZO si facevano consegnare la somma di € 500 quale tranche della tangente in relazione al gestito per una lottizzazione in Mazara del Vallo. La consegna veniva documentata dalla video-ripresa mediante telecamera all’interno dello stesso ufficio e confermata dalle successive conversazioni

  • i due funzionari ribadivano la soddisfazione per avere costretto i professionisti ad assumere un atteggiamento di sottomissione rispetto all’originale resistenza dimostrata verso richieste avanzate.

  • con riferimento al progetto di lottizzazione di Calatafimi le successive conversazioni intercettate rendono evidente come il CACCETTA, una volta contattato da un soggetto politico interessato alla pratica (che si accerterà identificarsi in BOLOGNA Stefano, candidato sindaco del comune di Isola delle Femmine in occasione delle imminenti consultazioni amministrative), prospetti al PIZZO la necessità di procedere nell’attività criminosa su binari separati: da un lato si rende necessario evitare che i progettisti e gli interlocutori politici siano posti a conoscenza delle grevi richieste di tangenti avanzate: infatti, una volta avviato un rapporto di più alto livello il CACCETTA intende ottenere più elegantemente e proficuamente la promessa di incarichi pubblici da parte del BOLOGNA. Dall’altro lato non disdegna di proseguire l’attività concussoria nei confronti dei professionisti, in maniera riservata, con la richiesta di somme di denaro più contenute ma di immediata acquisizione.

  • l’11.3.09 ore 10.36, il PIZZO ed il CACCETTA, ricevevano una ulteriore tangente dell’importo di 1000 euro .

  • a fronte di tanto interessamento nel ricevere le somme di denaro, il PIZZO veniva ripreso sovente mentre trascorreva parte della giornata lavorativa appisolato sulla scrivania.





CARINI. INTERROGAZIONE CONSILIARE SU ESPERTO FINITO IN MANETTE

27 maggio 2009


Uno dei funzionari del Genio civile di Trapani finito in carcere la scorsa settimana per i reati di concussione plurima aggravata, Giuseppe Caccetta, da 5 anni è il consulente incaricato dal sindaco di Carini Gaetano La Fata, come esperto in materia di geomorfologia e idromorfologia. A sollevare la questione è il gruppo consiliare dell’Unione che sulla vicenda ha presentato una interrogazione consiliare al primo cittadino, in particolare perchè Caccetta avrebbe dovuto seguire l’iter per l’approvazione del nuovo Piano Regolatore nella parte relativa alla materia geologica. Sul fatto che il sindaco allora nominasse come consulente uno che lavorava presso il Genio Civile fu il consigliere comunale di opposizione Giovì Monteleone a sollevare delle perplessità di ordine deontologico, manifestate in una conferenza pubblica sul PRG che la sezione locale dei democratici di sinistra organizzò nel 2004.
Illuminante – si legge in una nota di Monteleone - è anche l’intervento del geologo , incaricato dalla giunta di centro sinistra guidata da Nino Mannino per la relazione dello studio geologico a supporto del nuovo PRG, che parla di pressioni indebite su pareri su certe lottizzazioni.
Si da caso che si continua ancora a edificare sulle zone che il geologo Lo Monaco aveva circoscritto come zone a rischio idrogeologico vicino dove qualche anno fa sono caduti dei massi non ancora rimossi.
Nell’interrogazione consiliare viene chiesto al sindaco se, vista la gravità dell’accusa formulata nei confronti di Giuseppe Caccetta, ha già adottato o intende adottare i provvedimenti consequenziali come la sospensione del rapporto di collaborazione;
perché nonostante la consulenza del dottor Caccetta la revisione del progetto di PRG si trova ancora all’esame del Genio Civile di Palermo; se intende relazionare al Consiglio comunale sull’attività dello stesso svolta, considerato che, nonostante siano trascorsi 5 anni, non ha mai trasmesso al Consiglio comunale alcuna relazione sull’attività dell’esperto Caccetta, né di altri incaricati, violando sistematicamente l’applicazione del comma 4 della legge regionale 7/92;
quali sono queste “aree fortemente instabili” che “verrebbero destinati all’edilizia” e perché si continua ancora ad edificare nelle aree soggette a rischio idrogeologico e infine quando è prevista la trasmissione del “nuovo” progetto di PRG al Consiglio Comunale per l’esame di competenza.
Dal canto suo, il sindaco di Carini Gaetano La Fata, afferma di avere appreso pure dalla stampa la notizia dell’arresto del proprio esperto e che ha immediatamente ha cautelativamente provveduto a revocare il rapporto di collaborazione con l’esperto.
Da quando il geologo ha preso incarico al Comune di Carini – scrive in una nota il sindaco La Fata - lo stesso non si è più occupato presso il Genio Civile di Palermo, né del nuovo P.R.G. in itinere nella nostra città, né di altri progetti provenienti dallo stesso ente locale.
Ha dato, invece – prosegue il primo cittadino - il suo apporto qualificato su varie problematiche del territorio comunale in materia di geomorfologia e idromorfologia, quando richiesto, comprese anche quelle inerenti il nuovo P.R.G. Grazie anche al suo apporto di esperto – puntualizza il sindaco- i tecnici del P.R.G. e, in particolare, il geologo Lo Monaco, hanno completato alcuni mesi fa gli adempimenti necessari e richiesti dall’Ufficio del Genio Civile di Palermo, ai fini del previsto e indispensabile parere ai sensi dell’art. 13 della legge n.64\1984.
Il 27 febbraio scorso – aggiunge La Fata - tutta la documentazione inerente il nuovo P.R.G. , completa di tutte le sue parti è stata trasmessa al Genio Civile di Palermo per il relativo parere di cui siamo in attesa per trasmetterlo al Consiglio Comunale per l’esame di competenza. Riguardo, infine, alla nota del geologo Lo Monaco nella quale verrebbero manifestati perplessità su alcune indicazioni riportate nel Piano di Assetto idrogeologico del Comune di Carini – prosegue il sindaco La Fata - ricordo al consigliere Monteleone che lo stesso è stato redatto da un altro professionista incaricato dall’Amministrazione Comunale e precisamente da Rita Russo, e successivamente vagliato dal competente ufficio dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente e approvato con apposito decreto dallo stesso.
Infine – conclude il sindaco di Carini Gaetano La Fata - non mi risulta che si continua a costruire nelle zone soggette a rischio idrogeologico almeno da quando è stato approvato il PAI, che ha avuto il merito di individuare le zone a rischio idrogeologico nel territorio, classificandole in vari gradi di pericolosità e dettando le regole e le prescrizioni per eventuali edificazioni nelle zone consentite.
Mi risulta, invece, che progetti di edificazione in zone a forte rischio idrogeologico sono stati approvati in passato, prima dell’approvazione del PAI e proprio negli anni 1994\1997, anche dopo che era pervenuto al Comune di Carini lo studio geologico del nuovo P.R.G., redatto proprio da Lo Monaco, incaricato appunto dalla Giunta Mannino.







BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9
1982, 1983, 1984, 1995, 1999, 2000, 2001, 2009, ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO, BOLOGNA,CACCETTA, DE FRANCISI, DI MAGGIO FRANCESCO, Elezioni, Enea, GIUSYLENIA, IL FILO ROSSO, pizzo, RAPPA ROCCO,TELEFONO BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA vespro_2009_06-8-9 *Il Vespro Mese di Giugno: Isola delle Femmine fare chiarezza in consiglio pag.10.11.12 e la rubrica Caro “Sindaco” Portobello Professore Gaspare pag 40 e 41 BOLOGNA 2009 GIUGNO ELEZIONI PIANGE IL TELEFONO BOLOGNA PIZZO CACCETTA GENIO CIVILE TRAPANI PROGETTO SEGESTA ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO SRL LA FATA TOIA VESPRO GIUGNO 2009 1982, 1983, 1984, 1995, 1999, 2000, 2001, 2009, ACQUAE CALIDAE DEL GOLFO, BOLOGNA, CACCETTA, DE FRANCISI, DI MAGGIO FRANCESCO, Elezioni, Enea, GIUSYLENIA, IL FILO ROSSO, pizzo, RAPPA ROCCO, TELEFONO,
PRENDI I SOLDI E SCAPPA


IL PROFESSORE GASPARE PORTOBELLO SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE PENSA CHE LA DETERMINA DI CUI ALL'OGGETTO NON NECESSITI DI ALCUN COMMENTO E SCONSIGLIA VIVAMENTE QUALCHE MALE INTENZIONATO A COLLEGARE LA CITATA DETERMINAZIONE CON LE CRITICHE E LE ACCUSE CHE EGLI IL SUO FIDO DR. MARCELLO CUTINO E IL GRUPPO TUTTO DI PROGETTO ISOLA HANNO VIVACEMENTE E PREPOTENTEMENTE RIVOLTO IN MANIERA OFFENSIVA ALL'INDIRIZZO DEL CONSIGLIERE AVVOCATO GIUSEPPE PAGANO
"...APPROPRIATOSI INDEBITAMENTE DI UNA INDENNITA' DI CARICA DI VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO...."
IL SINDACO COMUNICA CHE PUR ESSENDO STATE EMESSE DAL COMUNE DUE INDENNITA' (RIFERENTESI ALLO STESSO PERIODO) PER LA CARICA DI VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO (AVV. PAGANO E CAPITANO LUCIDO) LA ATTIVITA' E' STATA ESPLETATA DAL SOLO AVVOCATO GIUSEPPE PAGANO.
IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE HA PAGATO DUE INDENNITA' A FRONTE DI UNA SOLA PRESTAZIONE?

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE


DETERMINAZIONE DEL CAPO SETTORE


N° 174 del 29.05.2009

Oggetto: Liquidazione a saldo indennità di fine mandato, ai sensi dell'art 12 del decreto presidenziale 19/2001.

IL CAPO SETTORE


Premessso che in data 28.05.2009 è stata acquisita al protocollo 710/int la nota del SINDACO con la quale viene richiesta l'erogazione del saldo dell'indennità di fine mandato.


Visto l'art 12 del D. Pres. N 19/2001, che pervede che al Sindaco spetta un indennità di fine mandato pari ad una mensilità per ogni anno di mandato, commisurata all'indennità media percepita nel periodo del mandato;


Preso atto che il di questo Comune ha percepito un'indennità mensile di Euri 1.718,51 per il periodo giugno 2004 – maggio 2005 e un indennità mensile di Euri 1.422,73 per il periodo giugno2005 – maggio 2009;


Rilevato pertanto che l'indennità di fine mandato complessiva, calcolata secondo quanto previsto dal citato art 12 del D.P. n. 19/2001 (un'indennità mensile per ogni anno di mandato, commisurata all'indennità media percepita negli anni del periodo del mandato) ammonta ad Euri 7.489,43;


Considerato che con determinazione del Vice Sindaco n 26 del 20.7.2009, si è provveduto ad erogare al Sindaco Professore Gaspare Portobello l'indennità di fine mandato maturata nel periodo giugno 2004- giugno 2007, per un importo pari a Euri 4.603,97;


Ritenuto pertanto, dover erogare al Sindaco Professore Gaspare Portobello la somma di Euri 2.885,46 a saldo e conguaglio dell'indennità di fine mandato spettantegli per il periodo giugno 2004 maggio 2009;

DETERMINA

  1. Erogare, per i motivi espressi in narrativa, al Sindaco di questo Comune, professore Gaspare Portobello, l'indennità di fine mandato ai sensi dell'art 12 del D.Pres n 19/2001, calcolata come sopra, pari a Euri 2.885,46, a saldo e conguaglio di quanto sopra dovuto per il periodo giugno 2004 maggio 2009, tenuto conto di quanto già liquidato giusta determinazione n 26/2007

  2. Impegnare la somma suddetta di Euri 2.885,46 sul cap 14 dell'intervento 1.01.01.03 “Sindaco, Assessori, Presidente e Vice Presidente del Consiglio” del c.B. Che presenta la necessaria disponibilità.

  3. Dare mandato all'Ufficio ragioneria di emettere il conseguente mandato di pagamento in favore del Sindaco Professore Gaspare Portobello.


    Imp. n. 653/2009

    Si attesta la regolarità contabile e la relativa copertura finanziaria




Il Sindaco Portobelllo Gaspare puntando il dito verso il balcone ove generalmente pronuncia il suo discorso elettorale urla:


“ Stefano Bologna devi dire alla cittadinanza di Isola delle Femmine chi ti ha sostenuto finanziariamente nella campagna per le elezioni regionali del 2001?”


“ Stefano Bologna confessa alla cittadinanza i nomi dei “finanziatori” della tua candidatura alle elezioni provinciali del 2003”.


“ Stefano Bologna e poi vieni a dirci che proprio tu hai sventato un tentativo di estorsione a proposito della storia dell'Ufficio del genio civile di Trapani. Ma a chi vuoi farla bere questa favola


Stefano Bologna?”


I tantissimi cittadini ancora estasiati dai meravigliosi racconti delle avventure dell' Indiana Jones (al secolo VicePresidente del Consiglio nonché Capitano Lucido Lucido Lucido il vero l'originale) restano increduli dalle pesantissime domande che il Sindaco Portobello poneva al Suo ex amico nonché suo vicesindaco Stefano Bologna.


I cittadini attoniti attendono invano la risposta da un balcone che non dà alcun segno di vita, ed in assenza di risposte cominciano le riflessioni dei Cittadini da cui sorgono spontanee delle domande.




Il Professore Portobello ammette di aver amministrato con un Sindaco che aveva alle spalle moltissimo prima del 2001 un “FINANZIATORE” elettorale.




Una piccola parentesi Signor Sindaco Gaspare Portobello a proposito del 2001 anno di concessione della licenza edilizia illegittima (vedasi interrogazione Presidente Commissione Ambiente Senatore Sodano) concessa alla Italcementi per la costruzione di un carbonile, quale ruolo svolgeva Lei Professore Portobello all'interno della giunta Bologna?


Parlando di anni anni anni mi sorge spontanea una domanda “Avevate i calzoncini corti quando avete inziato a precepire le indennità di carica?”


Scusi dell'interruzione, dicevamo.




Immaginando l'arguzia e la perspicacia del Nostro Sindaco Gaspare Portobello, mi chiedo se eventalmente si è posto delle semplici domande durante tutti questi anni che ha amministrato con Stefano Bologna:


Perchè il “finanziatore”ci ha finanziato? Quali vantaggi ne ha ricavato?


In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni si è forse chiesto:


Chi è il NOSTRO “finanziatore”?




In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni si è putacaso chiesto:


Nelle elezioni amministrative del 2004, ove sono stato eletto Sindaco quale ruolo avevano i Nostri “finanziatori”? Oppure si sono dissolti come neve al sole?




In caso di risposta affermativa, il nostro Sindaco Portobello che ha amministrato con il suo ex amico Stefano Bologna in tutti questi anni e che ha deciso di candidarsi a capo di una “nuova” lista Progetto Isola si è semplicemente chiesto:


In questa tornata elettorale con chi si sono posizionati i NOSTRI finanziatori?




Inutilemnte i Cittadini hanno atteso sino a notte fonda, dal Sindaco Professore Gaspare Portobello risposte che non son giunte:


Conoscendo la Sua propensione alla riflessione ed alla meditazione su una qualsiasi risposta siamo certi che il Nostro Sindaco Gaspare Portobello sarà in grado di fornircele ed in maniera esaudiente


alla nostra voglia di trasparenza, di democrazia ma soprattutto di non illegalità e con il convincimento che anche a isola delle Femmine non esistono ZII