Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2015/09/15

ZITTI TUTTI C'E' IL SINDACO STEFANO BOLOGNA LA NOTIZIA BOMBA SCOPPIA ALL’HOTEL EUFEMIA ISOLA DELLE FEMMINE AVRÀ IL SUO INCENERITORE

CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA SU GENCHI. 25 LUGLIO 2007

Negli intenti degli organizzatori il convegno doveva trattare discutere disquisire del futuro della  Italcementi e il Territorio anche alla luce dell’iter in corso da ormai  NOVE MESI  del riesame dell’autorizzazione integrata ambientale. L’Onorevole Claudio Mannino  dopo aver presentato i relatori: il dottor Ingegnere Pietro Lo Monaco in rappresentanza dell’Assessorato all’Energia, il Dottor Michele Condò  e l’ingegnbere Caldara dell’Arpa Sicilia, il dottor Ernesto Burgio ricercatore dell’I.S.D.E.,   ha riepilogato  quanto sinora accertato sia sulle  inadempienze, della Italcementi,  per il mancato  rispetto delle prescrizioni inserite nel decreto 693 AIA 2008 (per questo  Comitato Isola Pulita considerato nullo), sia sulle  inadempienze  degli Organi Istituzionali – Assessorato Ambiente, Arpa, Comune, Asl…..-  per le competenze loro affidate  in materia di Controlli,  Ordinanze, Diffide, Repressione, messa in mora ……., valga per tutto che la centralina rilevatore posizionata a Isola delle Femmine è completamente ricoperta da alberi (un botanico potrebbe aiutarci a capire se gli inquinanti  se vengono e in che misura assorbiti dalle foglie degli alberi) . L’intervento del Dottor Condo’ ha informato la platea che così come PREVEDEVA il decreto in materia di monitoraggio dell’aria sono state posizionate due centraline una a Capaci non ancora funzionante  in quanto mancante dell’allacciamento ENEL ed un’altra centralina posizionata a  Isola delle Femmine.   Ci informa il Dottor Condo’ che la gestione delle due centraline è AFFIDATA alla Italcementi.
Il colmo dei colmi .Chi eventualmente inquina CONTROLLA se ha inquinato e in che misura…..
Si continua con l’intervento del  Dottor Ernesto Burgio ricercatore dell’I.S.D.E : “tutti gli opifici che hanno camini da cui fuoriescono inquinanti per me vanno tutti, come legge dispone, delocalizzati e portati fuori dal centro abitato. E’ oltretutto inconcepibile che  una fabbrica che utilizza il petcoke uno dei peggiori combustibili per la salute umana. Il dr  Burgio passa poi ad illustrare  il pericolo di aumento autismo e malattie neurodegenerative ... dice che di fronte a chi ancora oggi nutre dubbi sulla pericolosità sulla nostra salute rappresentata dall’immissioni di quelle scie di fumi che vengono fuori dai camini :  "Controlliamo i cordoni ombelicali se saranno pieni di metalli pesanti e particolati fini, il gioco è chiaro, non dobbiamo dire altro" ……. La relazione del Dr. Burgio ha rappresentato un momento di emozionante partecipazione per tutta la platea.
Proprio in questo momento di grande tensione emotiva che il Dr. Pietro Lo Monaco ha pensato bene di lanciare la sua “bomba” che ha praticamente catalizzato in maniera sdegnosa l’intera platea, facendo dimenticare l’oggetto del convegno. Il Sindaco di Isola delle Femmine Stefano Bologna è rimasto stupendamente in silenzio, Non era facile avere alcuna tipo di “controllata” reazione a questa notizia BOMBA:
Il Nostro Dirigente continua informandoci: “ nella conferenza Stato regione a cui ho partecipato si è discusso del famoso art 35 “Salva Italia” riguardo alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti.  La situazione presenta delle criticità in particolare al Sud dove la raccolta differenziata è al livello veramente “penosa” , non dappertutto è così vi sono molte realtà virtuali in Sicilia che si sono avvicinate a quello che è l’obbiettivo nazionale del 65%, altre invece sono molto al disotto di questa percentuale. 
E’ chiaro che bisogna insistere e creare la cultura della raccolta differenziata.  Comunque il problema che anche a regime avremo il problema di rifiuti che comunque non potendola conferire in discarica in qualche modo dovremo smaltirla…….  
LA BOMBA: come vi dicevo nella conferenza a cui ho partecipato, come Regione Sicilia abbiamo avanzato la proposta di costituire SEI  (piccoli-medi-grandicelli…) INCENERITORI invece dei DUE inceneritori di grandi dimensioni proposti dal governo RENZI. Per abbattere i costi di trasporto gli inceneritori è preferibile averli vicino alle discariche con impianto TMB. Guarda caso  nella discarica di Bellolampo  è stato costruito un impianto di TMB costato oltre i 30 milioni, e a poche decine di kilometri insiste il cementificio della Italcementi di Isola delle Femmine. Ecco che si chiude il cerchio la BOMBA è tratta Isola delle Femmine avrà il suo INCENERITORE.
  
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Le discariche per il conferimento dei rifiuti vanno eliminate. Come? Costruiamo sei inceneritori.
Si. Va Bene! Ma le ceneri prodotte dagli inceneritori che sono rifiuti dove li mettiamo? Forse bisogna costruire delle discariche in cui conferire le ceneri prodotte dall’inceneritore?  
     
La sala è ormai in subbuglio,  si esce dal convegno con l’incubo che tra qualche mese  da quei due camini  posti li in fondo usciranno fumi contenenti inquinanti ancora più pericolosi per la mia salute quella dei miei figli e delle persone più care.  Isola delle Femmine perderà ogni sua speranza in un futuro di Turismo. Il subbuglio diventa protesta quando dei cittadini tentano di esprimere le loro paure per i rischi alla salute a cui quotidianamente i cittadini di Isola delle Femmine sono sottoposti. Gli interventi sono stati ripresi in maniera violenta e spropositata ( e direi fuori luogo)  dal Sindaco di Isola delle Femmine Stefano Bologna. " Lei è di Isola delle Femmine, per chi ha votato? " Io mi sono fatto una mia lista e nel MIO programma non c'era la chiusura della cementeria IO ho vinto e quindi la cementeria sta al suo posto. Lei  la prossima volta  si fa una sua lista e mette nel suo programma che vuole chiudere la cementeria e se vince la chiude....."  La lezione del Sindaco Stefano Bologna prosegue con il sottoscritto che mi "CONSIGLIA" di non fare nessun intervento. Cittadini di Isola delle Femmine, prepariamoci ad un altro "VENTENNIO". Altro che trasparenza amministrativa! Altro che partecipazione attiva dei Cittadini! Altro che difesa e tutela della salute dei Cittadini di Isola delle Femmine! Per il Sindaco Stefano Bologna la cementeria NON SI TOCCA!!!!!!!!!!!!!!!
Pino Ciampolillo 
L'intervento completo ( il tempo perso con la  provocazione degli INCENETORISTI  ha costretto a tagliare l'intervento)   del Comitato Cittadino Isola Pulita al Convegno sul futuro della Italcementi 
Sono Pino Ciampolillo del Comitato Cittadino Isola Pulita, Vi ringrazio dell’invito.
Se ho ben capito l’incontro di oggi ha per tema Il futuro del cementificio della ITALCEMENTI ( o forse dobbiamo iniziare a chiamarla HEIDELBERGH?)  di Isola delle Femmine e la tutela della salute dei cittadini. Ricordiamolo per inciso l’azienda ITALCEMENTI in quanto produttore di cemento,  IL  REGIO DECRETO 1265  del 1934 ARTICOLO 216 E   217 descrive le  caratteristiche delle AZIENDE INSALUBRI mentre  IL DECRETO ATTUATIVO  del 1994  CLASSIFICA LA PRODUZIONE DI CEMENTO AZIENDA INSALUBRE    di 1° classe (con tutto ciò che ne consegue)
Quindi sulla base di queste considerazioni il punto di partenza non può che essere in ossequio alla legge sulle aziende insalubri la delocalizzazione dello stabilimento dal centro abitato.
Ebbene, dicevo,  si ha  qualche problema a disquisire di futuro del cementificio avendo noi degli interlocutori  INAFFIDABILI   POCO RISPETTOSI  DEI REGOLAMENTI E DELLE LEGGI IN MATERIA AMBIENTALE. (PER ANNI HANNO UTILIZZATO IL MICIDIALE PETCOKE SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE E SENZA FARNE CENNO AGLI ORGANI COMPETENTI. C’E’ VOLUTA  NEL 2005 UNA DENUNCIA DI LIBERI CITTADINI PER COSTRIGENRE AD UN SOPRALLUOGO LE AUTORITA’ COMPETENTI) 
INTERLOCUTORI  CHE SI SONO DIMOSTRATI   inadempienti PERSINO NEL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI SCRITTE NELLA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DECRETO 693 2008
INTERLOCUTORI  ISTITUZIONALI Regione, Ministero, ARTA, ASL, COMUNE, Magistratura  dimostratisi    inadempienti nei loro compiti istituzionali di CONTROLLO REPRESSIONE ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI (Nel 2013 il Tribunale di Foggia ha condannato ad un maxi risarcimento la Italcementi ritenendola responsabile della morte di un  suo operaio. Come documentazione probatoria sono state acquisite le analisi condotte dall’ARPA a Isola delle Femmine dove si evidenziava una presenza quantitativamente dannosa per la salute umana di cromo esavalente VI)  
Siamo  di fronte ad  interlocutori che con la loro azione e con la complicità degli enti istituzionali Comuni Regione e… HANNO saccheggiato il territorio hanno reso l’aria irrespirabile le nostre falde acquifere  inquinate il livello della salute dei cittadini ALLARMANTE NON SOLO QUATO: QUESTI SIGNORI hanno inibito la naturale vocazione  del territorio IL TURISMO LA VALORIZZAZIONE DELLE NOSTRE BELLEZZE  NATURALI
Essendo il   dubbio   l'anticamera della verità, Vi informo che il Responsabile del Procedimento nell’autorizzazione Integrata ambientale del 2008 ERA l’architetto CANNOVA GIANFRANCO si il funzionario dell’assessorato sospettato di aver intascato tangenti. Un porocedimento è in  corso a carico del firmatario del decreto 693 2008 AIA Italcementi,  il dottore  SALVATORE ANZA’ RESPONSABILE DEL 3° SERVIZIO IL   IL DIRETTORE GENERALE DEL DIPARTIMENTO ERA L’ARCHITETTO PIETRO TOLOMEO (il P.M. ha richiesto l’imputazione coatta (per Anzà e Tolomeo,  nel processo per non aver adottati provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei cittadini,  di questi giorni la sentenza del CGA che condanna l’assessorato  ad un  maxi risarcimento alla NEW ENERGY )
QUESTI SONO I FATTI E QUESTI SONO I PERSONAGGI AMICI.
MA VENIAMO ALL’OGGI IN DATA 2 SETTEMBRE 2014
Con riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “     (vedi allegati 1 e 2  )   il Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:
1. Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio 2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing. Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing. Sansone alla Italcementi.
   
 Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone l’incarico di responsabile del Servizio.
    
E’ persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota.
    Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento specifico.
   
 A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.
      
Ma c’è anche di più.
   
 Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
     Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantitala stipula di un nuovo contratto individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e gestionale entro e non oltre i successivi trenta giorni”.
     Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing. Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
2.  Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
      a) L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e prescrizioni autorizzative”.
      L’art 7

precisava che “L’Autorizzazione Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto…”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie prime”, i “Limiti alle emissioni”, le “Prescrizioni relative all’impianto”, le “Prescrizioni relative ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici “, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)”. Veniva fatto obbligo all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione alla conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del cemento…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti interventi” [quelli sopra specificati].
    Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di  adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
    b) Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36 mesi e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento”.
    Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste    dall’autorizzazione, inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi, il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione  
      Da allora ad oggi, cioè a distanza complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione.
       Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.
       Alla luce delle superiori considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria un’autorizzazione ex novo.
 E SEMPRE A PROPOSITO DELL’AUTORIZZAZIONE IL  30 MAGGIO 2015
Oggetto: VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO 1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Il sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:
il giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo” A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel periodo 2009-2013;
il giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.);
il giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per conoscenza anche a  numerosi altri indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato sul procedimento a questo Comitato;
il giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del 04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014 (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui, inspiegabilmente, non era stato invitato questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate nell’incontro del 22 luglio (“in riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino di Isola Pulita”);
Il Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli atti consequenziali connessi,  ritiene che la  mancata convocazione al Tavolo tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della cittadinanza;
Il Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20 novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del procedimento appaiono già superati.
Il Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 
A questo punto approfittando della presenza di un dirigente dell’arpa nella persona del dr. Condo’  mi corre l’obbligo di porre alcune semplici domande di cui vorrei  gentilmente risposta.
1) da quanto tempo ARPA non fa un controllo senza preavviso a Italcementi su emissioni al camino e diffuse (i punti indicati nell'autorizzazione); l'assistenza ARPA agli autocontrolli Italcementi interessano poco o nulla perchè effettuati quando l'azienda opera ovviamente in perfette condizioni, le quali, altrettanto ovviamente,  possono essere ben differenti sia prima che dopo l'autocontrollo programmato;
2) a quando risale l'ultima determinazione chimica delle sostanze contenute nella polvere di cemento depositata o in aria dentro l'azienda e di quella che si deposita sui balconi e sui davanzali delle abitazioni di Isola o di Capaci;
3) ironicamente, come mai il convegno a Isola visto che il Comune e l'Italcementi non fanno parte del Piano di monitoraggio regionale relativo all'agglomerato di Palermo, presentato alcuni mesi fa all'ARTA;
4) il posizionamento della centralina, circondata da alberi e vegetazione, è errata secondo i criteri previsti dai protocolli ufficiali, i dati sfornati da ARPA sono come al solito senza commento oltre che illegibili, la centralina senza gestione sforna dati di cui nessuno garantisce la rappresentatività e, in ogni caso, mettere sempre al centro di tutto le centraline significa distogliere l'attenzione dai veri problemi dell'impianto;
con l'occasione ricordo che i termini AIA (180 gg) sono scaduti da 9 mesi e nessuno solleva il problema, escluso Isola Pulita,
a questo punto Il Comitato Cittadino Isola Pulita lancia una proposta al movimento  5 stelle se vogliono farsi carico dell'apertura di una commissione regionale d'inchiesta sull'ARTA per la New Energy, l'AIA Italcementi ed il Piano copiato (CTU 34.2% Veneto e con altre fonti quasi 90%):
tutto il resto sono chiacchiere che sentiamo da quasi 10 anni e chissà per quanto tempo ancora sentiremo
LA NOTIZIA BOMBA SCOPPIA ALL’HOTEL EUFEMIA ISOLA DELLE FEMMINE AVRÀ  IL SUO INCENERITORE,MANNINO,LO MONACO,BURGIO,INCENERITORI,TMB,TERMOVALORIZZATORI,DIOSSINA,LUMIA,CROCETTA,RENZI
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