Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2016/05/25

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Terra dei fuochi, 250mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente: 14 imprenditori e professionisti ai domiciliari

Terra dei fuochi, 250mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente: 14 imprenditori e professionisti ai domiciliari
Traffico di rifiuti ( foto Ciro Fusco) 

























Oltre 250 mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente in due cave nel cuore della Terra dei Fuochi, in Campania, 14 persone, tra imprenditori e professionisti, agli arresti domiciliari, un "consolidato sistema" e un enorme danno ambientale
I carabinieri del Noe, coordinati dalla procura di Napoli, hanno smascherato un  traffico di rifiuti attraverso la predisposizione di "falsi documenti di trasporto e falsi certificati di analisi" nel Comune di Giugliano. Un business da milioni di euro presso "siti autorizzati". Gli indagati sono complessivamente 39 . Nei confronti di quattro persone è stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza. Sequestrate anche le due cave, la San Severino e la Neos di Giugliano in Campania, oltre ai mezzi di diversi ditte, aree di stoccaggio di rifiuti ed impianti.



L'indagine prende le mosse dalle verifiche effettuale dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Caserta in seguito ad un esposto anonimo nel quale veniva denunciata una illecita attività di raccolta, stoccaggio e commercio di inerti da demolizione conferiti presso la società "San Severino Ricomposizioni ambientali srl".

Napoli: smaltite 250mila tonnellate di rifiuti pericolosi, arresti del Noe







La gestione illegale dei rifiuti avveniva mediante la ricezione e miscelazione illecita dei materiali e la loro provenienza da varie imprese senza essere abilitati a riceverli, condotte cui si affiancavano: irregolarità sistematiche nella tenuta dei registri di carico e scarico e nelle attività di trasporto; l'assenza di macchinari necessari; la mancanza di valide e puntuali analisi e accertamenti chimici sui rifiuti; la miscelazione di rifiuti non pericolosi, in assenza di analisi adeguate e con modalità che non consentivano di conservare traccia delle partite di rifiuto gestite e non consentivano a terzi di conoscere l'effettiva composizione delle partite ottenute; l'esistenza di irregolarità nella redazione dei formulari. Le allarmanti modalità, le circostanze adottate e la gravità delle condotte hanno pertanto evidenziato un concreto danno per l'ambiente.








Terra dei Fuochi, Don Patriciello: ''Solo un cieco non vede quello che sta succedendo''



La San Severino Ricomposizioni ambientali srl. Presso la cava, autorizzata ad effetturare operazioni di ricomposizione ambientale, cioè quell'insieme di azioni aventi lo scopo di realizzare un assetto dei luoghi tendente alla salvaguardia dell'ambiente naturale ed alla conservazione della possibilità di riuso del suolo, in realtà venissero smaltiti i rifiuti provenienti da demolizioni di edifici della città e provincia di napoli, senza essere sottoposti a processi di separazione, vagliatura e macinazione mediante apposito impianto, peraltro in una zona a rischio idraulico, così come individuata dall'autorità del bacino nord occidentale della Campania. In tale contesto, appare fondamentale sottolineare come l'area della cava gestita dalla san severino coincida con quella indicata ultimamente dal collaboratore di giustizia Nunzio Perrella nelle sue dichiarazioni e che quindi le attività illecite in essa realizzate erano già state tempestivamente e compiutamente dimostrate dai militari nel corso dell'attività investigativa.

La Cava Neos. Medesimo traffico di rifiuti è stato ricostruito presso una seconda cava, la n.E.O.S., Sempre ubicata nel comune di giugliano in campania. In questo caso, le attività hanno permesso di dimostrare come gli indagati miscelassero i rifiuti provenienti dalle demolizioni con la pozzolana prodotta nella cava, rivendendone il miscuglio all'industria moccia di caserta, produttrice di laterizi e cemento. I controlli hanno infatti stabilito come i mattoni, destinati all'edilizia civile, presentassero una particolare fragilità, circostanza peraltro emersa in maniera palese anche da alcune conversazioni telefoniche. La pluralità di traffici illeciti ha riguardato anche i lavori di ripulitura ell'alveo di via cirillo del comune di quarto in cui gli indagati hanno smaltito illecitamente i rifiuti speciali non pericolosi sia mediante abbancamento sulle stesse sponde del canale e nei terreni circostanti, con successiva copertura con terreno vegetale, che, in seguito alle piogge, è franato, sia mediante riposizionamento ed occultamento dei rifiuti nella medesima vasca di laminazione dell'alveo ovvero nel luogo da cui erano stati rimossi, con conseguente ostruzione del flusso delle acque.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/05/25/news/napoli_250mila_tonnellate_di_rifiuti_smaltiti_illecitamente_arresti-140544810/?ref=HREC1-3#gallery-slider=140574326









Napoli -  Un mix di rifiuti e pozzolana per fabbricare mattoni e rivenderli. E' l'ultima scopertra dei carabinieri del Noe di Caserta nell'ambito dell'inchiesta sullo smaltimento illegale dei rifiuti nella Terra dei Fuochi. Circa 250mila tonnellate di rifiuti sono state sotterrate nelle due cave di Giugliano, conosciute con il nome di San Severino e Neos e non sottoposte ai processi di separazione, vagliatura e macinazione come previsto dalla legge, peraltro in una zona ad alto rischio idraulico. 
Il gip di Napoli ha emesso 18 misure cautelari, di cui 14 domiciliari e 4 obblighi di dimora. Le due cave e alcuni stabilimenti sono stati sequestrati. Ma questa volta le perquisizioni sono state estese a molte regioni italiane tra cui la Sicilia (Catania, Isola delle Femmine) la Puglia (Foggia) e la Lombardia (Bergamo). I rifiuti sotterrati nelle cave di Giugliano provenivano da tutta Italia. Il reato contestato agli indagati che in totale sono 39 è quello di traffico di rifiuti in concorso. L'area interessata all'illecito smaltimento è compresa tra i comuni di Quarto, Bacoli e Giugliano, nel Napoletano, area ricadente all'interno della cosiddetta Terra dei Fuochi.

 




Dalle indagini è emerso inoltre che nella cava di Neos venivano mischiati i rifiuti delle demolizioni con la pozzolana, e il mix era rivenduto ad una ditta di Caserta, produttrice di laterizi e cemento. E da intercettazioni telefoniche è emerso che i mattoni dell'impresa Moccia sono particolarmente fragili.
Traffici illeciti anche a Quarto, dai lavori di ripulitura dell'alveo di via Cirillo è emerso che sono stati smaltiti rifiuti speciali non pericolosi, lasciati sulle sponde del canale e nei terreni circostanti e ricoperti con terreno vegetale che, però, con le piogge è franato. Alcuni rifiuti erano stati nascosti nella vasca di laminazione dell'alveo, proprio nel luogo da cui erano stati rimossi, causando così l'ostruzione del flusso delle acque.
Tra i destinatari delle 14 misure cautelari  ci sono Toni Gattola, titolare di una società di consulenza ambientale (Omega Srl), e tre componenti della famiglia Liccardi, titolari di una società edile (Eu.Sa.Edilizia Srl), nonché i titolari della San Severino ricomposizioni ambientali (Massimo Capuano, Enrico Micillo, Gennaro Pianura), il titolare della societa' Te.Vin Srl (Crescenzo Catogno), e quelli della Neos (Biagio Illiano, Antonio e Luigi Carannante), insieme a collaboratori e dipendenti delle società coinvolte nell'indagine. (AGI) 

Terra dei fuochi anche in Sicilia?  Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine 



SU DISPOSIZIONE DELLA PROCURA DI NAPOLI  

di Manlio Viola e Ignazio Marchese



Una perquisizione è in corso alla Italcementi di Isola delle Femmine nel palermitano da parte dei carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli
L’inchiesta che ha portato a numerose perquisizioni in tutta Italia è quella sulla ‘terra dei fuochi’. n Sicilia sono due le operazioni in corso, una a Isola delle femmine l’altra nel catanese.
Quello dei rifiuti stoccati nei cementifici o degli scarti di lavorazione dei cementisono stati argomenti al centro della polemica politica dell’ultimo anno. Sull’Italcementi sono numerose le interrogazioni dei Cinque Stelle sia all’Ars che a livello nazionale anche su altri aspetti dell’attività. L’azienda ha sempre risposto che tutte le procedure di legge sono regolarmente seguite nei processi produttivi
Non è noto cosa cerchino i militari in base alla delega della procura. l’azienda potrebbe essere esclusivamente depositaria di documentazione necessaria all’inchiesta
Non si conoscono gli esiti della perquisizione i cui risultati saranno comunicati dai carabinieri direttamente alla procura di Napoli.

http://palermo.blogsicilia.it/terra-dei-fuochi-anche-in-sicilia-carabinieri-alla-italcementi-di-isola/339851/





ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO”  DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha portato la vicenda a Bruxelles

di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare, per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più: sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione, carabinieri e magistratura.
Nella relazione del “Comitato cittadino Isola pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale (Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs – sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.
Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17 dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione all’Italcementi – e cioè  cinque mesi prima – non era dirigente del servizio Via-Vas. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a “sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.
Nel documento si legge che il dirigente generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota”.
La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe irregolare “e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento – l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’Aia”.
Fine dei problemi? Non esattamente. Nel documento si parla anche di collaudi e prescrizioniche riguarderebbero lo stesso cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”. “Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.
Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel Decreto di riferimento”.
Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza divalidità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.





Italcementi Isola delle Femmine ottiene L'autorizzazione Integrata Ambientale con decreto 693 18 luglio 2008 con tutta un serie di prescrizioni che in caso di inottemperanza l'atto Autorizzativo sarebbe decaduto.


In base alla documentazione in possesso dal Comitato Cittadino Isola Pulita Alcune fra le piu' importanti prescrizioni non sarebbero state ottemperate quindi: L' A.I.A. DECRETO 693 18 LUGLIO 2008 SAREBBE DECADUTO SIN DALL'ANNO 2010


Nel gennaio 2014 la Italcementi di Isola delle Femmine avanza richiesta di "RINNOVO" dell'A.I.A. 


il procedimento iniziatosi nel luglio 2014 non si è ancora concluso i documenti presentati dalla Italcementi a parere del Servizio 1 VIA VAS, che ha diffidato per ben 2 volte la Italcementi a presentare il Progetto di Revamping. 


Sembrerebbe che  ad oggi la Italcementi di Isola delle Femmine non abbia presentata alcuna istanza relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale così come da normativa giurisprudenziale della Corte Costituzionale.




SCADUTI I TEMPI DELLA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI 





Il  giorno 24 febbraio 2016 protocollo 11929, è la data di invio della DIFFIDA, da parte del Servizio 1 VIA VAS Assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, alla Italcementi di Isola delle Femmine a provvedere nel termine di 45 giorni a presentare il progetto per la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale

Il Servizio 1 VIA VAS dell'Assessorato Territorio Ambiente con protocollo 47711 del 19 ottobre 2015 aveva DIFFIDATO la Italcementi  " presentare, entro 30 Giorni  dal ricevimento della presente il progetto definitivo di revamping dell'impianto e contestuale istanza di valutazione di  Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 23 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. e di Valutazione di Incidenza ,nonchè l'aggiornamento di tutte le informazioni di cui all'art. 29-ter, comma 1 del più volte citato D.Lgs 152/2006 e s.m.i. per il riesame dell'Autorizzazione di che trattasi......

ad OGGI ?????????????????????????????

PRESO ATTO 
che il gestore dell’impianto in oggetto non ha ottemperato alla trasmissione dei documenti integrativi o dei chiarimenti richiesti dalle amministrazioni competenti in materia ambientale e coinvolti nel presente procedimento, secondo tempi e modalità indicati nelle predette richieste,  

Di procedere alla conclusione del procedimento de quo allo stato degli atti, ai sensi dell’art. 2, comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241, per improcedibilità della domanda ed all’archiviazione della documentazione relativa all’istanza sopra richiamata, presentata dalla ditta  s.r.l. per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per attività industriale di cui al punto 3.5 dell’Allegato I del D. Lgs. 59/05 (oggi Allegato VIII alla Parte seconda del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.);





AIA, ATTO NULLO,CARABINIERI, DECADENZA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI,MATERIALE INERTE, PRESCRIZIONI, RIESAME, RIFIUTI,RINNOVO, SANSONE, SERVIZIO 1, TERRA DEI FUOCHI, TOLOMEO, VERACE, VIA,BIAGIO ILLIANO, NEOS, POZZOLANA, 







TERRA DEI FUOCHI 250 MILA TONNELLATE DI RIFIUTI SMALTITI ILLECITAMENTE14 IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI AI DOMICILIARI IL GIALLO DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

Isola Pulita: Terra dei fuochi anche in Sicilia? Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO” DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Terra dei fuochi anche in Sicilia?  Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine 





SU DISPOSIZIONE DELLA PROCURA DI NAPOLI  

di Manlio Viola e Ignazio Marchese



Una perquisizione è in corso alla Italcementi di Isola delle Femmine nel palermitano da parte dei carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli
L’inchiesta che ha portato a numerose perquisizioni in tutta Italia è quella sulla ‘terra dei fuochi’. n Sicilia sono due le operazioni in corso, una a Isola delle femmine l’altra nel catanese.
Quello dei rifiuti stoccati nei cementifici o degli scarti di lavorazione dei cementisono stati argomenti al centro della polemica politica dell’ultimo anno. Sull’Italcementi sono numerose le interrogazioni dei Cinque Stelle sia all’Ars che a livello nazionale anche su altri aspetti dell’attività. L’azienda ha sempre risposto che tutte le procedure di legge sono regolarmente seguite nei processi produttivi
Non è noto cosa cerchino i militari in base alla delega della procura. l’azienda potrebbe essere esclusivamente depositaria di documentazione necessaria all’inchiesta
Non si conoscono gli esiti della perquisizione i cui risultati saranno comunicati dai carabinieri direttamente alla procura di Napoli.

http://palermo.blogsicilia.it/terra-dei-fuochi-anche-in-sicilia-carabinieri-alla-italcementi-di-isola/339851/





ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO”  DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha portato la vicenda a Bruxelles

di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare, per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più: sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione, carabinieri e magistratura.
Nella relazione del “Comitato cittadino Isola pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale (Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs – sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.
Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17 dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione all’Italcementi – e cioè  cinque mesi prima – non era dirigente del servizio Via-Vas. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a “sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.
Nel documento si legge che il dirigente generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota”.
La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe irregolare “e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento – l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’Aia”.
Fine dei problemi? Non esattamente. Nel documento si parla anche di collaudi e prescrizioniche riguarderebbero lo stesso cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”. “Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.
Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel Decreto di riferimento”.
Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza divalidità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.







Italcementi Isola delle Femmine ottiene L'autorizzazione Integrata Ambientale con decreto 693 18 luglio 2008 con tutta un serie di prescrizioni che in caso di inottemperanza l'atto Autorizzativo sarebbe decaduto.



In base alla documentazione in possesso dal Comitato Cittadino Isola Pulita Alcune fra le piu' importanti prescrizioni non sarebbero state ottemperate quindi: L' A.I.A. DECRETO 693 18 LUGLIO 2008 SAREBBE DECADUTO SIN DALL'ANNO 2010



Nel gennaio 2014 la Italcementi di Isola delle Femmine avanza richiesta di "RINNOVO" dell'A.I.A. 



il procedimento iniziatosi nel luglio 2014 non si è ancora concluso i documenti presentati dalla Italcementi a parere del Servizio 1 VIA VAS, che ha diffidato per ben 2 volte la Italcementi a presentare il Progetto di Revamping. 



Sembrerebbe che  ad oggi la Italcementi di Isola delle Femmine non abbia presentata alcuna istanza relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale così come da normativa giurisprudenziale della Corte Costituzionale.




SCADUTI I TEMPI DELLA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI 









Il  giorno 24 febbraio 2016 protocollo 11929, è la data di invio della DIFFIDA, da parte del Servizio 1 VIA VAS Assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, alla Italcementi di Isola delle Femmine a provvedere nel termine di 45 giorni a presentare il progetto per la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale

Il Servizio 1 VIA VAS dell'Assessorato Territorio Ambiente con protocollo 47711 del 19 ottobre 2015 aveva DIFFIDATO la Italcementi  " presentare, entro 30 Giorni  dal ricevimento della presente il progetto definitivo di revamping dell'impianto e contestuale istanza di valutazione di  Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 23 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. e di Valutazione di Incidenza ,nonchè l'aggiornamento di tutte le informazioni di cui all'art. 29-ter, comma 1 del più volte citato D.Lgs 152/2006 e s.m.i. per il riesame dell'Autorizzazione di che trattasi......

ad OGGI ?????????????????????????????

PRESO ATTO 
che il gestore dell’impianto in oggetto non ha ottemperato alla trasmissione dei documenti integrativi o dei chiarimenti richiesti dalle amministrazioni competenti in materia ambientale e coinvolti nel presente procedimento, secondo tempi e modalità indicati nelle predette richieste,  

Di procedere alla conclusione del procedimento de quo allo stato degli atti, ai sensi dell’art. 2, comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241, per improcedibilità della domanda ed all’archiviazione della documentazione relativa all’istanza sopra richiamata, presentata dalla ditta  s.r.l. per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per attività industriale di cui al punto 3.5 dell’Allegato I del D. Lgs. 59/05 (oggi Allegato VIII alla Parte seconda del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.);







VERACE 2015 MAURO 19 OTTOBRE SERVIZIO 1 ASSESSORATO ENTRA 30 GIORNI LA ITALCEMENTI DEVE PRESENTARE PROGETTO REVAMPING prot 47711 del 19 10 2015 Italcementi spa










ITALCEMENTI,ISOLA DELLE FEMMINE,RIESAME,RINNOVO,AIA,VIA,VERACE,SERVIZIO 1,PRESCRIZIONI,DECADENZA,ATTO NULLO, SANSONE,TOLOMEO,ZUCCARELLO



SCADUTI I TEMPI DELLA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI SERVIZIO 1 2016 24 FEBB ASSESSORATO AMBIENTE PROTOCOLLO 11929 DIFFIDA ITALCEMENTI ENTRO 45 GIORNI






AIA, ATTO NULLO,CARABINIERI, DECADENZA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, PRESCRIZIONI, RIESAME, RIFIUTI,RINNOVO, SANSONE, SERVIZIO 1, TERRA DEI FUOCHI, TOLOMEO, VERACE, VIA,ZUCCARELLO ,







Terra dei fuochi anche in Sicilia?  Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO”  DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE


Isola Pulita: Terra dei fuochi anche in Sicilia? Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO” DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Terra dei fuochi anche in Sicilia?  Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine 





SU DISPOSIZIONE DELLA PROCURA DI NAPOLI  

di Manlio Viola e Ignazio Marchese



Una perquisizione è in corso alla Italcementi di Isola delle Femmine nel palermitano da parte dei carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli
L’inchiesta che ha portato a numerose perquisizioni in tutta Italia è quella sulla ‘terra dei fuochi’. n Sicilia sono due le operazioni in corso, una a Isola delle femmine l’altra nel catanese.
Quello dei rifiuti stoccati nei cementifici o degli scarti di lavorazione dei cementisono stati argomenti al centro della polemica politica dell’ultimo anno. Sull’Italcementi sono numerose le interrogazioni dei Cinque Stelle sia all’Ars che a livello nazionale anche su altri aspetti dell’attività. L’azienda ha sempre risposto che tutte le procedure di legge sono regolarmente seguite nei processi produttivi
Non è noto cosa cerchino i militari in base alla delega della procura. l’azienda potrebbe essere esclusivamente depositaria di documentazione necessaria all’inchiesta
Non si conoscono gli esiti della perquisizione i cui risultati saranno comunicati dai carabinieri direttamente alla procura di Napoli.

http://palermo.blogsicilia.it/terra-dei-fuochi-anche-in-sicilia-carabinieri-alla-italcementi-di-isola/339851/





ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO”  DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha portato la vicenda a Bruxelles

di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare, per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più: sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione, carabinieri e magistratura.
Nella relazione del “Comitato cittadino Isola pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale (Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs – sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.
Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17 dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione all’Italcementi – e cioè  cinque mesi prima – non era dirigente del servizio Via-Vas. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a “sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.
Nel documento si legge che il dirigente generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota”.
La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe irregolare “e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento – l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’Aia”.
Fine dei problemi? Non esattamente. Nel documento si parla anche di collaudi e prescrizioniche riguarderebbero lo stesso cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”. “Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.
Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel Decreto di riferimento”.
Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza divalidità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.







Italcementi Isola delle Femmine ottiene L'autorizzazione Integrata Ambientale con decreto 693 18 luglio 2008 con tutta un serie di prescrizioni che in caso di inottemperanza l'atto Autorizzativo sarebbe decaduto.



In base alla documentazione in possesso dal Comitato Cittadino Isola Pulita Alcune fra le piu' importanti prescrizioni non sarebbero state ottemperate quindi: L' A.I.A. DECRETO 693 18 LUGLIO 2008 SAREBBE DECADUTO SIN DALL'ANNO 2010



Nel gennaio 2014 la Italcementi di Isola delle Femmine avanza richiesta di "RINNOVO" dell'A.I.A. 



il procedimento iniziatosi nel luglio 2014 non si è ancora concluso i documenti presentati dalla Italcementi a parere del Servizio 1 VIA VAS, che ha diffidato per ben 2 volte la Italcementi a presentare il Progetto di Revamping. 



Sembrerebbe che  ad oggi la Italcementi di Isola delle Femmine non abbia presentata alcuna istanza relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale così come da normativa giurisprudenziale della Corte Costituzionale.




SCADUTI I TEMPI DELLA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI 









Il  giorno 24 febbraio 2016 protocollo 11929, è la data di invio della DIFFIDA, da parte del Servizio 1 VIA VAS Assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, alla Italcementi di Isola delle Femmine a provvedere nel termine di 45 giorni a presentare il progetto per la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale

Il Servizio 1 VIA VAS dell'Assessorato Territorio Ambiente con protocollo 47711 del 19 ottobre 2015 aveva DIFFIDATO la Italcementi  " presentare, entro 30 Giorni  dal ricevimento della presente il progetto definitivo di revamping dell'impianto e contestuale istanza di valutazione di  Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 23 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i. e di Valutazione di Incidenza ,nonchè l'aggiornamento di tutte le informazioni di cui all'art. 29-ter, comma 1 del più volte citato D.Lgs 152/2006 e s.m.i. per il riesame dell'Autorizzazione di che trattasi......

ad OGGI ?????????????????????????????

PRESO ATTO 
che il gestore dell’impianto in oggetto non ha ottemperato alla trasmissione dei documenti integrativi o dei chiarimenti richiesti dalle amministrazioni competenti in materia ambientale e coinvolti nel presente procedimento, secondo tempi e modalità indicati nelle predette richieste,  

Di procedere alla conclusione del procedimento de quo allo stato degli atti, ai sensi dell’art. 2, comma 1 della legge 7 agosto 1990, n. 241, per improcedibilità della domanda ed all’archiviazione della documentazione relativa all’istanza sopra richiamata, presentata dalla ditta  s.r.l. per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per attività industriale di cui al punto 3.5 dell’Allegato I del D. Lgs. 59/05 (oggi Allegato VIII alla Parte seconda del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.);







VERACE 2015 MAURO 19 OTTOBRE SERVIZIO 1 ASSESSORATO ENTRA 30 GIORNI LA ITALCEMENTI DEVE PRESENTARE PROGETTO REVAMPING prot 47711 del 19 10 2015 Italcementi spa










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SCADUTI I TEMPI DELLA DIFFIDA ALLA ITALCEMENTI SERVIZIO 1 2016 24 FEBB ASSESSORATO AMBIENTE PROTOCOLLO 11929 DIFFIDA ITALCEMENTI ENTRO 45 GIORNI






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Terra dei fuochi anche in Sicilia?  Carabinieri alla Italcementi di Isola delle Femmine ITALCEMENTI CEMENTIFICIO DI ISOLA DELLE FEMMINE , IL “GIALLO”  DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE