Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2019/05/04

2019 29 APRILE LA TRASMISSIONE REPORT PARLA DELL'AMARA GIUSTIZIA

2019  29 APRILE LA TRASMISSIONE REPORT PARLA DELL'AMARA GIUSTIZIA 



collaborazione di Alessia Marzi

La giustizia dovrebbe essere imparziale e le sentenze frutto di decisioni non condizionate da interessi personali. Ma cosa succede se accusa, difesa e giudici si scambiano favori, soldi e informazioni segrete? Proveremo a capirlo raccontando il cosiddetto sistema Siracusa: notizie di reato e informative della Guardia di Finanza ottenute in anticipo da uomini dello Stato, dossier segreti, presunta corruzione di magistrati per favorire i propri clienti tra cui l'Eni - il gigante petrolifero italiano. Una rete che unisce i misteri della presunta maxi tangente per il giacimento nigeriano Opl245, il petrolchimico di Augusta, un ministro della repubblica e il Consiglio di Stato, la più alta corte di giustizia amministrativa. Report ha raccolto in esclusiva la versione di Piero Amara, l'avvocato al centro di questa fitta trama di relazioni opache. Proveremo a capire cosa è successo davvero e quanto la giustizia italiana sia ancora affidabile. 



2019 29 APRILE L’AMARA GIUSTIZIA
di Luca Chianca collaborazione Alessia Marzi
immagini Matteo Delbò
montaggio Emanuele Redondi
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO L’inchiesta principale mette a dura prova la tenuta della giustizia, della nostra giustizia. È la storia di una struttura che ha lavorato negli anni nell’ombra, composta da avvocati, magistrati, faccendieri, politici, uomini dei servizi di sicurezza che hanno lavorato per modificare sentenze, farsi aggiudicare degli appalti, per modificare addirittura l’esito delle elezioni. Ecco, una volta il nemico si eliminava uccidendolo, oggi si tenta la delegittimazione. Tutto ruota intorno alla figura di un avvocato. Un avvocato che ha lavorato per l’Eni, Piero Amara, e dice lui di aver lavorato anche nell’ombra per togliere le castagne dal fuoco. Questo primo capitolo della spy story introduce anche la figura di Claudio Granata che si occupa di risorse umane, di security per l’Eni, ma è soprattutto il braccio destro di Descalzi, l’attuale manager dell’Eni che con Scaroni è stato rinviato a giudizio, a processo per una presunta corruzione internazionale. Avrebbero pagato una tangente di oltre un miliardo di dollari per acquistare un blocco petrolifero in Nigeria: l’OPL 245.
E tutto nasce dalla testimonianza di un super testimone, Vincenzo Armanna, anche lui ex dirigente dell’Eni che il nostro Luca Chianca aveva intervistato in esclusiva tempo fa. Questa intervista però, a dire di Amara, dell’avvocato Amara, preoccupava i vertici dell’Eni. E così l’hanno incaricato, l’avrebbero incaricato di bloccare Report e anche di condizionare il super testimone Armanna.
Ecco, la nostra inchiesta parte da un ufficio riservato dell’Eni, nel centro di Roma.
LUCA CHIANCA Buongiorno.
UOMO L'ufficio è al secondo piano…
LUCA CHIANCA La proprietà chi è?
UOMO È un fondo. Questo è di altissima rappresentanza.
LUCA CHIANCA Sì eh?
LUCA CHIANCA E l'ultimo chi era?
UOMO La più grande italiana. Era l'ufficio personale di Scaroni, poi dopo è diventato della Marcegaglia.
LUCA CHIANCA Quindi dell’Eni?
UOMO Eni, sì.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Al secondo piano di questo prestigioso palazzo nel cuore del centro storico di Roma era custodito un ufficio riservato dell'Eni. Ufficio personale di Paolo Scaroni prima e rimasto operativo fino a pochi mesi fa anche sotto la direzione dell'attuale amministratore delegato Claudio Descalzi.
UOMO Era l'ufficio dove ricevevano… capito? Lo sai a quanto ho affittato io a loro? A 14. L No, credo proprio di no.
LUCA CHIANCA Possiamo definirlo quasi top secret per l’Eni?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Questo sicuramente sì. Io mi incontravo solo con Claudio Granata.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Claudio Granata in Eni dal 1983, si occupa di risorse umane e di security. Secondo Piero Amara, ex avvocato Eni, è il braccio destro di Claudio Descalzi; l’uomo che agisce attraverso canali non istituzionali. Amara lo incontriamo nello studio del suo avvocato, a pochi metri da piazza San Pietro.
LUCA CHIANCA Beh però qualche notizia speriamo di portarla a casa, no?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Però poi non gliela faranno pubblicare dottore.
LUCA CHIANCA No, no io pubblico.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Mah in passato siamo riusciti a bloccarvi. Vediamo.
LUCA CHIANCA Le nostre?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Anche le vostre.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Inizia così l'intervista con Piero Amara che ci spiega la strategia per bloccare Report. L'Eni avrebbe temuto l'intervista che avevamo realizzato a Vincenzo Armanna, ex dirigente Eni e principale accusatore di Scaroni e Descalzi, che avrebbero pagato una tangente di un miliardo di dollari per un blocco petrolifero in Nigeria: l’OPL245. Report stava per mandare in onda l’intervista ad Armanna, e questo, a dire di Amara, avrebbe preoccupato Claudio Granata, braccio destro di Descalzi.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI C'era un interesse molto forte da parte del responsabile relazioni istituzionali dell'Eni, in realtà responsabile risorse umane che è Claudio Granata per bloccare parte di quella trasmissione.
LUCA CHIANCA Granata chiede in Rai di bloccare la messa in onda dell'intervista di Armanna?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Erano state poste una serie di presidi in parte fui anche io incaricato di questo per evitare, per fare in modo che l'intervista di Armanna non andasse avanti.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Il problema era che l’ex dirigente Eni Armanna aveva raccontato che 50 milioni, della presunta tangente erano rientrati in Italia nella disponibilità dei vertici dell'Eni.
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Una parte contanti - mi fu spiegato da Victor, una persona dei servizi nigeriani - era stata consegnata cash e loro avevano evidenze di questo. Tutto il contante, fu portato via tramite un aereo dell'Eni. Io su questo ho verificato, non c'era alcun aereo dell'Eni ad Abuja in quel periodo, c'era l'aereo che noi affittiamo per tutta la regione sub sahariana da Fabio Ottonello.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Per trovare conferma alle parole di Armanna, eravamo volati in Congo Brazaville. Lo scopo era intervistare Fabio Ottonello imprenditore italiano con molteplici interessi, anche con l'Eni, che è uno dei principali operatori petroliferi del paese africano.
LUCA CHIANCA Armanna dice che su un suo volo sia passata parte della tangente degli italiani, di questo accordo in Nigeria.
FABIO OTTONELLO - IMPRENDITORE Che ne sappia io è assolutamente impossibile però sa, ognuno è libero di dire quello che vuole. Io affitto l'aereo, ma non mi risulta assolutamente che ci siano stati dei trasporti di questo tipo.
LUCA CHIANCA Parlava di un uomo dei servizi nigeriani che avrebbe dato questa informazione ad Armanna.
FABIO OTTONELLO - IMPRENDITORE È una persona inserita questo signor Armanna, se conosce tutti questi personaggi.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Dopo l’intervista, appena arrivati in albergo siamo stati prelevati dai servizi di sicurezza congolesi e tenuti in uno stanzino per due giorni. Prima di rientrare in Italia, siamo stati costretti a lasciare il materiale registrato. Ma una copia di nascosto siamo riusciti a portarla in Italia.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Non sono sorpreso dottore anzi che lei è in Italia.
LUCA CHIANCA Senta, me la toglie la curiosità con chi aveva parlato per bloccare l'intervista di Armanna?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI È stato Granata a chiedere a me di intervenire su questa vicenda e io poi mi rivolsi all’epoca a Luca Lotti per vedere, ecco, di intervenire.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Luca Lotti, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è all'epoca il braccio destro di Matteo Renzi. È a Lotti che l'avvocato Amara dice di essersi rivolto per chiedere aiuto quando serviva e, in questo caso, sarebbe stato chiesto direttamente da Granata, braccio destro di Descalzi.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Quando c'era un'esigenza Granata mi telefonava e ci incontravamo.
LUCA CHIANCA Perché non chiedeva direttamente a Lotti? Perché non parlavano direttamente con la Presidenza del Consiglio?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Perché rispetto… perché le ho spiegato che c'era un profilo di rapporti istituzionali, tra virgolette puliti, che venivano seguiti in modo istituzionale; poi c’era un profilo che riguardava diciamo, tra virgolette, i favori di cui secondo me con Renzi direttamente – sulla mia sensazione - non potevano parlare, che si muovevano su un canale diciamo non istituzionale. E il canale non istituzionale ero io.
LUCA CHIANCA Però che cos'è che vi dicevate che non era istituzionale come canale?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Non è istituzionale cercare di capire Armanna che sta facendo. Si cercava di capire in che modo fermare questo Armanna.
FUORI CAMPO LUCA CHIANCA Ma chi è Claudio Granata, l’uomo che secondo Amara vorrebbe fermare Armanna il grande accusatore di Descalzi?
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI È la persona più potente dell'Eni. Claudio Granata è il vero lobbista di Claudio Descalzi, che ha intessuto rapporti soprattutto a Roma per conto di Claudio Descalzi. E quando parlo di Roma parlo dei palazzi del potere romano.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Armanna deve essere fermato per le accuse che aveva fatto alla procura di Milano contro Descalzi. Per questo Armanna organizza con lui una serie di incontri.
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Ad un certo punto c'è stata una chiara richiesta da parte di Amara che io cambiassi la mia posizione di accusatore nei confronti dell'Eni.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI L'abbiamo registrato durante tutte le conversazioni, perché ritenevamo di potergli chiedere informazioni che potevano poi essere utili per la vicenda OPL245.
LUCA CHIANCA Contro di lui.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Contro Armanna certo. L'obiettivo era…
LUCA CHIANCA Screditarlo?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI – EX AVVOCATO ENI Screditare Armanna.
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Screditare cioè il super testimone Armanna, colui che aveva accusato l’attuale manager dell’Eni Descalzi. Ecco, “il canale non istituzionale dell’Eni, ero io” dice Amara. E non è istituzionale cercare di capire cosa stesse facendo Armanna, come non è istituzionale, non sarebbe istituzionale, tentare di bloccare una trasmissione come Report, sempre che sia vero quello che dice Amara, perché poi noi siamo andati regolarmente in onda. Questa a riprova della libertà con cui si muove il servizio pubblico, il nostro e il vostro servizio pubblico. Per fare questo, dice Amara, avrebbe anche contattato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, del governo Renzi, il quale però ci scrive e dice “la ricostruzione fatta da Amara è falsa e dirò la mia verità esclusivamente negli ambiti preposti”, cioè in tribunale. Poi Amara aveva anche tirato in ballo Granata, braccio destro di Descalzi, il quale ci scrive attraverso Eni e dice le ricostruzioni di Amara sono false, non ho mai dato input per bloccare una trasmissione come Report, né di delegittimare il super testimone Armanna. E poi dichiara anche che i rapporti tra lui, tra Eni e il sottosegretario Luca Lotti sono avvenuti nell’ambito del rispetto dei ruoli istituzionali. Ecco, quello che è certo è che l’avvocato Amara è il fine architetto di un’operazione di depistaggio: scrive tre lettere anonime, dove si ipotizza un complotto internazionale per fare fuori l’attuale manager dell’Eni Descalzi; le porta alla procura di Trani, alla procura di Siracusa, in scena un finto rapimento. Il finto sequestrato è un suo collaboratore: Alessandro Ferraro. E per fare aprire l’inchiesta dalla procura di Siracusa, si avvale della collaborazione di un terzo complice, l’avvocato Calafiore, detto Pablo Escobar che presta soldi al pm Giancarlo Longo. Secondo i magistrati milanesi questa indagine ha l’unico scopo di sviare le indagini sulla presunta tangente nigeriana e di fuor fare due membri del consiglio di amministrazione Karina Litvack e il professor Zingales che sono accusati di essere i registi occulti di questo fantomatico complotto internazionale ai danni di Descalzi quando invece l’unica, l’unica loro colpa è quella di aver fatto domande chiedendo più trasparenza, domande sulla presunta tangente nigeriana.
LUIGI ZINGALES - EX CONSIGLIERE AMMINISTRAZIONE ENI Il mio obiettivo per cui ho combattuto in azienda, era quello di avere un sistema che rendesse molto difficile tollerare situazioni di corruzione a qualsiasi livello.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Luigi Zingales, professore di economia a Chicago, è stato nel cda di Eni, per poco più di un anno. Era diventato un consigliere ingombrante perché aveva cominciato a chiedere chiarimenti al capo dell'ufficio legale di Eni, Alessandro Mantovani, sulle indagini riguardanti la tangente nigeriana.
LUCA CHIANCA Il governo che l'ha nominata allora, diciamo nel corso di quell'anno e mezzo non l'ha sostenuta molto, no?
LUIGI ZINGALES - EX CONSIGLIERE AMMINISTRAZIONE ENI Zero, non molto, zero.
LUCA CHIANCA Che cosa è cambiato rispetto alla sua nomina?
LUIGI ZINGALES - EX CONSIGLIERE AMMINISTRAZIONE ENI Non lo so, non ne ho idea.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Il nome del consigliere dell'Eni è in una lettera anonima recapitata presso la procura di Trani nella quale si denuncerebbe un complotto ai danni dell'amministratore delegato Claudio Descalzi, uno dei registi sarebbe proprio Zingales.
LUIGI ZINGALES - EX CONSIGLIERE AMMINISTRAZIONE ENI Quelle lettere anonime non potevano che partire da persone vicine ai vertici dell’Eni perché riportavano fatti che solo chi era vicino ai vertici dell'Eni poteva sapere.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO La denuncia sul presunto complotto non avrà seguito: si scoprirà solo dopo che la lettera anonima era stata scritta proprio dall’avvocato Eni Amara che comunque il suo scopo lo raggiunge, perché Zingales si dimette. E in questo abbandono avrebbe avuto un ruolo anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti.
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI L'operazione affondamento di Zingales trova una sponda in Luca Lotti.
LUCA CHIANCA Come una sponda in Luca Lotti?
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Cioè è Lotti che spiega a Renzi perché è meglio che Zingales vada via. Se non ci fosse stato il rapporto Amara-Lotti non vedo perché Luca Lotti dovesse andare da Renzi a parlare di Zingales.
LUCA CHIANCA Questo chi glielo racconta a lei?
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Amara.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Fatto fuori Zingales, bisognava fermare il secondo consigliere scomodo. La Litvack. Per questo Amara attiva presso la procura di Siracusa un magistrato amico, Giancarlo Longo. Fa aprire un’inchiesta per il rapimento del suo uomo di fiducia, Alessandro Ferraro, che denuncia di essere stato sequestrato da due neri e un bianco. Dietro c’è sempre il complotto contro il manager dell’Eni Claudio Descalzi. Peccato che sia il rapimento che il complotto, risulteranno finti.
LUCA CHIANCA Come vi è venuto in mente in cosa del genere?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Come ho spiegato nell'ambito di una gestione naturalmente illecita dei fascicoli, io ritenevo e ritengo e sono in grado di dimostrare che avevo delle informazioni reali in un contesto sostanzialmente inventato.
LUCA CHIANCA Eh ma… il sequestro di Ferraro.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Ma quella è stata chiaramente, le sto dicendo, una scellerata denuncia dottore.
LUCA CHIANCA Ma come si fa? E ma è grossolano quello.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Errore grossolano non c'è dubbio.
LUCA CHIANCA Il sequestro sotto casa a Siracusa…
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Dottò, un errore grossolano, che le devo dì?
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO L’uomo di Amara, Alessandro Ferraro, lo incontriamo presso il tribunale di Messina.
LUCA CHIANCA Ma è talmente folle il complotto, come avete pensato che potesse apparire vero?
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE DELL’AVV. PIERO AMARA La finta denuncia sì, quella è una follia. Ma quello Amara, se lo fa per accreditarsi nell’interno dell’ufficio legale, per farsi dare le fatture, per farsi mantenere i contratti da un milione e 200mila euro l’anno. Non le sembra una minchiata, no?
LUCA CHIANCA Attraverso Mantovani.
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE DELL’AVV. PIERO AMARA Ma attraverso l’ufficio legale.
LUCA CHIANCA Eh, Mantovani era l’ufficio legale…
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE DELL’AVV. PIERO AMARA Ma no perché gli incarichi non li dà solo Mantovani: li dava La Rocca, li dava Bianco, li davano i direttori di stabilimento... Li dava tutta una serie di persone.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Alla fine della partita, la denuncia del finto rapimento ad opera di Amara aveva portato acqua al mulino dell’Eni. Anche Karina Litvack, consigliera indipendente, che con Zingales aveva il torto di fare domande scomode, viene spostata dal comitato rischi dell’azienda come conseguenza dell’avviso di garanzia emesso dalla procura di Siracusa. Cioè dal pm Giancarlo Longo, pilotato da Amara attraverso un altro avvocato Giuseppe Calafiore, in arte Pablo Escobar, così veniva soprannominato nelle chat segrete per via dell’incredibile somiglianza.
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Se lei mi fa le domande per iscritto, io le rispondo per iscritto.
LUCA CHIANCA Ma perché non mi risponde qua sul falso dossier presentato in procura al pm Longo?
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Se lei mi fa delle domande per iscritto, io le rispondo per iscritto.
LUCA CHIANCA Falso sequestro…
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Io le rispondo per iscritto.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO L'avvocato Calafiore ha rapporti di amicizia con il pm Longo, gli prestava soldi. Per l’apertura del fascicolo sul finto rapimento e sul finto complotto contro Descalzi, lo stesso magistrato ci dice di aver ricevuto 30mila euro.
GIANCARLO LONGO – EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Io ho pensato che facessero parte delle spese legali dell'Eni, cioè che loro praticamente le utilizzassero sicuramente per un motivo illecito.
LUCA CHIANCA Questo chi è che gliel'ha fatto pensare?
GIANCARLO LONGO – EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Parlando con Calafiore, me lo fece capire.
LUCA CHIANCA Longo mi dice che quei soldi per il complotto Descalzi, arrivano da Milano.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Da Milano?
LUCA CHIANCA Eni. PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Impossibile.
LUCA CHIANCA Mi dice che voi avevate una disponibilità all'occorrenza e che i soldi che ha preso lui, facevano parte proprio delle spese legali dell'Eni.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Longo parla di cose che non sa.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Amara alla fine ha compiuto il capolavoro, attraverso le inchieste aperte prima a Trani e poi a Siracusa, è riuscito a far fuori gli unici membri del consiglio di amministrazione Eni, Zingales e Litvack che stavano cercando di far chiarezza sulla tangente pagata da Eni per l’acquisto del blocco petrolifero in Nigeria.
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Io ho sempre visto il complotto per far secchi Zingales e Litvack.
LUCA CHIANCA Cioè Amara lavora in solitario per accreditarsi sempre di più a Milano oppure da Milano arrivano degli input che chiedono ad Amara di fare il lavoro sporco?
VINCENZO ARMANNA – EX DIRIGENTE ENI Io, la sola cosa che posso dire è: sono certo, perché l'ho vissuto personalmente, del fatto che Granata era consapevole, chi avesse partorito questa idea, che dal mio punto di vista è un'idea folle, non lo so, questo veramente non lo so.
LUCA CHIANCA La storia del complotto a chi serviva?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Io non le posso rispondere a questa domanda dottore.
LUCA CHIANCA Però, serviva a lei o ai vertici? Almeno su questo mi risponda?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI A me principalmente e ad un'altra persona in particolare.
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Chi è l’altro beneficiario della strategia di Amara? Non si sa. Forse ce lo rivelerà tra un mese. Nel frattempo lui è indagato dalla procura di Milano per questo depistaggio e con lui anche l’ex capo dell’ufficio legale Eni, Massimo Mantovani. Il sospetto dei magistrati, che è stato poi rimosso proprio pochi giorni fa, dopo anni di indagine. Ecco, il sospetto dei magistrati è che questa opera di depistaggio sia finalizzata a sviare e inquinare l’indagine sulla presunta tangente nigeriana. Ecco, è chiaro che ci si muove in un contesto che è sporco, come è sporco per sua natura il petrolio. Quello che non è chiaro è se Amara si sia mosso esclusivamente per un suo interesse, di sua iniziativa per accreditarsi presso l’ufficio legale dell’Eni, dove conta già buoni rapporti di suo e mantenere intatti gli affari, i contratti milionari. Oppure se è veramente, come lui dice, quel canale non istituzionale dell’Eni che serve per fare il lavoro sporco. Oppure è semplicemente un lavoro, un gioco delle parti, ecco. Uno sa dei mezzi che lui utilizza, l’altro utilizza quei mezzi perché sa che poi porta a casa dei risultati che fanno piacere a quegli altri. Insomma, e tutti fanno finta di niente. L’Eni ci scrive, dice di aver incaricato Amara solo con mandati per lavori veri e trasparenti. Quello che è certo è che l’Eni ha usato due pesi e due misure. Quando sono stati rinviati a giudizio Scaroni e il manager Descalzi ed altri dirigenti per la corruzione internazionale, son tutti rimasti al loro posto. Quando invece è stata indagata per diffamazione la consigliera Litvack è stata rimossa dal comitato rischi e sorveglianza e poi è stata reintegrata. Ecco insomma era stata in seguito alle indagini aperte dal pm Longo su input dell’altro complice di Amara, Pablo Escobar. L’avvocato Calafiore. Al quale abbiamo mandato gli argomenti scritti, per iscritto, come ci aveva richiesto, ma poi non è cambiato nulla perché non ci ha risposto. Ma Amara non solo apriva, faceva aprire indagini a piacimento, aveva anche creato una rete per proteggersi, così quando aveva il fiato sul collo di ben tre procure, era informato costantemente sull’esito delle indagini. E qui la location cambia. Non è più quell’ufficio riservato nel centro di Roma, ma un convento. D’altra parte, quale migliore location per confessare ciò che è inconfessabile?
LUCA CHIANCA Salve, io cercavo suor Concetta.
SUOR CONCETTA Presente.
LUCA CHIANCA Presente! Come sta?
SUOR CONCETTA Io ringrazio Iddio sto in piedi, ringrazio il signore tanto, tanto.
LUCA CHIANCA Sono Luca Chianca un giornalista di Rai3 di Report. Qui veniva l'avvocato Amara a incontrare quello che lei aveva chiamato Franco, che però si chiamava Francesco Sarcina.
SUOR CONCETTA Sì, sì.
LUCA CHIANCA Che era un agente dei servizi segreti.
SUOR CONCETTA Sì però non viene più da tanto, non lo vedo più.
LUCA CHIANCA A lei che cosa avevano detto che facevano qui?
SUOR CONCETTA Quello che facevano non lo so. Si accomodavano nella sala, parlavano tra di loro e io non so niente.
LUCA CHIANCA Il maresciallo Franco, lo chiama suor Concetta…
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Ah, Franco, sì.
LUCA CHIANCA Lo incontrava vicino Caracalla nel convento…
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Nel convento.
LUCA CHIANCA Che informazioni le ha dato Francesco Sarcina, uomo dei servizi segreti?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Uomo dei servizi che ha dato informazioni particolari e particolareggiate sullo stato delle indagini, ci consegnò anche una io ricordo, Peppe dice due, relazione in bozza di quello che poi sarà il rapporto della Guardia di Finanza, che verrà depositato alcuni mesi dopo. Per me, non ho problemi su Franco, però dico, tu Salvino posso andare avanti? Perché ci sono indagini in corso…
SALVINO MONDELLO - AVVOCATO No.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Ah no, quindi non posso rispondere cavolo. Non ci ho pensato.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Quando Longo il magistrato che aveva aperto il fascicolo del complotto contro Descalzi finisce sotto indagine nel suo ufficio vengono messe le microspie e ci rimangono fino a quando qualcuno lo avverte; e la telecamera lo riprende mentre cerca goffamente di liberarsene. E a detta di Longo sarebbe stato un altro magistrato, Maurizio Musco a fare la soffiata.
GIANCARLO LONGO - EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Mi è stato detto da Musco nel corridoio, dieci minuti prima lui si avvicina e mi dice una cosa nell'orecchio.
LUCA CHIANCA Che cosa è che le dice esattamente?
GIANCARLO LONGO - EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Mi avverte che ci sono delle microspie. Non mi crederai ma pensavo che non fossero addirittura della Finanza, che fossero di… ma di persone che volevano comunque controllarmi. Quindi perciò io ho avuto una reazione istintiva di andarle a rimuovere.
LUCA CHIANCA Poi si è accorto che erano della Finanza, cioè ha capito che erano della Finanza…
GIANCARLO LONGO - EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA E l'ho capito perché mi hanno chiamato proprio il giorno stesso.
LUCA CHIANCA E poi Musco le ha dato il cellulare per poter parlare sia con lui che con Calafiore, no?
GIANCARLO LONGO - EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Sì sì, lui mi ha dato il cellulare, quello che poi dopo gli inquirenti non hanno trovato ma che io avevo nascosto, insomma avevo messo nella spazzatura.
LUCA CHIANCA Il ruolo di Musco…
GIANCARLO LONGO - EX MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA Ahahah, senti comunque, dai magari ci vediamo di presenza, se no…
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Maurizio Musco è uno dei magistrati più noti di Siracusa. Diciassette anni fa aveva aperto un’inchiesta sul gruppo Eni. Due le ipotesi di reato: traffico di rifiuti, e poi avvelenamento delle acque.
LUCA CHIANCA Longo mi ha detto che è stato lei ad avvertirlo delle microspie nella sua stanza.
MAURIZIO MUSCO - PROCURA DI SIRACUSA FINO AL 2017 No guardi questi sono fatti di indagini in corso quindi non le dico una parola su queste vicende.
LUCA CHIANCA Longo dice anche che lei gli ha dato anche un cellulare per poter parlare con Calafiore, un cellulare sicuro in sostanza.
MAURIZIO MUSCO - PROCURA DI SIRACUSA FINO AL 2017 Questi sono cartoni animati.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO I contatti professionali tra l’avvocato Amara e il pm Musco risalgono a una vecchia vicenda giudiziaria. Quando il mare davanti allo stabilimento dell'Enichem di Priolo diventa rosso a causa dello sversamento di mercurio. Le indagini vengono affidate al giovane magistrato che viene intervistato anche da Report dalla nostra Milena Gabanelli.
MAURIZIO MUSCO – MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA FINO AL 2017- DA REPORT DEL 09/06/2003 Nell'acqua di mare dovrebbe essere pressoché assente il mercurio. MILENA GABANELLI – DA REPORT DEL 09/06/2003 0,005 mi pare… MAURIZIO MUSCO – MAGISTRATO PROCURA DI SIRACUSA FINO AL 2017- DA REPORT DEL 09/06/2003 Ed io ne ho trovato nei sedimenti fino a 121 milligrammi chilo.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Musco ordina l’arresto di 18 tra dirigenti e dipendenti. Dalla sede dell'Eni di Milano convocano immediatamente gli avvocati che avevano seguito il caso fino a quel momento.
FRANCESCO FAVI - EX AVVOCATO DEL COLLEGIO DIFENSIVO ENI Io ricordo che nel viaggio in aereo incrocio in quell'occasione l'avvocato Piero Amara. Lui formalmente va per ragioni differenti, scopro successivamente che chi sostituisce quello che era l’allora collegio difensivo e anche il sottoscritto è sostanzialmente l’avvocato Piero Amara, con una precisazione però. A tutela solo ed esclusivamente dei vertici…
LUCA CHIANCA Milano scarica i dipendenti di Siracusa. È colpa vostra.
FRANCESCO FAVI - EX AVVOCATO DEL COLLEGIO DIFENSIVO ENI Se vogliamo semplificarla è questo.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO E da lì a poco tutti i dirigenti apicali vengono archiviati. Negli stessi anni nell'ufficio legale di Eni e delle sue collegate entrano molti degli avvocati che hanno seguito poi la vicenda del complotto Descalzi.
FRANCESCO FAVI - EX AVVOCATO DEL COLLEGIO DIFENSIVO ENI Io ritengo che i rapporti con Eni, tra Eni e Piero Amara sorgono con il processo Mare Rosso.
LUCA CHIANCA Il rapporto tra il pm Musco e Piero Amara?
FRANCESCO FAVI - EX AVVOCATO DEL COLLEGIO DIFENSIVO ENI Il loro rapporto sorge in quell'occasione e da allora poi si sviluppa negli anni.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Il pm Musco inizialmente aveva ipotizzato anche il reato di avvelenamento per il mercurio sversato in mare. Per questo aveva chiesto diverse indagini sulle malformazioni congenite tra i bambini della zona, che intorno a Priolo si presenta ancora oggi così.
LUCA CHIANCA L'altro giorno abbiamo visto una bella sfiammata di quelle...
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Sì, sì. Ma la sfiammata è la minor cosa. Sono gli odori che non si sentono che lei non vede che…
LUCA CHIANCA Ma c'era un fumo nero incredibile.
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Il fumo nero è poco. Cosa vuole che sia quello?
LUCA CHIANCA Ah, ecco. LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Il professor Salvatore Sciacca è stato uno dei consulenti del pm Musco. Dai suoi studi emerge un legame tra il rischio di aborti, i bambini nati malformati e l'inquinamento delle acque. La società dell'Eni, nel pieno delle indagini decide improvvisamente di risarcire con 11 milioni di euro tutte le famiglie coinvolte.
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Ma lei che pensa che l'Eni se non era sicuro che erano loro avrebbero pagato questi soldi? Ad Augusta mangiavano la metà del pesce di Catania e avevano il triplo nel sangue di mercurio di quello che trovammo a Catania. Non solo, ma poi nelle puerpere abbiamo trovato il mercurio nei capelli e nei peli del pube.
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Secondo noi al 99,9 per cento il fattore di rischio che ha generato... è il mercurio.
LUCA CHIANCA Dello stabilimento dell'Eni?
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Certo.
LUCA CHIANCA Cioè lei scrive proprio nero su bianco: sono stati loro?
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Certo, certo.
UCA CHIANCA E si decide di non andare avanti e di non proseguire e affrontare un processo?
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Lo vada a dire a Musco, chi era Musco, non so chi era. Musco?
LUCA CHIANCA Lei mi dice così ma non capisco perché non si va avanti.
SALVATORE SCIACCA - EX CONSULENTE PROCURA DI SIRACUSA Amico mio, scusi se mi permetto di dire amico, lei mi poteva accusare di qualcosa se io avessi detto no non è quello oppure c'ho dubbi che sia quello, invece là non ce ne sono dubbi.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Il pm Musco chiede l'archiviazione per il reato di avvelenamento. La contaminazione sarebbe colpa della Montedison che fino agli anni ‘80 ha scaricato in mare tonnellate di mercurio. Ma poi archivia anche la posizione dei dipendenti della Montedison perché secondo le indagini non ci sarebbero rischi per la salute umana.
LUCA CHIANCA I ristori erano concordati con la procura o no?
MAURIZIO MUSCO - PROCURA SIRACUSA FINO AL 2017 Nella maniera più assoluta. Quella fu una decisione comunicata alla procura, non concordata.
LUCA CHIANCA Quindi lei non ha archiviato per questo motivo.
MAURIZIO MUSCO - PROCURA SIRACUSA FINO AL 2017 Ma sta scherzando. Ma nella maniera più assoluta.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Ma un ruolo Amara lo avrebbe avuto anche per chiudere con un patteggiamento le posizioni di alcuni dipendenti rimasti a processo per traffico illecito di rifiuti. Uno di questi è Luigi Russo.
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM Come si sentirebbe lei che dall'oggi al domani gli bussano alla porta alle 3 di notte la guardia di finanza e dice lei è in arresto. Gli porta un fascicolo alto 20 cm in fogli A4 e se lo porta in carcere.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Dopo l'arresto la società dell'Eni gli toglie la copertura legale e lo licenzia costituendosi parte offesa. Il caso vuole che si ritrovi come legale il cugino di Piero Amara, Pietro, che su proposta dell’azienda e cioè del cugino gli propone 75 mila euro in cambio della rinuncia della causa di lavoro e il patteggiamento della pena.
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM Perché devo patteggiare? Perché il processo non bisogna farlo, mi fu risposto.
LUCA CHIANCA Il processo non bisognava farlo.
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM Questa vicenda bisogna chiuderla. È rimasto solo lei e il suo capo.
LUCA CHIANCA L'avvocato parla di una società, la società in questione è l’Eni che sarebbe disponibile a pagarle dei soldi e in più oltre ai soldi?
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM L'assunzione dei figli. Un posto di lavoro per i figli, i due figli.
LUCA CHIANCA I soldi arriveranno attraverso assegno.
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM I soldi arriveranno attraverso assegno…
LUCA CHIANCA Di quanto parliamo?
LUIGI RUSSO – EX DIPENDENTE ENICHEM Un assegno da 25 e uno da 50mila.
LUCA CHIANCA È la prima volta che sento che un avvocato paga il suo cliente per patteggiare una pena. Di solito è il contrario.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Se mio cugino ha dichiarato che ha pagato una somma per farlo patteggiare è un problema di mio cugino non è certo un problema mio.
LUCA CHIANCA Era lei che parlava con suo cugino come rappresentante.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Comprendo le sue perplessità ma penso sia un tema rispetto alle altre cose di poca rilevanza.
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Insomma, si fa per dire “poco rilevante”. Ma perché ci interessa questa storia? Perché, secondo quello che ci dice l’avvocato Favi è proprio in occasione delle accuse all’Eni di traffico di rifiuti, di avvelenamento delle acque, che l’avvocato Amara – siamo nei primi anni 2000 - entra nel collegio difensivo dell’Eni e avrebbe anche avuto un ruolo nei patteggiamenti. É grazie a suo cugino, che vengono pagati 75 mila euro all’operaio, al dipendente perché si assuma tutte le responsabilità sul traffico di rifiuti. Magari ad avercene di avvocati così, che pagano i clienti, noi che siamo sempre nelle aule di tribunale. Però poi ci sarebbe anche la storia dei risarcimenti, il così detto “ristoro”, che l’Eni ha pagato alle 101 famiglie avvelenate; ma avvelenate da chi? A questo punto neppure si sa perché il processo non è stato fatto. Il professor Sciacca ha detto - quello che ha trovato nei tessuti degli abitanti i veleni – ha detto “per il 99 per cento il mercurio usciva dagli impianti dell’Eni, per me non ci sono dubbi. Se non si è fatto il processo, chiedetelo al Pm Musco”. Il Pm Musco, che, ribadiamo, non è indagato in tutta questa vicenda del sistema Amara, ci scrive che: “All’epoca il mercurio riscontrato nei pesci, era al di sotto della soglia di sicurezza”. Ma la rete Amara è entrata anche in gioco in una vicenda di calcio scommesse. Lo sistema è quello consolidato, ma con una variante: Amara manda a denunciare il suo collaboratore Ferraro presso la procura di Siracusa. Questa volta però Ferraro cosa fa? Dà in anticipo la notizia a un giornalista che è a libro paga e questa volta, a essere svilita, oltre la giustizia, è anche la libertà di stampa.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Nel 2006, dopo 22 anni il Catania torna in serie A e dopo una stagione sofferta si salva per un solo punto. Ma all’apertura del nuovo campionato arriva un macigno: due calciatori, Gianluca Falsini e l'ex capitano Armando Pantanelli, vengono indagati dalla procura di Siracusa per calcio scommesse.
ARMANDO PANTANELLI – PORTIERE CALCIO CATANIA STAGIONE 2006/2007 Dal giornale veniamo a sapere di questa cosa qua. In più Falsini addirittura aveva giocato pochissimo, veniva da infortunio, quindi aveva giocato veramente pochissime partite. Io invece ero titolare.
LUCA CHIANCA Eri il portiere che faceva entrare i gol per guadagnarci un po' di soldi.
ARMANDO PANTANELLI – PORTIERE CALCIO CATANIA STAGIONE 2006/2007 A detta di qualcuno sì. In realtà poi non ho nemmeno mai capito ma se ero accusato più di aver preso dei gol che magari non dovevo prendere o se facevo scommesse, questo io non l’ho mai saputo, perché io in realtà non ho mai fatto una scommessa in vita mia. Era una cosa veramente assurda per me.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Tutto nasce dal solito Alessandro Ferraro, che nel bagno di un autogrill vicino Siracusa dice di aver ascoltato delle persone mai identificate parlare di calcio scommesse in riferimento ai due calciatori del Catania. Denuncia in procura e passa la notizia al direttore del Diario1984 di Siracusa, Pino Guastella, buon amico della famiglia Amara.
LUCA CHIANCA Chi ti passa la notizia?
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 E a me, me la passa la notizia Ferraro.
 LUCA CHIANCA Coinvolti due giocatori del Catania…
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Esatto. Lui dove va? Guarda caso se ne va da Musco, dal dottore Musco, dal pubblico ministero Musco…
LUCA CHIANCA Che è molto amico di Amara.
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Che è molto amico di Amara…
LUCA CHIANCA Notizia vera o falsa?
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Guarda, la notizia è risultata vera fino ad un certo punto e poi la procura della repubblica di Messina scopriamo che era una falsa, perché poi si sanno tante cose perché Amara era il legale del presidente del Catania, Pulvirenti.
LUCA CHIANCA Uno va a vedere i personaggi: allora c'abbiamo Ferraro che qualsiasi cosa gli chiede fa.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Non sempre.
LUCA CHIANCA In questi casi fa. Poi abbiamo il pm, il pm Musco.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Ma all’epoca era andata a Campisi, poi dopo viene inserito Musco.
LUCA CHIANCA Però c'è Musco, suo amico. Poi abbiamo Guastella.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI E che c’entra Guastella col Catania Calcio?
LUCA CHIANCA È il giornalista che lancia la notizia, e poi c'è lei che è l'avvocato di Pulvirenti, quindi del Catania Calcio. Lei si rende conto delle coincidenze che ci sono in questa piccola storia di calcio scommesse o no?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Vabbè dottore io le ribadisco che è vera, lei dice che non è vera, andiamo avanti.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Questa vicenda è finita in un procedimento giudiziario in cui Musco alla fine è stato assolto. Ma le coincidenze rimangono.
LUCA CHIANCA Oggi tu sei indagato.
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Sono indagato senza aver fatto nulla, ti premetto.
LUCA CHIANCA Per associazione.
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Esatto. LUCA CHIANCA Tu saresti l'ufficio stampa del gruppo.
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Bravo, questo secondo i magistrati della procura.
LUCA CHIANCA Quanto ti dava?
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Lui ogni mese aveva preso un impegno con noi di cinquemila, seimila euro.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Tutti soldi andati al giornale. Chi si era accorto del sistema che aveva messo in piedi Amara è un gruppo di bravi giornalisti di Siracusa. Un gruppo di colleghi indipendenti e volontari che dal lontano 2011 pubblicano inchieste sulla rete che aveva messo in piedi l’avvocato dell’Eni.
FRANCO ODDO –DIRETTORE LA CIVETTA DI MINERVA Ho scoperto che l'avvocato Amara era il punto di riferimento di ventiquattro società a responsabilità limitata: non solo i soci erano dirigenti di partecipate, di amministrazioni pubbliche, o funzionari, o imprenditori, ma c'erano anche figli eccellenti. I figli del procuratore capo di Siracusa, il figlio del procuratore aggiunto di Catania, Toscano.
MARINA DE MICHELE – GIORNALISTA LA CIVETTA DI MINERVA All'indomani della nostra inchiesta un giornale locale, che oggi sappiamo essere a libro paga dell'avvocato Amara, esce con un titolo cubitale in cui si diceva che io e il direttore eravamo stati denunciati da quattro imprenditori per estorsione, in realtà a riportare questa denuncia, l'abbiamo saputo dopo, era stato proprio Alessandro Ferraro. Che è l’uomo giusto, al posto giusto, per ogni occasione.
LUCA CHIANCA Che andrà dal magistrato per raccontare che cosa?
MARINA DE MICHELE – GIORNALISTA LA CIVETTA DI MINERVA Che in qualche modo abbiamo cercato di estorcere il denaro per evitare di parlare in particolare di lui sul nostro giornale.
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Ma guarda non è una notizia falsa perché è stata parzialmente ridimensionata, archiviata perché non hanno trovato riscontro.
LUCA CHIANCA Però c'è un'archiviazione netta in cui si dice: scarse e inattendibili le dichiarazione di Ferraro. Anche lì abbiamo Ferraro che si presenta in Procura che fa una denuncia. Anche lì Ferraro faceva la denuncia e ti passava la notizia il sistema sembra: denuncia, passo la notizia, il giornalista…
PINO GUASTELLA – DIRETTORE DIARIO1984 Di comodo, che subito…
LUCA CHIANCA Amico.
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO C’è poco da ridere perché ha fatto l’ufficio stampa di un sistema marcio. Non c’è miglior modo di tenere una persona legata a te se non quello di farla diventare complice. È così che ha fatto Amara: ha tenuto legati tutti grazie agli affari e ha costituito diverse società e i soci che entravano e uscivano, erano figli di magistrati. Ma a impressionare era la sua capacità di raccogliere informazioni sulle debolezze umane dei magistrati; li pagava quando erano in crisi sentimentale o patrimoniale, oppure offriva di pagare le cure in maniera caritatevole quando avevano un amico malato e offriva anche conti off-shore per coprire il movimento di denaro. Ma sapeva anche diventare loro complice pagando viaggi a Dubai e l’albergo alle amanti. Insomma: Amara era la soluzione giusta al momento giusto. Pagava a prescindere dall’atto, anche prima: pagava solo in base alla funzione che rappresentavano questi magistrati. E così è riuscito a impigliare nella rete magistrati amministrativi, del tar, del Consiglio di Stato, politici. È così è riuscito a ottenere anche risarcimenti milionari per lui e per il suo complice, l’avvocato Calafiore, sottraendoli al welfare o ai servizi per i cittadini; è riuscito anche a modificare quello che più l’espressione più alta della democrazia: le elezioni.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Per anni il riferimento politico della rete creata da Amara è Pippo Gianni, oggi sindaco di Priolo: un passato da parlamentare nelle file dell'Udc ed ex deputato regionale siciliano.
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Io ho tutte le disgrazie del mondo tranne il fatto di stranizzarmi…
LUCA CHIANCA Tranne?
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Quella di stranizzarmi, non mi stranizzo. Ho una lunga carriera alle spalle come medico, come uomo, come politico, e quindi ne ho visti di tutti i tipi.
LUCA CHIANCA È navigato.
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Navigato e navigatore.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Gianni, il navigatore, è stato eletto nell'assemblea regionale nel 2014, ma poi il giudice Raffaele De Lipsis annulla le elezioni per alcuni comuni della provincia di Siracusa. Giuseppe Gennuso, oggi ai domiciliari, entra in regione al suo posto.
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Un nostro collega a me e altri due deputati ci dice che ha saputo che se non portiamo 200 mila euro al presidente del Cga quello ci manda a votare.
LUCA CHIANCA L'ipotesi è che sia stata aggiustata una sentenza presso quello che…
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Non è stata aggiustata, è stata… LUCA CHIANCA Comprata.
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Questo bisognerebbe chiederlo ai magistrati.
LUCA CHIANCA Amara non è il suo avvocato?
PIPPO GIANNI – SINDACO DI PRIOLO Era il mio avvocato e gli ho tolto tutte le carte già prima che succedesse questo perché non mi piaceva il mondo con cui faceva la sua professione.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Sicuramente Pippo Gianni abbiamo lavorato per farlo fuori dal Consiglio regionale.
LUCA CHIANCA L'avete tradito?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI L'abbiamo tradito.
LUCA CHIANCA Possiamo dirlo?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Non c'è dubbio.
LUCA CHIANCA Voi siete riusciti a cambiare anche l'esito delle elezioni?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Ma di fatto sì, no di fatto, sicuramente sì.
LUCA CHIANCA Quanto avete dato in tutto e a chi?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI 80mila euro a Caruso.
LUCA CHIANCA Che li rigirava…?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Che a suo dire li rigirava a De Lipsis.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO L’ex giudice della corte dei conti, Caruso era il tramite per arrivare all’ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Raffaele De Lipsis. De Lipsis è coinvolto anche nel risarcimento milionario concesso per i ritardi nelle autorizzazioni per l’apertura del centro commerciale Open Land.
DAVIDE BRUNO – AVVOCATO COMUNE DI SIRACUSA A Siracusa c'è stata una rottura del sistema democratico, possiamo dire questo, un fatto gravissimo senza precedenti in cui un potere così importante come il potere giudiziario si è messo al servizio di interessi privati, forse anche interessi criminali. Togliendo al comune un importo importante che poteva essere speso in opere pubbliche la sistemazione delle strade e quant'altro.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO De Lipsis infatti condanna il comune di Siracusa a pagare ben 2,8 milioni di euro di risarcimento ai proprietari di Open Land, cioè della compagna di Giuseppe Calafiore alias Pablo Escobar, il collega del sistema Amara.
LUCA CHIANCA Dove c’era la sede di Open Land?
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO No so di...
LUCA CHIANCA Non sa di che cosa stiamo parlando, Open Land?
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Perché se lei mi facesse le solite domande…
LUCA CHIANCA Le solite domande per iscritto. Però Open Land è stata un'inchiesta famosissima, no? Ha avuto un ruolo…
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Dottore, dottore, le ho chiesto le domande per iscritto e non le ho dato alcuna risposta, se lei vuole fornirmi gli argomenti per iscritto.
LUCA CHIANCA Però non mi dica che non conosce Open Land su! Il comune di Siracusa vi ha dato 2,8 milioni di euro…
GIUSEPPE CALAFIORE - AVVOCATO Io le ho chiesto di fornirmi gli argomenti per iscritto, lei si sta facendo delle domande e si sta dando da solo delle risposte, questo mi dispiace.
LUCA CHIANCA Eh no, purtroppo non me le dà.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Per assicurarsi il voto sul risarcimento, Amara e Calafiore corrompono un altro giudice, Giuseppe Mineo. Amara e Calafiore fanno un bonifico di 115 mila euro che servirebbero per curare da una malattia un intimo amico del giudice, l'ex presidente della regione Peppe Drago; e Ferraro mette a disposizione il suo conto corrente per far passare i soldi.
LUCA CHIANCA Perché lei ha messo a disposizione il conto corrente?
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE AVV. PIERO AMARA Cosa dovevo fare, io lo rifarei immediatamente. Peppe Drago era un mio fraterno amico, lo conoscevo da 30 anni. Peppe mi chiede di utilizzare un mio conto corrente affinché lui potesse prendere questo prestito fatto da Calafiore e Amara per andarsi a curare a Kuala Lumpur. Io cosa potevo fare?
LUCA CHIANCA Adesso lei è imputato per…
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE AVV. PIERO AMARA Io sono imputato per corruzione…
LUCA CHIANCA Eh.
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE AVV. PIERO AMARA Io non partecipo e non so gli accordi. Mineo ha solo chiesto l’aiuto a Peppe Drago che stava morendo.
LUCA CHIANCA Più la nomina al Consiglio di Stato.
ALESSANDRO FERRARO – COLLABORATORE AVV. PIERO AMARA La nomina sta minchia.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Amara interviene infine per raccomandare il giudice Mineo al Consiglio di Stato. E qui rientra in gioco la politica nazionale, finanziando Denis Verdini, ma utilizzando sempre Luca Lotti.
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI Questa attività ha comportato l'instaurarsi di un rapporto particolarmente confidenziale con l'onorevole Verdini al quale ho chiesto la possibilità di incidere, di chiedere a Luca Lotti di nominare, di indicare come componente non togato del consiglio di stato il dottor Mineo che era relatore delle pratiche di cui stiamo discutendo.
LUCA CHIANCA Quanto le ha dato in tutto?
PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI In contanti 200mila euro poi venne fatto un finanziamento di 20mila euro e poi altri 20mila euro e quindi arrivare a 260, avrebbe, dovrebbe averli dati l’avvocato Calafiore, il quale invece dice che non li ha dati.
LUCA CHIANCA I soldi sono andati solo a Verdini o anche a Lotti? PIERO AMARA – EX AVVOCATO ENI No no, soltanto a Verdini.
LUCA CHIANCA FUORI CAMPO Formattato: Tipo di carattere: (Predefinito) Arial, Non Evidenziato Mineo indicato dalla presidenza del consiglio non verrà nominato al Consiglio di Stato solo perché aveva un procedimento pendente al Csm.
LUCA CHIANCA Tutti i soldi dati a Verdini a che titolo sono stati dati?
GIUSEPPE MINEO – EX GIUDICE CGA REGIONE SICILIA Lo chieda all'avvocato Amara.
LUCA CHIANCA Era lei che voleva essere nominato al Consiglio di Stato no?
GIUSEPPE MINEO – EX GIUDICE CGA REGIONE SICILIA Ne ho sentite abbastanza di stupidaggini.
LUCA CHIANCA Cioè lei nega di aver avuto soldi per Drago, nega di aver avuto un appoggio per essere eletto al consiglio di stato eh?
GIUSEPPE MINEO – EX GIUDICE CGA REGIONE SICILIA Bisogna dire le cose come si dicono…
LUCA CHIANCA Ci risponda almeno su questo.
GIUSEPPE MINEO – EX GIUDICE CGA REGIONE SICILIA Ma che devo rispondere a lei.
LUCA CHIANCA Si fermi un attimo per fare due domande, no? Era un giudice.
SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO “Era un giudice” gli grida Luca rincorrendolo. La toga rappresenta uno dei più alti valori della nostra Costituzione. Se non funziona la Giustizia, non funziona la Democrazia. Miguel De Cervantes nel suo Don Chisciotte scriveva: “Se devi fare inclinare la bilancia della Giustizia, non farlo per un dono, ma fallo per misericordia”. I magistrati che ruotavano intorno al sistema Amara lo facevano per i doni. Però poi per fortuna l’anticorpo ha prevalso sulla malattia e Amara ha patteggiato con la procura di Roma tre anni per corruzione in atti giudiziari e falso. È anche imputato presso il tribunale di Messina e indagato presso la procura di Milano con l’accusa di complotto, il depistaggio, che sarebbe servito per sviare, secondo l’ipotesi dei magistrati, l’inchiesta sulla presunta tangente pagata dai vertici dell’Eni per l’acquisto del blocco nigeriano. Siamo alla fine della nostra inchiesta, ma non all’epilogo di tutta la storia perché probabilmente ci destinerà altre sorprese. Perché, se c’è una cosa che ci ha insegnato questa vicenda, è che l’umana fantasia è immensamente più povera della realtà. Però questo accade spesso.

2019 29 APRILE LA TRASMISSIONE REPORT PARLA DELL'AMARA GIUSTIZIA AMARA PAOLO, FERRARO ALESSANDRO, FERRARO ALESSANDRO ZINGALES LUIGI, GRANATA CLAUDIO DESCALZI, LOTTI LUCA, MINEO GIUSEPPE, MUSCO MAURIZIO, RENZI MATTEO, SCARONI, SCIACCA SALVATORE, SIRACUSA, VERDINI DENIS,

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