Bertolt Brecht : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”




Non mi piace

pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in superficie “






Pino Ciampolillo


2019/05/07

2019 6 MAGGIO Dentro il tunnel DI GIOVANNA BOURSIER

collaborazione di Eva Georganopoulou e Greta Orsi


Entriamo negli scavi della nuova linea ferroviaria Torino Lione, la tav o meglio il tav della discordia, e vediamo davvero quanto è stato scavato del nuovo tunnel, tra Susa e Saint Jeanne de Maurienne: 7km e mezzo per il percorso del treno, lato francese, e altri 20 km di gallerie accessorie, che poi diventeranno di sicurezza. Report ha visitato i cantieri percorrendo i tunnel già esistenti. Bisogna scavare ancora molto, ma non si può dire che i lavori siano a zero, come invece affermano il vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Lega e M5S hanno scritto nel contratto di governo che bisogna rivedere integralmente il progetto, che intanto è cambiato, grazie alle enormi manifestazioni notav che tutti ricordiamo: per esempio, rispetto al 2006, il tunnel in Italia non parte più da Venaus. Report farà il punto della situazione.


2019 6 MAGGIO REPORT RAI 3 “DENTRO IL TUNNEL” di Giovanna Boursier


collaborazione Greta Orsi e Eva Georganopoulou

immagini Chiara D’Ambros montaggio Gianni Centonze

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO A marzo scorso il governo è sull’orlo di una crisi. I 5 stelle annunciano che vogliono bloccare i nuovi bandi di gara della Tav e quindi i lavori. Chiamparino annuncia un referendum.

GIOVANNA BOURSIER Ma la Lega è sempre a favore della Tav?

EDOARDO RIXI – VICEMINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Sì.

GIOVANNA BOURSIER Quindi cosa succede coi 5stelle?

EDOARDO RIXI – VICEMINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Si troverà una soluzione.

GIOVANNA BOURSIER Cioè lo scambio è stato su Salvini, giusto?

EDOARDO RIXI – VICEMINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI No non c’è stato nessuno scambio nonostante quello che dice Report.

GIOVANNA BOURSIER Report non ha ancora detto niente.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Lo scambio a cui allude il viceministro è no Tav contro autorizzazione a procedere per Salvini sul caso Diciotti. Il 20 marzo i 5 stelle votano contro.

EDOARDO RIXI – VICEMINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Noi stiamo cercando di sbloccare i bandi, e di fare in modo di non perdere risorse, e di fare l’opera.

GIOVANNA BOURSIER Ma come fanno i vostri alleati di governo, compreso il suo ministro a rinunciare a No Tav?

EDOARDO RIXI – VICEMINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Ma intanto credo che se portassero a casa dei finanziamenti in più e facessero spendere, realizzando l’opera, meno agli italiani facendo anche altre opere secondo me comunque sarebbe un segnale assolutamente positivo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Il 6 marzo il premier Conte convoca un vertice sulla Tav, alle 19.30, con i vice Di Maio e Salvini, il ministro Toninelli e il viceministro Rixi, il sottosegretario Armando Siri, adesso indagato per corruzione, più 10 tecnici ed esperti del Ministero. Siccome lunedì 11 è previsto il Cda di Telt per indire i nuovi bandi, han 4 giorni, compreso il weekend, per decidere se andare avanti con le gare, e quindi coi lavori.

GIOVANNA BOURSIER Era tra i tecnici che dovevano decidere?

GINO FERRETTI – GIÀ RETTORE UNIVERSITÀ DI PARMA No no io non sono un tecnico. Non so cosa abbiano deciso, non so neanche quando finiranno, se ci sono ancora su.

GIOVANNA BOURSIER Ci dice chi è lei?

GINO FERRETTI – GIÀ RETTORE UNIVERSITÀ DI PARMA No. Io non mi chiamo. Non sono nessuno.

GIOVANNA BOURSIER No ma dai. Ma dai per favore!

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO È Gino Ferretti, uno dei tecnici del Ministero. Ex rettore dell’università di Parma. Il vertice va avanti fino alle 2 e mezza del mattino. Quando escono, bocche cucite. Il giorno dopo il Premier convoca all’ultimo minuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

GIUSEPPE CONTE – PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Devo dire che ieri dopo uno stress test durato molte ore, non sono, allo stato, affatto convinto che questo progetto infrastrutturale sia quello di cui l’Italia ha bisogno. È un progetto che è stato realizzato 10 anni fa, è un progetto che se oggi dovessimo cantierizzare, non avrei dubbi, m intellettuali, giornalisti, si è dilaniata un’intera classe politica con una ricaduta sul Paese. Ecco, si è arrivati a un tira e molla che poi ha portato ad una confusione al punto tale che oggi c’è una forza di governo che dice sì, trattiamo, risparmiamo un po’, ma andiamo avanti. E l’altra dice no, assolutamente, tutti fermi. Poi c’è il premier, che è terzo e che dice se dovessero cominciare oggi i lavori, non sono certo che darei l’ok. Ecco, ma come si è arrivati su questo binario morto? Dopo il voto sul caso Diciotti, è calato il silenzio sulla Tav. Eppure il 15 marzo sono stati pubblicati i bandi per andare avanti con i lavori. E poi soprattutto, in pochi sanno, si è continuato a scavare: 24 ore al giorno tutti i giorni. Si è scavato il tunnel dove passeranno i binari, non solo quello per i sondaggi o per la sicurezza. È lungo 7,5 km, si dovranno scavarne altri 50, è il più lungo al mondo e dovrà collegare la rete ferroviaria che va da Barcellona a Kiev. Solo che, si farà questo tunnel? La nostra Giovanna Boursier, visto che si erano silenziate le polemiche, ha pensato che non c’era nulla di meglio da fare che infilarsi nel tunnel.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Quando abbiamo scavato questa parte della galleria, con un diametro di 10 metri, dopo pochi giorni diventava di 8 metri, cioè il tunnel si richiudeva di 2 metri perché percentuali elevate di carbone fanno l’effetto un po’ del dito nel purè: quindi uno infila un dito nel purè e questo poi si richiude. Di conseguenza l’avanzamento è molto complesso e comunque impossibile da fare in maniera meccanizzata.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Tradotto vuol dire che anziché la fresa, dove la roccia era piena di carbone han dovuto usare il vecchio martello pneumatico e la dinamite. Siamo nella parte francese degli scavi del tunnel della Torino-Lione, l’ormai famigerata Tav, o “il” Tav, treno ad alta velocità, che è diventato ad alta capacità, per trasportare più merci.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Ecco in questo punto esatto dove siamo ora, c’è la confluenza con il tunnel. Se noi ci fermiamo qua, tra qualche anno qui passa un treno. 

GIOVANNA BOURSIER Sempre che… MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Sempre che… GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Totale da scavare 162km: due tunnel separati per senso di marcia dei treni, di 57km e mezzo l’uno, più 4 discenderie, che diventeranno gallerie di sicurezza. 

GIOVANNA BOURSIER Siccome nessuno ha capito niente: quanto è stato scavato? MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT 7km e mezzo di galleria del treno. GIOVANNA BOURSIER E poi sono stati scavati? 

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Altri 20 km di tunnel accessori.

GIOVANNA BOURSIER Che però diventeranno di sicurezza o no? Tunnel di sicurezza, o no?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Sì sì sì, certo, son tutti tunnel di sicurezza.

GIOVANNA BOURSIER Resteranno?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Sì, tutto resta.

GIOVANNA BOURSIER Se si decidesse di non fare la Tav, che cosa ce ne facciamo di tutto questo?
MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Non è una cantina che uno chiude a chiave e se va. Quindi diciamo bisognerebbe fare dei progetti, in Italia e in Francia, poi fare una gara di lavori di richiusura, e poi realizzarlo.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Dal 2015 il tunnel lo sta costruendo la Telt, 50% governo francese e 50% Ferrovie dello Stato, che poi lo avrà in gestione per 99 anni. In Italia per ora han scavato solo la discenderia di Chiomonte, 7 km, che adesso sbatte contro la montagna, all’imbocco del tunnel del treno ancora da scavare. Mentre in Francia lo scavano dal 2015, e anziché dall’inizio son partiti in mezzo.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Noi qui abbiamo incontrato delle faglie difficili da superare, siamo stati fermi 2 mesi per attraversarlo. E quindi questa era la parte più difficile, quindi è quella che mette a rischio diciamo…

GIOVANNA BOURSIER L’opera?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT La realizzazione dell’opera.

GIOVANNA BOURSIER Qui c’è questo casino perché ci stiamo avvicinando alla fresa?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Si è l’impianto di aereazione che fa rumore. Si.

GIOVANNA BOURSIER Ecco la fresa…

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Sì.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Per arrivarci bisogna camminare ancora 150 metri su questa impalcatura.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Questi sono gli anelli che stanno sulla testa della fresa che sbriciolano la roccia. Ogni giorno ne viene smontato qualcuno, e viene sostituito perché si consumano.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO La fresa di chiama Federica, un macchinone di 10 metri di diametro che buca circa 20 metri al giorno. In questo momento è ferma proprio perché devono sostituire i taglienti. Fa caldo e noi che non siamo abituati, fatichiamo a respirare.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Qui siamo proprio dietro la testa della fresa, quindi cosa succede? Questi sono martinetti idraulici che spingono la testa in avanti. In mezz’ora si fa il metro e mezzo di scavo e nella seconda mezz’ora, si monta l’anello. E poi si ricomincia a scavare.

GIOVANNA BOURSIER E si lavora sulle 24 ore?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Si lavora 24 ore, 7 giorni su 7. Quindi ci stanno sempre 25 persone che lavorano su questa parte della fresa tutti i giorni.

GIOVANNA BOURSIER Per cui qua, come dire, la galleria è finita più o meno? Bisogna metterci le rotaie.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Si però prima di mettere gli impianti si completa lo scavo che dovrebbe avvenire verso la fine del 2026, e finito lo scavo civile ci sta da mettere l’armamento ferroviario, quindi la parte dei binari, che stanno in basso, e tutta la parte delle tecnologie.

GIOVANNA BOURSIER Quando si potrebbe finire tutto?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Il programma prevedeva la partenza del primo treno all’inizio del 2030.

GIOVANNA BOURSIER Ma ce la potreste fare? M

AURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Adesso ci mancano un po’ gli elementi per poter fare i conti precisi, perché non sapendo quando possiamo lanciare i bandi…

GIOVANNA BOURSIER Poi lanciare i bandi vuol dire che uno deve ancora fare la gara?

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Eh certo.

GIOVANNA BOURSIER Capirai! 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO I 5Stelle vogliono bloccare i bandi di gara, per bloccare i lavori. Del resto nel contratto di governo con la Lega c’è scritto: “ridiscussione integrale del progetto” che oltretutto, secondo il vicepremier Luigi Di Maio, non sarebbe ancora cominciato: il tunnel del treno, che abbiamo ripreso con le telecamere, non esiste. 

LUIGI DI MAIO – MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Le peggiori lobby di questo paese vogliono che si inizi a fare la Tav Torino-Lione che è a zero come cantiere. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Invece secondo l’altro vicepremier, Salvini, che i lavori va vederli, si è già scavato abbastanza da non fermare il tunnel. 

MATTEO SALVINI – MINISTRO DELL’INTERNO L’auspicio è che si vada avanti perché fa bene all’economia italiana, dimezza i costi di trasporto delle merci, fa bene all’ambiente. E soprattutto a occhio si può risparmiare almeno 1mld di euro, che si può rinvestire per la metropolitana di Torino, però sospendere l’opera e riempire i buchi aperti costa di più rispetto al finire l’opera. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Il ministro dei trasporti, Toninelli, è d’accordo solo sulla metro 2 a Torino. Invece la Torino-Lione è inutile, e anche lui crede che la galleria del treno non sia ancora cominciata. 

DANILO TONINELLI - MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - 4/2/19 Il cantiere TAV, la galleria di base del Tav, non esiste. Sono state fatte alcune gallerie geognostiche cioè di verifica. A Torino serve di più la metro 2 di fare un buco inutile nella montagna. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Il tunnel tra Francia e Italia costa in totale 8mld e 600mila euro. L’Europa finanzia il 40%, mentre il restante 35 lo paga l’Italia, circa 3mld, e la Francia paga solo il 25%, nonostante abbia 45 km da scavare, e l’Italia solo 12 e mezzo.

GIOVANNA BOURSIER E perché la dobbiamo pagare più noi dei francesi? PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Perché poi francesi fino ad arrivare a Lione devono fare altri 160 km. Da noi per arrivare a Torino ne facciamo una sessantina.

GIOVANNA BOURSIER Eh. Quindi uno dice: potevano pagare di più loro? PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE L’opera serve se viene realizzata in tutto il suo collegamento. I francesi, per mettere mano alle loro tratte di accesso, dovranno spendere molti più denari di quelli che spendiamo noi, circa 4 miliardi e mezzo.

GIOVANNA BOURSIER Cioè vuol dire che essendo una tratta comune…

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Certo. DANILO TONINELLI - MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 4/2/19 Quel buco nella montagna è stato deciso perché si era detto lì passeranno molte più persone e molte più merci. Quei dati sono stati completamente sbagliati! Ma le dirò di più: c’ho lavorato a Torino. Io so che lì c’è bisogno di una metro 2, gli imprenditori torinesi e piemontesi quella la vedono come una vera TAV, una super Tav perché chi se ne frega di andare a Lione, lasciatemelo dire.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Povera Lione! Due mila anni di storia. La terza città francese, patrimonio dell’umanità, col centro medievale sul fiume Rodano, e i tipici traboule, i passaggi coperti tra le case nella città vecchia, che valgono il viaggio. Ogni anno attira circa 7 milioni di turisti, e il settore è in crescita del 20%. A due ore di treno da Parigi, è anche uno snodo per le merci: 10 milioni di tonnellate l’anno, oggi più in camion che in treno. Da Milano, impieghiamo 5 ore e mezza, con la nuova linea sarebbero 3 e mezza, e 2 e mezza da Torino.

GIUSEPPE SALA – SINDACO DI MILANO Il punto è che non la Torino-Lione, e vuol dire la Milano-Torino-Lione-Parigi per esempio, vuol dire connettere le nostre aziende con l’Europa.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO I primi progetti risalgono agli anni ’90. Dal 1994 è tra i 14 progetti prioritari europei. La storia se la ricorda bene l’ex Ministro della Casa nel governo Jospin, poi dell’Industria nel governo Sarkozy ed ex sindaco di Chambery.

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO - LIONE Inizialmente doveva essere un treno ad alta velocità, ma, nel 1991, è stato firmato il trattato di protezione delle Alpi.

GIOVANNA BOURSIER Che diceva che non era possibile fare l’Alta Velocità?

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO - LIONE No, ma impegnava i paesi firmatari a trasportare su rotaia, il massimo possibile delle merci che attraversano le Alpi.

GIOVANNA BOURSIER Quindi decidendo di non fare la Torino Lione non rispetteremmo il trattato?

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO - LIONE Sì. E c’è anche il trattato di Maastricht del 1992. Che dice che l’Europa si impegna a creare un territorio senza frontiere e senza ostacoli.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Nel 2001 l’allora premier Giuliano Amato, e il presidente francese Jacques Chirac, firmano il primo trattato per realizzare la Torino-Lione. Dal 2005 fa parte del programma reti trans europee, Ten-t.

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Quello in verde è il corridoio, che oggi si chiama corridoio mediterraneo, uno dei 9 corridoi europei, che va praticamente da Algeciras, in Spagna, fino a Budapest. La Torino-Lione è qui, è questo tratto qui verde. In Europa, diciamo, è definito il missing link del corridoio mediterraneo.

GIOVANNA BOURSIER Sembra una cosa della metropolitana. M

AURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Esattamente. Infatti i corridoi sono tutti quanti collegati tra loro con una serie di nodi. Evidentemente non fare il collegamento Torino-Lione, comporta che tutto quello che parte da ovest e deve andare verso est passerà sopra l’Italia.

GIOVANNA BOURSIER Non passa per l’Italia. 

MAURIZIO BUFALINI – DIRETTORE TECNICO TELT Al di fuori dell’Italia.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Fino al 2006 la linea correva a nord del fiume Dora, fino a Venaria, 7km sopra Torino, che quindi era tagliata fuori. Il tunnel di base usciva sopra a Susa, a Venaus, e da qui era previsto un viadotto di 800mt, poi altre gallerie per circa 30km: Bussoleno e Musinè. I primi No Tav contestano l’opera e l’impatto ambientale, perché le rocce da scavare conterrebbero amianto. MANIFESTANTE Un progetto assolutamente inutile costosissimo e violento. Cioè noi siamo stati avvisati da abitanti della zona che cominciavano le trivellazioni.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Nel 2005 i manifestanti smantellano il cantiere di Venaus, costringendo il governo a sospendere i lavori. Nel 2006, l’allora presidente dei consiglio Berlusconi, istituisce l’Osservatorio: dentro i sindaci e i rappresentanti dei territori, coi ministeri di Salute, Ambiente e Politiche Comunitarie. Presidente e Commissario di governo, è Mario Virano, che nel 2015 passa alla Direzione di Telt, ma è incompatibile perché per legge doveva far passare un anno prima di gestire la società che costruisce il tunnel. Glielo dice anche l’Antitrust con questa sentenza. 

GIOVANNA BOURSIER La fa un’intervista con me 

GIOVANNA BOURSIER, Report? 

MARIO VIRANO – DIRETTORE GENERALE TELT No, non faccio interviste in questo periodo. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO All’Osservatorio gli succede l’architetto Foietta, scaduto il 14 febbraio scorso. 

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Io non sono riuscito a parlare né con il Ministro…

GIOVANNA BOURSIER Che sarebbe Toninelli?

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Che sarebbe Toninelli, né con il presidente del Consiglio. Ho mandato ben 12 Pec a entrambi e non ho ricevuto mai nessuna risposta.

GIOVANNA BOURSIER Se adesso uno dice no, non si fa la Torino-Lione. Cosa succede?

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Bisogna andare in Parlamento, approvare un nuovo trattato e a questo punto, che annulla il precedente. Uscire dalla Torino-Lione è come uscire dalla Nato.

GIOVANNA BOURSIER Adesso non esageriamo.

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE No, vuol dire che viene ricusato un trattato. L’ultimo trattato internazionale che è stato ricusato da una parte sola era nell’epoca di guerra.


SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Era la famosa pugnalata alla schiena, quando Mussolini entra in guerra, si allea poi con la Germania nazista e ricusa la Francia, l’alleato. Noi qui invece abbiamo firmato il trattato del 1991, di protezione delle Alpi e ci siamo impegnati a trasferire il più possibile le merci su rotaia. Poi abbiamo firmato nel ’92 il trattato di Maastricht, tra le altre cose, ci siamo impegnati a non creare ostacoli alle frontiere. Poi nel 2001, il primo trattato tra Amato e Chirac, sul tratto, sulla linea la Torino-Lione. Abbiamo firmato un altro nel 2012, e poi un accordo nel 2014 dove ci impegniavamo a spendere a scadenza. Noi, invece qui, che cosa abbiamo ricusato? Abbiamo ricusato solo il primo progetto, questo in seguito agli scontri violenti di metà anni ‘90 che abbiamo raccontato perché il peccato originale era quello di non aver coinvolto un territorio. Lo abbiamo anche denunciato noi di Report: quelle proteste hanno avuto anche il merito di far cambiare un progetto e di migliorarlo perché non si scavano più montagne con l’amianto dentro, meno gallerie. Si sono abbassati anche i costi, dimezzati. Dai 24mld a 12. E poi sempre in seguito a quelle proteste, è stato costituito anche un osservatorio nel 2006, un osservatorio con dentro i rappresentanti politici e del territorio, il ministero dell’Ambiente, della Salute, quello delle Politiche Comunitarie. L’ultimo presidente è Foietta che è scaduto e poveraccio proprio non sa che cosa fare, nessuno gli risponde, neppure dopo che ha inviato 12 pec eppure come abbiamo visto, si continua a scavare. Chi è che dialoga con il territorio in questo momento? E anche il nuovo progetto è finito sotto la lente del governo, di una commissione che deve valutare costi e benefici.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Adesso il tunnel esce a Susa, dove è prevista una mega stazione dell’archistar giapponese Kengo Kuma, costo circa 150mln. Poi si riadatta la linea esistente, fino ad Avigliana, per 24km, quindi c’è solo un tunnel di 14km fino ad Orbassano, dove si attraversa lo scalo merci e si torna sulla ferrovia esistente fino a Torino.

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Allora i costi reali per l’Italia, con il 40% dell’Unione Europea, sono oggi questi. 4 miliardi e 754: 3 miliardi circa della sezione transfrontaliera, e 1 miliardo e 7 della tratta nazionale. Se io prendo la tratta Verona-Monaco di Baviera la parte italiana, costa 8 miliardi e 100. Il doppio. Se io prendo la Brescia-Verona-Padova, sono 8 miliardi e 750.

GIOVANNA BOURSIER Cioè la fate anche al risparmio?

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Questa è quella che in questo momento costa meno. Abbiamo avuto un forte contributo europeo, e non è vero che è costata così tanto.
GIOVANNA BOURSIER Mi spieghi una cosa, primo: hanno cambiato il percorso.
MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Sì.

GIOVANNA BOURSIER Ai tempi era Venaus, amianto, ecc. questo problema sembra che non ci sia più. Giusto?

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Sì.

GIOVANNA BOURSIERSecondo. 

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Ci sono comunque degli impatti ambientali, ma diversi da quelli precedenti. 

GIOVANNA BOURSIER Quali sono gli impatti ambientali? 

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Ci sono lavori per una ventina di anni, di una infrastruttura estremamente pesante. Non stiamo parlando di bruscolini, stiamo parlando di un tunnel sotto le montagne di 57 km, a doppia galleria. E quindi il tema qui è quello della priorità dal punto di vista trasportistico, dal punto di vista ambientale e dal punto di vista finanziario di un’opera. 

GIOVANNA BOURSIERFUORI CAMPO Proprio per verificare la compatibilità di costi e benefici, il ministro Toninelli affida un’analisi a una Commissione, capitanata dal Prof. Ponti, che gliela consegna a gennaio, e il Ministro la gira all’ambasciatore francese prima che agli italiani. 

DALLA CAMERA DEI DEPUTATI DAVIDE GARIGLIO – DEPUTATO PD Noi oggi mandiamo al Governo francese in via ufficiale un documento che qui in Italia nessuno ha visto, tranne il Ministro Toninelli e la società la Trasporti e Territorio Srl, a cui il Ministro indirettamente ha commissionato la valutazione dell’opera. 

GIOVANNA BOURSIERFUORI CAMPO Il ministro l’analisi la commissiona a un equipe, ma 4 su sei componenti sono o erano della Trasporti e Territorio, che fa anche consulenze per le società autostradali che guadagnano con i pedaggi. Oltre a Ponti, che è socio e presidente, c’è un altro socio, Parolin, un ex consulente, Beria, e un ex amministratore, Drufuca. Sostanzialmente scrivono: fare la Torino- Lione non conviene, bilancio negativo per 7mld. Tra i costi anche le mancate accise sul carburante, e i mancati pedaggi autostradali, che i camion non pagherebbero più se le merci viaggiassero in treno. 

GIOVANNA BOURSIER Ha fatto una valutazione No Tav e pro Toninelli? 

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Questa è una delle peggio calunnie che mi han fatto perché io non sono mai stato NoTav, come non sono mai stato Sì-Tav, e così per nessuna opera pubblica perché io faccio i conti. Cioè i benefici erano vistosamente inferiori ai costi. 

GIOVANNA BOURSIER Beh certo, se lei non considera tra i benefici il traffico non più su gomma… 

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Ma certo c’è un enorme quantità di benefici ambientali. Li abbiamo puntualmente calcolati tutti.

GIOVANNA BOURSIER Come è che la commissione di un governo che vuole fare la Tav, con gli stessi numeri a bene, e un’altra commissione dice non va bene?

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Ma noi abbiamo analizzato con grande cura l’analisi precedente, ci sono degli errori vistosi che noi abbiamo regolarmente quantificato.

GIOVANNA BOURSIER Me ne dica uno.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Appunto, non hanno considerato i costi totali per lo Stato, che comprendono anche la perdita di accise.

GIOVANNA BOURSIER Ma si può compensare questo mancato ingresso di accise, che vuol dire carburante, che vuol dire inquinamento, col beneficio.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Lo abbiamo calcolato, lo abbiamo calcolato rigorosamente. Se però non si può tornare indietro per vincoli, se pagano altri soggetti, l’analisi costi benefici non guarda chi paga.

GIOVANNA BOURSIER Se poi lei mi dice però se paga un altro magari il risultato cambia.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Cambia. Non cambia il risultato dell’analisi costi-benefici.

GIOVANNA BOURSIER No, cambia però la decisione.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Cambia l’analisi finanziaria. Se l’Emiro del Kuwait ci paga un progetto su cui passano due macchine conviene farlo lo stesso, non perché diventi un buon progetto.

GIOVANNA BOURSIER Ma noo!

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Si, ma non nell’analisi costi-benefici, nell’analisi finanziaria!

GIOVANNA BOURSIER Ma quindi l’Europa ha accettato di finanziare una cosa quasi al 50% dicendo: sto facendo una stupidaggine? Ci può essere un costo pubblico per una buona soluzione per il paese?

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI - POLITECNICO DI MILANO Ma certo. Ma certo, ma certo, non l’abbiamo mai negato.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO In Francia, però, i risultati dell’analisi costi benefici sono diversi.

GIOVANNA BOURSIER voi francesi avete fatto un’analisi costi-benefici?

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Sei in totale, comuni tra Francia e Italia, e tutte hanno tutti avuto risultati positivi.

GIOVANNA BOURSIER Quindi Macron non ha chiesto una sua analisi costi-benefici?

OUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Ha ritenuto valide quelle 6 già fatte dai suoi predecessori. Mentre noi parliamo, questi progetti europei sono stati accettati da tutti, ed è bizzarro che solo la Torino-Lione abbia creato problemi.

GIOVANNA BOURSIER E lei cosa pensa lei dell’analisi del prof. Ponti?

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Non mi sembra molto convincente, anche perché considera un costo, il fatto che non passeranno più tonnellate di merci con i camion, quindi meno pedaggi autostradali, e meno carburante consumato. Ma questo è proprio l’obiettivo del trattato di protezione delle Alpi dal 1991! Dunque è un beneficio, non un costo. Qui ci sono in gioco i 43 milioni di tonnellate di merci che ogni anno le attraversano. 

GIOVANNA BOURSIER Con i camion. 

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Sì, il 92% in camion, e l’8% coi treni. È questa percentuale che deve essere invertita. Quindi la storia non è quella di cui si parla, dei 3 milioni di tonnellate di merci che oggi viaggiano in treno. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Chi parla dei 3 mln di tonnellate di merci che oggi passano sull’attuale Torino-Lione, col traforo del Frejus, sono i No-tav. 

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Quella linea è utilizzata un sesto del suo potenziale, e dunque potrebbe trasportare 20 milioni di tonnellate all’anno, ne trasporta 3. 

GIOVANNA BOURSIER Questi dati lei dove li prende? 

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 Sono dati assolutamente ufficiali, che sono ripresi in generale dall’Osservatorio. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Ma secondo l’Osservatorio sulla Tav, la Torino-Lione è prioritaria, perché sui 3 valichi delle Alpi italo francesi - Frejus, Montebianco e Ventimiglia - bisogna calcolare le merci che oggi, in mancanza di ferrovie idonee, viaggiano sui camion. 

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Se io prendo i dati dell’ultimo anno, i camion sono aumentati del 6%. Perché una parte di questi non passa attraverso la ferrovia? Perché non c’è la ferrovia. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO La ferrovia in verità c’è: e la Torino-Lione passa nel traforo del Frejus, lungo 13km e mezzo, aperto nel 1871, tra Modane e Bardonecchia, a 1300mt di altezza come si scavava allora: il meno possibile e quindi più in alto possibile. Del resto i treni erano altri. Basta vedere l’ingresso per capire: un’unica galleria per i due sensi di marcia - mentre oggi le norme europee ne prescrivono due… E due treni non ci passano, e infatti si devono alternare: uno per volta, a una velocità massima di 80 km l’ora. Soprattutto, manca la galleria di sicurezza. Se il treno si ferma in mezzo al tunnel, bisogna seguire le indicazioni di questo cartello: scappate, a piedi per 6km, scegliete voi se in Francia o in Italia, e che Dio ve la mandi buona.


GIOVANNA BOURSIER Scappa su un marciapiede che è largo… 

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE 40 cm. G

GIOVANNA BOURSIER 40 cm.

GIOVANNA BOURSIER Quindi tutti da una parte, solo da un lato. 

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Aggiungo un’altra cosa. Qui dentro non ci sta fisicamente un impianto per lo smaltimento dei fumi, quindi vuol dire nel momento che un treno di merci pericolose prenda fuoco, si sviluppano alte temperature, ma si sviluppano nubi tossiche, che è quello che è successo nel Monte Bianco.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Il marciapiede largo 40 cm è questo, durante un esercitazione… E in effetti, nel tunnel un treno ci passa a malapena.

GIOVANNA BOURSIER Scusi, e fino al 2030 bisogna passare dal Frejus? Ma non ci va più nessuno dopo questa intervista!

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Fino al 2030 bisognerà in questo momento avere garanzie per mettere ancora più in sicurezza il Frejus.

GIOVANNA BOURSIER Perché non è stato fatto prima? Se è in quelle condizioni lì da 20 anni, se non 30.

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE La vera questione, che risolverebbe il problema di sicurezza…

GIOVANNA BOURSIER È fare la galleria di sicurezza.

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE No, la vera questione è togliere le merci, e le merci pericolose, da questa infrastruttura. Ma per togliere le merci, le merci pericolose, io devo avere una nuova galleria.

MONICA FRASSONI – EUROPARLAMENTARE 1999-2009 È possibile con una spesa molto più bassa, migliorare il tunnel attuale del Frejus rendendolo più sicuro. Spendere tra i 4 e i 500 milioni di euro, dipende poi quello che gli esperti dicono.

GIOVANNA BOURSIER 1 miliardo e mezzo dicono.

GIOVANNA BOURSIER Come è che la Francia e l’Italia non hanno ancora messo il Frejus in sicurezza in tutti questi anni? Perché l’Italia ha pensato alla Tav e la Francia idem.

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Quando un’opera è ormai obsoleta, bisogna evitare di sprecare soldi su un progetto che non risolve più i problemi.

GIOVANNA BOURSIER Perché il Frejus è troppo in alto? Per i treni merci.

LOUIS BESSON – PRESIDENTE COMMISSIONE INTERGOVERNATIVA DELLA TORINO -LIONE Per i treni merci è veramente ridicolo: a 1300 metri è meglio sciare che far passare dei treni merci.

GIOVANNA BOURSIER Ma serve o no questo nuovo tunnel? perché è spaventoso quello che si scopre del Frejus, fa paura.

PAOLO FOIETTA - COMMISSARIO E PRESIDENTE OSSERVATORIO TORINO LIONE Assolutamente sì, il Frejus è il prossimo ponte Morandi. 

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Mama mia, speriamo di no. Però bisognerà metterci mano a quel tunnel visto come è ridotto. Insomma oggi però se devi mandare un treno merci su per il Frejus, deve arrampicarsi con pendenze anche del 30%. Questo significa che consuma parecchia energia e poi ne possono passare 40 di treni al massimo al giorno invece dei 100 previsti. Questo per motivi di sicurezza. Se costruisci invece la linea Tav potrebbero passare addirittura 200 treni ogni giorno, 162 merci con una capacità di 320 treni di quelli vecchia generazione consumando un terzo dell’energia. Ma il movimento No Tav dice: ma che vuoi costruire il Tav? se già il traffico merci su quella linea è diminuito negli ultimi 20 anni del 73%, le merci non ci sono. Non è vero perché le merci girano. Girano sui camion, tant’è vero che gli ultimi 5 anni, il traffico su gomma, il trasporto merci, è addirittura aumentato: da 38 milioni di tonnellate è arrivato a 44 milioni. Oggi i camion viaggiano, le merci viaggiano anche sulla tortuosa Torino-Ventimiglia e anche attraverso il traforo del Monte Bianco che è caro. Insomma… Siamo arrivati all’impasse. Se uno Stato decide di investire sulla rete ferroviaria, deve farlo senza indugi. E deve non incentivare il traffico su gomma. Altrimenti arrivi al binario morto. Devi fare come hanno fatto gli svizzeri. Hanno fatto un referendum per migliorare l’intera rete ferroviaria, hanno fatto un secondo referendum per spostare le merci da traffico su gomma a ferrovia e poi il terzo referendum per tassare, sanzionare chi si ostina a far viaggiare le merci su camion. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Per questo in Svizzera, al posto delle linee del 1800, stanno costruendo i nuovi tunnel, a colpi di referendum: nel 1992 indicono il 1°, per finanziare il progetto Alp Transit e migliorare la rete: vince il sì con il 63%… Poi nel ’94 il 51% degli svizzeri vota sì al trasferimento delle merci dai camion al treno. 

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Il governo e tutti i partiti sono stati contro questa votazione. 

GIOVANNA BOURSIER Cioè i partiti erano contro perché c’era la lobby dei camionisti? 

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Sì. 

GIOVANNA BOURSIER Ma voi in Svizzera, ogni volta che voi dovete fare una galleria chiamate il popolo alle urne? 

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Se facciamo un grande programma per gli investimenti sulle ferrovie facciamo una votazione, sì. 

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Nel 1998 fanno un terzo referendum: il 57% degli svizzeri approva una tassa, di circa 1 euro a km, per chi si ostina a utilizzare i camion. 

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Andare da Basilea a Chiasso attraverso la Svizzera sono più o meno 300 euro. È anche dipendente dalle emissioni, vuol dire che un nuovo camion, che è nella tecnologia euro 6, paga meno che un vecchio camion. 

GIOVANNA BOURSIER Cioè la Svizzera è il paese dove le tasse sono più basse, però i camion pagano le tasse alte. PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Sì, però questa tassa è buona per l’ambiente. Vogliamo delle ferrovie performanti, che l’industria prende il treno.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Negli ultimi 20 anni anziché investire sull’alta velocità, hanno puntato sull’alta capacità. Quindi anche i passeggeri vanno massimo ai 200 all’ora, ma si viaggia bene. Il progetto è quasi finito, con un investimento totale di circa 15mld di euro: nel 2007 hanno aperto il Lötschberg, di 34km, sull’asse del Sempione, che collega nord e sud della Svizzera; mentre sull’asse Milano Zurigo nel 2002 han finito lo Zimmerberg, 10km, e nel 2020 finiranno il Ceneri, tra Bellinzona e Lugano, 15km, costo circa 2mld di euro.

DIETER SCHWANK – PRESIDENTE ALPTRANSIT SAN GOTTARDO SA Abbiamo iniziato i lavori di scavo nel 2010.

GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Intanto han finito la prima parte della linea, col nuovo traforo del San Gottardo, inaugurato nel 2016: 57km, al momento il più lungo del mondo, che sarebbe eguagliato proprio dal tunnel della Torino-Lione… È costato circa 9mld di euro, costruito in 10 anni, si percorre in mezzora. Ogni giorno passano circa 150 treni, soprattutto merci.

PATRICK WALSER – RESPONSABILE COMUNICAZIONE REGIONE SUD FERROVIE SVIZZERE Prevediamo che dal 2021 ci sarà un aumento di circa il 30%, graduale chiaramente, del trasferimento di merci da strada a rotaia.

GIOVANNA BOURSIER Di quanto è aumentato il traffico su ferrovia delle merci dopo che mano a mano che fate questi tunnel?

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Penso il 20%, adesso abbiamo 60% di tutti i trasporti che passano dalle ferrovie.

GIOVANNA BOURSIER E chi lo ha pagato?

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Il contribuente, lo Stato. Quello è chiaro.

GIOVANNA BOURSIER Perché è un servizio pubblico? 

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Sì è un obbligo dello Stato di realizzare veramente quegli investimenti.

GIOVANNA BOURSIER Oltretutto questo permette collegamenti in Europa, quindi dovrebbe essere la Lega, che è antieuropea e sovranista a dire: no alla Tav e invece i 5Stelle, che sono per l’ambiente dovrebbero dire sì alla Tav.

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI È veramente difficile.

GIOVANNA BOURSIER Di comprendere per uno svizzero.

PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Di comprendere per uno svizzero, sì. Io aspetto che ogni paese in Europa prende il suo compito e responsabilità di fare quegli investimenti.

GIOVANNA BOURSIER Anche se voi non è che siete tanto in Europa.


PETER FÜGLISTALER – DIRETTORE UFFICIO FEDERALE DEI TRASPORTI Sì.
GIOVANNA BOURSIER FUORI CAMPO Mentre in Italia Ferrovie rifiuta l’intervista, in Svizzera è molto più semplice incontrarli. Gli facciamo sapere che siamo a Berna, e in mezzoretta ci riceve l’amministratore delegato.

GIOVANNA BOURSIER È più facile organizzare un’intervista con voi che con le Ferrovie Italiane.

ANDREAS MEYER – CEO FERROVIE SVIZZERE Noi svizzeri siamo uomini semplici.

GIOVANNA BOURSIER Voi se decidete di fare un traforo, tipo il Gottardo, lo programmate, in 20 anni lo fate, mettendoci anche i referendum in mezzo.

ANDREAS MEYER – CEO FERROVIE SVIZZERE Penso che questo è anche una forza della democrazia svizzera.

GIOVANNA BOURSIER Ma ce l’abbiamo anche in Italia la democrazia, per il momento.

ANDREAS MEYER – CEO FERROVIE SVIZZERE Sì, ma. Io sono sicuro che gli investimenti fatti nell’infrastruttura sono veramente la chiave per il successo.
GIOVANNA BOURSIER È bene essere collegati con l’Europa.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO Sì, dipende da quanto costa, cribbio! Certo che è bene, ma se costa troppo manda in malora il bilancio italiano, perché allora ne scaviamo 12 di tunnel!

GIOVANNA BOURSIER Come si va in Francia in treno?

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO Si va in aereo senza costare nulla allo Stato.

GIOVANNA BOURSIER E le merci?

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO E le merci non hanno fretta.

GIOVANNA BOURSIER Però uno normalmente prende il treno per non prendere l’aereo che è molto più caro.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO No ma non più è vero, non è più vero. Adesso sono più cari i treni delle low cost.

GIOVANNA BOURSIER Però i costi benefici delle low-cost, cioè sfruttano i lavoratori, inquinano.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO Ma teniamo conto anche di quello.

GIOVANNA BOURSIER Non pagano le tasse. Altro che accise mancate.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO Sì, ma questi sono discorsi di tipo etico. Io sono un cinico economista, devo lavorare con i numeri. Come glielo devo dire mia cara dottoressa!?

GIOVANNA BOURSIER Eh ma così però si arriva alla schiavitù.
MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO Alla schiavitù? Perché?

GIOVANNA BOURSIER E certo, perché uno dice: mi costa meno far lavorare il bambino dell’Africa, costibenefici di sicuro.

MARCO PONTI – GIÀ PROFESSORE ECONOMIA DEI TRASPORTI – POLITECNICO DI MILANO No, no, aspetti. Questi sono aspetti distributivi e toccano alla politica, viva la faccia!

SIGFRIDO RANUCCI IN STUDIO Tocca alla politica. È vero. Toccherebbe evitare sprechi, toccherebbe evitare che ogni grande opera diventi il salvadanaio dei corrotti. Dovrebbe anche decidere la politica qual è l’opera migliore per rendere più moderno un paese. Ecco qui invece i governi si passano il cerino l’uno con l’altro e si nascondono, mascherano le loro decisioni istituendo commissioni di tecnici che scelgono in base alla loro sensibilità. Chi sa se la commissione che aveva istituito, quella pro Tav, che aveva istituito Delrio, aveva ipotizzato tra i benefici anche il fatto che un domani le merci potrebbero anche viaggiare su gomma, ma su mezzi elettrici. Oggi invece c’è il professor Ponti che ha deciso con i suoi tecnici che qualche conflituccio ce l’hanno perché fanno consulenza alle società di Autostrade, ecco loro hanno deciso che i costi sono quelli dei mancati pedaggi e anche delle mancate accise. E chi sa se ha quantificato tra i costi anche gli incidenti stradali. Quanto impattano sui costi di uno Stato. Quello che è certo è che alla fine la relazione tecnico-giuridica del ministero dei Trasporti dichiara: di non essere in grado di valutare i costi di un'eventuale cancellazione del progetto Tav. ecco, se non hai fatto ancora i conti con l’oste, di quali benefici puoi parlare? Insomma, l’anello Torino-Lione, quello mancante di una rete europea che ha un valore strategico transnazionale, che va aldilà dei rapporti Italia Francia. L’Unione Europea potrebbe chiederci dei risarcimenti miliardari. E poi c’è un valore che nessuna commissione ha mai quantificato. Quello del valore umano, del patrimonio umano e culturale. Lione è il centro logistico più importante della Francia, risiedono 400 aziende italiane, e poi ha un centro culturale importane. C’è un’università dove studiano migliaia di studenti italiani. Il rischio è che quello sul Tav sia solo diventata una battaglia ideologica che offusca la lucidità per capire quali sono i reali costi e quali i reali benefici. Una lucidità che richiederebbe visione perché il buco ce l’abbiamo, stanno scavando, i trattati possono essere migliorati, la soluzione va trovata. Altrimenti continueremo a arrampicarci sulla ferrovia del 1800 ed arrovellarci su cosa fare di un buco, mentre gli altri stanno costruendo un villaggio sulla luna.




BARDONECCHIA, CHIOMONTE, FOIETTA PAOLO, FRASSONI MONICA, Gabanelli, GIOVANNA BOURSIER, LIONE, MARCO PONTI, MEYER ANDREAS, MODANE, PETER FÜGLISTALER, Report, SIGFRIDO RANUCCI, TAV, TONINELLI, TORINO, 2019 6 MAGGIO Dentro il tunnel DI GIOVANNA BOURSIER

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